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binariomorto
Tuesday, March 22, 2011 11:43 PM
Arriva la nube ...
texdionis
Thursday, March 24, 2011 9:37 PM
La nube radioattiva spaventa i torinesi. Il ministero rassicura: nessun pericolo

Torinesi in allarme per il passaggio della nube radioattiva proveniente dal Giappone: questa mattina, infatti, in alcune farmacie cittadine è salita la richiesta di iodio in compresse e di soluzione iodo-iodurata di Lugol, farmaci che si utilizzano per scongiurare il rischio di contaminazione. Dal ministero della Salute già nei giorni scorsi era arrivata la rassicurazione che nel nostro Paese non esiste alcun rischio per la salute e sul sito del ministero viene chiaramente indicato che “l’assunzione di ioduro di potassio deve iniziare soltanto quando c’è una precisa raccomandazione di sanità pubblica per farlo. Non è il caso dell’Italia”. Pare, comunque, che alcuni medici torinesi abbiano prescritto lo stesso il medicinale. Intanto altre rassicurazioni arrivano anche da una nota congiunta dell’Associazione medici endocrinologi (Ame), l’Associazione italiana medicina nucleare (Aimn) e l’Associazione italiana tiroide (Ait): “Ad oggi, non esiste alcun rischio di contaminazione. Non è, quindi, raccomandata alcuna misura terapeutica o preventiva, poiché il livello di radioattività è, infatti, estremamente basso e non eccede in maniera significativa la normale esposizione ambientale”.

[SM=x44467]

killing zoe
Thursday, March 24, 2011 11:07 PM
Re:
texdionis, 24/03/2011 21.37:

La nube radioattiva spaventa i torinesi. Il ministero rassicura: nessun pericolo

Torinesi in allarme per il passaggio della nube radioattiva proveniente dal Giappone: questa mattina, infatti, in alcune farmacie cittadine è salita la richiesta di iodio in compresse e di soluzione iodo-iodurata di Lugol, farmaci che si utilizzano per scongiurare il rischio di contaminazione. Dal ministero della Salute già nei giorni scorsi era arrivata la rassicurazione che nel nostro Paese non esiste alcun rischio per la salute e sul sito del ministero viene chiaramente indicato che “l’assunzione di ioduro di potassio deve iniziare soltanto quando c’è una precisa raccomandazione di sanità pubblica per farlo. Non è il caso dell’Italia”. Pare, comunque, che alcuni medici torinesi abbiano prescritto lo stesso il medicinale. Intanto altre rassicurazioni arrivano anche da una nota congiunta dell’Associazione medici endocrinologi (Ame), l’Associazione italiana medicina nucleare (Aimn) e l’Associazione italiana tiroide (Ait): “Ad oggi, non esiste alcun rischio di contaminazione. Non è, quindi, raccomandata alcuna misura terapeutica o preventiva, poiché il livello di radioattività è, infatti, estremamente basso e non eccede in maniera significativa la normale esposizione ambientale”.

[SM=x44467]





se per quello vanno a ruba anche i contatori geiger...molti programmi in tv martellano con questa storia della nube radioattiva e ho sentito almeno 2 interviste sugli effetti delle radiazioni sulla tiroide.. [SM=x44491]
Etrusco
Friday, March 25, 2011 12:00 AM
Re: Re:
killing zoe, 24/03/2011 23.07:




se per quello vanno a ruba anche i contatori geiger...molti programmi in tv martellano con questa storia della nube radioattiva e ho sentito almeno 2 interviste sugli effetti delle radiazioni sulla tiroide.. [SM=x44491]




Ho un amico un po' fissato per queste cose:
già poco fa s'è fatto prestare un apparecchio per misurare il radon presente nel seminterrato....
ora me l'immagino già in fibrillazione per questa nube radioattiva [SM=x44452]
binariomorto
Friday, March 25, 2011 1:11 AM
Nube radioattiva sull’Italia.
“Nessun allarmismo”, tutti d’accordo (o quasi)

L'Ispra e il ministero della Salute: "Nessun rischio per la popolazione".
Ettore Capri, esperto dell'Università Cattolica di Piacenza: "Controllare i prodotti agrari"


Una nube carica di iodio radioattivo proveniente dalla centrale di Fukushima è in arrivo stasera sull’Italia. Sembra però escluso ogni rischio per la popolazione. Il livello di radioattività rimane “ben al di sotto dei livelli di allarme”, afferma Giancarlo Torri, responsabile del Servizio misure radiometriche del Dipartimento nucleare dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). “Non si rileva alcun segnale di incremento di radioattività né sull’Italia, né sull’Europa. Né rischi per la popolazione”.

Anche l’Agenzia francese per la sicurezza nucleare ritiene “minime” le quantità di radiazioni che stanno attraversando l’Europa: da mille a diecimila volte inferiori a quelle giunte nel 1986 da Chernobyl. Rassicurazioni anche da parte del ministro della Salute, Ferruccio Fazio: “L’eventuale arrivo in Italia di correnti d’aria provenienti dal Giappone non presenta alcun rischio per la salute. Se anche le correnti dovessero trasportare sull’Italia particelle radioattive provenienti dalla centrale di Fukushima – prosegue – si tratterebbe comunque di quantità infinitesimali, estremamente diluite, largamente inferiori alle dosi di radioattività naturale”.

L’Ispra si dice pronto all’arrivo della nube: “La rete di strumenti che monitorano la presenza di radiazioni nell’aria è già stata rafforzata nei giorni scorsi, ed è pronta a captare qualsiasi anomalia si dovesse presentare”, dice Giancarlo Torri, secondo cui non c’è motivo di preoccuparsi, perché se tracce di radiazione dovessero giungere a noi, queste sarebbero in quantità non pericolosa per l’uomo. Quantità talmente basse da essere registrate con difficoltà persino dai sofisticati strumenti a disposizione degli scienziati. Gli fa eco Vincenzo Ferrara, climatologo dell’Enea: “Se a seguito dell’arrivo della nube le radiazioni in Italia rimarranno pari al fondo naturale, cioè al livello normalmente presente sulla Terra, non ci sarà alcun problema”.

Per gli esperti bisogna quindi “evitare allarmismi”. C’è però chi invita alla cautela. Come Ettore Capri, esperto di contaminanti degli alimenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Che, conscio dei terribili effetti che le particelle radioattive possono avere sulla nostra incolumità, chiede maggiori controlli su latte e vegetali a foglia larga. “Siamo in una situazione di rischio potenziale – ricorda capri –. Andranno controllate le colture agrarie”. Niente allarme, dunque. Ma molta attenzione.

Anche gli Stati Uniti ed il Canada, nei giorni scorsi, sono stati attraversati da una piccola parte delle radiazioni sprigionatesi dalla centrale di Fukushima. L’Environmental Protection Agency americana ha rilevato livelli molto bassi di radioattività, pari appunto al “fondo naturale”. Ma le rassicurazioni degli esperti non sono bastate e gli americani, sapendo che una nube radioattiva stava passando sopra le loro teste, hanno preso d’assalto supermercati e farmacie. Resta ora da vedere come reagiranno nei prossimi giorni europei ed italiani.

