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mastro pen
Sunday, August 21, 2005 3:45 PM
l'anonimato inteso come nick name è un anonimato moderno, è nato con internet, e ci sarebbe da dire molto ma molto, c'è gente che ci fa una tesi di laurea su un argomento come questo, intuisco le cose ma non so scriverle. ora vorrei solo dire poche cose cosi' un po' male: voglio chiamarmi come mi pare perchè in un certo momento mi sento in un certo modo e voglio scrivere certe cose, un po' in contrasto o con un linguaggio diverso dal mio solido modo, è come mettersi una maschera e celare un po' se stessi per far emergere una parte di se che si conosce poco, è un buon esercizio secondo me, un buon esercizio per essere piu' coscenti di come siamo fatti veramente, un buon esercizio per essere meno meschini, per imparare a dire la verita', per scrivere strafalcioni, con una certa' liberta'.
se una persona è imbrogliona lo è con il suo nome o con un altro nome, ma con il suo vero nome deve stare piu' attenta, invece con un altro nome è come se fosse inebriata dal vino e dice piu' verita' su se stesso. un buon lettore riesce a capire molto piu' su una persona che si firma con un nick name che su una che si firma con il suo nome e cognome. quindi la vera sincerita', forse..., è quella degli anonimi.
tutto quello che ho scritto è scontato e banale e lo sanno tutti quelli che hanno una certa esperienza di forum, di chatt o altre cose del genere.
voler sostenere tesi contrarie è un po' un volersi contraddire. chi non ha usato un nick name nella sua vita? chi non lo utilizza? secondo me poi, non è necessario dire chi si è veramente quando si usa uno pseudonimo, è una cosa che puo' succedere, ci si puo' svelare quando si vuole, quando si ritiene opportuno, con la massima liberta'. ma non è affatto una regola morale, non è eticamente corretto o scorretto dire chi si è in internet, è eticamente corretto non fare del male alla gente. ma a volte puo' succedere. se guido la macchina c'è il rischio di investire qualcuno, è un rischio ed una responsabilita' anche scrivere cose su internet, ma nessuno ci da la patente per farlo, questa è la regola che non c'è bisogno di patente per navigare su internet. ma abbiamo la responsabilita' morale di stare attenti a non far male al prossimo, e non è un nick name che fa male al prossimo. è quello che possiamo indurre a pensare o a fare.
e qui su questo sito e su questo forum non c'è niente di male mi sembra.

"l'abitudine di essere solo se stessi finisce per privarci del resto del mondo, di tutti gli altri. 'io' è la fine delle possibilita'. "

che importa chi?
Semioticus
Sunday, August 21, 2005 4:31 PM
Reale e virtuale. Sincerità, Veridicità, Autenticità.
Sono d'accordo con te. Renato Cartesio, il fondatore della filosofia e della scienza moderna scrisse di sé: [C]larvatus prodeo[/C], cioè 'avanzo mascherato', perché in tempi di Inquisizione non poteva dire tutto. Infatti, dopo la condanna di Galileo lasciò nel cassetto il trattato [C]Il mondo[/C]. Non mi scandalizzo, dunque, al pensiero che non si possa e non si debba dire sempre e comunque la verità. E' anzi stupido solo pensarlo. Nei contesti democratici come il nostro è affidata ai singoli la negoziazione quotidiana del significato da dare alle parole. Basta intendersi su quello che diciamo.
E' sufficiente che ogni membro del Forum accetti le discussioni che vi si sviluppano senza gridare ogni tanto "Al lupo!", perché sta accadendo qualcosa di virtuale. Se la piazza è virtuale, tutto è virtuale. Non serve nemmeno richiedere l'iscrizione e decidere se ammettere o no nel forum. [S]Se è virtuale solo chi non si frequenta per le strade di Isola o non va a cena con Alessandro, basta dirlo[/S]. E' accaduto che una volta scoperta l'identità personale sia finita la comunicazione.
mastro pen
Sunday, August 21, 2005 6:05 PM
sull'arte di fraintendere
semioticus, ti confesso che questo messaggio, quello iniziale, l'avevo scritto in polemica con te, ero offeso con te. offeso perchè mi avevi frainteso, il fatto che avevi pensato che ti volessi prendere in giro è stato un errore comprensibile a causa della mia frase e dell'aggettivo "grande" che non dovevo usare. va bene, ma poi quell'altro messaggio, quello del 20/08/2005, "Comunicare nel web" mi aveva colpito molto, li sostenevi che era poco poco meritevole scrivere da anonimi, quindi mi sono offeso.
