stamattina cercavo qualcosa da laggere per coprire il tragitto Monfalcone-Trieste e ritorno in treno e mentre mi stavo per arrendere ad Alan Bennett (che manco mi piace molto ma è adattissimo alla bisogna) mi è caduto l'occhio sull'ultimo Lanciostory con la bella copertina di Orer. Visto che dentro c'era una rarissima "comunicazione di servizio" della redazione (quante ne avranno fatte in 35 anni? Io riesco a malapena a ricordarmene meno di cinque: una chiacchierata con Zanotto, una con Trillo, forse qualcos'altro...), dedicata alla memoria di Filippo Ciolfi, l'idea di acquistare la rivista si è lentamente concretizzata e a darmi la mazzata finale è stato il criticatissimo Mundet di Dago, che con tutta la merda che gli avete gettato addosso mi incuriosiva non poco (la mia opinione la trovate ovviamente qui:
freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9463691&a=...
il numero 52 secondo me:
Dago: buono, sia come disegni che come testi. efficace "antipasto" di quello che verrà, per un momento mi ha fatto venire voglia di riprendere a comprare Lanciostory regolarmente. Delirante la qualità di stampa, che alterna (anzi coniuga nelle stesse vignette!) dei fastidiosi tremolii delle linee rette (forse perchè a matita?) e una resa tanto puntuale da far vedere dove i passaggi di china di Mundet sono meno densi degli altri nelle campiture di nero. Nell'ultima vignetta di pagina 5 si vede chiaramente la tempera con cui ha simulato il fulmine e la resa è talmente buona che si vede parte del nero in trasparenza!
I Corsari di Alcibiade: sembra molto interessante e complesso (anche come disegni), purtroppo il formato e la qualità di stampa lo penalizzano non poco. Da recuperare in volume francese.
Tropici: per fortuna che ci sono Bartoli e Pontrelli a farmi ricordare perchè non compro più Lanciostory. A onor del vero, la storia non è male, anzi è molto meglio di come ricordavo la media bartoliana (certo, si nota una certa "ispirazione" a una storia breve a colori di Frank Cappa, ma meglio così che le solite cazzate che non vogliono dire nulla). Un quintale di veli pietosi sui disegni.
La Tigre Bianca: questo fumetto è grandioso. Non amo lo stile dei "gros nez" della scuola franco-belga, ma questa serie (di cui pure avevo molto apprezzato i primi episodi) l'avevo ingiustamente sottovalutata. C'è da dire che comunque mi sembra che ci sia stata una virata più "seria" rispetto ai primi episodi, comunque tanta documentazione non pedante e trame tanto articolate sono proprio un piacere. Da recuperare in blocco in volumi francesi.
Mondo Calcio - La vita difficile di Mencho: boh, sì, carino, ma non eccezionale. Pessima stampa.
Marea Rossa: Dones mi sembra involuto, mi piaceva così tanto anni fa... Non possiedo riferimenti sufficienti a valutare questo episodio di una serie di cui non conosco gli antefatti, certo fa il suo effetto vedere che in una storia di Balcarce non ci sia una donna stuprata. Comunque da quel poco che ho letto non mi sembra un capolavoro.
Senza Inverno: ci ho capito ancora meno che di Marea Rossa. Nel complesso la storia sembra fosse abbastanza interessante. Commovente leggere la data di realizzazione nella fimra di Macagno nell'ultima tavola. E' solo una mia impressione o a pagina 7 (seconda vignetta) hanno messo delle mutande al protagonista nudo?
Crociata: pessimo primo approccio col facile erotismo di Dufaux (non certo tra i miei sceneggiatori preferiti), ma la storia si rivela interessantissima e le scene finali mi intrigano non poco. Questo è il primo volume, giusto? Anche questo da recuperare in originale, forse.
La Sbornia: delizioso, buono anche il lavoro di Aballay pur se nella prima vignetta il furbacchione ha usato lo stesso disegno del legionario romano per riempire lo spazio...
Nuvolette: interessante ma inaspettata l'intervista a Licia Troisi: Raffaelli ormai ha intervistato proprio tutti gli autori possibili e immaginabili?
Acqua Alta: non c'ho capito molto e mi pare che programmaticamente l'autrice voglia giocare su un simbolismo molto personale. Pessima resa dei disegni e soprattutto dei colori, eventualmente da recuperare in volume francese.
Beep Peep: grande come sempre.
Non ricordavo di avere letto gli episodi di Martin Hel che si intravedono nell'inserto, probabilmente sono arrivati molto avanti con la pubblicazione della serie (siamo già a Skorpio? Mi ricordavo peggiori i disegni di quel periodo)
Nel complesso, trovo che siate stoici voi che continuate ad acquistare Lanciostory. Magari occasionalmente c'è qualche riempitivo piacevole e qualche raro capolavoro, ma fondamentalmente credo che i motivi di interesse rimangano Dago, Beep Peep e l'inserto tanto per collezionarlo qualsiasi cosa pubblichino.
I franco-belgi mi sembrano di qualità però come fate a resistere senza leggere la storia completa?