Fonte: ilfattoquotidiano
Etrusco
Friday, March 25, 2011 1:42 PM
Fonte: Libero - 25 marzo 2011
Esteri
Fukushima, allarme sale a livello 6.
Nuova emergenza: fumo da reattore 3

Danni nella terza unità centrale giapponese. Agenzia: "Possibili problemi". Kan: "Situazione imprevedibile"
Fonte: Libero - 25 marzo 2011
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Cresce l'allarme nucleare a Fukushima: «Verso il livello 6»
Fonte: Il Sole 24 Ore - 25 marzo 2011 alle ore 11:01.
A 2 settimane dal sisma che ha colpito l'impianto di Fukushima l'agenzia nipponica per la sicurezza nucleare ha affermato che potrebbe rialzare la valutazione della crisi dal livello 6 e quindi da incidente che coinvolge territori più estesi a incidente grave. Secondo la scala internazionale International Nuclear and Radiological Event Scale (Ines), che si compone di 7 livelli di gravità, l'incidente alla centrale giapponese sarebbe inferiore solo di un livello a quello di Cernobyl. A conferma della gravità di quanto è successo arriva anche la dichiarazione del primo ministro giapponese Naoto Kan secondo il quale «La situazione nella centrale nucleare è «imprevedibile».
Il governo giapponese ha consigliato quindi a tutti residenti che vivono nella fascia tra i 20 e i 30 Km dalla centrale di lasciare volontariamente l'area.
Fonte: Il Sole 24 Ore - 25 marzo 2011 alle ore 11:01.
clara.clandestina
Friday, March 25, 2011 3:40 PM
Re: Re: Re:
Ducaconte Semenzara, 21/03/2011 20.51:


Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius!!!
(Arnaud Amaury, abate di Cîteaux, 22 luglio 1209, Béziers)







[SM=x44465]
fabius039
Friday, March 25, 2011 10:11 PM
Tratto di autostrada riparato in sei giorni!
E' su tutte le prime pagine, in Italia e nel resto del mondo, ed i commenti sono praticamente gli stessi.

Grande autostrada Kanto a Naka. Un tratto di circa 150 metri è completamente devastato dal terremoto dell'11 marzo. Non crepe superficiali, ma un profndo dislocamento del terreno.

Il 17 marzo iniziano i lavori, il 23 marzo la strada è di nuovo perfettamente agibile!

Grande plauso all'efficienza ed operosità di questo popolo [SM=x44476] che sa reagire in questo modo all'immane catastrofe che l'ha colpito.

PS.: quando avranno finito in Giappone, se magari avessero ancora voglia di fare un viaggetto nel Bel Paese, e magari passare dalle parti della Salerno-Reggio Calabria..

Dailymail on line


binariomorto
Saturday, March 26, 2011 11:27 PM
In Italia in 6 giorni saremmo capaci solo a spartirci la tangente ...
binariomorto
Saturday, March 26, 2011 11:27 PM
Fukushima, gravità potrebbe salire a 6
probabili danni alla vasca del reattore 3

L'Agenzia per la sicurezza nucleare non esclude di portare al penultimo gradino della scala di valutazione l'incidente alla centrale. Il governo invita alla "evacuazione volontaria" fino ai 30 chilometri dall'impianto. Oltre 27 mila morti e dispersi. Kan: "Situazione ancora imprevedibile"

TOKYO - Prima l'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare indica che potrebbe rialzare da 5 a 6 su una scala di 7 il livello di gravità dell'incidente alla centrale di Fukushima. Poi arriva la notizia che potrebbe essere stato danneggiato il contenitore delle barre di combustibile del reattore numero 3. La situazione rimane critica, tanto che il governo nipponico invita alla "evacuazione volontaria" fino ai 30 chilometri dall'impianto, sostenendo che l'obiettivo è "migliorare la qualità della vita quotidiana" e che la scelta non è "legata a motivi di sicurezza". Ad aumentare l'allarme ci sono anche i risultati delle analisi su legumi provenienti da Tokyo, ma non destinati alla vendita in cui per la prima volta è stato riscontrato un livello superiore al limite consentito di radioattività. Citando il ministro della Sanità, i mezzi di informazione locali hanno riferito che si tratta di un legume con foglie verdi, il komatsuna, coltivato in un centro ricerche a Edogawa, nella periferia di Tokyo e a 250 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima. Secondo la televisione pubblica Nhk, non ci sono rischi sulla salute.

Non si placano, dunque, le preoccupazioni legate alla centrale, come conferma l'ultima dichiarazione del premier giapponese, Naoto Kan: "La situazione è ancora molto imprevedibile. Stiamo lavorando affinché non peggiori. Dobbiamo continuare ad essere estremamente vigili", ha detto il capo del governo nel corso di una conferenza stampa.

L'Agenzia per la sicurezza nucleare (Nisa) aveva assegnato un rating provvisorio di 5 ("incidente con più ampie conseguenze") lo scorso 18 marzo, a una settimana dal sisma e dallo tsunami che hanno messo fuori uso l'impianto di raffreddamento della centrale e causato gravi danni ad alcuni dei suoi reattori. Ora, dopo la raccolta di dati sui livelli di radioattività nelle zone limitrofe, pensa di portarlo a 6 ("grave incidente"). "Il rating attuale e provvisorio si basa sulle informazioni disponibili al momento della valutazione", ha spiegato Hidehiko Nishiyama, portavoce della Nisa, in una conferenza stampa. "La situazione rimane fluida e per la valutazione finale è necessario attendere che la situazione si stabilizzi e che tutti i dati sulle radiazioni diventino disponibili", ha concluso.

I giudizi sulla gravità degli incidenti nucleari sono emessi secondo la International Nuclear and Radiological Event Scale (Ines), una scala introdotta dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea, che fa capo all'Onu), per consentire la comunicazione tempestiva delle informazioni rilevanti sulla sicurezza in caso di incidenti nucleari. La Ines si compone di 7 livelli: finora quello più grave, il settimo, è stato assegnato al disastro di Chernobyl del 26 aprile del 1986.

Nella centrale si continua a lavorare per cercare di raffreddare i reattori. Il reattore che crea le maggiori preoccupazioni è sempre il numero 3, da dove ieri i tecnici erano stati allontanati. Due erano venuti in contatto con acqua contaminata ed erano stati ricoverati. Agli sforzi per evitare una catastrofe nucleare, partecipano anche le truppe statunitensi, che forniranno acqua per raffreddare i reattori.

Due settimane dopo la catastrofe la polizia giapponese ha aggiornato il bilancio delle vittime: i morti accertati sono 10.035 e altre 17.443 risultano ancora disperse.

In Cina radiazioni che superano "in modo consistente" i limiti sono state riscontrate su due passeggeri giapponesi arrivati all'aeroporto di Wuxi, nell'est. L'organismo preposto alla supervisione, ispezione e quarantena ha fatto sapere che ai due è già stata fornita assistenza medica e ha assicurato specificando che non c'è alcun rischio di contaminazione con altri. Livello anomalo di radioattività anche su una nave merci giapponese giunta lunedì nel porto di Xiamen, nella provincia orientale cinese del Fujian. Il cargo era partito dagli Stati Uniti, fermandosi poi in Giappone lo scorso 17 marzo e lo stesso giorno era salpato alla volta della Cina.

