Full Version: TIPI DI PENE + altri
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Leoclone
Tuesday, August 05, 2003 10:20 AM
LA DOCCIA DI UNA DONNA


1. Si toglie i vestiti e li mette nella cesta della roba sporca secondo un rigoroso ordine cromatico.
2. Cammina verso il bagno con il suo accappatoio. Appena vede il marito/fidanzato, si copre bene e si chiude rapidamente in bagno.
3. Si ferma di fronte allo specchio e analizza il suo fisico. Ingrossa la pancia per poter rompere un po' piu' i coglioni al marito/fidanzato su quanto e' grassa.
4. Cerca un asciugamano per il viso, uno per le braccia, uno per le gambe, uno per la schiena e una spugna.
5. Si mette nella doccia.
6. Si lava i capelli con uno shampoo a base di avocado e miele con 83 vitamine.
7. Si lava di nuovo i capelli con uno shampoo a base di avocado e miele con 83 vitamine.
8. Si passa un balsamo alle erbe tropicali e si massaggia per 10 minuti.
9. Si lava il viso con un sapone alla pesca con frutti di bosco fino a quando le guance non raggiungono un colore rosso fuoco.
10. Si lava il resto del corpo con un sapone alle noci e fragole.
11. Si incazza come una bestia quando il marito/fidanzato tira l'acqua del cesso perche' il getto della doccia perde pressione.
12. Spegne la doccia.
13. Esce dalla doccia e si asciuga con un asciugamano dalle dimensioni dell'Africa
14. Si passa una crema rivitalizzante, rinforzante, rassodante e idratante per 15 minuti.
15. Si toglie i peli dalle ascelle e dalle gambe. Pensa a lungo sull'opportunita' di radersi le parti intime, poi decide che e' meglio andare dall'estetista.
16. Si scruta con feroce attenzione tutto il corpo cercando brufoli e punti neri, dopodiche' li distrugge con le unghie o pinzette.
17. Esce dal bagno.
18. Appena vede il marito /fidanzato, si copre bene e si getta in camera e passa un'ora e mezza vestendosi.




LA DOCCIA DI UN UOMO


1. Si toglie i vestiti mentre e' ancora a letto e li getta per terra.
2. Va nudo verso il bagno. se vede sua moglie/fidanzata le mostra orgoglioso la proboscide facendo un rumoroso barrito.
3. Si ferma di fronte allo specchio per analizzare il fisico. Ingrossa la pancia. Guarda fiero le misure del suo uccello, si gratta le palle e si annusa le mani per l'ultima volte prima di lavarsi.
4. Si mette nella doccia.
5. Si lava la faccia con il primo sapone che vede.
6. Ride come un cretino per come rimbomba la scoreggia che ha appena tirato.
7. Si lava i coglioni e il culo, curandosi di lasciare qualche pelo sul sapone.
8. Si lava i capelli con qualsiasi shampoo (spesso si confonde e usa il detergente intimo della moglie/fidanzata).
9. Piscia nella doccia facendo finta di essere Grisu' alle prese con un enorme incendio.
10. Esce dalla doccia. Non si rende conto che e' bagnato ovunque perche' ha lasciato la tendina fuori dalla doccia.
11. Non si pettina.
12. Si asciuga un po'
13. Si guarda di nuovo allo specchio facendo l'elicottero con l'uccello.
14. Esce lasciando il cesso tutto bagnato.
15. Torna in camera con un asciugamano alla vita. Se vede sua moglie/fidanzata si toglie l'asciugamano e le mostra orgoglioso la proboscide facendo un rumoroso barrito.
16. Getta l'asciugamano bagnato sul letto e si veste in due minuti.




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Leoclone
Tuesday, August 05, 2003 10:22 AM
Prigione e Lavoro

Giusto nel caso in cui ti sia capitato di far confusione, questo dovrebbe chiarire un po’ più le cose…






IN PRIGIONE… passi la maggior parte del tempo in una cella 8x10

AL LAVORO… passi la maggior parte del tempo in una stanzetta 6x8



IN PRIGIONE… mangi tre pasti al giorno;

AL LAVORO… hai solo una pausa per un pranzo che devi anche pagarti.



IN PRIGIONE… hai del tempo libero per buona condotta;

AL LAVORO… se ti comporti beni vieni ricompensato con maggior lavoro.



IN PRIGIONE… la guardia apre e chiude tutte le porte per te;

AL LAVORO… devi portarti appresso una scheda magnetica ed aprirti tutte le porte da solo.





IN PRIGIONE… puoi guardare la TV e giocare;

AL LAVORO... se guardi la TV e giochi … vieni licenziato.



IN PRIGIONE… hai il tuo gabinetto personale;

AL LAVORO… devi condividere




IN PRIGIONE… permettono alla tua famiglia ed agli amici di farti visita;
AL LAVORO… non puoi neppure parlare alla tua famiglia.



IN PRIGIONE… tutte le spese sono pagate da chi paga le tasse e senza che tu debba lavorare;

AL LAVORO... devi pagare tutte le spese per andare al lavoro e poi detraggono le tasse dal tuo salario affinché possano pagare per le persone in prigione.



IN PRIGIONE… passi la maggior parte della tua vita a guardare da dietro le sbarre desiderando di uscire.

AL LAVORO… passi la maggior parte del tempo desiderando di uscire e andare dentro le sbarre.



IN PRIGIONE… ci sono le guardie.

AL LAVORO… vengono chiamate manager (o capi)




Ma sii felice, perché

IN PRIGIONE… devi restarci per tutto il tempo stabilito

AL LAVORO… ci vai per tornare a casa ogni tanto






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Leoclone
Tuesday, August 05, 2003 10:22 AM
Il pannolino

1. Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:

a) perché lo dice la mamma;

b) perché lo dice la suocera;

c) perché il bimbo ha cagato.

Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua
drammaticità.

Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della merda.

Di solito accade così:

La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce
gaia e piuttosto cretina:

'E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino... Cosa ha fatto l'angioletto?'

Poi la mamma va di là e vomita. A questo punto si riconosce il padre di
destra e il padre di sinistra.

Il padre di destra dice: 'Che schifo!' e chiama la tata.

Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

2. Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio.
Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un
sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.

Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui
appoggiare il bambino.

Far star fermo il bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico
sul bordo del lavandino. E' fondamentale non distrarsi mai.

Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco ma è
perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio
facendoti il gesto dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in
quei nove mesi che passano sott'acqua.

Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.

3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che
Gadda chiamava "l'estruso".

E' il momento della verità.

Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre.

La zaffata è impressionante.

E'singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose
del genere te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, non di tuo figlio.

Ma tant'è: non c'è niente da fare.

O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.

Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda dei bambini
profuma di yogurt.

Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che
vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna.

Se guardate è più difficile.

Ma senza guardare... Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati:

adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.

4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come
una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e
prenderne una.

Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a
gruppi di ottanta.

Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a
cinque salviette.

A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa si stare appesa come un idiota,
dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po' di cacca in giro.

Tamponate ovunque con le salviettine profumate.

Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino.
Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.

A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti
di vostro figlio.

Nella mano destra, una bomba chimica.

5. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.

Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso
profumo di yogurt che si spande per l'aria.

Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a
fondo e poi passate all'olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse
scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei
polsini, e da li spariranno nell'underground dei vostri vestiti.

La sera ne troverete traccia nei calzini.

Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare
prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido, ne
riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in
giro per giacche, pantaloni, ecc. A quel punto avete praticamente finito.

A quel punto il bambino fa pipì.

6. Il bambino non fa pipì a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un
istintivo salto indietro.

Errore.

La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio. Ritirate su la
trota e non raccontate mai alla mamma l'accaduto.

7. Prendere il pannolino nuovo:

Capire qual è il lato davanti (di solito c'è una greca colorata che aiuta,
facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bambino
e chiudere.
Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il
pannolino si chiude. Sì, ma quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è
troppo largo, così è troppo stretto, così è troppo largo.

Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi.

E' in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre
scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come
un martire.
Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.

8. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a
rivestire il bambino.
E' questo il momento degli automatici. Quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso
terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei
vostri figli con gli automatici.

Per chiudere un automatico bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira
eccezionale, culo della madonna.
Il numero degli automatici presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente,
dispari.

9. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente
finito. Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si
arrosserà. Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossirà, e che
sarà mai.
Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei chiederà:
'L'hai messo il borotalco?'. Voi direte: 'Sì'.
Con convinzione.

10. Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino,
brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre
post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con sé
stesso.
Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d'animo di Madre Teresa di
Calcutta.

Quando l'effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere
single, giovane, cretino e un po' di destra.

Alcuni si spingono fino a consultare il settore 'Decappottabili' su Gente &
Motori.

Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù.
Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi,
tragicamente, ritornano.

In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il
tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.


Tratto da

ironico.it





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Leoclone
Tuesday, August 05, 2003 10:24 AM
NOMI "STRANI "

La più triste ragazza statunitense: Judy Chord
Il più gran pistolero del West: Tim Pally
Il più gran rosticciere statunitense: Bruce Kett
Il più gran omosessuale statunitense: Eric Yown
Il più grande industriale del vetro statunitense: Chris Tall

UK

Il più gran macellaio inglese: Paul Laster
Il più grande gommista inglese: Cooper Tony
La più grande prostituta inglese: July Slip
Il più gran pugile scozzese: Tyromp O'Cool
Il ministro delle poste irlandese: Frank O' Boll

SPAGNA

Il più grande tuffatore spagnolo: Pico de Panza
La più gran freddolosa spagnola: Amalia de Lana
La più grande vergine spagnola: Ines Pugnabile
Il più gran investigatore spagnolo: Vasco Tesgama

ROMANIA

Il più gran commissario romeno: Silu Pescu
Il più gran speleologo romeno: Emmo Comescu
Il portiere della squadra femminile rumena: Sara Cinescu
Il più grande pugile rumeno: Nutipu Manescu
Il più sfortunato vampiro rumeno: Nosfigatu

ITALIA

Il più celebre italiano in assoluto: Rino Mato
La più gran prostituta italiana: Lisa Dall'Uso
Il più grande giudice italiano: Massimo della Pena
Il più gran idraulico italiano: Oscar Da Bagno
La più gran psicopatica italiana: Marta da Legare
Il più gran insettologo italiano: Oscar Rafone
Il più gran rosticciere italiano: Apollo Ariosto
Il più grande orafo italiano: Pietro Prezioso

GIAPPONE

Il più gran sarto giapponese: Tayato Sumisura
Il più grande omosessuale giapponese: Lano Mifuma
La più grande prostituta giapponese: Sudo Magodo
La cugina della suddetta: Yosuko Tugody
La migliore amica della suddetta: Setikini Telosukyo
Il più gran pentito giapponese: Fatu Nakazata
Il più gran cameraman giapponese: Mo Zumo
Il più gran barbiere giapponese: Tora Sato

RUSSIA

Il più grande boy-scout russo: Andrej Peribosky
Il più grande omosessuale russo: Andrej Koimasky

ARABIA

Il più grande bevitore arabo: Nabir Albar
Il più gran pentito tra gli estremisti islamici: Ahmed Ispiash
Il più famoso droghiere arabo: Ali' Mentari
Il più famoso agente di pompe funebri arabo: Ali' Murtac

BRASILE

La più gran ninfomane brasiliana: Costanza de Prendelo

Tratto dalla newsletter “Teenmailer”





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Leoclone
Tuesday, August 05, 2003 10:27 AM
Galateo funebre



Far portare via il carro funebre da un carroattrezzi.

Dire alla moglie del defunto che questi aveva un debito con voi di diversi milioni, tutti spesi a puttane.

Russare durante la funzione.

Fare una scoreggiona silenziosa e fetida vicino alla bara e poi dire ad alta voce "Su su sbrighiamoci che comincia a decomporsi!"

Attaccare dei barattoli dietro il carro funebre e adornarlo con fiocchi bianchi e coccarde, stile "W gli Sposi"

Buttare dei petardi al passaggio della bara, proprio tra i piedi dei portantini.

Usare la navata centrale della chiesa per allenarvi a bowling.

Usare i fiori davanti al feretro per fare "m'ama non m'ama".

Chiedere il bis al passaggio della bara.

Parlando con la vedova dire "E' sempre stato altruista...chissà ora a quanti vermi darà da mangiare..."

Organizzare un raduno di Harley-Davidson davanti al cimitero.

Arrivare alla funzione vestito da Gabibbo e dire "Meha besugo!" a tutti.

Portare la macchina fotografica...ed insistere per fare la foto a tutti con vicino la bara.

Far trovare al vedovo 5 euro per terra e dargli una pacca sulla spalla dicendogli "Che fortuna!"

Organizzare una sfilata di Missoni in chiesa.

Vedere se la defunta ha il reggiseno...e palparle le tette.

Spararsi una pugnetta mentre si è in fila per l'eucarestia.

Infilare due Bic nelle narici del cadavere.

Entrare vestito da controllore dell'autobus e chiedere ad alta voce "Biglietti! Biglietti!"

Vendere il cadavere ad una ditta di cibo per cani.

Ascoltare la partita da un mini-Tv durante la funzione e urlare come un pazzo ad ogni momento saliente.

Fingere che l'ostia vi sia andata di traverso, e poi sputare tutto nella bara.

Baciare in bocca la vedova durante le condoglianze.

Dire ai piccoli orfani di padre: "Su, non piangete! il vostro papà vi guarda! lì, in terza fila..."

Buttare dei fumogeni nella bara e poi far apparire un nano vestito da Topo Gigio.

Appiccicare una gomma alla fragola sulla fronte del defunto.

In estate, arrivare vestiti da spiaggia, con le ciabatte, l'asciugamano e gli occhiali da sole.

Giocare a figurine con il figlio dell'estinta e bestemmiare come un turco se vince.

Tagliare i capelli al cadavere e poi tentare di venderli come ricordo agli intervenuti.

Leggere alcuni passi della "Gerusalemme liberata".

Tagliare la mano al defunto e usarla per scaccolarsi.

Mettere un cuscino-scoreggia poco prima che la vedova si sieda.

Affittare il cadavere ad una casa automobilistica per i crash-test.

Improvvisare una macarena durante la sepoltura.

Sostituire il carro funebre con un carro del Carnevale di Rio (brasiliane comprese).

Far arrivare dei terroristi islamici durante la messa.

Mettere il labbro inferiore della salma su quello superiore (se avete provato a farlo voi, avete una faccia da stupidi).

Sostituire l'acqua santa con inchiostro indelebile.

Mettere dei Piranha nell'acquasantiera.

All'uscita della chiesa, partire sgommando sulla vostra Honda 750 nuovissima.

Mettere dei fagioli secchi sotto le palpebre della defunta.

Fare a gara di velocità col carro funebre e fingere di perdere.

Appiccicare dietro le spalle del vedovo "Kick me!"

Chiedere al moglie quand'è stata l'ultima volta che ha avuto un'orgasmo.

Preparare una cena a lume di candela sulla bara.

Riempire le tasche del defunto con cubetti di piscio ghiacciato.

Prendere la mano del cadavere e mettergliela sui coglioni.

Sollevare le palpebre dell'estinto e attaccarle con l'Attack.

Far trovare degli zampognari all'uscita della chiesa.

Rubare le gomme del carro funebre.

Chiedere ad alta voce se qualcuno sa cosa ha fatto la Ferrari.

Vestirsi da vu-cumpra e cercare di vendere i vestiti della salma.

