antife.it
Friday, May 13, 2005 1:07 AM
crediamo onestamente che gli atteggiamenti come quelli presenti su tuttosora o su una miriade di roba simile, che poi sono lo specchio di un modo di pensare diffuso, ovvero di un campanilismo miope e superficiale, contribuiscono a chiarire lo stato in cui versano le nostre zone, ovvero uno stato di degrado morale prima ancora che economico e sociale. la profonda crisi politica locale in atto, intendendo per “politica” la propensione attraverso una dialettica efficace al fine di un miglioramento della vita sociale all’interno della quale noi ci confrontiamo continuamente e anche nostro malgrado, nasce da una crisi di un sistema ormai fagocitato dalla lotta per il potere e dalla lottizzazione e verso il quale tutti abbiamo il dovere di opporci per proporre una visione della vita politica più attinente ad una conduzione delle attività amministrative che sia effettivamente atta al miglioramento della vita e delle attività reali della società tutta di cui facciamo parte. Ovviamente non ci sono ricette univoche ed universali. “Io faccio il film che più mi è congeniale”, questo dice Fellini nel film “Roma”, e questo è quanto: ognuno dovrebbe fare ciò che più gli è consono per migliorare la situazione: miglioramento dal basso, dal centro, dall’altro, petizioni, partiti, associazioni, movimenti, scioperi della sete e del sonno, conferenze e dibattiti ecc. La condizione diffusa dei giovani, che apertamente ostentano un rifiuto per la politica, è una condizione miope e puerile, poiché priva il sistema dialettico necessario per una buona amministrazione di una controparte fondamentale, e dunque ne determina lo sfascio a cui assistiamo. I giovani sono colpevoli più di chi sta al potere, perché vengono meno al loro dovere sociale avvallando dunque la gestione fallimentare in atto; essi non hanno vie di uscita, non possono rivendicare giustificazioni di sorta: tocca a loro impegnarsi per migliorare la situazione, perché anche storicamente questo è il ruolo che gli compete. Pare invece che a loro spetti il solo diritto al lamento continuo nel confronti della situazione corrente, nell’attesa che arrivi Goldrake a salvarci dall’amministrazione di turno, quando sappiamo bene che anche Goldrake non potrebbe muoversi senza l’anima giovanile e ribelle di Actarus dentro di lui. Un saluto
stefa
Friday, May 13, 2005 1:32 PM
si ma
si ma se un giovane, piu' o meno giovane dice: qui se mi metto a pensare a come protestare e se mi metto poi a protestare perdo tempo, e poi perdo la possibilita' di iniziare a lavorare, fare i soldi fare la famiglia, ho 30 anni e non posso cambiare il mondo. posso solo rovinarmi l'avvenire. se uno ragiona cosi' fa schifo, piu' o meno a modo mio faccio schifo. ci vogliono pochi giovani che si sacrificano per gli altri, la massa si fa gli affari propri, è naturale cosi'. i vent'enni non si sanno organizzare e mandano le cose all'aria. ci vuole una schiera di ventenni e un paio di trentenni eroici. forza allora.
mary-ellen
Friday, May 13, 2005 2:39 PM
rispondo da 52 enne...
Io che ho la guerra alle spalle...io che so di giovani partiti per una guerra che non sapevano nemmeno cosa era...non è così romanzata la realtà, la realtà non è fatta di pochi eroi, l'eroe ricordato in guerra è ricordato dopo la sua morte, così anche persone che in questi 50anni hanno lottato per un nostro futuro, più libero, più laico, si ricordano solo dopo, ma questi eroi sono persone che hanno solo valutato il presrente e hanno fatto una scelta in base ai propri pensieri di quel momento, gli eroi o meglio, le persone che rendono migliore questo mondo sono persone che sono stati capaci di essere uomini, nel senso più reale del termine, sempre ammesso che esista la relatà.