Fonte: Repubblica
texdionis
Monday, March 28, 2011 6:21 PM
PLUTONIO SUL TERRENO IMPIANTI FUKUSHIMA


"NESSUN RISCHIO PER GLI ESSERI UMANI"
Rassicurazione del gestore Tepco

Tracce di plutonio sono state rinvenute in cinque punti diversi, sul terreno davanti al primo reattore della centrale nucleare di Fukushima.
Ad annunciarlo è la Tepco, la compagniA che gestisce l'impianto. Le tracce sono risultate da alcuni campioni prelevati la settimana scorsa. Il metallo radioattivo potrebbe essere stato scaricato dal carburante nucleare dell'impianto.
Tepco rassicura: il plutonio trovato non presenta rischi per gli esseri umani. I lavori in corso pertanto non si fermeranno e la vigilanza sulla centrale sarà rafforzata.



texdionis
Monday, March 28, 2011 6:22 PM

Tepco rassicura: il plutonio trovato non presenta rischi per gli esseri umani



[SM=x44465] se lo dice la Tepco...
texdionis
Tuesday, March 29, 2011 2:49 PM
TOKYO, "MASSIMA ALLERTA SU FUKUSHIMA"

Il premier giapponese, Kan, ha assicurato che il governo terrà lo stato di altissima vigilanza sulla crisi della centrale nucleare di Fukushima. La situazione all'interno dell'impianto nucleare, danneggiato l'11 marzo, resta "imprevedibile", ha spiegato.
Arriveranno a breve in Giappone esperti francesi dell'Agenzia per il nucleare, allo scopo di affrontare la crisi della centrale di Fukushima.
I tecnici tenteranno di rimuovere il materiale radioattivo contenuto nell'acqua che interessa il reattore 2.



Etrusco
Wednesday, March 30, 2011 10:27 AM
[IMG=http://images.corriere.it/Media/Foto/2011/03/16/giannelli_451--451x550.jpg]
Etrusco
Friday, April 01, 2011 11:03 AM
[IMG]http://images.corriere.it/Media/Foto/2011/03/31/aiuto_.jpg[/IMG]
iuto «pesante» al Giappone - Una pompa lunga 60 metri destinata al Giappone viene caricata su un aereo-cargo Antonov 124 all'aeroporto di Stoccarda. L'impianto sarà utilizzato per aiutare le operazioni di raffreddamento del reattore nucleare di Fukushima. (Epa)

Fukushima: radioattivita' in falda acqua
31 Marzo 2011 21:21 ESTERI
(ANSA) -
TOKYO - Iodio radioattivo 131 e' stato rilevato in una falda acquifera
situata a circa 15 metri sotto la centrale nucleare di Fukushima, secondo i tecnici della Tepco, la societa' che gestisce l'impianto danneggiato. Un campione d'acqua prelevato mercoledi' scorso da un reattore della centrale ha mostrato un tasso di 430 Bq/cm3, ha dichiarato un portavoce della Tepco, sostenendo che il valore "e' 10'000 volte superiore" a quello consentito.

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Giappone, abnorme radioattività nella carne.
31 Marzo 2011 17:55 ESTERI
(ANSA) -
TOKYO - Livelli ''abnormi'' di cesio sono stati rilevati nella carne di manzo proveniente dall'area di Fukushima. Lo ha reso noto la Tepco, il gestore dell'impianto nucleare, sugli ultimi aggiornamenti del rischio radioattivita', secondo quanto riporta la Kyodo.


[IMG]http://images.corriere.it/Media/Foto/2011/03/31/test_.jpg[/IMG]
Test nucleare - Nagashima Rio, un bimbo giapponese nato il 15 marzo, viene sottoposto a un test nucleare per la misura delle radiazioni nel centro di evacuazione di Koriyama, nella prefettura di Fukushima

binariomorto
Thursday, April 07, 2011 11:12 PM
Nuova forte scossa torna paura a Miyagi
Epicentro a Miyagi, black out dopo sisma. Rientra l'allerta tsunami


TOKYO - Torna la paura terremoto in Giappone. Una forte scossa di magnitudo 7.4 è registrata con epicentro nella prefettura di Miyagi con relativo allerta tsunami -poi rientrato e appello alla popolazione ''ad allontanarsi dal mare e a salire su colline o su postazioni piu' in alto'', dopo il nuovo sisma che ha colpito oggi il Giappone nord-orientale. L'allarme diffuso dalla tv e' stato diffuso in diverse lingue, fra cui l'inglese e il portoghese.

La scossa, secondo i dati preliminari della Japan Meteorological Agency (Jma), e' stata registrata alle ore 23.32 locali (le 16.32 in Itali) e ha avuto la magnitudo di 7.4, mentre l'intensita' e' stata di 6+ su 7 della scala di rilevazione giapponese. A Minamisoma e Futabamachi, due cittadine nelle immediate vicinanze della disastrata centrale nucleare di Fukushima n.1, l'intensita' e' stata pari a 5+ e 5-. L'epicentro e' stato individuato a pochi chilometri dalla costa della prefettura di Miyagi e alla profondita' di 40 km. Lo tsunami e' atteso fino a 2 metri a Miyagi e fino a 50 cm sulla costa del Pacifico della prefettura di Aomori, nonche' nelle prefetture di Iwate, di Fukushima e di Ibaraki. Non ci sarebbero danni ai reattori.

INGV: SISMA PIU' FORTE DA 11 MARZO, MA E' REPLICA - Il terremoto di magnitudo 7,4 avvenuto oggi in Giappone e' il piu' violento dopo la terribile scossa di magnitudo 9 dell'11 marzo scorso, ma si tratta comunque di una replica. Lo ha detto il direttore del Centro nazionale terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Giulio Selvaggi. ''E' sicuramente una replica, generata dalla stessa faglia all'origine del terremoto dell'11 marzo e vicina allo stesso epicentro di quel terremoto'', ha osservato Selvaggi. ''Purtroppo - ha aggiunto - nuove repliche di questa magnitudo sono possibili, non e' affatto detto che quella di oggi sia l'ultima''. E' stata comunque la piu' forte dall'11 marzo. Allora, a mezz'ora dalla prima scossa di magnitudo 9 c'e' stata un'altra scossa di magnitudo 7,9 a 300 chilometri a Sud dell'epicentro. C'e' poi stata un'altra scossa di 7,7 piu' a Est. Nei giorni successivi, fino ad oggi, ''la sismicita' e' stata abbastanza intensa, ma le scosse - ha detto ancora l'esperto - non hanno mai superato magnitudo compreso fra 5 e 7. Quella di oggi e' stata indubbiamente la replica piu' forte''.

AIEA: TEMPERATURA REATTORI ALTA MA SOTTO CONTROLLO - Lieve miglioramento della situazione alla centrale giapponese di Fukushima, con temperature ancora molto alte ma sotto controllo, secondo quanto indicato oggi dall'Aiea a Vienna. In una conferenza stampa, gli esperti dell' Agenzia atomica internazionale hanno detto che ci sono dei timidi segnali di stabilizzazione, anche se la situazione permane seria. Le rassicurazioni arrivavano tuttavia prima della notizia di una nuova scossa nella provincia di Miyagi. Secondo l'esperto Denis Flory, le temperature nei reattori sono sempre molto alte ma sotto controllo. L'immissione di azoto nel reattore 1 per impedire una nuova esplosione di idrogeno sembra funzionare perche' la pressione del settore corrispondente del reattore sale. Le emissioni di raggi gamma continuano a diminuire. Delle 78 analisi fatte dalle autorita' giapponesi in otto prefetture il 3-6 aprile, in 52 non e' stato riscontrato nessun valore significativo di Iodio 131, Cesio 134 e 137 o erano molto sotto quelli consentiti, come nel caso di diverse verdure e di fragole, ha precisato Flory. In 26 campioni della regione di Fukushima invece i valori limite sono stati superati.