Strappare la lingua della defunta e usarla per i vostri giochi di autoerotismo.

Dire a tutti che la defunta era frigida.

Usare il naso della salma come puntaspilli.

Soffiarsi il naso con la cravatta del morto.

Fare i gargarismi con l'acqua santa.

Chiedere ad alta voce al prete di stringere, perché fate tardi al cinema.

Parlare di politica con chi ci è vicino.

Fare le condoglianze alla vedova con la patta aperta.

Suonare il clacson come un pazzo durante il corteo funebre.

Girare per la chiesa con un profilattico in mano urlando "Di chi è questo?"

Piegare le gambe al morto con la forza del pensiero

Riempire la bara di Smarties

Paragonare le dimensioni del proprio pene con quelle del defunto

Prendere posto e dire al vicino:"Mortacci,fa un freddo...."

Attendere il passaggio de corteo funebre e inveirvi contro dicendo che rompeva i maroni anche da vivo ....... e non smette neppure quando è morto, dal momento che ostruisce il vostro passaggio con la macchina ! (Episodio realmente accaduto)

Vestire il morto da super fricchettone.

Affittare il cadavere alla facoltà di medicina d'Italia per insegnare a fare autopsie e operazioni

Presentarsi con un cestino e organizzare u piccolo pic nic durante la messa

Hey! ma è vivo è resuscitato!- hahah scherzavo!

Fare le condoglianze con la formula: "cento di questi giorni" (fatto accaduto realmente...)

Strappare i testicoli del defunto, giustificandovi che avete smarrito la pelle di daino con la quale pulite il parabrezza della vostra vettura.


Tratto da

fuorissimo.com





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Leoclone
Tuesday, August 05, 2003 10:28 AM
All’università

1.Esame di anatomia. "Signorina, qual e' l'organo che puo' dilatarsi fino a 20 volte rispetto alla misura a riposo?". La studentessa, tutta rossa: "Il pene?". Il professore: "No, e' l'iride; comunque complimenti al suo ragazzo!".

2.Esame di medicina.Professore: "Signorina, l'epitelio vaginale e' ciliato oppure no?". Studentessa: "Mah, si' ". Professore: "Signorina, nessuno le ha mai detto che dove passa il treno non cresce l'erba?"

3.Universita'. Esame di Fisica. Si presenta il primo studente. Il professore: "Sei in treno in uno scompartimento. Fa caldo. Che fai?". "Mah, apro il finestrino". "Bravo! Calcola la variazione di Entropia". "???? Mi servirebbe qualche dato in piu' ...". "No". (Pausa) "Lo sai?". (Pausa). "No? (Pausa) Va bene, vada". E il primo viene sbattuto fuori. Arriva il secondo, poi il terzo, il quarto e il professore fa la stessa domanda con lo stesso risultato. Arriva l'ultimo studente: "Sei in treno, in uno scompartimento. Fa Caldo. Che fai?". "(Sicuro) Mi tolgo la giacca". "Si', va be', ma fa ancora caldo, che fai?". "Mi allento la cravatta". "Ma fa ancora caldo. Che fai?". "Mi sbottono la camicia". "(Incazzandosi) Si', ma fa ancora tanto caldo. Che fai?". "Senta, professore, puo' fare quanto caldo vuole, ma io quel cazzo di finestrino non lo apro".

4. Esame di letteratura latina. Si presenta al vecchio professore una tipa ossigenata, in minigonna e scollatura vertiginosa, con trucco piu' che pesante e con in bocca una sigaretta accesa. Il prof. la guarda impassibile, quindi chiede: "Signorina, mi dica, che cosa disse Enea lasciando la sua citta' in fiamme?". E la tipa, languidamente: "Mah non saprei...". E il prof., porgendole il libretto: "Addio, Troia fumante!".

5.Esame di medicina. "Mi parli dell'apparato genitale maschile". "Si', dunque, e' composto da un osso...". "Le sara' SEMBRATO, signorina...".

6 . Realmente accaduta agli esami di Storia all'Universita' (Facolta' di Lettere): interrogazione su Garibaldi. Chiede il docente: "Come si chiamava il luogotenente di Garibaldi, sempre vicino al Generale in tutte le battaglie?". Lo studente risponde prontamente: "Nino Biperio". "Come??" chiede il professore. Lo studente insiste e alla fine per dimostrare che ha ragione tira fuori gli appunti della lezione dove ha scritto: Bi ... x ...io (ma si legge Bi...per...io!!!).

7. Ad un esame di ostetricia il professore chiede allo studente: "Dimmi quante forme di parti conosci". Lo studente incomincia a rispondere: "Parto normale, parto cesareo e parto... parto... ". Dai banchi arriva un suggerimento: "ANALE". E lo studente subito senza pensare: "Anale". Il professore non si scompone : "Benissimo, e dimmi come e quando si svolgono". Lo studente spiega la dinamica dei primi due. Nel tentare di spiegare il terzo si accorge di aver sbagliato e zittisce. Il professore: "Va bene, dimmi almeno un caso, uno solo, che a te risulti si sia verificato". Lo studente: "Si', ora ricordo, una sola volta, vent'anni fa, quando nacque questo stronzo qua dietro!!".

8. Universita': esame di Fisica. Il professore allo studente: "Lei ha un barometro. Come lo usa per determinare l'altezza di un grattacielo?". Lo studente risponde: "Vado all'ultimo piano, lego uno spago al barometro, lo calo giu' fino a che tocca terra e poi misuro la lunghezza dello spago". Il professore non e' soddisfatto: "Puo' dirmi un altro metodo, uno che dimostri le sue conoscenze di fisica?". "Certo! Vado all'ultimo piano, faccio cadere giu' il barometro, e misuro dopo quanto tempo tocca terra". "Non e' ancora quel che volevo, le spiace riprovare?". "Con il barometro faccio un pendolo alto quanto l'edificio, poi misuro il suo periodo". "Un altro modo?". "Misuro la lunghezza del barometro, poi lo pianto verticalmente per terra in una giornata di sole, e misuro la sua ombra; quindi misuro l'ombra del grattacielo, e per similitudine...". "Ancora un'altra possibilita'?". "Cerco il portiere e gli dico: 'Salve, signor portiere; le regalo questo prestigioso barometro, se mi dice l'altezza di questo edificio?'"

9. "Guarda me: anch'io ho gli esami, eppure vedi come sono tranquillo?". "Che c'entra! Lei e' professore..." (Bruno D'Alfonso).

10. Facolta' di Giurisprudenza: esame di codice di procedura civile. Il professore esordisce con una domanda: "Dunque... mi saprebbe dire cos'e' la "frode?". "Una frode e' se lei mi boccia!". "Cooome??!! Come sarebbe a dire?". "La frode si ha quando uno approfitta dell'ignoranza altrui e lo danneggia!"

11. Esame di chimica all'Universita' di Firenze: Professore: "Il carbonato di calcio è solubile in acqua?". Studente (con sicurezza): "Sì". Professore: "Allora torni quando il Ponte Vecchio si sarà sciolto".

12. Esame di anatomia, scena muta sugli organi genitali femminili. Il professore, sadicamente, dice con disprezzo allo studente: "Guardi, le do 20000 lire, lei stasera tardi va nella zona del porto e vedra' quante signorine le spiegano volentieri queste cose..." Lo studente incassa (in tutti i sensi) e torna all'appello successivo. Conquistato un soffertissimo 18 e firmato lo statino lo studente mette 10 sacchi in mano all'incredulo professore, commentando: "Sua moglie prende di meno".

13. Esame di Idraulica all'Universita' di Genova. Tocca ad una giovane e bella studentessa, che viene chiamata dal professore alla lavagna. Lui le da' un gesso in mano, quindi dice: "Bene, signorina, dunque, vediamo un po'... Ecco, si', mi faccia una pompa!". (Pare che l'aula sia esplosa in quasi un minuto d'orologio di applausi e grida varie).

