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free-life
Saturday, January 20, 2007 12:09 AM
ANSA - Gio 18 Gen

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La vera Monna Lisa raffigurata da Leonardo da Vinci, la ' Gioconda ' del ritratto esposto al Museo del Louvre di Parigi, fu sepolta nel cuore di Firenze in quello che era il convento di Sant' Orsola, un edificio di proprieta' demaniale in stato di abbandono.
Il luogo e la data della morte finora erano sconosciuti e sono stati individuati per la prima volta nella storia dell' arte da un appassionato studioso del capolavoro di Leonardo, il professor Giuseppe Pallanti, consultando le carte conservate in un archivio fiorentino . La scoperta conferma che la Gioconda e' realmente esistita proprio come scrive Giorgio Vasari nelle sue ''Vite'' degli artisti fiorentini.
Da un documento, in particolare, emerge con chiarezza che la '' Gioconda '', al secolo Lisa Gherardini, la modella utilizzata da Leonardo per il celebre ritratto, era la moglie del mercante fiorentino Francesco Del Giocondo (da cui il nome di ' Gioconda ') e mori' il 15 luglio 1542, a 63 anni. Il documento e' un registro dei decessi avvenuti nella parrocchia di San Lorenzo. Scorrendo i nominativi si scorge ad un certo punto quello di ''Lisa''.
''Donna fu - si legge nel testo scritto nell' italiano dell' epoca - di Francesco del Giocondo mori' addi' 15 di luglio 1542 sotterrossi in S. Orsola tolse tutto il capitolo''.
Sant' Orsola, in pieno centro di Firenze, era il monastero dove la donna, vedova e malata, si ritiro' negli ultimi anni della sua vita. Qui era assistita dalla figlia, suor Lucia, proprio come aveva disposto il marito Francesco del Giocondo. E qui fu sepolta, forse nel chiostro. Il documento racconta anche che al funerale di Lisa Gherardini partecipo' l' intero 'capitolo' (parrocchia) di San Lorenzo a significare la notorieta' pubblica della persona. Nel corso della stessa ricerca, che si e' estesa a quattro archivi, e' anche emerso che Lisa Gherardini abito' in una casa posta di fronte a quella della famiglia di Leonardo da Vinci, in via Ghibellina a Firenze. Lo dimostrano una denuncia catastale del padre di Monna Lisa, Antonmaria Gherardini, ed uno scritto di ser Piero da Vinci, il padre di Leonardo che nella stessa strada aveva anche lo studio di notaio, oltre all' abitazione. ''Dopo aver ricostruito la biografia di Lisa Gherardini Del Giocondo, la rivelazione della data di morte e della sepoltura sono scaturiti da un archivio ecclesiastico fiorentino poco frequentato'', ha spiegato il momento chiave della sua scoperta Giuseppe Pallanti, 55 anni, docente fiorentino gia' allievo e collaboratore dello storico Carlo Cipolla e autore di un' ampia biografia su Lisa Gherardini intitolata ''La vera identita' della Gioconda '' (Skira, 2006) dove si fornisce un' ampia documentazione della vita e delle origini della piu' discussa modella leonardesca. ''Per la prima volta si completa la ricostruzione della vita di questa donna - ha aggiunto Pallanti - e si trovano documenti che dimostrano occasioni di frequentazione, legate ai commerci, tra i Del Giocondo e la famiglia da Vinci. Nella Firenze del '400-'500 c' era una prossimita' di luoghi e di conoscenze tra le persone per i quali e' ipotizzabile una conoscenza diretta di Monna Lisa da parte di Leonardo attraverso il padre''.
Lisa Gherardini proveniva dalla borghesia rurale del contado fiorentino e visse tra la fine del '400 e l'inizio del '500.
La sposo' in seconde nozze Francesco Bartolomeo del Giocondo , un mercante che per i suoi affari si rivolgeva anche al padre di Leonardo, il notaio ser Piero. Nel corso delle sue ricerche Pallanti ha anche trovato un compromesso legato ad un prestito di denaro tra Francesco del Giocondo e i monaci della Santissima Annunziata redatto proprio nel 1497 da ser Piero da Vinci. (ANSA)

yahoo
g
Saturday, January 20, 2007 12:12 AM
Re:

Scritto da: free-life 20/01/2007 0.09
Nella Firenze del '400-'500 c' era una prossimita' di luoghi e di conoscenze tra le persone per i quali e' ipotizzabile una conoscenza diretta di Monna Lisa da parte di Leonardo attraverso il padre''.


