legge bella ignorata da cittadini e amministratori:piantare un albero per ogni bimbo che nasce
10 alberi per la vita
Intervista con Giovanni Bollea, neuropsichiatra.
di Gianni Vercellone
da .eco di Gennaio 2001
Giovanni Bollea, neuropsichiatra famoso e ambientalista militante. Il sogno di una "solidarietà globale" e di un sano istinto naturalistico.
Giovanni Bollea non è soltanto un famoso neuropsichiatra infantile. E' anche - un suo aspetto forse meno noto - un fervido ambientalista, spesso impegnato in battaglie per dare spazi verdi e luoghi di gioco ai bambini.
Un contributo, fin dai primi anni '60, a liberare spazi urbani al gioco e alla socializzazione dei ragazzi. Giovanni Bollea è stato inoltre padre di una legge bella e poetica, pressochè ignorata da cittadini e amministratori: quella che impone di piantare un albero per ogni bimbo che nasce.
Ma se gli enti locali non si muovono, propone Bollea, potrebbero darsi da fare le famiglie ed offrirne dieci di alberi, alberi riparatori delle emissioni che produciamo con il nostro stile di vita dissipativo ed energivoro.
Lo abbiamo intervistato nella sua casa romana.
Professor Bollea, lei è uno tra i promotori della legge che, se rispettata, obbligherebbe i Comuni italiani a piantare un albero per ogni bambino che nasce. Come è arrivato a questa idea? E' soddisfatto di come è stata gestita?
"Sono stato a suo tempo fautore della legge Rutelli che obbliga i Comuni italiani a piantare un albero per ogni bambino che nasce.
Noi, come associazione ALVI (Alberi per la vita), abbiamo promosso una campagna rivolta ai genitori o ad altri parenti affinchè donino dieci alberi per ogni neonato, basandoci su due realtà inconfutabili: innanzitutto, viviamo d'aria e di acqua e consumiamo 280 / 340 litri di ossigeno al giorno, mentre dieci alberi producono in media, la stessa quantità di ossigeno, e soltanto gli alberi producono ossigeno.
Secondo, produciamo anidride carbonica attraverso gli scarichi e le scorie dei vari strumenti superflui e necessari al vivere moderno (automobili, luce, aerei, fabbriche, ecc), senza contare la nostra respirazione, mentre soltano le piante e gli oceani assorbono anidride carbonica.
Abbiamo propagandato fortemente la creazione di boschi o parchi dove piantare dieci alberi per ogni nascita.
Una campagna della quale tutti i comuni dovrebbero appropriarsi: dieci alberi per ogni bambino che nasce, come una tassa obbligatoria.
Qualche gioellino, qualche confetto in meno per poter regalare al neonato, oltre alla vita, anche il suo bagaglio d'ossigeno".
Cosa è, cosa dovrebbe essere l'educazione ambientale in un quadro di così veloce trasformazione sociale e antropologica, di cambiamento della percezione dello spazio e del tempo?
"Noi come ALVI, Ass. Alberi per la vita, abbiamo sperimentato a Roma, a Torino e in altri piccoli centri un'educazione ambientale per la quarta e la quinta elementare e prima e seconda media: poche lezioni e molte conversazioni nei parchi. L'entusiasmo è stato grande e l'attenzione sempre più forte. Abbiamo spiegato, e spesso il consenso è stato entusiasmante ...
Giovanni Bollea è il più illustre neuropsichiatra infantile italiano, autore di oltre trecento tra pubblicazioni, monografie e compendi.
Nato nel 1913 ... apre nel 1947 a Roma il primo centro-medico-psico-pedagogico italiano.
Nel 1949 è socio fondatore della soc. italiana per l'assistenza medico-psico-pedagogica all'età evolutiva, nel 1956 dell'ass. italiana assistenza agli spastici.
Nel 1987 ha fondato l'ALVI Alberi per la vita,che ha lo scopo di rimboscare il territorio italiano ricorrendo al contributo di soci e sponsor.
Il principio ispiratore è "fare", creare nuovi boschi o "restaurare" quelli degradati.
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