14. Esame di Fisica all'Universita': il professore lancia un mazzo di chiavi allo studente e gli chiede: "Che tipo di moto è questo?". Lo studente rilancia le chiavi al professore e risponde: "Lo stesso di questo".

15. Esame di Fisica all'Universita'. Premessa: la formula cinematica della caduta dei gravi è h = -1/2 g t2. Il segno di questa formula dipende dal sistema di riferimento che si sceglie; se non si è coerenti, si rischia di descrivere una situazione in cui lanciando un oggetto esso va spontaneamente verso l'alto. Il professore chiede: "Mi scriva l'equazione della caduta dei gravi". L'allievo sbaglia il segno nel suo sistema di riferimento. Il professore lancia il libretto dalla finestra ed esclama: "Ora lo recuperi al piano di sopra e torni il mese prossimo!".

16. Esame di fisica all'Universita': Professore: Mi faccia il ciclo di Carnot. Studente: (disegna un cerchio sul foglio). Professore: "Hmmm... bene... ne faccia un altro vicino". Studente: (disegna un altro cerchio a fianco del primo). Professore: "Bene... unisca i centri dei due cicli con una retta". Studente: (disegna la retta). Professore: "Molto bene! Ora prenda il suo biciclo di Carnot e se ne vada".

17. Esami all'Universita' (storia vera): uno studente di Matematica, figlio di un professore, deve sostenere l'esame di Fisica I con un collega del padre. L'esito sembra praticamente scontato, ma -- incredibile -- il giovane non sa proprio una benemerita mazza. Una domanda dopo l'altra, constatando la sua figuraccia incredibile in presenza di testimoni, il professore non sa proprio che cosa fare per dare quella promozione promessa. Alla fine ricorre a domande da terza media per far dare al ragazzo almeno una risposta: "Allora prendiamo in considerazione un asse e poggiamolo su un...?". Studente: "...". Professore: "...fulcro, naturalmente. Abbiamo così una...?". Studente: "...". Professore: "...leva, come ben sai. Allora, se io metto un carico ad una estremità della leva, che succede?". Studente (ormai scazzato da quel trattamento sfacciatamente di favore): "Ci metto la briscola...". Professore: "MA ALLORA IO TI BOCCIO!". E lo studente: "Vabbeh, allora ci vado liscio".

18. Esame di Geometria. Dopo varie domande a cui lo studente non ha risposto la professoressa dice: "Mi disegni una retta sulla lavagna". Lo studente comincia, ma poi si interrompe; la professoressa gli dice: "Continui e non si fermi". Lo studente obietta: "Ma prof., la lavagna è finita!". E la professoressa: "Continua lungo tutte e 4 le lavagne... continua così lungo il muro fino alla porta... esci e continua così fino a casa!". Variante: lo studente se ne va, continuando effettivamente a disegnare col gesso sul muro. Tutti pensano che sia un gesto di stizza ma dopo qualche minuto si sente bussare dall'altra porta dell'aula (quella opposta all'uscita dello studente). Tutti ammutoliscono: la porta si apre e entra lo studente di prima, ancora col gesso attaccato al muro (l'edificio della facoltà aveva una pianta circolare); disegna la linea finché non si ricollega a quella da lui incominciata sulla lavagna e blatera qualcosa del tipo: "C'è chi dice che estendendo una retta all'infinito si ripieghi su se stessa formando un cerchio...".

19. Un professore di economia una volta chiese quante colonne vi erano nel porticato dell'università, e cacciò lo studente che ovviamente non seppe rispondere dicendogli: "Vedo che lei non frequenta l'università, torni alla prossima sessione". Qualcuno che doveva essere esaminato subito dopo corse allora fuori a contare le colonne; quando fu il suo turno e gli fu posta la fatale domanda rispose con sicurezza quante colonne c'erano. Il professore allora gli disse: "E lei invece di studiare passa il tempo a bighellonare per l'ateneo a contare le colonne? Torni alla prossima sessione".

20. Il professore si diverte a mettere in imbarazzo le studentesse, e inizia a chiedere a un'esaminanda: "Che cos'è quella cosa che lei ha e io no... Che lei sa usare bene e io no... da cui lei trae piacere e io no...". La ragazza risponde: "Il cervello".

21. Si racconta di un professore con l'abitudine di usare un intercalare piuttosto volgare durante le lezioni. Un giorno le ragazze che seguivano il suo corso, esasperate, si misero d'accordo per uscire in blocco dall'aula alla prima parolaccia che il professore avesse pronunciato; i ragazzi, però, venuti a conoscenza della cosa, riferirono tutto al professore. Così il professore il giorno dopo entrò in aula dicendo: "Ho visto fuori dalla porta un elefante con un cazzo lungo così!". Immediatamente, come d'accordo, le ragazze si alzarono e fecero per andare verso la porta, ma lui le bloccò dicendo: "Non correte, è già andato via..."

22. Esame di Diritto all'Universita': Professore: "Mi dica che cosa è il matrimonio". Studente: "Il matrimonio è un contratto che...". Professore: "No". Studente: "Il matrimonio è un contratto che...". Professore: "Nooo!". Studente: "Ma sì professore: il matrimonio è un contratto che...". Professore: "NO! Il matrimonio è il contratto che... Ci vuole precisione. Torni al prossimo appello". E lo studente: "Lei non è uno stronzo, lei è lo stronzo!"

23. Si racconta che durante una lezione di chimica un professore sia entrato in laboratorio con in mano un barattolo pieno di piscio dicendo: "Due buone qualità per un chimico sono ingegno e concentrazione. L'ingegno vi potrebbe far scoprire che un metodo semplice per scoprire la presenza di zuccheri nelle urine è assaggiarle". Detto questo mette un dito nel piscio e poi lo lecca. "Qualcuno vuole provare?". Uno studente che non crede che quello sia piscio ci mette dentro il dito e lo lecca, sentendo che era proprio piscio. Al che il professore continua: "La concentrazione invece vi potrebbe far scoprire che ho immerso il medio e ho leccato l'indice".

24. Una studentessa sostiene l'esame di Diritto Privato in modo impeccabile; il professore (il più stronzo della facoltà) congratulandosi con lei le dice che darle 30 e lode è troppo poco, si sfila il Rolex e le dice di accettarlo per ricordo. Lei, dopo lunghi tentennamenti, si lascia convincere, prende l'orologio e porge il libretto. A questo punto il professore le dice: "Signorina, lei ha accettato la donazione di un bene di valore non modico: dovrebbe sapere che ci vuole un contratto scritto. Si ripresenti al prossimo appello".

25. A un certo punto dell'esame di Analisi I il professore dice: "Scriva: seno di epsilon per v di a in d(a)". Lo studente scrive: sen(e)v(a)d(a).

26. Esame di filosofia. Il professore mostra un mazzo di chiavi e chiede: "Dunque, giovinotto, mi dimostri che queste sono mie...". Lo studente (preso malissimo): "Ehm, sì, quindi, ehm...". Professore: "Allora, che aspettiamo?". Studente: "Io, dunque... Aristotele... ehm...". Professore: "Se ne vada, torni al prossimo appello". Studente (si alza e fa per portarsi via le chiavi): "Arrivederci...". Professore: "Ma che cosa fa? Dove va con le mie chiavi?". Studente: "Ah, ecco: dimostrato che sono sue!". Professore: "Promosso".

27. Il professore di Filosofia Antica chiede allo studente di esporre le confutazioni degli argomenti di Zenone che negano l'esistenza del movimento. Lo studente si alza dalla sedia, si mette a camminare, si ferma e dice: "Ecco: ho confutato Zenone". Il professore gli dice: "Bene, continui a confutarlo". Lo studente riprende a camminare. Il professore insiste: "Lo confuti vicino alla porta". Lo studente va verso la porta. Il professore prosegue: "Ora lo confuti nel corridoio". Lo studente esce nel corridoio. Al che il professore gli grida: "Ecco, ora vada pure a confutarlo a casa sua!".