X forza,Firenxe 500 anni fa era ricca,ma nn era grande
Escludendo i poveri i nobili e rikki erano 1 manciata di xsone e ci si conosceva tutti e di certo Leonardo conosceva tutti i rikki
Mister G
Saturday, January 20, 2007 6:33 PM
Sinceramente...
g
Tuesday, June 23, 2009 10:27 AM

La Gioconda si spoglia e si mette in mostra


Incisione della Gioconda nuda
attribuita a Leonardo nel 1775





Gioconda nuda Primoli
in mostra al Museo Ideale

Dal 14 giugno al 30 settembre il Museo Ideale Leonardo Da Vinci riapre al pubblico dopo cinque mesi con un’esposizione sorprendente su uno dei più interessanti argomenti della storia dell’arte: “Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda”, a cura di Agnese Sabato e Alessandro Vezzosi, con la consulenza di Carlo Pedretti e di altri esperti internazionali. L’obiettivo di questa mostra-evento è quello di fare il punto sulle origini, la fortuna e i “misteri” della Gioconda e le Gioconde del mondo, dal Cinquecento a oggi.La mostra presenta migliaia di immagini fra opere, reperti, documenti e multimedialità, compresi dipinti originali del XVI secolo esposti per la prima volta. Ci sono opere originali sconosciute, per esempio due versioni di “Gioconda nuda” riferite in antico a Leonardo, una delle quali era appartenuta al cardinale Fesch, zio di Napoleone Bonaparte
[12 giugno 2009]
g
Tuesday, June 23, 2009 10:29 AM

La Gioconda nuda conquista "page 3" del Sun



La Gioconda finisce su "page 3" del Sun. La pagina del quotidiano britannico che storicamente ospita belle donne in topless, questa volta ha fatto un'eccezione: la donna comparsa ieri non è in carne e ossa, ma è una rivisitazione della celebre Gioconda dipinta senza veli. Un mezzo busto insolito che, con altri due dipinti simili, sarà in mostra nel Museo Ideale di Vinci fino a settembre nell'ambito della mostra 'Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda', insieme ad altre opere sconosciute come una tavoletta recuperata nei depositi degli Uffizi e restaurata per l'occasione. Si è intanto ricostruita la storia della prima 'Gioconda nuda': il dipinto, di proprietà della Fondazione Primoli, è appartenuto al cardinale Fesch, zio di Napoleone Bonaparte e grande collezionista (possedeva anche il 'San Girolamò di Leonardo, oggi nei Musei Vaticani). Per la seconda Gioconda nuda che sarà esposta a Vinci, di proprietà di un collezionista privato, sono in corso indagini.

Rep


g
Wednesday, December 15, 2010 1:33 AM
Il mistero della Gioconda
Simboli nei suoi occhi...




Nasconderebbero anche misteriosi simboli gli occhi della Gioconda di Leonardo, due lettere piccole piccole, volutamente celate in ognuna delle pupille della fascinosa dama la cui identita', dopo piu' di cinquecento anni, aspetta ancora di essere svelata. A sostenerlo sono gli esperti del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni storici, culturali e ambientali, (quello che ha fatto parlare di se' negli ultimi mesi per il ritrovamento dei resti di Caravaggio), impegnati da qualche settimana nel tentativo di dare un nome alla protagonista del quadro piu' celebre e piu' celebrato, ma anche piu' misterioso del grande artista toscano.

E un terzo simbolo, forse due lettere, forse due numeri, sarebbe nascosto anche in un altro punto del quadro, sotto la prima arcata a destra del ponte che fa da sfondo al ritratto della Gioconda. Ad occhio nudo e' difficile notarlo, ma l'ingrandimento dell'immagine, spiega il presidente Silvano Vinceti, rivela la presenza nell'occhio destro della modella (sinistro per chi guarda il quadro) ''la presenza di un monogramma che sembra essere 'LV', forse proprio le iniziali di Leonardo''. Diversi ma ancora piu' difficili da decifrare i caratteri riconoscibili all'interno dell'occhio sinistro della modella (il destro per chi guarda la tela): in questo caso, secondo Vinceti, potrebbe trattarsi di 'CE' o semplicemente di una 'B'. Quanto ai segni nascosti sotto l'arcata del ponte sembrano due numeri, '72', che potrebbero pero', dice, anche leggersi rovesciati.. e in questo caso si tratterebbe di una L e di un 2. Come gia' lo furono per le ossa del povero Caravaggio, riportate con tutta solennita' questa estate a Porto Ercole, gli esperti del comitato guidato da Vinceti sono certissimi della loro scoperta, che si deve peraltro, raccontano, al contributo casuale di un bidello pugliese, Luigi Borgia, che li ha convinti ad un esame piu' attento del dipinto: ''Abbiamo fatto esami dettagliati e chiesto la consulenza di pittori esperti'', racconta Vinceti, ''tutti hanno confermato che questi segni non possono essere stati fatti per caso o per errore, sono stati inseriti volutamente dal pittore''.

