cadmo1355
Monday, May 09, 2005 3:29 PM
Marco che c'è e non c'è... i figli che reagiscono sorridendo alla sua apparizione...
La morte dei nostri genitori è inevitabile; è il fantasma che si agita in fondo al viale... prima o poi ci si arriva.
La negazione della morte è un gioco affannato, spesso pieno di paura, spesso il panico abita in quelle ombre.
Capita che un padre, diventando vecchio, diventa figlio di suo figlio; gli passa il testimone e chiede indietro la tenerezza, l'affetto, la sicurezza che (se mai c'è riuscito) ha prestato al figlio.
Diventare il futuro di tuo padre e tua madre; avere il coraggio di vivere senza la loro presenza e il loro amore. Imparare la consapevolezza del vivere sapendo di poter morire...
Perchè non provare a parlarne?
Un caro saluto a tutti.
Mario
[Modificato da cadmo1355 09/05/2005 15.30]
daienna
Monday, May 09, 2005 3:45 PM
"..diventa figlio di suo figlio" Quante volte,caro Mario,mi succede di provare questa sensazione.Non è paura è solo che padre e madre sono in debito con me e cio' che piu' mi colpevolizza è che non se ne accorgono.Danno l'amore a modo loro.
UN ABBRACCIO
pipaolo
Monday, May 09, 2005 11:12 PM
A tre anni dalla morte di mio padre ancora non mi sembra vero e ancora piango.
Paradossalmente è più presente adesso che quando era in vita ma purtroppo per le mie parole per lui saranno per sempre sospese.
Non credevo che leggere questa discussione mi facesse così male, soprattutto considerando che l'amore verso mia madre, anche lei anziana, si è trasformato in conflitto ed insofferenza.
Piango
Paolo
pipaolo
Monday, May 09, 2005 11:14 PM
A tre anni dalla morte di mio padre ancora non mi sembra vero e ancora piango.
Paradossalmente è più presente adesso che quando era in vita ma purtroppo per me le mie parole per lui saranno per sempre sospese.
Non credevo che leggere questa discussione mi facesse così male, soprattutto considerando che l'amore verso mia madre, anche lei anziana, si è trasformato in conflitto ed insofferenza.
Piango
Paolo
rosi77
Tuesday, May 10, 2005 8:48 AM
padre....madre
io non riesco a concepire il momento futuro della loro scomparsa fisica....
sono ancora sconvolta per un trauma passato,
forse sono queste le vere cause profonde della nostra ansia....
rosi77
Azzumar
Tuesday, May 10, 2005 11:08 AM
LA VERA CAUSA DELLA MIA ANSIA E' LA MORTE NON PASSA GIORNO IN CUI IO NON CI PENSI.
FORSE HO PROPRIO PAURA DI VIVERE
AZZURRA
antinisca1
Tuesday, May 10, 2005 12:13 PM
Mio padre è morto da quasi due anni ed io tante volte mi ritrovo a chiamarlo ed a chiedergli aiuto... vorrei parlargli di tante cose..mi manca tanto
Ed anch'io come Paolo mi trovo in conflitto e provo insofferenza...nei confronti di mia madre
ANTONELLA
nadia04
Tuesday, May 10, 2005 1:33 PM
Anch'io non riesco a concepire ed accettare la possibilità/inevitabilità dell perdita di una persona cara. A partire dai miei genitori, la mia famiglia qualche amico a cui tengo particolarmente. Tutto riguardo alla morte mi spaventa, sicuramente questo incide sulla mia ansia. Avere costantemente paura di morire (io e i miei cari) per qualche malattia avrà le sue radici in qualche avvenimento della mia vita (anni fa non ci pensavo affatto) ma non ho ancora capito cosa è avvenuto e perchè ho avuto ed ho le reazioni tipiche dell'ansia.
Domani devo fare una visita di controllo all'ospedale e so già che questo comporterà il dover ricorrere all'ansiolitico che non prendo da 1 mese perchè non ho il coraggio di andarci. Tutto li mi spaventa: l'ospedale in se, il fatto che ci sarà la folla ed io dovrò aspettare e soprattutto il terrore che mi trovino qualcosa di grave!!!Vorrei tanto non andarci, ma non si può mettere la testa sotto la sabbia ogni volta che mi trovo in difficoltà. Però il pensiero ossessivo delle malattie e della morte conseguente c'è e non riesco mai a cacciarlo via!
Nadia
[Modificato da nadia04 10/05/2005 13.34]
Pippolina
Tuesday, May 10, 2005 2:09 PM
Condivido un po' tutto quello che avete scritto.
Sono convinta che la mia ansia deriva quasi unicamente dalla paura della morte dei miei genitori, dei miei cari amici, del mio fidanzato, di mio fratello, della mia futura nipotina, del mio cane (anche se banale ci tengo tantissimo) dei miei nonni, dei miei parenti a cui voglio tanto bene.
Non voglio la loro sofferenza e quindi la loro morte, ho paura di non saper sopportare la vita senza di loro. Sarò abbastanza forte per affrontare eventuali tragici eventi come la morte delle persone a cui tengo?