ora invece ti sei ricreduto, e questo mi dispiace ancor piu'. perchè mi sembra che tu non sia sincero.
ora mi rendo conto che questa è una polemica, che rischio di litigare virtualmente con te, e di far arrabbiare il web master. è un rischio che corro. ma spero che possiamo continuare a discutere dialetticamente e serenamente come sto facendo adesso. ora ti ho attaccato io, poi mi attaccherai tu, senza offendere spero, e cosi' via. che male c'è.
vai allora rispondi, e non farti preconcetti su chi sono o su quello che è il mio intento perchè sono stato limpido e non avevo i propositi che pensavi avessi e che hanno fatto si che ci trovassimo in contrasto.
Semioticus
Sunday, August 21, 2005 7:45 PM
Comunicare nel web e fuori. Larvatus prodeo.
In "Comunicare nel web" scrivevo pensando a mary-ellen. Mi sembrava di stare chiuso in un anonimato ambiguo con lei: mi sono affrettato a dire che ho una donna e che mia figlia è più vecchia di lei, infatti. Questo non ti sarà sfuggito.
Essendo poi la mia vita emotiva molto gratificata dai rapporti che intrattengo con tante persone che frequento, dai miei 44 alunni... ho affermato che non cerco nel web quello che ho già.
Nascondermi dietro un nick, per comunicare con una donna che forse vive a Vicenza mi sembra anti-erotico per eccellenza. Jacques Dérrida ha esaltato giustamente il toccare. Si è definito [C]le toucher[/C], il 'toccatore'.
Ritrovarsi a scrivere nel Forum di Alessandro, dunque, è stato un fatto occasionale, che ho alimentato pensando alle cose che avrei potuto dire sulle assurdità di antife, che però avevano un fondo di verità. Non l'antifermmisimo, certo. Io amo le donne tutte!
A proposito di quello che dici, cioè che si può usare un nick per esprimere più liberamente quello che si sente e si pensa su temi importanti, è vero. Non c'è contraddizione tra le mie due posizioni. Sono caduto in questa contraddizione quando sono stato incalzato da fannn perché dicessi chi ero, per essere poi ignorato da lei, e non solo da lei! Allora ho incominciato a pensare che tra 'dichiararsi' e non dichiararsi non c'è poi alcuna differenza, se il risultato è quello di non essere graditi in un forum! Il silenzio conseguente alle cose che scrivi ti fa pensare che tu + le cose che scrivi siete risibili per le persone alle quali le proponi. Forse dovevo rimanere Kensington e basta! Ma il fascino di una persona come fann mi ha fatto cadere nell'illusione che interessasse al gruppo quello che dicevo. Dopo tutto, sono un vecchio insegnante, che spesso si sente un insegnante vecchio. E innocuo. Voltaire ci ha insegnato che si debbono criticare aspramente le idee, mai le persone! E' pregiudizio illuministico che la mia generazione si porta inesorabilmente dietro quello di pensare che si possa insegnare tutto a tutti. Fuori della scuola e fuor di metafora, voglio dire che se pure mi sono laureato in Filosofia con 110 e lode, non rinuncio al privilegio di passare centinaia di ore ad ascoltare le storie che hanno da raccontare i tossicomani: imparo molto da loro. Forse perché imparo da tutti quelli che parlano sono portato a pensare che dopo tutto non faccio del male se mi abbandono a qualche 'lezione' che si può facilmente contestare poi! E' stato doloroso perdere i contatti con fann, ma gli errori si pagano. Ho esagerato inizialmente seguendo antife nelle sue polemiche: sono diventato agli occhi del forum un presuntuoso saputo che generalizza e non comprende le ragioni dei singoli. E pensare che passo il tempo ad ascoltare le persone, una per una, senza mai dire: questo lo sapevo già!
mary-ellen direbbe che si è abbandonata al suo impeto. E non sbaglierebbe, se penso che le cose che sto dicendo per pudore sarebbe stato meglio non dirle. Spero solo che saranno ignorate da fann e tutti gli altri. In alcuni momenti mi è stato detto in privato perché mai dessi tanto importanza al fatto di essere accettato in questo forum. Ho risposto sommessamente che non è bello non essere accettati, anche se accettavo la lezione. Certi dinieghi ricordano le esclusioni patite nei primi anni di vita. Ricordi che fanno sentire patetici e demodé.
