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Thursday, May 31, 2007 7:05 PM
Eugenio Finardi: “Un uomo”

E’ da poco nei negozi il cofanetto di Eugenio Finardi, uno dei più importanti musicisti contemporanei, il primo grande rocker della canzone italiana.
Il box in tre CD, arricchito da un quarto in qualità di bonus, ripercorre i 35 anni di carriera del cantautore milanese. È il diario della vita (non solo artistica, dato che moltissime canzoni sono autobiografiche) di “un uomo” che entra in modo travolgente, nei primi anni settanta, nel mondo della musica italiana (e anche internazionale), per scriverne pagine luminose ed innovative. Il titolo del box, appunto “Un uomo” - Gold Edition, è indubbiamente incisivo, evocativo.
La foto di copertina è fortemente rappresentativa, così anni settanta da far cogliere subito le radici del musicista, mentre la grafica del cofanetto è elegante, raffinata.
Il libretto interno si apre con la presentazione scritta di Fernanda Pivano, (giornalista, scrittrice, critico musicale e traduttrice italiana, protagonista e testimone dei più interessanti fermenti letterari del secondo novecento), che ci racconta degli esordi da bambino di Finardi, del primo tour, della sua amicizia con Fabrizio De Andrè, del suo storico programma a Radio Milano Centrale, del suo essere musicista e poeta. Lo scritto si chiude accludendo come un dono il testo della canzone “Un uomo”.
Il box contiene ben 60 canzoni. Sono presenti, oltre ai successi, quali “Musica ribelle”, “La radio”, “Extraterrestre”, Le ragazze di Osaka”, “Dolce Italia”, “La forza dell’amore”, “Uno di noi (One of us)”, anche degli inediti e delle registrazioni piuttosto rare come “Giai Phong” versione 45 giri e “Palloncino rosso fuoco” che Eugenio incise all’età di nove anni con una tenera ed emozionata vocina impostata. Una menzione speciale merita “F 104”, una canzone del 1980, drammaticamente attuale che sembra fotografare la situazione odierna da “vallettopoli” alla violenza negli stadi. La qualità della masterizzazione delle canzoni è ottima; molti brani risultano più “brillanti” delle precedenti registrazioni. “Dolce Italia” suona più dolcemente naturale grazie ad un nuovo missaggio.
Naturalmente l’attenzione degli appassionati è rivolta soprattutto agli inediti ed al Bonus CD.
Il primo inedito che si incontra è “Il mare ha deragliato”, una grande canzone d’autore felicemente sposata con il blues, il cui testo è ispirato a “Novecento” di Alessandro Baricco. Non è immediata, a causa dell’approccio intellettuale del testo, ma ad ogni ascolto diventa sempre più coinvolgente.
“14 gocce di Valium” è il singolo ideale, un potenziale “top ten”. Ha la carica e l’energia della musica degli Who. Il testo è ispirato alla ricetta omonima tratta dal romanzo del giovane scrittore Valerio Millefoglie "Manuale per diventare Valerio Millefoglie" Baldini & Castoldi Dalai editore: “… e tutti hanno paura di perdere qualcosa, / di non farcela, e non tornano i conti, / di rimanere soli, di scordarsi il pane / e quando va davvero male, / rifletti su questo e sta tranquillo, / il mondo ha più paura di te.
“Amore diverso (feat. Carla Denule)” è un’interessante rivisitazione di un classico del cantautore, tradotto in sardo da Carla Denule, con la quale Finardi si esibisce in duetto. Il brano, suonato da musicisti sardi con tipici strumenti dell’isola dei Nuraghe, assume una nuova dimensione sostenuta dalla genuinità della grande musica popolare.
“All over you (feat. Fabio Treves)” è un autentico gioiello blues, una meraviglia sia per il testo, finardiano fino al midollo (in parte in inglese, in parte in italiano), sia per la composizione musicale, l’interpretazione e l’arrangiamento. La presenza di Fabio Treves all’armonica è la classica ciliegina sulla torta.