C'è un momento della vita in cui ti scontri per la prima volta con il terrore della morte..è inevitabile...
Finchè ero adolescente non ci pensavo per niente, dopo ho perso 3 cari amici e scopri che la vita non è il bel disegno che avevo creato nella mia testa. E da lì è nata tutta la mia ansia, le mie crisi di panico..
Mi sforzo di non pensare all'inevitabile morte dei miei genitori... e spero che muoiano anziani quando ormai la vita per loro è stata già vissuta..
Ho paura anche della mia morte, ma non ho ancora ben chiaro se ho + paura di perdere la vita o di lascire un incolmamile dolore ai miei genitori, e rovinare loro la vita.
La vita è fatta così ed è inutile ravanarci la testa con questi argomenti così tristi ed angoscianti nei confronti dei quali saimo totalmente inpotenti...la vita dobbiamo viverla adesso senza pensare al futuro che non esiste e non sarà mai esattamente uguale a come noi lo prevediamo.
dite ai vostri cari che volete bene a loro oppure, se preferite, fateglielo capire in altri modi, un giono potreste rinpiangere di non averlo ancora fatto.
ros.castiglioni
Tuesday, May 10, 2005 4:31 PM
io non ho mai conosciuto mio padre, xe' morto quando avevo 3 anni.
Col tempo, quando sono cresciuta, ho iniziato a fare da mamma alla mia mamma.....sempre in crisi per depressione, ansia scatenati entrambi dalla perdita di mio padre in eta' cosi' giovane e da una serie di tumori maligni che FORTUNATAMENTE ha sempre superato......senza riportare danni ulteriori, oltre ai disagi psicologici.
Questo da una parte mi ha aiutato a sviluppare una sensibilita' molto grande, e mi e' sempre piaciuto essere di aiuto agli altir. Dall'altra, ho dovuto appiopparmi responsabilita' + grandi di me fin da piccola.....e questo bene non fa.
Soprattutto se non sei una persona cosi' forte.
Penso che questo abbia motivato moltissimo la mia ansia e i miei problemi ripetuti col cibo.
Soprattutto la mancanza totale di un padre.
cadmo1355
Tuesday, May 10, 2005 5:10 PM
Re:
Il parlare della paura della morte, della difficoltà ad accettare la vita senza (apparentemente forse) carpirne il senso; l'ansia di non sapere perchè... e poi padri che ci sono, che non ci sono più, che sono invecchiati, ai quali è difficile chiedere e dare tenerezza... ci stanno mettendo in grado di porre in comune qualcosa di più dei nostri sintomi... ci stiamo con-fidando... o no?
E' da due ore che mio padre è uscito dal S.Giacomo per l'ennesima visita cardiologica. Nonostante il pacemaker le sue fibrillazioni ed extrasistole permangono. Dovrà sottoporsi ancora ad altri interventi. Leggo nei suoi occhi la stanchezza e la paura, mal dissimulata, di morire. Ha 82 anni; cosa potrei raccontargli per consolarlo di quanto non sia riuscito a fare in tanti anni?
Tra cinque minuti usciamo insieme a prenderci un decaffeinato. Capita anche che, per strada, ci giriamo insieme a guardare una bella ragazza che passa!!
Un abbraccio
Mario
rosi77
Tuesday, May 10, 2005 6:15 PM
stare vicini alle persone cui si tiene tantissimo...ecco cosa si può fare, tante volte semplicemente andarci al supermercato insieme, consigliarle su un vestito , regalargli un libro che gli piace , farci una passeggiata cogliendo unerba un fiore particolare fare delle battute proprio mentre si sta in un bar.. sono cose che ho riscoperto con mia mamma e sono state piacevoli e mi hanno stupefatta..
con papà ancora non ce la faccio ma le differenze caratteriali si supereranno con la tenacia e la volonta' lo credo..
un bacio a tutti in particolare a te mario, sii forte per tuo papà e per te,
ciao
sabrina
rosi77
daienna
Tuesday, May 10, 2005 8:13 PM
Da un breve manoscritto di Franz Schubert
" (...) Mio padre mi picchio' ed io fuggii un'altra volta.E un' altra volta rivolsi i miei passi altrove e col cuore colmo di amore infinito per quanti lo rifiutavano errai in regioni lontane.Per molti e molti anni cantai dei canti.Ma quando volevo cantare l'amore esso si trasformava per me in dolore e quando volevo cantare solo il dolore si trasformava per me in amore.
Ero ancora dilaniato fra amore e dolore."
Deny77
Wednesday, May 11, 2005 10:54 AM
Anche io, come tutti ho voi ho paura della morte... paura del nulla assoluto. Non riesco ad immaginare cosa voglia dire non esistere più e non riesco ad immaginare come possa continuare la mia vita se morissero le persone che amo.
Alle volte, la sera, sento mia madre tossire forte e mi spavento, pensando che stia male, che possa avere un infarto o qualcosa di simile. E' una sensazione bruttissima!
