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Yoshihiro
Saturday, November 08, 2003 1:25 AM
Non solo medici in famiglia. Dopo la donazione della fiction italiana alla tv irachena, affamata di programmi per «ricominciare», arrivano i giapponesi. Non con i celeberrimi cartoni animati, troppo vicini, evidentemente, per le loro storie di invasioni e combattimenti violenti, alla situazione reale del paese.

Il regalo che la Japan Foundation, e del ministero degli esteri che la supervisiona, ha fatto all'Iraq Media Network sono invece 96 ore della soap strappalacrime più famosa di tutto il Giappone, Oshin, trasmessa nel 1983 dal broadcaster Nhk con una media di share del 52,6% e venduta a 59 paesi, fra cui l'Iran, l'Egitto e l'Arabia Saudita.

La serie tv, che è una leggenda per i giapponesi e non solo (in Cina l'hanno seguita in 200 milioni) racconta le vicissitudini di una poverissima ragazza del Nord del Giappone, venduta come schiava e costretta a una vita di stenti, fino a che, con la sua forza di volontà, non riesce a riscattarsi aprendo una catena di supermercati. La morale è fin troppo chiara (e ottimista): con perseveranza e duro lavoro si ricomincia, e l'Iraq potrebbe un giorno diventare una superpotenza mondiale traboccante di petroldollari. Magari, prendendo il buon esempio da «Oshin», anche di catene di supermercati.


Da IlManifesto

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