L’aggiunta al cofanetto del Bonus è un “regalo” speciale voluto dall’artista. Finardi, infatti, apre il suo archivio privato per donarci inediti, registrazioni live, demo domestici, testimonianze musicali del suo modo di lavorare e del suo mondo. Probabilmente, è il primo musicista italiano a fare una cosa del genere. Gli “omaggi”, 12 canzoni, iniziano con la citata “Palloncino rosso fuoco”.
“Oriente” è un demo domestico, il cui testo è davvero poetico, "... per parlare con lo sguardo nella lingua del silenzio, l'unico linguaggio in cui l'anima trova il senso del dentro...". Bravi Finardi alla voce e Fabio Perversi al pianoforte.
“Nina”, con musica del Maestro Maurizio Salerno e testo costituito da una citazione in spagnolo da Pablo Neruda, è indubbiamente un altro gioiello del cofanetto, un brano “classico”, suggestivo e di grande classe che chiude l’omonima installazione di arte contemporanea dei Masbedo esposta in importanti musei internazionali come il Centro De Arte di Salamanca, il MACRO di Roma o il 56° Festival del Cinema di Locarno.
“All over you (acoustic)” è una prova microfoni carica di swing.
L’interpretazione di “Pugni chiusi” è da brividi. Incisa come omaggio a Demetrio Stratos e mai pubblicata prima, la versione di Finardi di questo classico degli anni ’60, (originariamente interpretato dai Ribelli di Demetrio Stratos), pur avendo arrangiamento e suoni più moderni, mantiene il fascino dei grandi slow storici, come, ad esempio, “I've Been Loving You Too Long” cantata da Otis Redding.
Le versioni live di “Soul of a man”, “Can’t get you out of my head”, “Te voglio bene assaje” e “Midnight Hour” sono un assaggio della bravura di Finardi in concerto, da solo o con i suoi straordinari musicisti. Notevole l’assolo del chitarrista Massimo Martellotta in “Midnight Hour”.
“Sto pensando a te” e “Like a howling wolf” sono altri due demo; il primo è uno dei migliori per qualità di esecuzione, mentre il secondo anche se un po’ ripetitivo, è piuttosto originale, quasi ipnotico.
“Writing Pipe Dream”, documento del momento stesso in cui stava nascendo il brano “Pipe Dream”, è un dichiarato omaggio per i fan.
È già partito “Un uomo” Tour. I musicisti che accompagnano Finardi in concerto sono: Massimo Martellotta alle chitarre, Pippo Guarnera all’organo Hammond, Vince Vallicelli alla batteria, Leon Price al contrabbasso e Alberto Tafuri al pianoforte. Con questa formazione il cantautore milanese ha riarrangiato un vasto repertorio che gli permette uno spettacolo di oltre due ore. Concludiamo con la calzante riflessione di Fernanda Pivano: «Questo artista che dice di non scrivere poesia, vive avviluppato nella poesia, convinto che la musica “sia la dimostrazione che l’uomo tende all’assoluto con leggi che sono le stesse che regolano l’universo: a noi piacciono l’assonanza, l’armonia, il ritmo”. La canzone per lui è la sintesi della musica (che è l’arte più astratta) e della poesia (che è l’arte più umana). Con gli anni è andato formandosi una serie di regole che sempre lo conducevano a gettarsi nella musica col suo paradosso che più una musica è chiusa da regole precise (Il Fado, il Blues) più è in grado di sostenere emozioni. Sono le emozioni che spingono la creatività dei ragazzi, delle loro canzoni, i loro racconti. Ma spingono anche la creatività di Finardi, checché lui ne dica, questa sua leggenda che non è poeta la smentisce pubblicando le sue poesie come canzoni».

Elio Terreni - articolo tratto da "Mantova Città" del 22-05-07
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