Io non ho idee politiche, sono delusa dal mondo politico, non vorrei più votare, anche se devo vedere come sono le domande del referendum, perchè se sono ben poste forse ci vado, ma odio la baraonda del si del no, perchè si dovrebbe valutare il proprio pensiero, forse è un pò confusionario ciò che ho scritto, ma voglio dire che non è detto che uno è di sinistra allora deve votare così, o è di destra e deve votare il contrario, ho divagato.
ricomincio solo perchè vorrei giustificare il mio non interessarmi alla politica, so che è sbagliato, so che ha ragione per certi versi antife, e il discorso di stefano è molto maturo, ma io vorrei avere degli ideali, vorrei vivere intensamente questa unica vita che ho, ma non riesco a trovare differenze politiche, forse è vero a chi dice che noi iteliani siamo un "paese di poveracci", è terribile, ne sono rimasta sconvolta e indignata la prima volta che ho sentito questa frase, chi è che fa la storia? Sono io, e se io mi ritiro dalla storia non c'è più storia, quindi non devo rinunciare ai miei pensieri, pur essendo lontana dai pensieri politici e dalla politica, voglio vivere la mia storia, voglio che non ci siano più guerre, ad un certo punto della mia vita mi vergognavo (io che mi vergogno!Incredibile!) di questo pensiero, ma non è da intendere come maniera codarda o pacifista, non è questo, ero convinta che forse ci doveva essere un equilibrio tra pace e guerra, per questo esistevano le guerre, tra carestia e abbondanza, ma non è così, ognuno vive la propria vita, ognuno ha diritto di sperare di far qualcosa per sè, al chè implica di far qualcosa per gli altri, sarà il mio egoismo che mi fa ragionare così...ma non so...ora sono molto confusa, so solo che sono arrivata ad indignarmi per le cose brutte del mondo, e non mi vergogno più per questa indignazione, ora forse sto aspettando il passo successivo...intanto il mondo va avanti...
non so.
ciao...
(baciuz per te stè!)
antife.it
Thursday, May 19, 2005 2:25 AM
I diavoli
Le risposte di cui sopra testimoniano il profondo stato di degrado della situazione politica nelle nostre zone. Qualunque individuo facente parte di una comunità non può non fare i conti con la società in cui vive; l’individuo che decidesse, per evitare qualsiasi incombenza politica, di andare ad abitare in un bosco insieme ai lupi, ha comunque scelto una sua linea politica, ha fatto i conti con la società rinunciando ad essa ed entrando a far parte della comunità dei lupi, ed anche tra i lupi deve comunque fare politica, ovvero deve confrontarsi con essi e operare delle scelte.
Fare politica attivamente non significa partire per le crociate abbandonando averi ed affetti ed incamminandosi a piedi scalzi lungo un tragitto di migliaia di chilometri tra le bufere di neve. Uno dei motivi della povertà morale dei giovani contemporanei è la loro rinuncia totale alla politica e dunque il disinteresse totale nei confronti della società in cui vivono, della quale riescono solo a parlare male e a criticare gli autori materiali, non rendendosi conto che i veri artefici dello squallore sono proprio loro, questi giovani contemporanei del tutto asettici e resi automi di un congegno che si nutre di loro senza che loro se ne rendano nemmeno conto. Ovviamente, in un contesto del genere, il giovane è spinto all’astensione politica: fa comodo che lui pensi ciò, che ne stia fuori, che non coltivi una sua esigenza, anzi questa sua esigenza fondamentale gli viene inculcata come una cosa maligna da cui con cura starne alla larga.
Fare politica attiva è una esigenza primordiale dell’individuo, è un completamento della sua esistenza ed una condizione imprescindibile per una acquisizione di senso critico nei confronti di un contesto sociale ed economico fagocitante e alla deriva. Acquisire una coscienza sociale è condizione necessaria per un miglioramento della comunità in cui (anche nostro malgrado) viviamo.
Il giovane contemporaneo è purtroppo un automa a cui è stato in tenera età estratto il midollo osseo al fine di renderlo docile e propenso ad ogni genere di consumo: da quello prettamente gadgettistico a quello più raffinatamente intellettualistico; è abbastanza buffo, infatti, il pensiero di chi si tira fuori dalla melma invocando le sue letture impegnate o i suoi gusti sopraffini: se non c’è una coscienza politica in atto ed una volontà alla pratica della dialettica sociale siamo solo degli automi lobomotizzati.