Resta il fatto che nessuno dei tantissimi specialisti di Leonardo si era mai accorto della presenza di simboli nello sguardo della pur enigmatica Gioconda, cosi' come negli altri quadri di Leonardo. ''Dopo la scoperta abbiamo sottoposto ad esame anche la Dama con l'Ermellino - sottolinea Vinceti - e nei suoi occhi non abbiamo trovato nulla''. Pero' e' un fatto, dice, che la Gioconda e' un quadro particolare nella produzione di Leonardo, cominciato intorno al 1490 e finito molti anni dopo. Un quadro, ricorda Vinceti, ''che il grande artista porto' a lungo con se' e al quale sicuramente attribuiva un valore particolare, non era un semplice ritratto, aveva un significato filosofico, con quest'opera Leonardo voleva lasciare una testimonianza che andasse oltre la pittura''. La ricerca prosegue. A giorni la scoperta verra' illustrata in una conferenza stampa, annuncia il presidente del comitato, con nuove rivelazioni, anticipa, anche sull'identita' della Gioconda. Intanto, tra simboli esoterici e dame misteriose, la vicenda e' di quelle che potrebbero stimolare la fantasia di un Dan Brown.
12 dicembre 2010

l'U


g
Wednesday, December 15, 2010 1:34 AM
Re:
g, 23/06/2009 10.27:


La Gioconda si spoglia e si mette in mostra


Incisione della Gioconda nuda
attribuita a Leonardo nel 1775





Gioconda nuda Primoli
in mostra al Museo Ideale



Certo ke l'omosessualità di Leonardo si vede anke dalla scarsa conoscenza dell'anatomia femminile


g
Saturday, May 14, 2011 10:29 AM
A Firenze, in un ex convento
Scoperta la tomba di Monna Lisa



La Gioconda


Firenze, 13-05-2011
Gli scavi all'interno dell'ex convento di Sant'Orsola
stanno portando alla luce il luogo in cui avvenivano
le sepolture nel convento, la struttura di via Guelfa,
a Firenze, in cui visse gli ultimi anni della sua vita
e dove fu sepolta Lisa Gherardini Del Giocondo, la donna morta
nel 1542 a cui Leonardo si sarebbe ispirato per la Monna Lisa.

Gli scavi all'interno dell'ex convento di Sant'Orsola stanno portando alla luce il luogo in cui avvenivano le sepolture nel convento, la struttura di via Guelfa, a Firenze, in cui visse gli ultimi anni della sua vita e dove fu sepolta Lisa Gherardini Del Giocondo, la donna morta nel 1542 a cui Leonardo si sarebbe ispirato per la Monna Lisa.

Le tombe visibili fino a questo momento sarebbero tre: una e' distrutta, un'altra e' integra ma vuota, la terza si vede appena ed e' sottostante le altre due.
Gli studiosi proseguono la ricerca continuando a togliere via terra e materiale di riporto che ostruisce questa cripta.
La tomba rimasta integra e' realizzata in mattoni e misura una lunghezza di circa 1,80 metri. All'interno non c'era nulla a parte il terriccio che e' stato rimosso.
Secondo quanto riferito dagli studiosi, i defunti potrebbero essere stati trasferiti in un'altro punto del convento.

