beren erchamion
Wednesday, October 05, 2005 1:08 AM
RSU degli stab. Zucchi, Bassetti e Standardtela
COMUNICATO SINDACALE
Il Coordinamento Sindacale di Zucchi - Bassetti - Standartela si è riunito il 12 settembre 2005, a Milano, per esaminare l'andamento della vertenza occupazionale alla luce delle assemblee e delle iniziative di lotta sino ad ora effettuate.
La comunicazione della Direzione del gruppo Zucchi di adottare un piano di ristrutturazione che comporterà, la perdita di 750 posti di lavoro è, per le/i lavoratrici/ori e per il sindacato, inaccettabile.
Il Coordinamento Sindacale:
riconferma la decisione, già comunicata alla Direzione, di respingere un siffatto piano industriale che, non è guidato, dal recupero di efficienza e competitività ma semplicemente dalla riduzione o dall'abbandono di parte delle produzione interne e il ricorso alla esternalizzazione di produzioni e servizi;
ribadisce che vanno intraprese tutte le azioni possibili per ricercare soluzioni in grado di rendere specializzata e competitiva ogni unità produttiva e di attuare tutte le misure volte alla riduzione dell' impatto sociale degli eventuali esuberi.
Il Coordinamento Sindacale indice:
4 ore di sciopero
in tutti gli stabilimenti del gruppo
lunedì 19 settembre 2005
A Galliate nella giornata dello sciopero si terrà un presidio davanti ai cancelli della Standardtela dalle ore 15 alle ore 18.
All'iniziativa sono invitate le istituzioni, le forze politiche e sociali, la cittadinanza e gli organi di informazione.
La trattativa riprenderà martedì 20 settembre prossimo, a Milano, presso la sede della Associazione Tessile Italiana.
Nei giorni immediatamente successivi si terranno assemblee informative e verranno decise le iniziative volte al sostegno della vertenza.
Il Coordinamento Sindacale
di Zucchi - Bassetti - Standardtela
ps. sono uno dei 750
flora2
Thursday, October 06, 2005 10:08 AM
.....
Sai di fronte a queste situazioni non ci sono tante parole,
altrimenti si rischia di cadere nella retorica più retorica.
Purtroppo sono notizie di ogni giorno e il problema è che ogni giorno diventa più difficile sbarcare il lunario. E mi fa ridere chi dice (mi pare il nostro caro premier) che gli italiani sono ricchi ma non hanno voglia di lavorare.E chi te lo dice è una libera professionista che ritorna sul mercato dopo due anni di stasi causa maternità. Sono donna, sono mamma e aggravante ho 36 anni...chi ti vuole più? E come me tante donne, nonostante si offra la professionalità, la preparazione e l'esperienza.
Mi sa che il prossimo mese mando tutte le mie bollette al premier e credo che lo dovrebbero fare tutti gli italiani che lavorano solo per arrivare alla fine del mese, riducendo al minimo lo spazio (economico) per altre cose.
Il lavoro nobilita l'uomo...
"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto...."(art. 4 Cost.)
Ieri il Presidente Ciampi invitava al rispetto per la Costituzione e per quanti si sono sacrificati, anche con la vita, per lei.
Io mi inchino a quanti hanno creduto e credono (me compresa), ma inviterei anche al rispetto di chi fa oggi questo paese, cioè i cittadini, al rispetto della loro dignità, del loro onore, del loro benessere soprattutto emotivo, messo a dura prova ogni giorno.
Flora
beren erchamion
Thursday, October 06, 2005 10:05 PM
già ci sono poche parole,cmq grazie delle tue Flo , io farò i 47 ad aprile prossimo, figurati chi assume me in una situazione come l'attuale poi...
si sono out...,fuori, uno dei 750, il gruppo Zuccchi a fronte di perdite negli ultimi due anni
procede anch'esso come molti altri a chiudere le unita produttive in italia ed acquistare prodotto dai paesi in via di sviluppo , cina india pakistan ecc a prezzi insostenibili in europa, chi paga come sempre sono le parti piu deboli della società , i nostri super iper megamercati si riempiono di prodotti a pochi euro, provenienti da questi paesi
il risultato è la chiusura delle industrie italiane ed europee, oggi tocca a noi, ma l'effetto domino di queste politiche si ripecuoterà anche su chi pensa oggi di essere escluso da questi processi, nn c'è paese che puo impunemente fare a meno di un tessuto produttivo e di un agricoltura propria, pena la totale dipendenza dall'estero e il lento declino economico e sociale, vi faccio un esempio ,già ora la nostra agricoltura sopratutto nel settore dell'ortofrutta vive un crisi profonda, con sempre maggiori importazioni da paesi quali la cina ad esempio,se poi si modificassero ancora di poco gli aiuti che la comunità europea riconosce ai cerelai al latte ed ad altri pochi settori
non ci sarebbe piu agricoltura in europa. Per quanto riguarda l'industria il tessile è il primo settore di crisi profonda , ma anche gli altri, basta seguire le cronache locali sul lavoro per rendersi conto del numero di imprese di tutti i settori che chiudono ridemensionano,delocalizzano, tutto ciò allarga la forbice fra ricchi e poveri riproponendo in europa nei prossimi anni ,problemi ( ma in alcune aree già sin d'ora )problemi che il modello europeo di tutele e dignita del lavoro e dei salari aveva sviluppato dal dopoguerra ad oggi, che pensavamo di aver superato.