28. All'appello abbondano i nomi fasulli: Efisio Porcu, Gianluigi Cossi, Vasco Rossi (risate generali), Pippo Baudo (risate generali), Orso Bruno, Giovanna d'Arco... Al che il professore si interrompe e sbotta: "Eh no, ragazzi... Anche Giovanna d'Arco no, per favore!". Al che si alza una vocina di una studentessa: "Presente!"

29. Durante il corso di Economia Aziendale per Ingegneria a Pisa, nell'anno accademico 1997/98, dei tizi si sono presi la briga di fare per tutto il semestre la firma di frequenza di una tale PINA BELLATO, che il professore ha ripetutamente chiamato a squarciagola durante l'appello all'esame. (Provate a chiamare prima il cognome e poi il nome) (L'aneddoto e' riferito anche ad una certa NARA BOCCHI)

30. Facoltà di architettura in Roma ( ndr: idem per Bari !!!!): tre studenti da una parte, il professore dall'altra e in mezzo il progetto in esame, tavole, lucidi e quant'altro. Uno degli studenti difende animatamente le sue scelte, ne parla con competenza e pare ben preparato. Il secondo studente interviene di quando in quando; il terzo fa scena muta e non interviene mai nel discorso. Al termine della discussione il professore si rivolge al primo studente: "Lei è preparato e mi piace la sua esposizione. Approvato con 28!". Poi si rivolge al secondo studente: "Lei ha ancora qualche incertezza, ma mi pare abbastanza preparato. Approvato con 26!". Al terzo studente: "Lei mi ha fatto scena muta, ragazzo mio! Più di 24 non posso proprio darle!!!". E lo studente: "Ma guardi che io non debbo mica fare l'esame, sono solo venuto a vedere come andava l'appello ad un amico!!"

31. Esame di Matematica all'Universita'. Premessa per chi non ha aperto mai un libro di matematica: molti teoremi di matematica esordiscono con il classico incipit "Dato un e (epsilon; si scrive come un 3 rovesciato) piccolo a piacere, è possibile dimostrare che...", dove con e piccolo a piacere si usa indicare un parametro che può raggiungere valori piccolissimi, ma comunque diversi da zero.

Studente: "Sia dato un tre piccolo a piacere, è possibile dimostrare che...". Professore (allibito): "Prego? sia dato cosa?". Studente: "Un tre piccolo a piacere, no?". Professore: "Ma guardi che questo (disegnandolo) è un epsilon, non un tre!!!". Studente: "Ah! E pensare che l'ho corretto su tutto il libro!!!". Professore: "Faccia una cosa, ora se ne vada e torni quando lo ha corretto tutto di nuovo...". Variante: A questo aneddoto si associa anche la seguente variante: Studente: "Sia dato un e piccolo a piacere, è possibile dimostrare che...". Professore: "Sì, vabbè, ma piccolo quanto?". Studente (incerto): "A piacere...". Professore: "Allora me lo faccia più piccolo". Lo studente, evidentemente in stato confusionale, traccia un e di dimensioni minori. Professore: "No, lo faccia ancora più piccolo...". Lo studente ha continuato a scrivere e micrometrici per un bel pezzo, prima di ammettere sconsolato che forse la sua preparazione lamentava qualche lacuna.


Tratto dalla newsletter “Fuorissimo”




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Tuesday, August 05, 2003 10:30 AM
CAPPUCCETTO ROSSO

Una sera sola soletta Cappuccetto Rosso camminava per il bosco con il suo cestino di vimini dirigendosi verso la casetta della buona nonnina. L'aria era tersa, e gli usignoli cinguettavano allegramente saltellando di ramo in ramo. "Che splendida giornata !" esclamo' Cappuccetto Rosso tutta felice, e continuo' per la sua strada cantando un'allegra canzoncina; la mamma le aveva raccomandato di stare attenta ai brutti incontri nel bosco, che a volte loschi figuri si nascondevano dietro agli alberi per insidiare le tenere fanciulle come lei. "Non preoccuparti mammina," aveva detto
Cappuccetto Rosso, "chi mai potrebbe volere far del male ad una bimba, nel nostro ridente paesello di Valle Felice ?" E cosi' si era incamminata, per portare alla nonna una cosa di cui ella aveva estremo bisogno. Mentre seguiva il sentiero degli innamorati un lupo feroce e cattivo sbuco' da dietro a un albero, e disse a Cappuccetto Rosso: "Ciao cara, cosa fai qui?" Cappuccetto Rosso stava per dire: "Vaffanculo, lupo!" ma si trattenne.

Aveva infatti notato il fallo di considerevoli dimensioni che dondolava tra le gambe della belva. "Yum-yum" penso' Cappuccetto Rosso, e si gettò avidamente sul lupo per violentarlo. "Aiuto, aiuto", grido' il lupo, mentre Cappuccetto Rosso si avventava sulla sua verga con la bocca spalancata. Divincolandosi il lupo riuscì a liberarsi dalla presa e, afferrato un nodoso ramo, colpi' alla nuca la fanciulla, tramortendola. Poi, fuggi' disperato, finche' non arrivo' ad una casetta isolata, dove penso' di poter trovare rifugio; busso' alla porta. "Chi e'?" chiese una tremula voce da dietro alla porta. "Ehm, sono l'idraulico" disse affannosamente il lupo. "Un uomo!" penso' la vecchia, che altri non era che la nonnina adorata di Cappuccetto Rosso; e subito lo fece entrare. Non appena il lupo fu entrato, la vecchia gli balzo' addosso con sorprendente agilita' e comincio' a baciarlo sulla bocca: poi si denudo' e gli disse: "Idraulico, tira fuori la chiave inglese e ispeziona questa tubatura, eh eh" Il lupo si senti' svenire alla vista del pube della vecchia novantenne, e corse verso la porta; ma la vecchia gli fece una presa al collo da lottatore professionista, e lo fece cadere al suolo. La nonna di Cappuccetto Rosso era una ninfomane di 94 anni, ex-prostituta in un bordello di Tripoli; il lupo passò momenti terribili, e riusci' a sottrarsi alle sue voglie solo sfasciandole sul cranio un pesante posacenere in marmo con la scritta "Ricordo di Riccione". Stava per andarsene, quando udi' bussare alla porta. "Chi e'?" chiese imitando la voce tremolante della vecchia. "Sono io nonnina, Cappuccetto Rosso" senti' rispondere il lupo con grande sgomento.

Immediatamente chiuse la vecchia nel gabinetto, si mise la sua cuffia in testa e si infilo' nel letto, da cui grido': "Avanti" alla fanciulla. "Eccomi nonnina", disse Cappuccetto Rosso avvicinandosi al letto ed infilando la mano nel cestino; "Ti ho portato la lavanda vaginale che mi avevi chiesto" proclamo' estraendo dal paniere un enorme strumento di gomma di foggia strana. "Oh, ehm, grazie." rispose il lupo.

"Ma, nonnina, che mani grandi che hai!" disse sgranando occhioni la dolce fanciulla. "Davvero? Beh, perche' non torni a casa prima che faccia buio?" "E che bocca grande che hai!" "Si, e' perche' ho tolto la dentiera...ma ora vai, su.... muoviti!" "E che uccello grande che hai!" disse scostando il lenzuolo e fissando il membro del povero malcapitato; e si getto' su di lui, facendosi impalare dalla sua verga. "Ahhh mi hai schiacciato le palle..." stava urlando il lupo, quando la porta del gabinetto si spalanco' e ne usci' la vecchia, che subito si sedette sulla faccia del lupo. "Mmmmph....fmmfmm..." borbotto' il lupo, ormai stremato, quando dalla porta di ingresso della casupola entro' un cacciatore. "Mio dio, un lupo!" grido', ed estraendo un fucile mitragliatore Kalashnikov fece fuoco sulle due ninfomani, riducendole a gruviera. "Grazie", disse il lupo al suo salvatore "non so come ringraziarti." "Oh, il modo ci sarebbe...." rispose il cacciatore, soppesando il membro del lupo tra le sue mani; "Baciami stupido!". Il lupo e il cacciatore si allontanarono nel tramonto mano nella mano, e vissero per sempre felici e contenti.