GOVERNO VALUTA BREVE RITORNO A CASA PER EVACUATI - Il governo nipponico valuta l'ipotesi di concedere alle persone evacuate dalle aree intorno alla centrale nucleare di Fukushima di tornare, sia pure brevemente, alle proprie abitazioni. Lo ha confermato in conferenza stampa il capo di gabinetto, Yukio Edano, in relazioni alla sempre piu' pressante richiesta di poter rientrare per recuperare oggetti di valore e altri beni necessari, a distanza di quasi un mese dalla crisi presso l' impianto danneggiato dal sisma/tsunami dell'11 marzo. Edano, tuttavia, ha spiegato che governo ed esperti nucleari stanno attualmente studiando come garantire la massima sicurezza contro il rischio radiazioni. Il governo ha disposto l'evacuazione nel raggio di 20 km per evitare ogni contaminazione, piu' altri 10 km di area di rispetto.

Fonte: ANSA
binariomorto
Saturday, April 09, 2011 1:25 AM
Esce acqua dalla centrale di Onagawa
quattro vittime per l'ultimo terremoto

L'ultima scossa che ha colpito ieri il paese ha provocato delle perdite d'acqua nella centrale nucleare. Nessun nuovo problema all'impianto di Fukushima, i controlli hanno avuto esito negativo. E dal 18 aprile la Toyota riprende la produzione

TOKYO - La terra trema ancora in Giappone e torna l'allarme per la stabilità delle centrali nucleari disseminate nell'arcipelago. Stavolta tocca a quella di Onagawa (prefettura di Miyagi) dove a seguito del forte terremoto di ieri, che ha avuto la magnitudo di 7.4 e che ha registrato finora tre morti e centinaia di feriti, sono state rilevate delle perdite d'acqua. La Tohoku Electric, il gestore dell'impianto già disattivato dopo il sisma/tsunami dell'11 marzo, ha fatto sapere che le perdite rilevate sarebbero 8-9, legate alle vasche di raffreddamento del combustibile spento dei reattori n.1 e 2. Tuttavia, la Tohoku ha precisato che non c'è stato alcun cambiamento dei livelli di radiazioni all'esterno della struttura.

[IMG]http://www.repubblica.it/images/2011/04/08/074058067-06e4742c-fcae-4714-a8b4-39ea3f59253a.jpg[/IMG]

Due delle tre fonti di energia esterne sono saltate per il sisma, lasciandone solo una al raffreddamento del combustibile spento le cui operazioni si sono fermate brevemente e poi ripartite: anche in questo caso, la radioattività non è aumentata. Una seconda fonte esterna a Onagawa, invece, è stata riattivata questa mattina, ha spiegato Hidehiko Nishiyama, portavoce dell'Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare, ricordando che la struttura ha i generatori di riserva in ordine.

Quanto al terremoto di ieri, le vittime finora accertate sono quattro e Oltre 130 i feriti, secondo un primo bilancio della Protezione civile nipponica. Nella prefettura di Yamagata ha perso la vita una donna 63enne, mentre le vittime nella prefettura di Miyagi sono due uomini, di 85 e 79 anni, e una donna di 83.

L'Agenzia per la sicurezza nucleare ha detto non ci sono stati danni alla centrale di Fukushima n.1, dove il personale era stato brevemente allontanato subito dopo la scossa, nell'incertezza sulla reale entità dell'allarme tsunami, prima del ritorno alle attività programmate. Oltre 3 milioni di famiglie, secondo le prime stime, sono rimaste senza elettricità. Terremoto e tsunami dell'11 marzo, intanto, hanno superato il totale di 27.000 tra morti e dispersi, secondo la polizia nazionale.

Inanto ci sono segnali di ripartenza per l'industria costretta a fermarsi in molte zone del paese dopo il sisma e lo tsunami dell'11 marzo scorso. La Toyota riprenderà il 18 aprile le attività in tutti i suoi impianti, ha detto lo stesso numero uno del gruppo, Akio Toyoda, spiegando che la produzione interesserà anche gli stabilimenti delle prefetture di Iwate e Miyagi, duramente colpiti dal doppio tragico evento. Le attività andranno avanti fino al 28 aprile, mentre è da definire l'operatività nel periodo di festività nazionale nota come Golden Week.

Fonte: Repubblica
killing zoe
Sunday, April 10, 2011 1:11 AM
Il Giappone rialza la testa il futuro è un ciliegio in fiore
È la stagione della fioritura dei ciliegi, a Tokyo, un tempo in cui tradizionalmente il Giappone celebra la natura effimera, transitoria, della vita, che da secoli trova il suo simbolo nel breve, meraviglioso apparire e sparire di questi delicati petali rosa pallido. La fioritura dei ciliegi è tornata anche quest’anno, che non è un anno normale, dato il terribile disastro iniziato l’11 marzo con il terremoto e l’onda dello tsunami e continuato con il dramma nucleare, disastro che il primo ministro giapponese Naoto Kan ha giustamente definito «la peggior crisi del Giappone dal 1945».

Questo dunque non è il momento giusto per festeggiare. Un numero ancora imprecisato di giapponesi è morto poche settimane fa, e calcolando i dispersi è probabile che alla fine si arriverà a 25-35 mila vittime, oltre a centinaia di chilometri di coste polverizzate nel Nord-Est del Paese. L’idea del sakura , la caducità incarnata dalla fioritura dei ciliegi, ancora una volta era stata confermata dalla natura. E non è finita: gli ingegneri ancora lottano per stabilizzare l’impianto nucleare di Fukushima, dove lo tsunami ha disattivato i generatori di uno dei sei reattori, causando il loro surriscaldamento, con conseguenze potenzialmente esplosive.

Non sorprende perciò che in molti dei parchi e dei templi di Tokyo, dove di solito si festeggia la fioritura, le autorità abbiano collocato dei cartelli che esortano alla moderazione, e alcuni politici abbiano fatto eco: hanami , le feste inondate di birra e sake che si tengono all’inizio di aprile sotto i rami degli alberi, sarebbero inappropriate. Eppure, come ho visto coi miei occhi nei dieci giorni che ho appena trascorso in Giappone, questo si è rivelato uno dei rari casi di disobbedienza da parte della popolazione. Come negli anni scorsi i boschetti di ciliegi sono stati affollatissimi, con la gente in fila per fotografare i fiori più belli e i gruppi di amici e famigliari seduti a terra la sera, sui teli di plastica, a mangiare e bere e brindare continuamente alla salute gli uni degli altri, ormai completamente ubriachi. Perché è una nazione decisa a tornare alla normalità il più presto possibile. Dopo tutto, la stagione dell’ hanami è breve: rinviare significa aspettare un anno intero. Nelle prime due settimane successive allo tsunami, bar e ristoranti a Tokyo erano spesso vuoti. Adesso si stanno di nuovo riempiendo. Le strade restano più buie del solito, perché la scarsità di corrente costringe a tenere basse le luci e chiudere prima molti uffici. Si possono ancora sentire notizie di scaffali nei supermercati svuotati dei generi di base, come l’acqua in bottiglia o la carta igienica, ma gli acquisti indotti dal panico sono per lo più finiti. Le radiazioni non sono più una paura seria. Lo choc da 11 marzo è cessato, grazie a Dio.