Stregadelmare
Thursday, October 06, 2005 10:42 PM
Beren, tu hai nominato tra gli altri il settore tessile e non posso non dire la mia al riguardo visto che è il mio settore.
Lavoro come operaia tessile da quando avevo tredici anni, la nostra zona (il basso Polesine) è sempre stata molto attiva in questo settore che negli anni novanta ha portato molta ricchezza a chi apriva laboratori.
Per molti anni questo tipo di impiego è stato la principale fonte di occupazione per le donne della mia zona anche se il livello della qualità della vita all'interno dei laboratori lo sa solo chi ci ha lavorato.
Sfruttamento, paga oraria bassissima, nessun rispetto e cultura del profitto sempre più alto.
Poi è caduto il muro di Berlino, si sono aperti i mercati del lavoro dell'est con condizioni lavorative ancora più pietose e con "materiale umano" più sfruttabile.
Il lavoro è diminiuto drasticamente e i datori di lavoro sono diventati ancora più schiavisti.
Ma allora si poteva ancora lavorare.
se non andava bene da una parte si poteva cercare da un'altra.
Poi sono arrivati i cinesi che lavorano anche di notte e fanno lavorare anche i bambini e così di lavoro non ce n'è più.
Quindi niente più lavoro per i nostri laboratori che sono stati costretti a chiudere.
Il mercato si è saturato di offerta di manodopera e le donne sono costrette ad accettare lavori precari, con contratti che spesso si limitano a due o tre mesi.
Senza contare quando ci si deve spostare di molto e bisogna stare fuori casa tutto il giorno.
E le donne con famiglia sanno cosa significa.
Ma ovviamente va tutto bene.
Il Paese è ricco e soddisfatto.
Sinceramente, Beren, mi dispiace...
<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Stregadelmare 06/10/2005 22.44</i>]</font></p>
dadauuumpa
Friday, October 07, 2005 4:21 PM
tragedia annunciata eh Mauri?
m dispiace da morire per te, sono stata senza lavoro in passato, so che vuol dire.
Purtroppo è vero quello che dite, la situazione sta cambiando in maniera seria, per tante, tantissime categorie di lavoratori. E' l'economia mondiale e le sue leggi, che stanno cambiando..
E intanto noi bisogna riciclarsi, reinventarsi un lavoro, delle abilità, o peggio ancora adattarsi a tutto, quando si può.
Non c'è più nessuno ora che può stare veramente tranquillo e dormire fra due cuscini.....Più nessuno o quasi che può fare progetti a lungo termine, e un sacco, veramente tantissima gente, che fa fatica ad arrivare alla fine del mese.
Intanto in tutto questo casino continuo a sperare nell'alternanza di governo. Non credo che si possano fare miracoli dopo le prossime elezioni ma spero almeno che la gente si sia accorta che stare da una parte o dall'altra non è esattamente la stessa cosa..
Allora Mauri, incrocio le dita x te e ti stringo forte in un abbraccio di quelli tosti
Nina
Stregadelmare
Friday, October 07, 2005 9:07 PM
Ieri sera ho omesso una cosa.
L'estate scorsa (2oo4) sono stata assunta per tre mesi in un posto.
Il mio lavoro consisteva nell'aprire scatoloni di abbigliamento provenienti dalla Cina con etichette Made in China.
Quindi alla frontiera tutto regolare per eventuali controlli.
Aperti gli scatoloni, riparavamo quello che c'era da riparare e sostituivamo le etichette con il Made in Italy e applicavamo i loghi e gli ologrammi di "autenticità" di Cavalli, Gay Mattiolo, ecc...
E' l'economia mondiale con le sue leggi che sta cambiando?
MAH...
Sì, Nina, per necessità ci si adatta a fare tutto...anche a tacere...
P.S. Non vorrei che sembrasse che sono contro i lavoratori stranieri perché non è così.
