Grazie di cuore.
Anch’io mi auguro che in questa settimana santa ci uniamo spiritualmente nella preghiera,
pregando gli uni per gli altri con vero spirito di comunione fraterna e per tutti coloro che si trovano nella tribolazione
del corpo o dello spirito.
Viviamo intensamente il Triduo Pasquale, che, vorrei ricordare, è
un’unica celebrazione, che inizia il Giovedì Santo con la Messa in Cena Domini, continua il venerdì Santo con la passione e morte di Gesù per terminare nella grande Notte Santa dove canteremo con gioia il meraviglioso inno dell’Exultet per la Resurrezione del Nostro Signore Gesù Cristo.
Vi saluto e vi abbraccio tutti
ad uno ad uno, cari foristi.
"Prima la croce significava disprezzo, ma oggi essa è cosa venerabile, prima era simbolo di condanna, oggi è speranza di salvezza. E’ diventata davvero sorgente d’infiniti beni; ci ha liberati dall’errore, ha diradato le nostre tenebre, ci ha riconciliati con Dio, da nemici di Dio ci ha fatti suoi familiari, da stranieri ci ha fatto suoi vicini:
questa croce è la distruzione dell’inimicizia, la sorgente della pace, lo scrigno del nostro tesoro" (San Giovanni Crisostomo De cruce et latrone I,1,4).
Cristo anche oggi vince con il suo amore il peccato e la morte.
Il Male, in tutte le sue forme, non ha l'ultima parola. Il trionfo finale è di Cristo, della verità e dell’amore! Se con Lui siamo disposti a soffrire ed a morire, ci ricorderà san Paolo nella Veglia pasquale, la sua vita diventa la nostra vita (Rm 6,9). Su questa certezza riposa e si costruisce la nostra esistenza cristiana. (Benedetto XVI)