In ultimo, la prova tangibile di tutto ciò è il numero di visite per questa discussione: 56, mentre per una discussione come “femmine razza inferiore” ce ne sono 1050. Ora, crediamo che il degrado politico-sociale-economico e soprattutto morale in atto da decenni nelle nostre zone sia alla base di ogni altro tipo di dibattito costruttivo (ogni dibattito costruttivo E’ politico!) compreso quello più specifico di antife.it (anche se non compare la parola “politica”)… e che ciò è ben più fondamentale rispetto alle svariate quisquilie di corridoio come, ad esempio, chiedersi se antife.it abbia avuto dei traumi con le donne o se sia omosessuale o simpatizzante. Un saluto
antife.it
Tuesday, June 07, 2005 1:58 AM
La terza generazione
Le non-risposte di cui sopra documentano la prassi esistenziale dei giovani contemporanei ridotti a vivere in cellule abitative e mentali unifamiliari poste all’interno di un contesto individualista ed asociale. La loro propensione alla socialità è totalmente azzerata da un meccanismo che li vuole degli inebetiti cronici che ogni dissertazione che aspiri a giustificare anche parzialmente la loro condotta risulta talmente ridicola e grottesca da suscitare ilarità se non scherno.
Poiché ci si accusa spesso di utilizzare categorie astratte e dunque non tangibili, oggi faremo un esempio pratico. Ovviamente è oltremodo deprimente che i giovani contemporanei abbiano totalmente rinunciato a qualsiasi sforzo atto all’astrazione, arrivando finanche a pensare che generalizzare è di per sé qualcosa di pericoloso e forviante. Ci asteniamo dal commentare queste prese di posizione.
Poche settimane fa un nostro amico, che lavora a tempo determinato da due anni e mezzo in una grande azienda, è stato licenziato senza alcun preavviso sette giorni prima del rinnovo del contratto. In questi anni ha lavorato in condizioni svantaggiose, senza aver diritto alle ferie né ai giorni pagati per malattia, continuamente ricattabile da ogni punto di vista, senza possibilità di poter aderire a sindacati. Con lui sono stati licenziati altri lavoratori con famiglia a carico. Ora sono tutti senza lavoro, e per poter sperare in uno nuovo dovranno passare almeno due-tre mesi perché questi sono i tempi delle agenzie interinali.
Tutto ciò che hanno saputo produrre i ragazzi che non sono stati cacciati, appena saputa la notizia, è stata l’assunzione di una postura dei muscoli del viso che nei loro molli cervelli avrebbe voluto dire “mi dispiace” e “sono costernato”, ma in sostanza non hanno mosso un dito per i loro colleghi licenziati. Così facendo hanno adottato la peggiore tra le condotte politiche possibili, non rendendosi conto che da lì a poco gli sarebbe piombato addosso (anche sotto altra forma) ciò che è accaduto ai loro ex colleghi. E puntualmente ciò è avvenuto: i ragazzi rimasti sono stati costretti in questi giorni ad accettare delle mansioni umilianti da svolgersi in turni disumani, ovvero all’interno di una rotazione continua che include anche la notte. Ciò vuol dire che ogni giorno avranno un turno diverso, e che quindi in una stessa settimana si ritroveranno a lavorare di mattina presto, di pomeriggio, di sera e a notte inoltrata. Ovviamente tra qualche mese verranno licenziati, oppure gli verranno impartiti degli incarichi talmente disumani da costringerli alle dimissioni.
Quanto è avvenuto a questo giovane amico capita giornalmente a miriadi di persone. La condizione lavorativa dei ragazzi del presente è similare a quella appena descritta nella maggioranza dei casi. Sconcertante è che tutto ciò accada nel silenzio assordante della stupidità delirante di milioni di giovani contemporanei rinchiusi nelle loro cellule abitative e mentali, senza che essi muovano nemmeno l’ultima falange del dito mignolo per far sì che questa situazione possa un giorno migliorare o, quanto meno, affinché un giorno si possa avere almeno una flebile speranza di cambiamento.
Questi lobomotizzati sono funzionali unicamente al meccanismo in atto: sono stati formati affinché venissero su innocui e pronti ad ogni tipo di sperimentazione consumistica, talmente legati al gadget oggetto fisico e palpabile di turno da rinunciare a qualsiasi tipo di astrazione che non sia una concettualizzazione (anche complessa, bisogna ammetterlo) sui tipi di suola di scarpe da calzare, suole talmente sporgenti verso il davanti da far pensare che questi giovani contemporanei abbiano un piede molto lungo e a forma di cuneo. Un saluto
[Modificato da antife.it 07/06/2005 2.02]
Le regard
Wednesday, June 08, 2005 5:49 AM
Elogio dell'indignazione, sentimento non giovanile
Abbiamo prodotto negli ultimi decenni tanta sociologia della condizione giovanile e abbiamo accumulato spiegazioni a favore e contro. Ci siamo assolti come padri e ci siamo condannati sull'altare del mercato, sul quale abbiamo sacrificato i nostri figli. Qualcuno - non io, che sono sempre stato contrario - ha legiferato sul mercato del lavoro, ma non per la maggiore produzione di ricchezza, bensì per la diminuzione dei redditi di chi lavora, per avvicinarsi alla miseria e allo sfruttamento orientali. Da ragazzo ero comunista. Dopo il 1989 mi son dovuto convincere che si trattava di utopia defunta e violenta. In realtà, accadde nel 1974, mentre leggevo [C]l'Espresso[/C], là dove si diceva di una ragazza della Comune del suo villaggio costretta a prostituirsi al segretario di cellula del Partito comunista cinese per andare all'Università, allora cessai di essere comunista: mi bastò quella odiosa violenza perché mi crollasse addosso la violenza e il sopruso patiti da tutte le donne e i deboli, non salvati dall'utopia messianica.