Con me lavora una ragazza brasiliana con il suo regolare permesso di soggiorno, fa gli stessi nostri orari e prende lo stesso salario...se la concorrenza fosse leale/legale forse sarebbe un po' più accettabile...<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Stregadelmare 07/10/2005 21.13</i>]</font></p>
flora2
Saturday, October 08, 2005 8:46 AM
mah....
Sai Nina non ci credo più nell'alternanza, percè questo problema della disoccupazione, della diminuzione dei posti di lavoro è iniziata ben prima della presenza di certi figuri.
Io conosco gente che lavora in ambienti in cui, per continuare a lavorare, è dovuto passare da una parte all'altra a seconda dello schieramento. Questo cosa vuol dire?
Un signore qualche tempo fa , sorridendo, mi ha detto: "Era meglio quando c'era la democrazia Cristiana, almeno sapevamo che erano i soli con le mani in pasta a cui rivolgerci.
Questo la dice lunga...
Credo chi stia cambiando il mercato, per quanto la Comunità europea faccia controlli e ponga veti, la roba dalla Cina arriva in ogni caso sotto l'occhio benevolo di molti compiacenti.
Sicuramente la questione coinvolge altre problematiche che non conosco, ma non si trova più carne italiana, hai provato al supermercato?
Parlo di quelli perchè i prezzi sono a volte e non sempre più abbordabili, mentre le macellerie piccole sono impossibili.
Io so che la gente si arrangia a fare tutto, lo faccio io stessa,ma è giusto che si lavori tanto solo per far fronte alle spese?E ogni giorno sperare che il giorno dopo ci sia da fare?
senza certezze per il futuro più prossimo?
Noi siamo responsabili di noi stessi e dei nostri figli....
Mah...................................
Flora
[Modificato da flora2 08/10/2005 8.48]
beren erchamion
Saturday, October 15, 2005 10:48 PM
oggi fanno 25 anni giusti di lavoro in quest'azienda, da due giorni è partito il conto alla rovescia della messa in mobilità
a fine anno si chiude, stiamo scioperando , cerchiamo visibilità sui giornali , presso i politici, credo una trafila che si usa in questi casi. Tristezza , delusione , rabbia ..che dire se ne va un pezzo importante dela mia vita e di quella di molti altri miei colleghi, questa era una grande azienda e finchè le cose andavano bene ci spiegavano che le aziende sono fatte di persone...non di numeri, ma poi viene il giorno che i numeri non tornano più, la cina , la globalizzazione , il mercato ecc. ed ecco che come per incanto torni ad essere un numero ,un costo da tagliare ...mi venivano alla mente altre cose , ma è come se le parole nn volessero uscire, inutili parole beh buona serata a tutti .
spero non chiuda almeno la grotta anche se vedo anche qui un po di crisi, ricordate non importano i numeri ma le persone e qui ne ho conosciute
flora2
Sunday, October 16, 2005 3:58 PM
già....
Pochi giorni fa un amico carissimo ha perso una causa in tribunale contro un ente statale.
Nel 2000 ha avuto un infarto da stress eccessivo perchè la sua azienda stava chiudendo e lui aveva una famiglia da mantenere;
per tutti i mesi che è stato in ospedale in condizioni critiche nessuno gli ha pagato la retribuzione e ad oggi nessuno glielo ha ancora pagata, negandogli un diritto acquisito. Da lì è derivata una situazione economica familiare al limite della povertà con mille e mille conseguenze ancora e non solo sulla sua salute già precaria.
Il suo avvocato non farà ricorso avverso la sentenza perchè non vuole sollevare polveroni e mettersi contro i potenti.
Non credo ci sia bisogno di aggiungere nulla.
Flora amareggiata
soffio68
Tuesday, October 18, 2005 12:13 AM
Non riesco a rispondere a questo post,non per mancanza di sensibilità verso Maurizio...anzi lui sa quanto questa sua crisi lavorativa mi crei dispiacere
Qui da me la crisi non si avverte,forse un pò nel campo calzaturieriero,ma siamo una regione ricca abbiamo varie risorse e son pochi coloro che rimangono a casa e quei pochi solo perchè non hanno voglia di far niente.
pensare che mio marito è uno di quelli,eppure ne avrebbe di lavoro se solo lo volesse ma lui preferisce il niente
e questo che mi fa incazzare,il pensiero che una marea di persone pagherebbe oro per lavorare...
perdonatemi ma mi rattrista e mi crea un turbinio interiore questo post....
un abbracco a te maurizio dal profondo del cuore...
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Nulla al mondo è normale.
Tutto ciò che esiste è un frammento del grande enigma...
Anche tu lo sei...
Noi siamo l'enigma che nessuno risolve.
Platone