R.Daneel Olivaw
Friday, June 03, 2005 1:03 AM
qualcosa di poco poetico accade nel mondo...
fra l'altro vi assicuro che la situazione in questi ultimi mesi è peggiorata ancora
LA MAPPA DELLA CRISI INDUSTRIALE NAZIONALE- febbraio 2005
A cura di Giorgio Santini e Paolo Pesce
I dati relativi alle crisi e/o ristrutturazioni industriali evidenziano un forte peggioramento della
situazione rispetto allo scorso anno sia in termini di lavoratori che di aziende coinvolte.
Una delle novità rispetto all’anno passato è la rilevazione del numero di lavoratori che pur non
interessati direttamente all’utilizzo di ammortizzatori sociali vedono periodicamente messo a rischio
il proprio posto di lavoro operando all’interno di aziende che ricorrono strutturalmente da almeno
tre anni all’utilizzo dei trattamenti di integrazione salariale.
Attraverso questo criterio, purtroppo molto realistico, risultano coinvolti in crisi aziendali 430.940
lavoratori, di questi 193.959 sono attualmente direttamente interessati dall’utilizzo di
ammortizzatori sociali, rispetto ai 137243 del 2004 con un aumento percentuale del 41,3%.
Per il totale degli oltre 400 mila lavoratori, tra i settori maggiormente colpiti figurano il
metalmeccanico (circa 187.000) ed il tessile, abbigliamento,calzature (oltre 55.000).
Gli oltre 190mila lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali si distribuiscono in numero
maggiore, oltre a quelli citati, tra i settori della Chimica, dell’Elettronica, Telecomunicazioni etc.
e dell’Edilizia Legno.
Rispetto alla rilevazione dell’anno passato assistiamo ad una vera e propria impennata dei comparti:
Elettronica Telecomunicazioni (+48%), Metalmeccanico (+46,0%), Tessile Abbigliamento
Calzature (+36,2%), Edilizia Legno (+32%) in particolare nella filiera “salotto-arredo”, nonché un
preoccupante incremento del Terziario-Turismo che triplica i lavoratori coinvolti.
Per quanto riguarda il settore dei Trasporti è opportuno segnalare che i primi provvedimenti
relativi ai previsti esuberi del comparto aereo (circa 4.000) sono stati formalmente adottati e resi
esecutivi dallo scorso mese di gennaio. Ai fini della presente indagine sono stati assunti questi primi
dati, la parte restante verrà inserita nella prossima rilevazione.
Lombardia, Campania, Sicilia, Sardegna, Piemonte e Veneto sono le regioni più interessate dalla
cassa integrazione ordinaria e straordinaria, dalle cessazioni e dalla mobilità, Marche, Calabria e
Piemonte registrano invece, per le stesse voci, i maggiori incrementi rispetto ai dati del 2004.
Rispetto allo scorso anno, è in aumento anche il numero delle aziende in crisi:
Da 2353 aziende del 2004 a 3267 aziende del 2005 con un incremento del 38,8% localizzate
prevalentemente in Lombardia, Campania, Veneto, Piemonte, Marche.
Inoltre, rispetto al 2004, aumenta notevolmente il numero di aziende in crisi in Toscana (piccole
imprese polo tessile), in Friuli Venezia Giulia (Legno e indotto), in Abruzzo (Elettronica etc.), in
Trentino (Tessile e indotto), in Liguria (Legno, Elettronica), nelle Marche (Tessile,Calzature,
indotto), e in Piemonte (Fiat e indotto).
Concludendo le informazioni elaborate in sintesi indicano:
N.430.940
Lavoratori in aziende in crisi
che utilizzano strutturalmente
cigo-cigs, mobilità etc.
N.193.959 Lavoratori in Cigo-
Cigs,Cessazioni Mobilità etc.
‘+ 41,3% rispetto 2004
N.3267 Aziende in crisi ‘+ 38,8% rispetto 2004