Ma mi accade da qualche mese di sentirmi di nuovo comunista, di fronte alla violenza economica del miliardario [C]ridens[/C] italiano, che si arricchisce lui solo in Italia, e che sfotte chi lavora e se lo incula televisivamente ogni giorno con l'istupidimento e la violenza fatta a tutte le verità sociali, con la corruzione perfino dell'ISTAT che dice oggi che avevamo sfondato i parametri di Maastricht già nel 2003! Ma l'ISTAT non diceva questo nel 2003! Perfino la vita assoggettata ai voleri della Chiesa trionfante, la vita che può essere mandata al macello vicino al petrolio di Nassiriya, che è nelle mani delle mafie che lo votano, negli ospedali pubblici in via di smantellamento dove l'assistenza fornita è stata da lui portata ai livelli essenziali (non di più, please!, per i poveri che non possono permettersi la clinica). Adesso hanno scoperto che bisogna cancellare la legge sull'aborto, per avere i voti clericali - se ne fottono delle donne! -, costringendo così le donne sfortunate ad andare ad abortire in Svizzera o di nuovo clandestinamente senza protezione sanitaria certa. In Polonia qualche anno fa hanno cancellato la legge sull'aborto in onore di Giovanni Paolo II il Grande santo subito, cancellando così l'aborto: le donne polacche ora non abortiscono più. Se cercheranno di farlo, cazzi loro!, perché è peccato e saranno punite due volte, da dio e dai poliziotti. Amen!
Trent'anni fa ho insegnato per due anni a Rovereto, in Trentino, città grande quanto Sora. Lì i democristiani amministravano una ricchezza che veniva ridistribuita quotidianamente con un'offerta lavorativa abbondante. I ragazzi potevano permettersi di abbandonare gli studi e andarsene a lavorare, per avere a sedici anni lo stipendio di un adulto. Da noi, andate in Banca e osservate i padroncini che si presentano alla Cassa con piccole borse piene di assegni e di pacchetti di denaro di grosso taglio: vanno a depositare sui loro conti. Poi comprano appartamenti a Roma o costruiscono abusivamente in campagna palazzi di tre piani, uno per figlio. Ma non reinvestono la ricchezza che hanno accumulato QUI. Nei confronti di quel qui non hanno doveri: prendono soltanto e speculano per arricchirsi ancora di più. Inutile cercare dove vada a finire la ricchezza che si produce qui: non diventa lavoro. Mai. Il lavoro non c'è. Dicono da quarant'anni ai giovani. Il Comune di Sora ha tagliato nel suo bilancio 400.000 euro ai Servizi sociali un anno fa. Quest'anno altri 200.000. Le famiglie povere sono sempre più povere. Oppure, no. Era uno spreco. Il vice sindaco di Veroli mi diceva alcune settimane fa che loro non hanno fatto nessun taglio ai Servizi sociali. Anzi, investiranno in case famiglia e tutto il resto. Ma non c'erano i tagli berlusconiani ai Comuni?
Abbasso il Comunismo!
<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Le regard 08/06/2005 6.01</i>]</font></p>
ugo
Wednesday, June 08, 2005 12:55 PM
...
Mi sembra che la discussione stia prendendo una piega tosta. Io preferisco le discussioni più delicate. E' vero che sono un duro, ma quando si parla di politica, di società, di queste cose mi ci perdo!
ugo
Wednesday, June 08, 2005 1:29 PM
questo messaggio non l'ho scritto io
ora dovrò registrarmi x forza, visto che c'è gente che scrive firmandosi col mio nome. Ma guarda un po'!
ugo
Wednesday, June 08, 2005 1:31 PM
ovviamente...
ovviamente mi riferivo alla prima replica di "ugo"....
ugo
Wednesday, June 08, 2005 2:19 PM
questo invece l'ho scritto io
ugo
Wednesday, June 08, 2005 2:20 PM
ovviamente
Mariopio.