Resta il fatto della comunicazione. Dei modi in cui la si gestisce. Delle regole non scritte che vigono in un determinato ambiente... Insomma, non si può fare a meno di pensare e di discutere del fatto stesso che sta accadendo, cioè che si stia comunicando! Questo è ciò che fa sorridere i satirici: invece di comunicare, ormai, passiamo il tempo a discutere del 'canale' e dei rumori di fondo... La televisione che viene fatta dal pubblico! Invece di comunicare, compriamo cellulari. Che fanno fotografie! Un mio alunno di quinta liceo tre anni fa avvertiva che aveva saputo di due ragazzi che si erano lasciati lanciandosi messaggini. Ormai siamo prigionieri del mezzo.
Aspetto con ansia il 15 settembre. Quel giorno mi ritroverò faccia a faccia con i miei alunni. Dovrò convincerli del fatto che valga la pena ascoltarmi, ma leggerò nei loro volti spesso l'assenso. Mi diranno di sì e di no. Qualcuno tacerà, ma ci sarà da combattere per continuare a comunicare ancora in modo significativo. Non potranno fare a meno di pensare, tuttavia, che l'insegnante di Italiano e Latino sono io.
Gabriele
mastro pen
Sunday, August 21, 2005 8:46 PM
risposta
non mi è sfuggito il fatto che non avevi alcuna intenzione di nuocere o di fare il macho con mary ellen. il fatto che tu lo abbia pensato è stato un altro fraintendimento, ma forse è stato causato da una simpatica frase di meryellen sull'innamoramento su internet. come al solito è cosi' difficile capire le cose e si rischia di continuo di capire troppo e male. posso consigliarti, se mi permetti, sul tuo modo di fare. ecco cosa penso: un professore ha il compito di insegnare prima di tutto, e sono sicuro che sei molto preparato in questo, lo intuisco da tutti i tuoi scritti dalla passione che hai per la conoscenza, per la filosofia e per l'arte, non sto leccando, dico quello che penso, e sono anche sicuro che i tuoi insegnamenti sfocino anche nel lato umano non puramente scolastico, questo lo capisco dal fatto che ti occupi di tossicodipendenti, ma queste cose le avevo capite da un pezzo e per questo ti rispetto dal basso, capisci cosa voglio dire, il tuo nome è altisonante. un professore pero' deve anche giudicare, è questo che mette paura ai ragazzi, è per questo che non vogliono essere interrogati, hanno paura del rifiuto, del giudizio negativo, e sapessi come amano invece il giudizio positivo!!! un giudizio che li incoraggi. la capacita' di giudizio è una caratteristica meno importante, ma comunque importante per gli alunni, e per chi scrive qualcosa sul forum esponendosi al giudizio di amici e sconosciuti. io mi sono sentito giudicato male da te, questo ha fatto si che cercassi delle giustificazioni, che ti dimostrassi che il tuo giudizio era affrettato eccetera eccetera. magari invece avevi ragione tu, penso sempre che le prime impressioni sono quelle piu' vere. ( a volte mi contraddico).
il fatto che mi sono sentito giudicato male ha innescato tutta questa discussione. sono sicuro che quando hai tutti gli elementi sei un bravo giudice, a scuola per esempio puoi ascoltare i ragazzi, leggere i compiti in classe, vedere come partecipano alla lezione, osservarli. puoi intuire se il ragazzo che hai di fronte è timido o spavaldo, se ha paura, se non rende perchè si emoziona o se proprio non ha alcun interesse sulla materia. insomma, hai tanti elementi. qui no. e i tuoi giudizi sono un po' affrettati. devi stare attento perchè la tua voce è importante. hai forse un po' di responsabilita' in piu' perchè hai detto il tuo nome. (io non l'avrei fatto ma con gli ip è inutile come tu hai intuito).
ora una nota scherzosa nel mio discorso, si tratta sempre di un rimprovero ma con il sorriso, sei grande e non dovresti apporre troppe giustificazioni al tuo atteggiamento, e non dovresti dire che hai preso 110 e lode, non si dicono queste cose, :). e non avresti dovuto parlare di fann. quella sviene di sicuro, :)))
un saluto affettuoso e comprensivo.
approposito, dovresti bacchettarmi un po' anchè tu. non bacchettare in modo allusivo qualcuno in cui mi riconosco, ma proprio me, mastro pen.