Segnalato da Critzian




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Tuesday, August 05, 2003 10:31 AM
Lo sapevate che….


- Se tu urlassi per 8 anni, 7 mesi e 6 giorni, produrresti abbastanza energia sonora per riscaldare una tazza di caffe'. (Non mi sembra che ne valga la pena)

- Se tu producessi costantemente flatulenze per 6 anni e 9 mesi,il gas risultante fornirebbe energia equivalente a quella di una bomba atomica. (Questo potrebbe avere piu' senso)

- L'orgasmo di un maiale dura 30 minuti. (Nella mia prossima vita voglio essere un maiale...ma come hanno fatto a scoprirlo, e PERCHE'?)

- Per sbattere la tua testa contro un muro sono necessarie 150 calorie all'ora. (Non riesco a lasciar perdere quella cosa dei maiali)

- Umani e delfini sono le uniche specie che fanno sesso per piacere. (E' per questo che Flipper sorride sempre?...e i maiali hanno orgasmi di mezz'ora? Non mi sembra giusto)

- Chi usa la mano destra vive, in media, nove anni piu' a lungo dei mancini. (Se sei ambidestro che ne fai una media?)

- Una formica puo' sollevare 50 volte il suo peso, puo' trascinare 30 volte il suo peso e cade sempre alla sua destra se intossicata. (Ma i contribuenti pagano le tasse per sovvenzionare questo tipo di ricerche?)

- Gli orsi polari sono mancini. (E chi lo sa? E come lo hanno capito? E soprattutto chi se ne frega? )

- Un pesce gatto ha piu' di 27.000 papille gustative. (Ma cosa ci sara' di cosi' saporito sul fondo di uno stagno?)

- Una pulce puo' saltare una distanza pari a 350 volte la lunghezza del suo corpo. E' come se un uomo potesse saltare da un capo all'altro di un campo di calcio.
(mezz'ora... ma ti rendi conto?? E perche' proprio i maiali?)

- Uno scarafaggio decapitato sopravvive nove giorni prima di morire. (Che schifo)

- Il maschio della mantide religiosa non puo' accoppiarsi finche' la sua testa e' attaccata al corpo. La femmina da' inizio all'accoppiamento decapitando il maschio. (Tesoro, sono a casa. Metti la testa sul ceppo che stasera ho voglia...)

- Alcuni leoni si accoppiano piu' di 50 volte al giorno. (Nella mia prossima vita voglio comunque essere un maiale...qualita', non quantita')

- Le farfalle sentono i sapori con i piedi. (no comment)

- L'occhio dello struzzo e' piu' grande del suo cervello. (Conosco persone cosi')

-Le stelle marine non hanno cervello. (Conosco anche persone cosi')

E dopo aver letto questo, tutto cio' che ho da dire e'.....

............. MALEDETTI MAIALI!!!!!!!




Bestialità

Cosa fa una mucca con il fucile a tracolla? Vaccaccia.

Cos'e' quella cosa che e' gialla e se premi un bottone
diventa rossa?
Un canarino nel frullatore.

Cosa fa un cammello che lavora tanto? Sgobba.

Cosa dice un cane davanti ad un albero di Natale?
Finalmente hanno messo la luce ai cessi!

Cosa usano gli elefanti come pantofole? Le pecore!

Cosa usano le elefantesse come assorbenti? Le pecore...

Cosa fa una gallina a Malta? L'Ovomaltina!

Cosa fa un gatto davanti all'edicola? Aspetta Topolino!

Cosa fanno due maiali sul divano? I porci comodi!

Cosa dicono due maiali a Mike Bongiorno?
"Mike, hai delle domande da porci?"

Che differenza c'e' tra...

Il seno di una donna e un trenino elettrico?
Nessuna, sono fatti tutti e due per i bambini, ma ci
giocano i grandi!

Un cardinale che fa all'amore con Miss Italia e tu che fai
all'amore con Miss Italia?
Se lo fa il Cardinale è un peccato, se lo fai tu è un
miracolo!

Una bara e un preservativo?
Nella bara c'è uno che se ne sta andando, nel preservativo
uno che sta venendo.

Un messicano vestito e uno nudo?
Il messicano vestito dice: "Hasta la vista!", mentre quello
nudo dice:
"Ahi Vista la hasta?".

Il calcio maschile e quello femminile?
In quello femminile non ci sono i falli!

Un libro e una donna?
Il libro inizia con l'introduzione e finisce con l'indice.
La donna inizia con l'indice e finisce con l'introduzione.



DUBBI ESISTENZIALI...




Se i gatti quando camminano vanno gattoni gattoni, i coyoti quando camminano come vanno?

Se offendi un parmigiano reggiano, ti trovi una grana?

Nelle riunioni di gabinetto i ministri fanno gli stronzi ?

Perché se Dio è immortale, ha lasciato ben due Testamenti?

Perché si chiama sala-parto se ha solo nuovi arrivi?


Se la museruola si mette sul muso dove si mette la cazzuola?

Lo stitico quando muore va in purgatorio ?


Se Garibaldi é partito da Quarto, chi erano i tre partiti prima di lui?

Le tende da sole ... soffrono di solitudine ?

Sono le pecore di Murano che producono la lana di vetro?

Nei film porno il protagonista e il montatore sono la stessa persona?

Ma in una banca del seme, cosa danno di interessi?

Se lavorare fa bene, perché non lo lasciamo fare agli ammalati ?

Ma se il mio capo si droga, io sono un tossico-dipendente?

La penisola è un isola a forma di pene ?

GESTANTE è participio presente o preservativo imperfetto ?

Il formaggio con le pere è femmina o si droga?

La luce viaggia più veloce del suono, sarà per questo che molte persone appaiono brillanti finchè non le senti parlare?

Se son rose fioriranno... ma se sono cachi?

Quelli che attaccano i cartelli "Chi tocca muore" muoiono tutti?






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Tuesday, August 05, 2003 10:33 AM
I PROMESSI SPO...RCHI


Quel ramo del lago di Bolsena che volge al tramonto era proprio una merda. Don Asboldro stava passeggiando tranquillo nella strada che portava a casa sua mentre la Perpetua Sorcona gli stava preparando una succulenta cenetta. Ad un certo punto vide pararglisi di fronte due bravi di Don Mandingo… questi cominciarono a maneggiare velocemente l'attrezzo, suscitando sgomento nel deretano del povero padre che cercò di scappare trattenendo gemiti di godimento ed eiaculazioni indotte. La strada fu breve in quanto la sveltezza dei due baldi giovani prevalse sulla lentezza senile dello sventurato. "Che volete da me?" chiese piangendo il povero padre. "Quest'orgia non s'ha da fare…"; i due bravi si riferivano all'imminente matrimonio tra Spermo e Lucciola. Finito l'orrido incontro Don Asboldro rincasò e dopo aver cenato si fece maneggiare l'arma da Perpetua che avvertendo un fremito nei testicoli del pretastro chiese: "C'è qualcosa che la turba? Ha per caso il glande ipersensibile?", "No Perpetua, ho ricevuto delle minacce da due viados che ho incontrato, mi hanno proibito di unire in matrimonio Spermo e Lucciola; ma io che posso fare? Sono solo un povero padre che ama la masturbazione!".