Wednesday, June 08, 2005 4:40 PM
Non ho capito
Salve a tutti. Scusate se mi intrometto solo ora in queste discussioni, ma per molto tempo non ho visitato il sito e lo faccio purtroppo solo adesso. Quindi vogliate scusarmi se non ho letto tutti i vostri topic e di conseguenza la mia preparazione non è adeguata.
Vorrei porre alcune questioni al sig. antife.it per poter meglio comprendere il suo pensiero che letto superficialmente come io ho fatto può sembrare alquanto superficiale e banale.
Allora: la rappresentazione è un giallo con risvolti drammatici ambientato ai giorni nostri, ma potrebbe anche essere ambientato alla fine del secolo scorso, così come tra le due guerre, oppure nell'alto medioevo o addirittura in un prossimo fututo; gli attori sono i giovani e la società, bisogna scoprire il colpevole; per il delitto avrei bisogno di ulteriori chiarificazioni....
Si aprono tre scenari:
1) I colpevoli sono i giovani.
I giovani sono purtroppo "lobotomizzati". Per una strana ragione i bambini nati dopo una certa data soffrono di questo handicap, non è colpa loro ma sono esseri inferiori e come tali si comportano. La società malgrado i suoi sforzi non può fare nulla. Assolti i giovani per infermità mentale.
2) il colpevole è la società.
E' la società che forma mentalmente i giovani e li rende schiavi di essa e a sua volta la società viene forgiata dagli uomini di potere che impongono regole e demonizzano e sopprimono tutti coloro che vogliono innalzarsi rispetto alla massa facendo politica e mettendo a repentaglio i valori "faziosi" su icui la società stessa si regge. Assolta la società perchè troppo astratta per essere colpevolizzata.
3) I colpevoli sono entrambi.
Purtroppo questo è il caso di un circolo vizioso in cui i giovani sono privi di midollo e si lasciano infatuare da materialismi e consumismi propri della società moderna che a sua volta si auto alimenta e si consolida sempre di più arricchendosi di individui da lei stessa creati. Assolti entrambi per insufficienza di prove.
Ecco, io non ho capito bene quale è la posizione di antife.it. Tutte e tre le argomentazioni fanno acqua da tutte le parti, non perchè antife.it ha torto, questo sia ben chiaro, ma perchè secondo me non c'è nessun colpevole e nessun peccatore.
Mi viene in mente un cammino interminabile:
Se vuoi conoscere i tuoi pensieri di ieri osserva il tuo corpo oggi
Se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi
Di nuovo un saluto a tutti
Thursday, June 09, 2005 12:16 AM
[QUOTE] Ciao!!
Finalmente.
detto da una "stella" (cadente, caduta, ormai decadente) potrebbe sembrare strano ma... ILLUMINACI!
Virtualmente bentornato fra noi!
Studia! e ricorda le mie regole di lettura;))
Rb
fan[/QUOTE]
Thursday, June 09, 2005 12:18 AM
Ciao!!
Finalmente.
detto da una "stella" (cadente, caduta, ormai decadente) potrebbe sembrare strano ma... ILLUMINACI!
Virtualmente bentornato fra noi!
[S]Studia[/S]! e [S]ricorda le mie regole di lettura[/S];))
Rb
fan
Thursday, June 09, 2005 12:27 AM
Thursday, June 09, 2005 12:27 AM
[URL]http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=43050[=URL]Vota[/URL]
Thursday, June 09, 2005 12:29 AM
[URL]http://www.repubblica.it/speciale/2005/dossier_fecondazione/index.html[=URL]Informati[/URL]
Thursday, June 09, 2005 12:31 AM
[S]Studia[/S] e
[S]Ricorda le mie regole di lettura[/S].
Jack
Thursday, June 09, 2005 12:36 AM
Circoli
[QUOTE] 3) I colpevoli sono entrambi.
Purtroppo questo è il caso di un circolo vizioso in cui i giovani sono privi di midollo e si lasciano infatuare da materialismi e consumismi propri della società moderna che a sua volta si auto alimenta e si consolida sempre di più arricchendosi di individui da lei stessa creati. Assolti entrambi per insufficienza di prove.