I dolori nascosti per pudore La stessa sensazione, di un popolo che si risolleva rapidamente e cerca di riprendere la sua vita, la si può provare nelle zone realmente devastate del Nord-Est, compresa la grande città più vicina all’epicentro del terremoto, Sendai. Lì, però, la definizione di «normale» è molto diversa. La vita nel Nord-Est non potrà mai più essere la stessa.

Ogni viso sembra nascondere una tragedia. Il taxista che è venuto a prendermi al porto, dove lo tsunami ha distrutto i magazzini e lanciato tutt’intorno, come fossero giocattoli, camion e automobili, era impeccabilmente vestito di un abito blu. Ma la sua casa, mi disse, era stata portata via dall’onda e adesso lui vive in un centro profughi. Per fortuna nessuno della sua famiglia è morto. Questo non era il caso, ahimè, del ristorante di Sendai dov’ero andato a cena la sera prima: la cameriera, vestita di un magnifico kimono, cercava di sorridere come sempre, poi però sono arrivate le lacrime. Aveva perso dei parenti. Ma il lavoro andava ripreso, anche se gli affari erano solo il 30 per cento del livello normale.

Sendai è virtualmente intatta, testimonianza della qualità della tecnologia edilizia giapponese e delle regole da rispettare. Ma è fuori di lì, lungo la costa, nelle città e nei villaggi più piccoli, che si vedono scene veramente sconvolgenti. Inizialmente, ai margini della zona toccata dallo tsunami, la scena non sembra tragica: auto finite in mezzo alle risaie, dove non dovrebbero essere, il segno del livello raggiunto dall’acqua nelle case, spazzatura ammucchiata nelle strade. Una scena non così diversa da quelle che si possono vedere in alcune parti di Londra o di Napoli. Alcuni posti sembrano addirittura risparmiati. Poi però, appena dietro un angolo, la devastazione può essere grave in modo inimmaginabile: interi edifici in cemento rovesciati su un fianco, mucchi di veicoli, piccole case trasformate in ammassi di legname e intonaco, brandelli e pezzi di vita quotidiana sparsi tutt’attorno.

Il vecchio che dirige il traffico A Onogawa, una città di pescatori dove la baia si restringe fra alte colline, l’onda si è sollevata fino a quasi 40 metri. In cima alla scogliera affacciata sul porto si erge un ospedale nuovo di zecca, che per fortuna l’onda ha appena sfiorato. Sono salito fino al parcheggio per guardare dall’alto la devastazione e ho trovato un uomo anziano, con una fascia ufficiale al braccio, che dirigeva il traffico in modo molto efficiente. «Com’è strano gli ha detto l’amico giapponese che era con me - vedere macchine finite sul tetto delle case più alte, giù in città». «Sì - ha risposto senza scomporsi - e quella nera laggiù, su quell’edificio un po’ più in là, è la mia. Era parcheggiata qua, vicino all’ospedale. Sembra non sia danneggiata, ma non riuscirò mai a tirarla giù».

Quello che più colpisce, dopo lo choc al vedere le città distrutte e a immaginare il dolore per tante vite perse, è il rapido adeguamento alla nuova situazione. Sebbene si continui a cercare e a trovare nuovi corpi nelle zone più colpite, si è cominciato a ripulire. Una buona parte del lavoro viene fatto dall’esercito e dalle tante squadre di soccorso straniere venute qua per dare una mano. Molto, però, viene fatto dagli stessi abitanti, assistiti da gruppi di volontari giunti da tutto il Giappone.

Il compito, ovviamente, sarà immane. Uno degli aspetti più problematici è cercare di capire la portata di quanto va fatto. Il bisogno immediato, come sempre accade con i disastri naturali, è umanitario: ricoveri provvisori, cibo, sicurezza, assistenza medica. Secondo le organizzazioni con le quali ho parlato, quell’aiuto temporaneo è stato fornito più rapidamente e più efficacemente di quanto non sia mai stato fatto in disastri di proporzioni simili in altri Paesi sviluppati, come il ciclone Katrina negli Stati Uniti nel 2005 o il terremoto all’Aquila nel 2009. C’è ancora penuria - soprattutto di benzina, ma qualche volta anche di alcuni farmaci ma ora che le strade sono state ripulite dalle macerie la maggior parte delle merci riesce ad arrivare.

Sul piano locale, il primo lavoro è cercare di capire come trasformare le sistemazioni temporanee in sistemazioni a lungo termine. Le scuole, adesso chiuse per le vacanze, dovrebbero riaprire entro aprile, ma molte vengono usate come centri di evacuazione. Molti insegnanti, insieme a bambini, genitori e nonni, sono morti l’11 marzo. Ma c’è una fortissima determinazione a riattivare questa struttura di base della vita quotidiana, soprattutto per il bene dei bambini. Così le autorità locali, aiutate dalle organizzazioni di soccorso, a cominciare da Save the Children, stanno allestendo asili e scuole provvisori, mentre i produttori di quei costosi ed elegantissimi zainetti che sono assolutamente la normale attrezzatura di base di tutti i bambini giapponesi, ne hanno regalati trentamila da distribuire nella zone devastate.

La ricostruzione dei luoghi sarà la parte più dolente. Le case si possono ricostruire rapidamente, ma per le fonti di reddito occorrerà molto più tempo. E anche la ricostruzione nazionale promette di essere difficile, una difficoltà esacerbata dalla lotta, non ancora finita, per stabilizzare la centrale di Fukushima. I peggiori rischi di una esplosione in stile Cernobil sembrano eliminati, ma la situazione nucleare resta seria, soprattutto per chi vive in prossimità dell’impianto e per vivere dipende dalla pesca al largo delle coste.

L’ignominiosa fuga dei diplomatici A Tokyo, i 200 km di lì, sono ormai pochi ad avere ancora paura delle radiazioni. Una nuova parola, sprezzante, ha fatto la sua comparsa nella lingua giapponese per descrivere quegli uomini d’affari e diplomatici stranieri che, presi dal panico, si sono fiondati sugli aerei per scappare dal Paese o si sono spostati sulle città più a Sud, come Kyoto o Osaka. In giapponese uno straniero è un gaijin (letteralmente: persona esterna) e adesso quelli che hanno perso la testa sono diventati, con un gioco di parole, flyjin . A Tokyo poi si fanno speciali critiche alle ambasciate di Austria, Germania e Francia, che hanno consigliato ai loro connazionali di partire e poi hanno chiuso uffici e attività. Per fortuna i britannici e gli italiani hanno mostrato nervi più saldi e tutti hanno notato che sono rimasti.

Sono l’elettricità e le radiazioni a gettare ancora un’ombra sulla capacità di risposta del governo. Nel breve periodo si sa che l’area di Tokyo, che ospita 40 milioni di persone e ha un Pil grande come quello della maggior parte dei Paesi, avrà una capacità energetica ridotta del 25 per cento, e questo proprio in estate, quando per il caldo c’è il picco della domanda. Così si stanno facendo rapidamente dei piani per razionare l’elettricità e ridurre la richiesta. Su tempi più lunghi, le radiazioni e il destino di Fukushima costituiscono una grossa incognita per le finanze del governo, perché non si sa ancora a quanto ammonteranno i risarcimenti per le famiglie e le attività colpite dalle radiazioni. Non si sa nemmeno se l’area attorno all’impianto, con un raggio valutato in 20- 0 chilometri secondo la natura e l’interpretazione del pericolo da radiazioni, sarà inabitabile per sempre oppure no. Formalmente, il conto dovrebbe andare alla compagnia energetica che gestisce l’impianto, la Tepco, ma in pratica quel costo la farebbe fallire, così il governo dovrà subentrare.

