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marijia
Saturday, October 09, 2004 2:30 AM
Sono una donna .Soffro di Dap dall'età di 10 anni .ne ho 47.Li ho sempre controllati .Anni fa ho fatto terapia con Zoloft 50 ;tutto bene solo che mi portava blocco totale della fase orgasmica.Ora sono di nuovo nel male panico perchè cosa nuova la sensazione di estraneità è continua .Uso Lexotan 15 gc all'attacco più forte.Le domande sono due:
1)se esiste un altro antidepressivo che non dia lo spiacevole effetto collaterale di cui sopra .
2)qual'è il farmaco di elezione all'attacco ,semmai sublinguale .
Ringrazio tutti per l'attenzione.

Sono 10 giorni ,ho smesso l'antidepressivo perchè l'effetto collaterale incideva sulla mia psiche .Il panico giornaliero è passato ma mi pongo un altra domanda :quando smetterlo semmai diminuendo prograssivamente le dosi ?
2)la posologia 13 gocce per tre volte al dì mi fa stare bene ma ...mi è successo ,una mattina che si prospettava emozionante(evento positivo) mi ha scatanato il panico ed ho dovuto assumenre altre 5 gocce oltre le 12 assunte prima .Alla luce di questo mi chiedo :forse la posologia e insufficiente ?
3)qual'è il periodo di cura sufficiente ad avere un effetto prolungato nel tempo ,o ciò si può avere solo con gli antidepessivi?
Ringrazio per le risposte ,ben consapevole che un consulto on line non può sostituire una visita de visu .Grazie ancora per le risposte.

[Modificato da marijia 09/10/2004 2.32]

marcomarilungo
Saturday, October 09, 2004 2:34 AM
Gentile Signora, salve.
Generalmente l'aspetto farmacologico su internet preferisco evitarlo, anche perchè nello "specifico" del suo disagio i miei Colleghi sono più ferrati del sottoscritto.
Preferisco rimanere nell'area della "terapia" basata sulla parola. Anzi, del "sostegno" basato sulla parola.
Io credo che non esista un sostegno basato sulla parola che sia più effice di un altro. Credo che esista l'approccio corretto verso la persona, che sia cognitivo-comportamentale, umanistico, ipnotico, integrato, bioenergetico od altro. O magari l'integrazione tra i vari approcci.
Mi permetto di dire che forse, forse, il panico non è nato con Lei. Potrebbe essere che il panico sia "cresciuto" con Lei, dentro Lei, che sia derivato da una "fonte" alla quale si è abbeverata.
Lei parla di una situazione senza uscita (apparente, a mio parere). Racconta di una situazione che la ingabbia, di emozioni che si bloccano, di guarigione che stenta ad arrivare. E se parlassimo di una situazione che si può sanare? Che possa aiutarla ad erodere una sorta di corazza che la protegge e, allo stesso tempo, Le impedisce di uscire?
I medici guariscono un malato; grazie alla scienza medica possono essere in grado di migliorare la condizione di sofferenza corporea, organica, fisica. Lei parla, mi pare di capire, di sofferenza dell'anima. E' un mio leggere tra le Sue parole scritte, sarebbe bello poter "leggere" il Suo linguaggio corporeo. Il Collega Chiummo dice peccato che non abbia potuto continuare l'approccio basato sul rilassamento, e sono in accordo con Lui.
L'attacco di panico è, sempre a mio parere, un sintomo che nasconde altro. Come la punta di un iceberg sotto la quale c'è il "corpo" della grande massa.
Essere lucidi, razionali, ci aiuta. Le emozioni non sempre sono lucide, talvolta sono la punta dell'iceberg. Di un iceberg che spesso fa paura a coloro che navigano nel mare. Eppure, ad un certo punto, tutta la massa di giaccio si scioglie ed entra a far parte del grande oceano. Oceano che può essere sinonimo di ampi spazi, di libertà, di possibilità di scegliere quale sia la rotta migliore per ognuno di noi.
Sapere che si può scegliere.

Un abbraccio

Marco Marilungo

Marco Marilungo di
INFOCUORE
marijia
Saturday, October 09, 2004 2:35 AM
Mi permetta di chiamarla... Carissimo Dottor Marilungo
innanzitutto la ringrazio per le parole così umane e di una spontaneità e sensibilità incredibile che ha avuto per me!
Sicuramente lei avrà ragione ..diciamo che la consapevolezza del panico ,forse è più esatto ,risale alla tenera età di dieci anni .Quindi probabilmente chissà quante situazioni , emozioni ,in tanti anni si saranno bloccate dentro di me ...un vissuto intero.Solo che altre persone non reagicono come me ,io con la paura , quando sono di fronte a situazioni che mi destabilizzano.Sono convinta che ognuno dentro di se sa bene il motivo che genera disagi ma ...spesso lo nascondiamo a noi stessi o non abbiamo il coraggio di agire cioè di fare qualcosa per risolvere dei conflitti interiori .Specialisti in gamba come lei sono indispensabili in un percorso di guarigione ..ma mi chiedo: se il panico è diciamo la punta
di un iceberg ...del quale nella mia vita ho avuto paura quattro ..cinque volte (parlo degli attacchi forti )...poi li ho superati ..un pò con un pò di terapia ,un pò cercando di fare chiarezza in me ,ho visto disciogliere tutta questa massa di ghiaccio ed il mio mare interiore è diventato calmo ..ma...per qualche anno ..poi basta un altra situazione che emotivamente mi impegna molto ed ecco l'iceberg riaffiorare ..minaccioso ....e c'è lo sconforto e la volontà di risalire la china ,però anche la consapevolezza forse di non poter guarire mai del tutto.Mi vengono in mente delle parole ...così d'impulso..sciogliere quei nodi ...anche perchè nonostante i miei anni ho una voglia di vivere immensa ,sono creativa e curiosa di tutto ,ipersensibile perchè conosco la sofferenza mentale che a volte è più lacerante di quella fisica.Grazie ancora per le parole ...caro Dottor Marilungo.Le sto rileggendo ancora una volta per cercare di coglierne tutte le sfumature .Anche con i libri faccio sempre così e scopro sempre qualcosa di nuovo che mi apra la mente.
Anna
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