[/QUOTE]
Colpevoli entrambi. Per eccesso di prove.
Il circolo è - assieme alla linea - uno dei modi della logica.
Vedi ENZO MELANDRI, [C]La linea e il circolo. Studio logico-filosofico sull'analogia[/C].
I circoli viziosi che si verificano nella realtà storica non sono difetti logici. Non sono circoli 'viziosi'. Sono contraddizioni in seno al popolo (Mao Tze Tung). Il capitalismo decrepito di oggi è un ammasso di contraddizioni violente e criminali.
Jack
Thursday, June 09, 2005 12:38 AM
[QUOTE] 1) I colpevoli sono i giovani.
I giovani sono purtroppo "lobotomizzati". Per una strana ragione i bambini nati dopo una certa data soffrono di questo handicap, non è colpa loro ma sono esseri inferiori e come tali si comportano. La società malgrado i suoi sforzi non può fare nulla. Assolti i giovani per infermità mentale.[/QUOTE]
Questo è uno scenario tuo, non di antife.
Jack
Thursday, June 09, 2005 12:41 AM
[QUOTE] 2) il colpevole è la società.
E' la società che forma mentalmente i giovani e li rende schiavi di essa e a sua volta la società viene forgiata dagli uomini di potere che impongono regole e demonizzano e sopprimono tutti coloro che vogliono innalzarsi rispetto alla massa facendo politica e mettendo a repentaglio i valori "faziosi" su icui la società stessa si regge. Assolta la società perchè troppo astratta per essere colpevolizzata. [/QUOTE]
Le società criminali sono tali, anche se per te astratte. Descrivi crimini e poi dici che sono astratti!
Le femmine sono contro le astrazioni. Capiscono solo una cosa alla volta. E solo ce l'hanno a pochi metri di distanza.
Jack
Thursday, June 09, 2005 12:45 AM
[QUOTE] Ecco, io non ho capito bene quale è la posizione di antife.it. Tutte e tre le argomentazioni fanno acqua da tutte le parti, non perchè antife.it ha torto, questo sia ben chiaro, ma perchè secondo me non c'è nessun colpevole e nessun peccatore.
Mi viene in mente un cammino interminabile:
Se vuoi conoscere i tuoi pensieri di ieri osserva il tuo corpo oggi
Se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi
[/QUOTE]
Tutte e tre le tue argomentazioni fanno acqua? e da tutte le parti? Ma no. Non fanno acqua. E' tutto asciutto qui.
Se vuoi conoscere i tuoi pensieri, prendi appunti così non te li scordi.
Se vuoi sapere come sarai domani, aspetta e vedrai.
Jack
Thursday, June 09, 2005 1:03 AM
[CENTER]A rischio di indifferenza
Il declinante senso di responsabilità della società civile
di IDA DOMINIJANNI[/CENTER]
Dieci anni fa molti osservatori salutarono nel crollo di Tangentopoli, a opera delle inchieste giudiziarie di Mani pulite, una "rivoluzione di velluto" fatta in nome dell'onestà. La classe dirigente che aveva guidato il Paese per un cinquantennio si era rivelata corrotta; l'intervento della magistratura, sostenuto da un forte consenso popolare e unito all'abolizione del sistema elettorale proporzionale e all'introduzione del maggioritario, avrebbe finalmente spalancato le porte al governo degli onesti. Così, all'epoca, la vulgata dominante, sostenuta anche da grandi agenzie dell'informazione che via via hanno cambiato di centottanta gradi la loro posizione. Oggi la vulgata dominante si è capovolta: la classe dirigente della cosiddetta Prima Repubblica è stata vittima di un complotto giudiziario, a essere corrotti e disonesti non erano (e non sono) i politici bensì i magistrati. Con la significativa differenza che la vulgata dominante di dieci anni fa si poneva all'opposizione della Prima Repubblica, che voleva abbattere, mentre quella di oggi sta al potere, nella politica e nell'informazione, e riscrive la storia patria dai banchi del governo.