In senso più generale, il compito del governo sarà quello di trovare soluzioni non solo per ricostruire e riprogettare le aree devastate, ma anche per rivitalizzare l’economia nazionale in modo tale da poter affrontare il costo di quella ricostruzione. Come l’Italia, anche il Giappone è una società con una popolazione che invecchia e che negli ultimi dieci anni ha avuto una crescita economica lenta, con gruppi d’interesse che hanno bloccato le riforme che avrebbero potuto spingere gli investimenti e la produttività. Il punto ora è se provare di nuovo a introdurre quelle riforme, o evitare la controversia nell’interesse dell’unità nazionale.

La voracità degli uomini d’affari Quasi certamente, durante le prossime settimane, il partito democratico al governo formerà una «grande coalizione» con il partito liberal-democratico attualmente all’opposizione e altri gruppi più piccoli, per facilitare lo sforzo, in termini parlamentari. I ministri, che tradizionalmente sono la centrale elettrica della politica giapponese, stanno già disegnando le prime bozze dei piani. Anche i gruppi d’affari, che sanno che alla fine dovranno pagare una parte dei costi, ma che sanno anche che lo tsunami ha mostrato che occorre ripensare a come affrontare il rischio e dunque devono riposizionare i loro affari, stanno abbozzando i loro piani.
Coordinare questo sforzo collettivo e trovare un accordo sul meglio da fare in quello che potrebbe facilmente diventare un programma da 500-750 miliardi di dollari, sarà enormemente difficile. Ma se si dovesse scommettere su un Paese capace di fare un eccellente lavoro in un impegno così immane, quello è il Giappone. La fioritura dei ciliegi può essere effimera, ma il senso di determinazione nazionale e di coesione sociale di fronte alla crisi sembra assai più duraturo.

di Bill Emmott
Fonte:http://www.lastampa.it/redazione/default.asp
[IMG]http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/esteri/ciliegi01g.jpg[/IMG]
binariomorto
Tuesday, April 12, 2011 12:55 AM
Scossa di 7.1, cancellata allerta tsunami
Due vittime e un disperso

L'epicentro nell'area di Iwaki. Allontanati i tecnici della centrale, reattori rimasti senza alimentazione, poi la corrente è stata riallacciata. Le autorità avevano anche diffuso l'allarme per le aree costiere, di possibili onde anomale fino a un metro, poi rientrato

TOKYO - Una nuova forte scossa di terremoto, di magnitudo 7,1 è tornata a far tremare il Giappone a un mese esatto dalla tragedia dell'11 marzo. La zona colpita è sempre quella del nord-est del Paese - con epicentro le zone di Iwaki e Honsu - ma, nonostante la grande paura, l'allarme tsunami è rientrato e non si registano danni significativi. Il bilancio del sisma è di due morti, un disperso e diversi feriti.
Grande paura anche alla centrale nucleare di Fukushima, dove in un primo momento era saltata la corrente elettrica, poi ripristinata.

Le autorità giapponesi hanno revocato abbastanza velocemente l'allerta tsunami che era stata diramata subito dopo il sisma, che ha colpito l'arcipelago giapponese alle 17:16 ora locale. Gli esperti avevano previsto onde alte fino a un metro. L'epicentro, ad appena 10 chilometri di profondità, è stato individuato molto vicino alla centrale nucleare di Fukushima.

E proprio la situazione della centrale aveva destato le maggiori preoccupazioni. I tecnici che lavorano nella zona sono stati evacuati e in un primo momento è saltata la corrente a tre reattori, impedendo il raffreddamento della centrale. Tuttavia, la corrente è stata velocemente ripristinata. Dopo il sisma del mese scorso, si staccò l'elettricità e smise di funzionare l'impianto di raffreddamento dell'impianto. Per ripristinarlo ci vollero settimane di lavoro e tentativi infruttuosi.

Il sisma è stato avvertito anche a Tokyo, dove i grattacieli hanno vacillato.

APOCALISSE IN GIAPPONE: LO SPECIALE

IL VIDEO

Un paio d'ore prima del nuovo terremoto, il nord-est del Giappone si è fermato per un minuto per ricordare la catastrofe dell'11 marzo nell'ora esatta in cui partì la grande scossa, le 14:46 (le 07:46 in Italia), seguita dal disastroso tsunami. Il primo ministro, Naoto Kan, infine, ha inviato a vari quotidiani del mondo un messaggio di gratitudine per la solidarietà verso il Giappone: "In un momento disperato, gente di tutto il mondo s'è stretta a noi, ispirandoci speranza e coraggio".

Prima della scossa, le autorità giapponesi avevano deciso di estendere la zona di evacuazione attorno alla centrale nucleare di Fukushima. Nonostante il rischio di importanti fughe radioattive si sia "considerevolmente ridotto" - come ha precisato proprio stamane il portavoce del governo Yukio Edano - l'esposizione prolungata a pur deboli dosi di radioattività può comunque costituire un pericolo che giustifica questa misura di precauzione.

Attualmente quest'area si estende su un raggio di venti chilometri dal sito, rimasto gravemente danneggiato dal sisma e dallo tsunami di un mese fa: "Si tratta di una cosa molto difficile - ha continuato il portavoce in una conferenza stampa ritrasmessa in televisione - ma chiederemo alla popolazione interessata di andare via nei prossimi mesi". Al momento il governo suggerisce a coloro che abitano in un raggio di 30 chilometri di non restare nell'area o di chiudersi dentro casa.

L'Aiea, l'agenzia dell'Onu per il nucleare, aveva chiesto al Giappone da diversi giorni di allargare la zona di evacuazione attorno all'impianto nucleare danneggiato.

L'ultimo forte terremoto, di magnitudo 7,4 Richter, era stato registrato nella stessa zona il 7 aprile scorso. L'allerta tsunami era stata revocata dopo poche ore. Si tratta della regione colpita dal devastante terremoto dell'11 marzo scorso cui era seguito uno tsunami che ha spazzato via intere zone costiere provocando anche danni alla centrale nucleare di Fukushima.

Fonte: Repubblica
binariomorto
Tuesday, April 12, 2011 12:56 AM
Livello di allerta presto portato a "7", il massimo, dopo i danni che la recente scossa ha portato alla martoriata centrale di Fukushima.
binariomorto
Wednesday, April 13, 2011 12:28 AM
Il disastro di Fukushima, radiazioni come Chernobyl

Incidente nucleare innalzato al massimo livello.
Nuova scossa sismica, centrale evacuata


TOKYO - Fukushima come Cernobyl. Il Giappone alza la gravità della crisi nucleare della centrale danneggiata dal sisma/tsunami dell'11 marzo e la porta agli stessi livelli del peggior disastro finora verificatosi, in Ucraina nel 1986. La situazione "si sta stabilizzando passo dopo passo", ha affermato il premier nipponico Naoto Kan, a stretto giro da un annuncio che ha causato stupore diffuso e dalle nuove scosse di assestamento, di magnitudo 6.4 e 6.3, che hanno colpito anche oggi il nordest del Paese. "Le radiazioni stanno diminuendo e ho dato istruzioni alla Tepco di presentare una relazione sulle prossime iniziative per la messa in sicurezza della struttura", ha rilevato Kan in conferenza stampa spronando al ritorno "alla normalità" e alla necessità di "pensare alla ricostruzione". Il premier ha respinto i rilievi sui ritardi del governo nella comprensione della gravità della crisi: "Abbiamo atteso il parere degli esperti che hanno fatto le loro valutazioni in base agli standard internazionali e diffuso sempre tutte le informazioni in nostro possesso". L'assegnazione di un grado 7 è da ritenersi "provvisoria", secondo l'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare (Nisa), visto che la classificazione definitiva dovrà passare al vaglio di esperti nazionali e internazionali, come l'Aiea, l'Agenzia atomica dell'Onu. "Abbiamo valutato che si tratti di un livello 7", ha detto Hidehiko Nishiyama, portavoce della Nisa che ha subito rilevato però come Fukushima sia meno grave di Cernobyl: in Ucraina il reattore "é esploso e la quantità di radiazione rilasciata ora è circa un decimo".

