Re:
Caro Lorenzo,
scusami se ho provocato in te rabbia, proponendoti la lettura d'un testo tra i più conosciuti a riguardo della non mai abbastanza discussa problematica dei rapporti tra genitori e figli.
Volevo però precisare che la libertà che si deve regalare alle persone che si amano (genitori, coniugi, figli) non può, non deve essere limitata dal desiderio apprezzabile e legittimo di controllare, preservare, difendere le persone amate.
Si rischia facilmente io credo, ma posso ampiamente sbagliarmi, di passare dall'amore-dono di sè all'amore-controllo-possesso dell'altro.
Anche una persona che ha bisogno d'aiuto e vuole chiederlo e l'attende anche non chiedendolo (a volte), potrebbe sentirsi soffocare se l'aiuto è scadenzato, minuzioso, studiato, metodico, inserito in una griglia ossessiva di regole.
Bisogna suggerire (neanche indicare dico io) la strada e osservare fiducioso la persona amata che si incammina, raggiungendola e sostenendola solo quando ha effettivamente bisogno; lasciandola anche cadere più d'una volta. I bambini imparano a camminare perchè cadono. Gli aquilotti imparano a volare perchè si sentono abbandonati; vivono il terrore del precipitare e si ritrovano nella felicità del volo. Tutti i cuccioli degli animali arrivano ad un dunque: lasciano i genitori, si avventurano nella vita.
Questo voleva dire Gibran con: "Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno." Se poi a te sembra una stupidata, figuriamoci, liberissimi tutti di pensarla in mille modi diversi!
Un'ultima cosa, detta con un sorriso: è falso che Gesù si sia piegato al volere di Giuseppe. Semmai tutto il contrario. Giuseppe fu davvero l'arco che scoccò la freccia (peraltro non sua) che secondo 1 miliardo di cristiani ha cambiato questo mondo. Se avesse voluto (legittimamente) proteggere il Figlio l'avrebbe costretto a seguirlo, a fare il falegname con lui, a rinchiudersi al riparo dal mondo.
E anche il Padre fu l'arco che scoccò la freccia permettendo che il Figlio morisse sulla croce (per chi ci crede; io credo al dato storico, non sono un praticante). Pensa che atto d'amore terribile e incompresibile a te, a me, a tutti quelli normali, integrati, omologati come noi!
E il Figlio che andava girando per le campagne della Palestina incontrando straccioni, pescatori, storpi e chiedeva di lasciare "tutto" e seguirlo... pensa che terribile e rivoluzionaria utopia!
Quanta della nostra ansia (sia di chi si dichiara malato, sia di chi si dichiara vicino al malato) deriva dalla paura di distaccarsi dalle false certezze e dalle illusorie sicurezze e dall'incapacità di approcciarsi alla libertà delle scelte affettive, emotive, sociali?
"E avvenne che, dopo tre giorni, lo ritrovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori ad ascoltarli e interrogarli. Or, tutti quelli che l'ascoltavano si stupivano della sua intelligenza e delle sue risposte. E, vedendolo ne furono meravigliati, e sua madre gli disse: -Figlio, perchè ci hai fatto così? Vedi, tuo padre ed io, addolorati andavamo in cerca di te- Egli rispose loro: -Perchè mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?-
Ma essi non compresero quello che aveva loro detto."
Un abbraccio Lorenzo
Mario