Gentile Signora, salve.
Generalmente l'aspetto farmacologico su internet preferisco evitarlo, anche perchè nello "specifico" del suo disagio i miei Colleghi sono più ferrati del sottoscritto.
Preferisco rimanere nell'area della "terapia" basata sulla parola. Anzi, del "sostegno" basato sulla parola.
Io credo che non esista un sostegno basato sulla parola che sia più effice di un altro. Credo che esista l'approccio corretto verso la persona, che sia cognitivo-comportamentale, umanistico, ipnotico, integrato, bioenergetico od altro. O magari l'integrazione tra i vari approcci.
Mi permetto di dire che forse, forse, il panico non è nato con Lei. Potrebbe essere che il panico sia "cresciuto" con Lei, dentro Lei, che sia derivato da una "fonte" alla quale si è abbeverata.
Lei parla di una situazione senza uscita (apparente, a mio parere). Racconta di una situazione che la ingabbia, di emozioni che si bloccano, di guarigione che stenta ad arrivare. E se parlassimo di una situazione che si può sanare? Che possa aiutarla ad erodere una sorta di corazza che la protegge e, allo stesso tempo, Le impedisce di uscire?
I medici guariscono un malato; grazie alla scienza medica possono essere in grado di migliorare la condizione di sofferenza corporea, organica, fisica. Lei parla, mi pare di capire, di sofferenza dell'anima. E' un mio leggere tra le Sue parole scritte, sarebbe bello poter "leggere" il Suo linguaggio corporeo. Il Collega Chiummo dice peccato che non abbia potuto continuare l'approccio basato sul rilassamento, e sono in accordo con Lui.
L'attacco di panico è, sempre a mio parere, un sintomo che nasconde altro. Come la punta di un iceberg sotto la quale c'è il "corpo" della grande massa.
Essere lucidi, razionali, ci aiuta. Le emozioni non sempre sono lucide, talvolta sono la punta dell'iceberg. Di un iceberg che spesso fa paura a coloro che navigano nel mare. Eppure, ad un certo punto, tutta la massa di giaccio si scioglie ed entra a far parte del grande oceano. Oceano che può essere sinonimo di ampi spazi, di libertà, di possibilità di scegliere quale sia la rotta migliore per ognuno di noi.
Sapere che si può scegliere.
Un abbraccio
Marco Marilungo
Marco Marilungo di
INFOCUORE