In altri termini, le quantità di materiali tossici segnati nel picco del 15-16 marzo "mostrano livelli equivalenti al livello 7": la proposta di revisione non è conseguenza del deterioramento ai reattori di Fukushima, ma rappresenta una stima quantitativa globale della radioattività esterna e della diffusione nell'ambiente. Un funzionario della Tepco, il gestore dell'impianto, non ha escluso che la contaminazione finale "possa arrivare o superare il totale di Cernobyl", ma "é solo una probabilità", in base a quanto riportato dai media nipponici. A una settimana dal terremoto, l'incidente di Fukushima è stato stimato a livello 5 ("conseguenze significative"), ma il livello 7 comporta "pesante rilascio di materiale radioattivo con conseguenze diffuse per salute e ambiente", considerando la Ines, la scala internazionale di classificazione.

La mossa, inoltre, ha spinto la Cina a chiedere al Giappone di fornire "rapidamente" informazioni sulla crisi nucleare (il premier Wen Jiabao ha espresso a Kan "preoccupazione") facendo sue le argomentazioni già espresse dalla Corea del Sud sul rilascio nel Pacifico di acqua contaminata e sulla precarietà di Fukushima dove oggi si sono registrati alcuni incendi. Il sisma/tsunami dell'11 marzo ha registrato quasi 28.000 tra morti e dispersi, per danni stimati in massimi 250 miliardi di euro, facendo dell'evento il disastro più costoso al mondo. "Dopo una catastrofe naturale di questo tipo, le persone tendono a limitare i consumi, con conseguente riduzione della produzione", ha detto il ministro dell'Economia Kaoru Yosano, secondo cui "in alcune aree, l'impatto sarà molto grande". Il governatore della Bank of Japan (BoJ), Masaaki Shirakawa, ha messo in guardia sulle condizioni "molto severe dell' economia", col rischio blackout che minaccia il riposo forzato a molti impianti della Corporate Japan. Nella prefettura di Fukushima, intanto, il rialzo della crisi nucleare e l'attività tellurica in corso hanno portato alla cancellazione delle prenotazioni in alberghi e attività legate al turismo, in aggiunta al blocco di fatto dell'export dei prodotti agricoli e alimentari: "é una situazione sempre più drammatica", ha detto all'Ansa un portavoce del governo locale.

Fonte: ANSA
fabius039
Wednesday, May 11, 2011 9:05 PM
Mea culpa Kan su Fukushima: 'Ripensare a nucleare'
Tepco chiede aiuto a Stato. Due mesi dal terremoto e tsunami

11 maggio, 14:27

[IMG]http://static2.businessinsider.com/image/4d7f66ba4bd7c8ba2e030000/naoto-kan.jpg[/IMG]

TOKYO - Il primo ministro nipponico, Naoto Kan, fa 'mea culpa' e si espone in prima persona per risolvere la crisi nucleare di Fukushima annunciando di rinunciare allo stipendio da premier fino a quando la situazione all'impianto disastrato non sarà riportata sotto controllo. Kan ha aggiunto che e' necessario ''fermarsi un momento a rivedere da capo'' l'opzione nucleare, riferendosi in particolare al progetto di portare al 50% entro il 2030 la quota di energia elettrica prodotta dagli impianti atomici nazionali.

Sempre in materia di energia, Kan ha spiegato che, insieme al potenziamento della sicurezza nelle centrali nucleari, il Giappone promuoverà la realizzazione di una società basata sul risparmio energetico e l'utilizzo delle energie rinnovabili, come solare ed eolico. "La responsabilità di non aver evitato l'incidente è del gestore Tepco quanto del governo che ha puntato sull'energia nucleare come strategia nazionale, e per questo voglio porgere le mie scuse alla gente", ha dichiarato oggi Kan, chiamandosi per la prima volta tra i "responsabili" che hanno concorso a creare le condizioni per il disastro di Fukushima.

"Continuerò a ricevere lo stipendio come parlamentare, ma rinuncerò alla paga e ai benefit che spettano al primo ministro", ha spiegato Kan, che da giugno farà a meno del salario mensile da 1,64 milioni di yen (14.000 euro) e del bonus estivo da 2,17 milioni di yen (18.700 euro), rimanendo con la 'semplice' paga da parlamentare di 800.000 yen (circa 7.000 euro). La mossa ad effetto del primo ministro giapponese, che solo venerdì aveva sorpreso l'opinione pubblica chiedendo la chiusura precauzionale della centrale nucleare di Hamaoka, ad alto rischio sismico, era stata anticipata in mattinata da un gesto analogo di 'autopunizione' finanziaria da parte di un'altra figura di spicco della crisi nucleare. Masataka Shimizu, numero uno della Tepco, andando a chiedere aiuti di Stato per fare fronte agli enormi risarcimenti economici del dopo Fukushima, ha annunciato anche lui l'intenzione di rinunciare allo stipendio insieme ad altri dirigenti, come prova dell'impegno concreto a tagliare i costi di gestione del gruppo.

I gesti di Kan e Shimizu si inseriscono a pieno titolo nella consuetudine, fortemente nipponica, che vede il responsabile di turno pagare pubblicamente in prima persona per gli effetti di una crisi, esponendosi anche a situazioni al limite dell'umiliazione: è anche questo il caso di Kan e del presidente Tepco, che nelle scorse settimane hanno entrambi affrontato faccia a faccia gli sfollati di Fukushima, sopportando - in silenzio e a testa bassa - le critiche più dure della gente disperata. La rinuncia volontaria allo stipendio, inoltre, riflette uno dei sentimenti più diffusi nel Giappone post 11 marzo, il cosiddetto 'Jishuku' ('autolimitazioné): in tempi difficili niente eccessi, spese superflue o manifestazioni di sfarzo, soprattutto da parte di chi non è stato toccato direttamente dalla catastrofe (come gli abitanti di Tokyo) e, proprio per questo, si sente chiamato a esprimere la propria solidarietà rinunciando a qualcosa.
ANSA
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Che dire, un altro mondo. Hanno fatto le loro brave cazzate, come tutti, ma riconoscendole sono pronti a rimediare e superarle.
Non siamo più abituati a questo, abbiamo solo sordidi faccendieri che sanno solamente insultare volgarmente gli altri ed imbrodare se stessi proclamandosi di adamantina onestà, come fanno tutti i delinquenti.
killing zoe
Saturday, May 14, 2011 9:13 PM
Il muro della discordia ha protetto Fudai
Fudai è una piccola località di 3000 abitanti sulla costa nord-orientale del Giappone. L’11 marzo scorso è uscita quasi indenne dal disastro dello tsunami provocato dal terremoto. Come per miracolo non ci sono stati morti o danni. Grazie soprattutto all'ex sindaco Kotaku Wamura che, negli anni Settanta, fece costruire un gigantesco muro a protezione della cittadina. In un primo momento deriso e insultato per quella barriera anti-tsunami alta quasi 16 metri, oggi il politico oramai defunto viene celebrato come un eroe.