La cripta, sempre secondo i ricercatori, potrebbe essere stata dismessa in seguito a lavori di risistemazione oppure a causa di un crollo. Il trasloco delle salme sarebbe avvenuto dopo la seconda meta' del '500 o ai primi del '600 poiche', hanno
spiegato sempre gli studiosi, i frammenti di maioliche ed altri materiali trovati mescolati alla terra sono coevi. Lisa Gherardini del Giocondo mori' e fu sepolta in
Sant'Orsola nel 1542 secondo un documento conservato nell'archivio laurenziano di Firenze. Il Comitato che si occupa della ricerca dei resti di Lisa proseguira' lo scavo anche in una seconda cripta che affiora nella stessa chiesa e nei due
chiostri del convento, come luoghi ulteriori di sepoltura dei defunti

RN24


sperminator
Saturday, May 14, 2011 11:34 AM
g
Thursday, February 02, 2012 11:56 PM
Mona Lisa,
la copia del Prado





Quantificare le copie di Monna Lisa esistenti al mondo è impresa impossibile, o comuque potrebbe dare come esiti numerici a 10 o 15 cifre. Al Prado, però, sono convinti che la versione del capolavoro di Leonardo di cui il museo madrileno è entrato in possesso sia la più antica in assoluto. Presentata oggi dopo un periodo di restauro, secondo gli studiosi, sarebbe stata dipinta da un allievo del genio di Vinci, in contemporanea all'originale. Un'opera "creata all'interno della bottega di Leonardo, seppure senza l'intervento diretto del maestro", ha spiegato il conservatore per l'arte italiana del Museo, Miguel Falomir. Il quadro è stato scoperto qualche tempo fa nei magazzini della struttura madrilena. La tela però rivelava soltanto il volto della Gioconda, su uno sfondo scuro. Restauri degli scorsi mesi hanno consentito di svelare anche il paesaggio, esaltando la similitudine tra i due quadri, a cominciare dall'enigmatico sorriso. La "Mona Lisa del Prado" verrà esposta a fianco dell'originale, al Louvre, in una mostra temporanea, a partire dal 26 marzo

Rep


g
Thursday, February 02, 2012 11:58 PM



g
Thursday, February 02, 2012 11:59 PM



Il Conservatore per l'Arte italiana, Miguel Falomir


g
Friday, February 03, 2012 12:00 AM



g
Friday, February 03, 2012 12:01 AM



Il direttore del Prado, Miguel Zugaza

g
Friday, February 03, 2012 12:09 AM



g
Friday, February 03, 2012 12:10 AM



g
Friday, February 03, 2012 12:11 AM



La "Mona Lisa del Prado" prima del restauro

g
Friday, February 03, 2012 12:18 AM
Re:
g, 02/02/2012 23.56:







Piccoli dettagli mostrano la differenza tra 1 bravissimo pittore ed 1 Genio

Notate la strada,le mani,TUTTO è + delineato,+ determinato,curato

Notate la faccia di Monna Lisa:
Leonardo nn l'ha fatta + rotonda(e qui ci po3bbero essere dei problemi di strati di vekkia incrostazione),ma notate la profondità dello sguardo,ke nel ragazzo di bottega è spento,tipico di 1 ragazzetta vacua




g
Tuesday, March 13, 2012 8:07 PM
All'asta la foto segnaletica
del ladro della Gioconda




Una foto segnaletica del "ladro della Gioconda", Vincenzo Peruggia, sarà venduta all'asta il prossimo 15 marzo alla Maison Tajan, a Parigi. La foto, che mostra Peruggia di faccia e di profilo, fu scattata nel 1909 da Alphonse Bertillon (1853-1914), l'inventore del sistema di riconoscimento biometrico. Lo scatto originale, di piccole dimensioni (123 x 54 mm) è stimato tra i 1.500 e i 1.800 euro, secondo quanto ha riferito dal fotografo ed esperto, Jean-Mathieu Martini, che ha organizzato la vendita.
Peruggia era impiegato del museo parigino quando, nella notte tra il 20 ed il 21 agosto del 1911, si introdusse nel Louvre e trafugò il capolavoro di Leonardo. Ma l'uomo era già schedato dalla polizia parigina. Fu fu lo stesso Bertillon, il padre dell'antropologia giudiziaria (si parla sempre di Sistema Bertillon o Bertillonage), all'epoca responsabile del servizio di identità giudiziaria di Parigi, a rilevare le impronte digitali di Peruggia sul vetro che proteggeva l'opera. Il dipinto fu rintracciato due anni più tardi, nel dicembre 1913, a Firenze

Rep


g
Tuesday, March 13, 2012 8:11 PM
Io mi ricordo ke da piccolo vidi 1 sceneggiato con





Enzo Cerusico

Siccome me lo ricordo fu mandato in Estate,all'epoca nn si facevano replike

Ora invece si fa merda ripassata in padella ed infiokkettata
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