Com'è potuto accadere? Nessuno che abbia l'età della ragione, io credo, può esimersi dal tentare di dare una risposta a questo cruciale interrogativo, e di provare a spiegare perché il teatro politico e mediatico si avviti da un tempo oramai insopportabilmente lungo attorno alla questione del rapporto fra politica e giustizia, declinandola malamente e mostrando un avvicendamento degli stessi attori che spesso recitano un ruolo antitetico a quello che recitavano dieci anni fa (a cominciare dal Presidente del Consiglio, che dopo aver fatto "l'uomo nuovo" nel '94 per mettersi in sintonia con la rivoluzione di velluto di cui sopra, adesso fa l'erede di Craxi - e nel '98 faceva l'erede di De Gasperi, per mettersi in sintonia con chissà quali risultati di quali sondaggi). Eppure questa domanda, "com'è potuto accadere", circola poco, pochissimo nel dibattito pubblico, che continua a stare dietro all'ultima puntata della soap senza mai soffermarsi a ricordare e mettere in sequenza quelle precedenti.
La risposta, com'è ovvio, chiama in causa in primo luogo l'analisi delle dinamiche del sistema politico, del sistema giudiziario, del sistema dei massmedia, e i molti paradossi che hanno costellato il decennio della transizione italiana capovolgendo le sue promesse nel loro contrario, in una sorta di eterogenesi dei fini che tuttavia, a ben vedere, era annunciata da alcune contraddizioni di partenza. Ma non ne voglio parlare qui: di questo ascoltiamo e leggiamo (e a me accade anche di scriverne) tutti i giorni varie versioni sui giornali e nei talk-show televisivi, bensì di un lato della questione che rimane invece nell'ombra. Ovvero del ruolo che in questa interminabile soap ha giocato e sta giocando la società civile.
Nel coro di entusiasmi suscitati dalla "rivoluzione di velluto", la società civile si trovava nella parte del polo positivo e catartico di uno scontro che al polo negativo collocava non gli inquisiti di Mani pulite ma il sistema politico tout court. Paradossalmente, mentre condannava Craxi con metodi propri e impropri (tipo il lancio delle monetine di fronte all'Hotel Raphael), la società italiana ne interiorizzava il testamento: la corruzione e la disonestà non erano di questo o quel partito ma di tutto il sistema politico. Ne derivò, come si ricorderà, un diffuso sentimento antipartitocratico, che ci mise poco a tramutarsi in sentimento antipolitico. Bisognava buttare la cesta e il bambino, ovvero la corruzione politica e la politica, per salvare la società degli onesti dal cancro pervasivo del sistema dei disonesti. Come se già allora la crisi della rappresentanza fosse tutta consumata, o meglio, come se per tutto il primo cinquantennio repubblicano la cittadinanza fosse stata solo tradita e non anche rispecchiata, nelle sue luci e nelle sue ombre, dai suoi rappresentanti.
Ora, la verità è che nessuno si è salvato dal seguito dei fatti. Buttata la cesta col bambino, la vocazione catartica della società civile si è rapidamente spenta. Per dirla più chiaramente: una volta celebrato il macabro rito del capro espiatorio su alcuni uomini politici, la trasparenza e la superiorità morale della società civile si è rapidamente rovesciata in una rinnovata e diffusa indifferenza alla pubblica moralità, all'osservanza della legalità, alla onestà delle parole e dei comportamenti. O addirittura in un atteggiamento che ostentatamente premia chi è capace di imbrogliare e di rubare meglio (mi è capitato, esterrefatta, di sentire con le mie orecchie motivare così, alle ultime elezioni politiche, una decisione di voto, non dirò quale). In altri termini: proiettando colpe che erano anche sue - la corruzione è un rapporto a due - sul solo sistema politico, la società civile si è prima autoassolta da qualunque responsabilità, poi autoesentata da qualunque riflessione, nella più completa assenza di un processo di autocoscienza (se volessimo impiegare il lessico politico femminista), che consiste nel valutare i fatti a partire da sé e non dalle proiezioni sugli altri. E adesso segue in tv gli sviluppi della soap.
Spero sia chiaro che la mia vuol essere una provocazione e non una generalizzazione. So perfettamente che moralità, correttezza, onestà dividono la società civile quanto il sistema politico, e che come ieri non è stato giusto generalizzare le colpe del sistema politico, così oggi non sarebbe giusto generalizzare le connivenze della società civile. Non parlo di persone ma di miti: il mito dei primi anni Novanta di una società sana contrapposta a un sistema politico corrotto era un mito sbagliato. Ritorniamo perciò alla domanda di prima: com'è potuto accadere? Certo non abbiamo tutte le risposte, ma qualcuna sì. E' potuto accadere perché la società italiana è una società sempre più smemorata, che dieci anni fa ha sostituito col facile criterio del "nuovo" contro il "vecchio" quella che avrebbe dovuto essere una doverosa analisi storica della crisi della Prima Repubblica da compiere con discernimento e senso dei distinguo. E' potuto accadere perché, a fronte del mito di una società civile attiva e protagonista, è cresciuta la realtà di una società di spettatori passivi, che vede accadere le cose in tv e le commenta - quando le commenta e non si limita a cambiare canale - solo sul divano di casa. Dove più che in onestà e trasparenza, com'è noto, si cresce in pigrizia e dipendenza.