OPERA SPROPORZIONATA - Le critiche sono continuate per diverso tempo. «Spreco di denaro pubblico»; «una bruttura»; «un’opera insensata e sproporzionata», gli rinfacciavano i cittadini. Il pomo della discordia era il progetto di costruzione di una parete di 16 metri in periferia che doveva difendere la località dalle onde di uno tsunami. Anche perché i villaggi e le città vicine facevano affidamento su strutture di protezione più piccole. La domanda che tutti si ponevano con insistenza era: «Perché Fudai ha bisogno di una simile costruzione?». Il sindaco, però, non si piegò e non si fece persuadere. La costruzione anti-tsunami da 25 milioni di euro doveva assolutamente essere eretta.

BARRIERA DI SALVEZZA - Oggi quell’interrogativo ha trovato una risposta chiara: quella parete ha salvato la vita ai 3000 abitanti di Fudai. Tutto intorno l'apocalisse, con villaggi e città rase al suolo. Per Fudai e i suoi cittadini, invece, solo un terribile spavento. Le gigantesche mareggiate sono infatti rimbalzate sull’alto muro. «È costato parecchio», ha raccontato Satoshi Kaneko all’Associated Press. Il pescatore di Fudai ha sottolineato: «Senza quel muro però non ci saremmo più». Anche l’attuale sindaco Hiroshi Fukawatari è soddisfatto del lavoro fatto dal suo predecessore: «L'efficacia del muro si è rivelata davvero impressionante». Come molti concittadini anche Fukawatari un tempo era dubbioso sull’effettiva necessità di quella struttura gigante. Oggi si è ricreduto. Soprattutto dopo aver visto cosa lo tsunami ha provocato nelle città attorno. Qui le mura di protezione sono state completamente travolte. Ne è un esempio la vicina Taro. La città aveva fatto affidamento su una barriera anti-tsunami molto più piccola: due bastioni di cemento alti dieci metri e lunghi due chilometri e mezzo. Agli abitanti non è però restato che portare via le centinaia di cadaveri rinvenuti in questo territorio distrutto dal terremoto e dalla violenza di onde alte fino a 20 metri che le barriere non sono riuscite a fermare.

SINDACO EROE - Oggi Fudai celebra il suo ex sindaco, morto nel 1997 a 88 anni. Il politico ha governato il villaggio per sei legislature. Eletto subito dopo la Seconda Guerra mondiale, Kotaku Wamura è rimasto in carica fino al 1987. Sotto di lui Fudai è trasformata in una cittadina fiorente, con la pesca; col turismo; con le affollate spiagge di sabbia bianca. Ciò nonostante, la località ha conosciuto anche la parte negativa del mare: nel 1896 e nel 1933 uno tsunami uccise centinaia di persone nella regione. Le onde erano però più basse di quelle dell’11 marzo 2011. Per il sindaco Wamura una simile catastrofe non doveva ripetersi più. Nel 1967 iniziò la costruzione di un muro anti-tsunami, l’opera della sua vita. Tre anni dopo essere stata completata decise di dimettersi. Oggi dai cittadini di Fudai è visto come un eroe. Se non altro perché nel frattempo tutti hanno saputo apprezzare la sua politica lungimirante. Sulla sua tomba depongono fiori e doni; pregano e ringraziano. «Anche se c'è ostilità, abbiate fiducia e finite ciò che avete cominciato», disse Kotaku Wamura il giorno in cui si congedò dai suoi dipendenti. «Vedrete, alla fine la gente capirà».

di Elmar Burchia

Fonte: http://www.corriere.it/
uepino
Saturday, January 28, 2012 7:25 PM
FUKUSHIMA: UN UOMO "COMPLETAMENTE CONTAMINATO" HA DECISO DI RESTARE PER ACCUDIRE I SUOI ANIMALI - VIDEO
Naoto Matsumura, risultato "completamente contaminato", ha trasformato la sua casa in un centro di accoglienza per gli animali


Naoto Matsumura, agricoltore da cinque generazioni, ha deciso di rimanere a Tomioka per prendersi cura dei suoi animali e per morire nella sua città, ad un passo dai reattori nucleari di Fukushima. Una storia triste, quella raccontata in un documentario della Cnn.

Mentre tutti i 78 mila residenti dell'area hanno da tempo lasciato le loro case, Naoto Matsumura ha preferito restare in nome dei suoi amati animali. Il piano di evacuazione, infatti, non aveva previsto alcuna misura per salvare le bestie. Oggi, l'uomo è l'unico rimasto nell'area a prendersi cura dei suoi amati.

"Sono pieno di rabbia", racconta all Cnn. "Ed è questa la ragione per la quale sono ancora qui. Mi rifiuto di andarmene portando con me questa rabbia e questo dolore. Piango ogni volta che guardo la città nella quale sono nato. Il governo e la gente di Tokyo non sanno quello che sta succedendo qui".

L'uomo vive di fatto in una città fantasma, senza elettricità e beve l'acqua estratta da un pozzo vicino a casa. Il suo organismo è risultato "completamente contaminato", ma nonostante questo Naoto non si scoraggia: "Dobbiamo decontaminare quest'area o questa città morirà. Io rimarrò qui per essere sicuro che questo venga fatto e perché voglio morire dove sono nato". [SM=x44470]
Fonte
radcla
Sunday, January 29, 2012 2:02 PM
Re:
uepino, 28/01/2012 19.25:

FUKUSHIMA: UN UOMO "COMPLETAMENTE CONTAMINATO" HA DECISO DI RESTARE PER ACCUDIRE I SUOI ANIMALI - VIDEO
Naoto Matsumura, risultato "completamente contaminato", ha trasformato la sua casa in un centro di accoglienza per gli animali


Naoto Matsumura, agricoltore da cinque generazioni, ha deciso di rimanere a Tomioka per prendersi cura dei suoi animali e per morire nella sua città, ad un passo dai reattori nucleari di Fukushima. Una storia triste, quella raccontata in un documentario della Cnn.

Mentre tutti i 78 mila residenti dell'area hanno da tempo lasciato le loro case, Naoto Matsumura ha preferito restare in nome dei suoi amati animali. Il piano di evacuazione, infatti, non aveva previsto alcuna misura per salvare le bestie. Oggi, l'uomo è l'unico rimasto nell'area a prendersi cura dei suoi amati.

"Sono pieno di rabbia", racconta all Cnn. "Ed è questa la ragione per la quale sono ancora qui. Mi rifiuto di andarmene portando con me questa rabbia e questo dolore. Piango ogni volta che guardo la città nella quale sono nato. Il governo e la gente di Tokyo non sanno quello che sta succedendo qui".

L'uomo vive di fatto in una città fantasma, senza elettricità e beve l'acqua estratta da un pozzo vicino a casa. Il suo organismo è risultato "completamente contaminato", ma nonostante questo Naoto non si scoraggia: "Dobbiamo decontaminare quest'area o questa città morirà. Io rimarrò qui per essere sicuro che questo venga fatto e perché voglio morire dove sono nato". [SM=x44470]
Fonte




[SM=x44468]
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