Quando le cose vanno bene, ho sempre paura che da un momento all'altro possa capitare qualcosa di drammatico che mi sconvolga la vita... mi sta facendo male scrivere queste cose, ma sono dentro di me e so quanto abbia fatto male a tutti questo argomento.
cadmo1355
Wednesday, May 11, 2005 4:15 PM
Re:
Scritto da: Deny77 11/05/2005 10.54
Anche io, come tutti ho voi ho paura della morte... paura del nulla assoluto. Non riesco ad immaginare cosa voglia dire non esistere più e non riesco ad immaginare come possa continuare la mia vita se morissero le persone che amo.
Alle volte, la sera, sento mia madre tossire forte e mi spavento, pensando che stia male, che possa avere un infarto o qualcosa di simile. E' una sensazione bruttissima!
Quando le cose vanno bene, ho sempre paura che da un momento all'altro possa capitare qualcosa di drammatico che mi sconvolga la vita... mi sta facendo male scrivere queste cose, ma sono dentro di me e so quanto abbia fatto male a tutti questo argomento.
Io vivo, mia dolce amica, giorno per giorno la morte annunciata di mio padre. Non posso far finta che non accadrà. La statistica dice che il tempo è sempre meno; la vita dice che devo accettarla oppure... accettarla. E' su questa consapevolezza, forse troppo tardi arrivata che si gioca la capacità di affrontare la vita e la morte come un gioco ineluttabile. Di fronte ad esse l'ansia, la paura, non hanno modo di evaporare. La morte esiste e basta. Non puoi scappare via da Lei. Puoi solo vivere IN PIENO fino a quel momento. Non si può morire di paura per la morte!
Forse è per questo che, incoscientemente, nonostante i dolori, la tachicardia, le extra, non sento più l'ansia intollerabile di andare al pronto soccorso a "controllarmi", a farmi gli esami ematochimici, l'ecg, l'ecg da sforzo, l'holter ecc. Forse è sbagliato ma è così. Abbiamo il diritto di vivere come ci pare...
L'importante è che la morte ci colga vivi... e saremo vivi se sparemo accettarla (la nostra e quella dei nostri cari) mentre siamo impegnati a vivere.
Non è facile, io sono il primo a fallire... però ci provo.
Un bacio
Mario
[Modificato da cadmo1355 11/05/2005 16.17]
Deny77
Wednesday, May 11, 2005 4:30 PM
Com'è vero quello che scrivi Mario!!
Io cerco di non pensarci e solo così riesco a vivere, ma quando, a volte, mi capita di sentire delle notizie spiacevoli sia da persone care o semplicemente in televisione, l'agitazione e la paura puntualmente arrivano.
E' triste vedere che la vita è così breve, che la morte arriverà prima o poi per tutti e noi non riusciamo a goderci il tempo che abbiamo a disposizione, ossessionati da quel momento che, fa parte della vita stessa... probabilmente non ce ne accorgeremo neanche quando arriverà!
ros.castiglioni
Wednesday, May 11, 2005 5:16 PM
"l'importante e' che la morte ci colga vivi"....
quanto e' vera questa affermazione.......
cadmo1355
Wednesday, May 11, 2005 6:57 PM
marilungo
Marilungo, dove sei?
Nemmeno sulla morte, perciò sulla vita, vuoi intervenire?
No, non come un padre, ma come un fratello!
Un abbraccio
Mario
pipaolo
Wednesday, May 11, 2005 10:11 PM
Ogni tanto rifletto sul fatto che mio padre con tutte le patologie gravi che aveva (sapeva che era in bilico) non ha mai sofferto di attacchi di panico anzi non pensava per niente ala sua morte.
Vedo in gire tante persone anziane e molte altre le conosco, ma nessuna ha paura della morte, nessuna ha paura delle analisi o dell'elettrocardiogramma o quanto altro e nessuna è in preda al panico, eppure sono consapevoli che il loro momento potrebbe arrivare presto, ma sono sereni.
Solo una cosa li spaventa, la solitudine in vita, la mancanza di relazione, l'affetto.
Perchè io che ho 35 anni sono in preda a pensieri freddi, di morte, perchè noi che siamo tutti giovani (dai 30 ai 50) ci siamo incartati in questi brutti pensieri?
La società?
Le relazioni?
I nostri genitori?
Il lavoro?
Il caso?
????????????
Paolo
Deny77
Thursday, May 12, 2005 2:56 PM
Paolo le tue sono domande che credo ci poniamo tutti! Io penso che dipenda dal carattere di una persona. Se due persone conducono la stessa identica vita, non è detto che reagiscano nello stesso modo! Ci sono persone a cui vengono diagnotiscate malattie bruttissime, che continuano a vivere la loro vita serenamente, noi invece viviamo male al solo pensiero che quella malattia possa venirci.
Con questo non vuol dire, però, che dobbiamo rassegnarci a vivere male! Il carattere di una persona non può cambiare radicalmente, ma può essere modificato e, quindi migliorato.