Semioticus
Sunday, August 21, 2005 9:54 PM
[TESTO]non dovresti dire che hai preso 110 e lode, non si dicono
queste cose, :). e non avresti dovuto parlare di fann. quella
sviene di sicuro, :)))[/TESTO]
Mi sono laureato con una tesi sulla quale ho lavorato per tre anni. Il lavoro (io ho sempre lavorato)- non il genio - è quello che serve ai giovani perché abbiano fiducia nelle loro possibilità. Essi non le conoscono, almeno fino a quando non avranno sperimentato sul campo quello che sannop fare. E si impara facendo. E si cresce in consapevolezza studiando e pensando. E soffrendo. Il voto di laurea non lo conosce nessuno. (Dal 1972 l'ho dichiarato solo quando l'Amministrazione me lo ha chiesto. Dirlo a te serviva nel mio ragionamento per farti capire come non sia superbo e non disdegni la comunicazione con nessuno. Le cose più importanti le ho scoperte dopo quel voto. Alcune a quaranta e cinquant'anni! Anche voi mi date molto con la vostra umanità. In questi giorni ho avuto molto da mary-ellen. Domani tornerà dal mare una mia alunna di terza liceo che prima di partire mi ha ordinato di intasarle la casella di posta elettronica. Lei mi ha fatto conoscere Bjork, che conosce nelle più piccole pieghe dell'anima. Non importa quanto grande sia quella cantante. Ha composto una canzone intitolata [C]All is full of Love[/C], 'tutto è pieno d'amore', che io proprio non capisco, ma che vorrò discutere con i miei alunni quando riprenderemo le lezioni. Mi è venuto in mente il primo filosofo, Talete, che aveva scritto: Tutto è pieno di dei. La divinità come principio che pervade ogni cosa, che è all'origine di tutte le cose. Bjork avrà voluto dire che l'amore è il principio che si afferma sempre e comunque, a dispetto di tutto? e che nessuna violenza cancella? che si riafferma anche dopo la morte? Georges Bataille ha scritto che l'erotismo è l'approvazione della vita fin dentro la morte. Ma voleva dire un'altra cosa lui.
Fann è una persona di grande valore, che non ha bisogno del mio giudizio per esserlo. Soprattutto è una donna, e questo le conferisce un primato che accresce la sua sensibilità e intelligenza. Per il poco che ho potuto comunicare con lei, ho ricavato l'impressione di una personalità complessa e ricca. C'è una sua pagina su Roma e l'ambiente coppedé che aiuta a conoscere le cose che lei ama, che sono tante. Esprimere ammirazione nei suoi confronti è come dire oggi, dopo aver chattato con mary-ellen, che per ogni maschio costituisce un privilegio conoscere e frequentare le donne che hanno [C]intelletto d'amore[/C], come diceva Dante nella sua canzone più bella.


SCUSA, SEMIOTICUS, SE HO MODIFICATO IL MESSAGGIO... HO SOLAMENTE SPEZZATO LA FRASE INIZIALE PERCHé ALLARGAVA DI MOLTO LA LARGHEZZA DEI MESSAGGI, RENDENDO PIù DIFFICILE LA LETTURA DEGLI STESSI. sCUSA ANCORA (EPICUREO.D.LISERA)
<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Epicureo.d.Lisera 22/08/2005&nbsp;1.26</i>]</font></p>
mary-ellen
Monday, August 22, 2005 12:07 AM
difficile...
che discorso difficile...
appena ho iniziato a leggere ho pensato alla canzone di vasco (va bè è una fissa...eheh!) mi si escludeva...eheh!
poi ho capito il senso. il senso del comunicare.
consiglio: tutto deve esser sincero e deve esser preso tutto alla leggera nelle discussioni, così si evita di fraintendere e si riesce a capire.
lo so che sembra un commento di un 52enne, ma d'altronde io lo sono.
eheh!
è stato bello parlar con gabriele.
ciao mastro pen, ciao semi!
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