cadmo1355
Saturday, May 07, 2005 12:17 AM
Contro il mortorio... basta emozionarsi, anzi lasciare che l'emozione si attacchi addosso.
Oggi ho provato una emozione e la voglio raccontare, questa volta, perchè ho provato anche dolore ed extrasistole ma non ho avuto paura di morire.
Oggi l'ho incontrata dopo tanti anni. Extrasistoli "buone" mi hanno "mitragliato". Mi sono trovato a sorridermi addosso e a farmi tenerezza da solo. Ho cercato uno specchio per guardarmi, per vedere se sotto i capelli lunghi e brizzolati si arricciasse quello stesso sorriso che avevo quando l'aspettavo all'uscita dall'accademia. A poche centinaia di metri dal portone di architettura che per me era sempre così difficile da varcare anche se, così stupidamente giovane, pensavo che si potesse diventare architetti per poter ridisegnare il mondo.
Anche allora ribelle, fuori corso anche nella vita e nell'amore. L'amore mi rubava la tranquillità e l'appetito e il sonno. Febbricitante sempre con lei, quando mi faceva venire le vertigine se mi permetteva di sorvolare le sue colline e le sue valli; se mi faceva sprofondare nel tentativo di portarla dentro il mulinello di capelli di labbra di seni di fianchi... e poi incazzato quando mi rendevo conto della sua imprendibilità e della mia lontananza.
Aveva un modo irresistibile di prendersi una ciocca di capelli tra l'indice e il medio e di girarsela dietro l'orecchio. Giocava così, col viso chino sul foglio, quando disegnava; e alzava gli occhi come se rispondesse ad un richiamo improvviso; e mi fissava, dal basso in su... e mi levava l'anima.
Oggi ha fatto lo stesso, nel bar di fronte a Porta S.Pancrazio. Lo stesso viso, chinato a guardare il fondo della tazzina; il richiamo muto, improvviso, gli occhi che si alzano d'un tratto a sforacchiarmi l'anima con lampi verdeazzurri e gli stessi capelli torturati tra le dita. Solo piccole rughe in più ai lati degli occhi che la fanno più donna; terra fertile screpolata. E i seni appena un po' più pieni ma, credo, ancora belli da stringere con tenerezza e quel po' di forza in più che fa della donna che ti piace la donna che desideri.
Mi ha fatto una domanda stupidissima e insolente; ha detto alla mia extrasistole, invece di -calmati-, -accelera!- e al mio antico modo di essere fragile e sfrontato -coraggio, fammi vedere cos'è rimasto del tuo vecchio, lunatico cuore!-
Oggi era vestita di nero, un tailleur da quarantenne consapevole del suo fascino, ma si muoveva come vent'anni fa nell'appartamento disabitato di suo zio, ingombro solo dell'andirivieni del suo corpo intorno al mio, della mia marea che risaliva schiumeggiando dentro i suoi fiordi.
Gli occhi chiedevano, ma la bocca diceva parole dissonanti. La paura di scompigliare la sua vita come le dita i capelli ha inchiodato il mio corpo sulla sedia di faggio.
Le gambe nude belle come sempre mentre saliva sulla sua Yaris nera e mi salutava con uno stupido -ci sentiamo?- e io rispondevo con un idiota - ci sentiamo si!- mentre rivedevo nel palmo delle mie mani la consistenza morbida dei suoi fianchi.
Crepa fottuta extrasistole, spara le tue stronze bordate, fammi sentire quanto urli l'impotenza del muscolo a far sentire la sua vera voce...
Prima della curva a sinistra che porta al Vascello si è girata ancora. -sei bellissima- ho pensato, -sei ancora bellissima-
Poi la bonaccia.
Stanotte ho ancora impronte di lei.
nadia04
Monday, May 09, 2005 8:50 AM
........bellissimo.......
Un bacio
Nadia
P.S. Per giovedi dovrei essere di nuovo operativa!!! A presto
Nadia
Deny77
Thursday, May 19, 2005 1:03 PM
Mario, questo tuo post mi era sfuggito... mi hai fatta emozionare... mi sembrava di essere lì e vedere la scena...
Dev'essere molto "toccante" rivedere una persona importante, dopo tanti anni... immagino faccia anche soffrire molto...