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Spermo stava pensando al clitoride della madre di Lucciola mentre si recava a casa della sua amata. Arrivato al modesto casolare, la madre di Lucciola, Astrusa, lo accolse con un tonante peto. Spermo rispose con un languido sorriso che mirava a sconvolgere il ciclo della donna. Quando Lucciola vide il suo amato gli corse in contro togliendosi dalla carbona un fallo in mogano africano. "Amore mio, finalmente l'ora è vicina, potremo avere tanti bimbi e quindi un eventuale numero imprecisato di nipotini, evviva!", "Per ora mi accontento di un bacio casto, mia porcona" ribatté Spermo e continuando disse: "Ho testé parlato con la Perpetua di Don Asboldro e mi ha riferito che il prete si è gravemente malato di gonorrea, si dice che abbia sodomizzato un chirichetto sessantenne infetto", "Oh no, ma io ho voglia di essere posseduta dal tuo cazzone! Non voglio tardare!" disse irosa Lucciola. "Per ora tieni questo zampone surgelato, divertiti a scioglierlo, amore". Dopo che Spermo ebbe detto ciò Lucciola si ritirò nelle sue stanze a smembrare il carname con le sue grandi labbra infuocate.

Astrusa disse preoccupata: "Cosa facciamo adesso? La situazione è grave!". Spermo avendo intuito il tono della matrona si fiondò sul suo posteriore penetrandolo e provocandogli lesioni e infiammazioni. Finito il rapporto anale Spermo fece per avviarsi alla sua magione ma prima di uscire disse: "Io amo sua figlia, non vedo l'ora di sposarla" e se ne andò.



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Don Mandingo stava cospargendosi di pepe del Madagascar il glande quando entrarono i due bravi. Alla vista dei due servi mise via il piffero e tolse la mano sinistra dal culo. "Cosa volete?" disse acidamente il nobil'uomo, "Missione compiuta padrone, Don Asboldro è stato avvertito, gli abbiamo lasciato tanti ricordini in gola…", "Bene ragazzi miei, ora venite e baciate le mie soavi chiappe". Compiuto il rituale saluto i servi tornarono alle loro stanze lasciando Don Mandingo alle sue pratiche feticiste. La mente del nobile era satolla di pensieri, voleva possedere Lucciola ma c'era Spermo… decise che doveva eliminarlo, magari dopo averlo posseduto analmente. In quel dunque un usignolo entrò fischiettando ma morì subito; allora egli capì... la felicità é breve, doveva agire al più presto! Il giorno seguente dopo una carnosa colazione a base di sfincioni si recò sui campi a visitare l'oggetto del suo desiderio mistico: Lucciola. Ella, soave e arrapata come sempre, stava inspiegabilmente raccogliendo il frumento che biondeggiava sui campi. Con un trotto deciso del suo cavallo il nobile spagnolo fu in un istante su di lei e cominciando a stimolarle il capezzolo destro disse: "Tu sei mia, il tuo amato non potrà mai averti, parola di Don Mandingo Ramirez Sanchez!". Ella spaventata tolse la mano del porco dal suo seno e scappò nel mulino dove c'erano gli altri agricoltori ma non si accorse che era un tranello… subito fu penetrata da un mercenario che puzzava di orina, questo poi fu seguito da un intero esercito. La donna dopo aver soddisfatto tutte le voglie tornò a casa e piangendo disse alla madre: "Oh mamma, oggi è successa una cosa terribile, un nobile mi vuole in moglie e ha minacciato di uccidere Spermo, che si può fare madre mia?". La madre comprendendo la gravità della situazione disse compassionevole: "Forse una soluzione c'è, finché le acque non si saranno calmate è meglio che stiate separati", "Ma non posso, io lo amo e voglio sposarlo, dovesse cascarmi il mondo in testa". In quel momento un pianeta sconosciuto che ora è chiamato Castrone cadde in testa alla donna, ma non le fece male. La madre, ormai vinta dagli usmi di goduria del marito che giaceva sul divano con una pecora tosata, disse: "Fa come vuoi, ma io ti posso aiutare e poi se te ne andrai ti darò tutto il necessario per mantenere aperte le tue grandi labbra: vaselina, falli di bronzo e marmo greco nonché quello straordinario olietto che ti regalo tuo nonno per facilitare la penetrazione anale; se vuoi ti do anche il cagnetto, è sempre molto eccitato e riuscirà a tenerti su di morale", "E Spermo che fine farà?", "Lui dovrà lasciare Bolsena, possibilmente entro un paio di giorni, per recarsi in una grande città", "E io dove andrò?", "Tu ti ritirerai in convento con le suore dell'Immaculatta, dove è di comando la famosa monaca Manza", "Se è per dare a Spermo una speranza lo farò, ma quando partiremo?", "Domattina, alle prime luci dell'alba. Ma ora basta interloquire, manda tuo cugino Gioberto a chiamare Spermo affinché gli riferisca di correre al più presto qui per riferirgli il nunzio!".



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Spermo era sopito in sogni di sesso sfrenato, notti arabe di orge e sadomaso, le mille e una notte di rapporti anali. Quando Gioberto entrò Spermo si era già smerdato di bianco il bonigolo (espress. colorita per indicare l'ombelico) così disse al bimbo: "Leccami per favore, devo essere presentabile per la mia donna". Il bimbo gli pulì tutto e gli passò i vestiti puliti. "Sarebbe meglio" disse Gioberto "Che si portasse via un'arma, i bravi sono ovunque, ne ho visti due per strada intenti a flagellarsi il membro". Spermo impaurito prese la prima arma che gli capitò in mano, una roncola taglia-prepuzi. Fiero di sé uscì di casa con Gioberto che lo precedeva. Subito una freccia si scagliò sui testicoli del fanciullo che gemendo morì. Spermo corse via fuorviando il pericolo. Arrivato a casa di Lucciola, Astrusa lo accolse con una delle sue solite eruttazioni rettali e dopo averlo accomodato ad un tavolo gli offrì carne secca, un tozzo di pane e del sidro Scozzese. In quelle zone si dice che il sidro venga preparato dai novelli sposi evirati dopo il primo e unico rapporto della loro vita, forse per questo la bevanda ha un retrogusto di gruvea. Lucciola scese la scala più bella che mai vestita da sposa; aveva delle calzature alte con le borchie triangolari, una calzamaglia a rete e un completo bianco come la panna che viene preparata in Islanda dai pescatori di merluzzi. Era piena di merletti di forma fallacea e aveva due coppe in prossimità del reggiseno che le sollevavano le giuggiole fino a far intravedere le ciliegine; sulla testa aveva una raggiera di spirali rosa volte ad esaltare un viso truccato con argilla malesiana e nettare di petali di rose bianche. Spermo non trattenne l'eccitazione e il suo scroto premette i testicoli provocando un'alluvione di umori all'interno delle sue brache.