Mariopio.
Thursday, June 09, 2005 1:41 AM
Mi fa piacere
che hai risposto alla mia provocazione. Purtroppo devo dirti che io non posso votare perchè non sono in Italia e ahimè mi son perso anche le regionali. Ti dicevo che la mia era una provocazione in quanto le argomentazioni sostenute sono talmente generiche che possono essere applicate in un contesto qualsiasi ed essere ragionevolmente valide. Non solo in un contesto spaziale qualsiasi ma soprattutto in un contesto temporale.
Mi dispiace però che non hai apprezzato la citazione finale che era l'inizio di una canzone del grande FrancONE che si intitola "il cammino interminabile"....fà niente non preoccuparti.
Buonanotte
P.S. Sei per caso parente di antife.it?
Jack
Saturday, June 11, 2005 4:42 PM
Mi dispiace di non essere stata all'altezza della tua cultura musicale e non. Sono studentessa universitaria. Spesso lontana dal PC. In antife scopro molta moralità. Che non sempre circola in questo forum. Tutte persone perbene, per carità! ma senza fede, senza passioni civili! Dedite più che altro ai piaceri musicali e cinematografici! Mi tengo la mia ignoranza!
Superpeppe!!!!!!
Saturday, June 11, 2005 6:23 PM
DIO!!!!!
[Modificato da Superpeppe!!!!!! 11/06/2005 18.42]
Jack
Saturday, June 11, 2005 6:33 PM
Mi dispiace di averti fatto incazzare. Non volevo! Giuro! E nemmeno volevo offendere gli altri, che poi non conosco. Se sono timida, non vedo perché dovrei dichiararmi. Se tu pensi che io debba andare affanculo, vuol dire che ho sbagliato tutto.
Jack era solo un modo per dire qualcosa. Dopotutto, non significa quasi niente. Ma scusa, però, anche Superpeppe, che significa? Boh!
Uno passa per un Forum, perché ne ha sentito parlare tra amici universitari e butta un'occhiata. E' così importante quello che ho scritto? Dite tante cose futili voi. Vabbè!
Statt bbuon!
Jack
Saturday, June 11, 2005 6:40 PM
Non sono Dio. E nemmeno un maschio. Mi piace però ogni tanto dire la mia. Un po' per curiosità e un po' perché alcune volte dite cose interessanti. Anche tu, quando cazzeggi di musica, mi diverti.
Mi piace il tuo linguaggio romanesco. Quando dici: porca paletta!
Superpeppe!!!!!!
Saturday, June 11, 2005 6:51 PM
e infatti
ero pronto a cancellare!!
Però.. devo spiegare.... se no passo per matto!
Mi è arrivata una email firmata antife, che elimino dal riportare qui. Dove mi si accusa un pochetto senza censura alcuna! Altro che la mia di poco fà! A confronto io sono stato un sacrestano!
Se eri registrata, ti avrei scritto privatamente!
Scusa, ma se sapessi..... però,
secondo me non è nemmeno antife
(io fino a poco fà credevo che antife e tu eravate la tessa persona).
Chiunque sia stato però....
Okkio, regolati vecchio mio! (o mia?)
Se ti firmi.... sei più apprezzabile!
E poi.... ma alle 2.10 di notte che ci facevi in piedi?
Apposta per scrivere a me?
Mi emoziono!!!!
P.S.
Scusa jack, magari ti giro l'email e capisci il perchè...
del surriscaldamento,
e le coincidenze "stranissime", non sono così cattivo!
In attesa di farlo un giorno di prsona
Ti abbraccio virtualmente
P.S.Aò, ma mica ti avevo mandato aff.... a te!!!
Al maschietto!!
Jacqueline
Saturday, June 11, 2005 7:25 PM
Non ti mancherei mai di rispetto. Ti ho visto una volta a Roma a un concerto. Ma non voglio dirti dove e quando. Comprenderesti forse chi sono.