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Dopo che Lucciola raccontò a Spermo il fattaccio successo con Don Mandingo Spermo comincio ad agitarsi e aveva nella mente una sola parola: vendetta! Si disse che gli avrebbe fatto vedere lui come si cavalcava un fondoschiena e la voglia di possederlo cresceva di attimo in attimo. Ad un certo punto Astrusa gridò: "Fermi tutti! Mi è venuta un'idea fantastica! Spermo, perché non vai alla città di Tilecco a chieder consiglio ad un legale? Lì c'è un certo Azzanna-cespugli che ha naso per queste faccende…", "Oh Astrusa" replicò Spermo, "la tua idea è a dir poco geniale! Vieni qui cosicché possa abbracciare la mia futura suocera" e dopo averla cosparsa di olii orientali le scivolò tra le gambe applicando una posizione tantra; quanto amore c'era in quella casa! Sul più bello entrò il nonno Gepe con due bottiglie di buon Gintonic e la festa ebbe inizio. Dopo che tutti smaltirono la sbronza Spermo andò in cortile e prese una lontra giacchè la suocera gli aveva detto che per andare dall'Azzanna-cespugli non bisognava avere le mani vuote. Appena arrivato a Tilecco chiese dove abitava il legale e dopo aver aggiunto l'abitazione vi entrò. Un odore acre di vaselina andata a male circondava la cucina in mezzio alla quale stava avanzando una prosperosa donna di 50-60 anni. La donna appena vide la lontra cominciò a strusciarsela sulla bernarda e in quel che entrò l'Azzanna-cespugli dicendo al ragazzo di accomodarsi nel suo studio. Il dottore, alla domanda di Spermo se era legale sodomizzare una promessa sposa per averla tutta la vita, pensò che il sodomizzatore fosse Spermo così cominciando a masturbarsi il fringuello prese dal tavolo una carta e dopo averla aperta disse: "Ohibò ragazzo, perché ti sei rasato i peli pubici che i facinorosi usano tenere a treccine?". Spermo rispose che lui non aveva mai avuto treccine sul pube e che anzi era solito farsi mangiare i cespuglietti del piffero dalla madre dell'amata. Il dottore iroso mandò via Spermo dicendo che contro Don Mandingo non si sarebbe mai messo poiché amava sollazzarsi con lui nelle giornate uggiose praticando sesso orale. Spermo fece per riprendersi la lontra ma la povera bestiola era ormai stata battuta da tutta la servitù così se ne andò sconfitto.



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Mentre Spermo era dal dottore, le donne, tra un'orgia lesbo e un'altra, stavano cercando una soluzione e mentre Astrusa sosteneva nell'aiuto dell'Azzanna-cespugli, Lucciola diceva che doveva cercare aiuto in padre Cisborofo, un padre sodomita col vizio dell'alcool. Intanto Spermo tornava a casa di Lucciola e sedendosi si sparava una pippa con un gesto di disapprovazione raccontando alle signore presenti il fattaccio accaduto dal dottore. Astrusa era più vogliosa che mai e vedendo il membro di Spermo vi si gettò sopra senza indugi mentre le altre donne cominciavano a strusciarsi fra di loro. Finita la pratica erotica Spermo se ne tornava a casa confidando nell'aiuto di padre Cisboforo. La sera stessa per distrarsi andò in un'osteria con gli amici a fumare oppio e far ingoi, che spavaldo era Spermo!



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La mattina d'autunno non lasciva sperare niente di buono, il paesaggio triste e due cani maschi che si ingroppavano a vicenda erano gli unici elementi evidenti in quel panorama desolato. In quel mentre padre Cisborofo usciva dal convento per andare a fricchettare con Lucciola. Cisborofo non si era sempre chiamato così, una volta il suo nome era Losbrodico, figlio di una prostituta thailandese e di un magnaccia vicentino che si era arricchito. Losbrodico era un ragazzo di indole violenta, più di qualche volte infatti aveva martellato il sedere della madre e masticato i testicoli del padre ma un giorno egli andando per strada trovo un nobile che pretendeva di essere lui a fraccarglielo al suo passaggio. Losbrodico irritato rispose a tono e disse che invece doveva essere lui a farlo; così dai paroloni passarono alle armi… Losbrodico cominciò a randellare il nemico con un fallo di ebano siriano e dopo averlo ucciso si rifugiò in un convento di frati Capellottini che era lì vicino. La folla lo difese dicendo che aveva ucciso quel birbone per difendersi. Losbrodico allora decise di farsi frate e andò a chiedere perdono alla famiglia del nobile ucciso facendosi mettere il membro in tutti gli orifizi da tutti i parenti. Da allora padre Cisboforo visse in castità anale per il resto della sua vita.



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Subito uno dei due bravi gli cosparse il glande di miele d'acacia e diede due botte alla porta; aprì un vecchio con il pene che penzolava pigramente tra le gambe, dal prepuzio sgorgava il suo umore… padre Cisborofo si trattenne, voleva assaggiare quella delizia, ma rimase dritto, il vecchio allora rispettoso della persona che aveva di fronte fece strada al padre che lo seguì a ruota mettendogli una mano nel boffice. Arrivati alla sala conviviale le porte si spalancarono e Cisborofo vide una di quelle scene che ti fanno salire il testosterone, Artiglio stava leccando le feci del cugino, il famigerato Don Mandingo, e tentava disperatamente di produrre un incesto violento e feticista. Quando i giovini videro il padre si eccitarono ancor di più e lo fecero entrare. Una volta seduto il padre disse a Mandingo che voleva possederlo in privato per fargli assaggiare la sua rugiada, tuttavia il nobile lo trattenne alla tavola per farlo partecipare all'incontro. Stavano parlando della fiera lesbo che si era svolta pochi giorni prima a Castellammare di Stabia, una vera leccornia per intenditori, ma al prete questi argomenti interessavano ben poco, continuava a guardare Don Mandingo e a lanciargli dietro schizzi di sperma ancora caldo per eccitarlo all'incontro privato. Don Mandingo non resistette così si alzò e preso il prete per le gonadi lo trascinò in un'altra stanza.



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Quando entrarono nella stanza Cisborofo cominciò a randellare il culo di don Mandingo con la sua santa verga e pregandolo di lascire Lucciola in pace giacché la sua torta apparteneva a un altro. Il nobile, arroventato dalla lussuria e dalla foga, cominciò a succhiare il pene del prete e quando ebbe finito ebbe il ventre pieno di spirito santo. Questo voleva dire che non voleva assolutamente scendere a patti e che lui poteva sodomizzare chi voleva in qualsiasi momento. Allora cacciato di casa Cisborofo si diresse verso l'uscio e prima di incontrare l'aere un vecchiuo gli batté sulla schiena un cazzone e gli disse che aveva visto e sentito tutto e che sapeva molte cose e che gliele avrebbe raccontate l'indomani. Il padre quando uscì dal palazzotto era sereno e il suo ano non bruciava più per i continui frizionamenti del nobile.



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Intanto a casa di Lucciola Astrusa stava elaborando un piano, i due promessi dovevano andare dal curato nudi e copulare di fronte ai suoi occhi, così l'unione avrebbe sancito lo sposalizio. Lucciola era dubbiosa ma Spermo era già uscito per sodomizzare gli eventuali testimoni. Trovò Tornio e Gerlano, due semplici paesani amici di Spermo. Astrusa si sarebbe occupata di Perpetua. Mentre Astrusa diceva di non parlare del piano a Cisborofo, quest'ultimo entrò dalla porta.



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la continuazione del romanzo è su

fuorissimo.com





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Leoclone
Tuesday, August 05, 2003 10:36 AM
Leoclone
Tuesday, August 05, 2003 10:37 AM
Leoclone
Tuesday, August 05, 2003 10:39 AM
UN BAMBINO UN PO PRECOCE


[IMG]http://www.rivoltaonline.net/images/in_costruzione.gif[/IMG]
Dervis
Wednesday, August 06, 2003 12:48 AM
ho unito i post di Leoclone che non hanno avuto risposte...
nascondevano un po i post fatti in alti thread e poi avevano poche visite ( 6-9 l'uno )





Dervis
[IMG]http://digilander.libero.it/derviszoid/dlen.jpg[/IMG]

<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Dervis 06/08/2003&nbsp;0.51</i>]</font></p>
makku
Wednesday, August 06, 2003 7:49 PM
ho notato che leoclone ultimamente a postato in modo a dir poco smisurato,ma, non ne sono sicuro[SM=x53921] [SM=x53921] [SM=x53921] [SM=x53921] [SM=x53921] [SM=x53921] [SM=x53921] [SM=x53921]
[IMG]http://www.ginevra2000.it/Fantasy/Creatures/Elf_m6.jpg[/IMG]
in un mondo dove l'ignoranza e' la ragione io sono il piu stupido
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