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imprenditore
Monday, January 07, 2008 12:09 AM
Ho sentito un reportage e interviste sull'argomento morte...Nessuno ci pensa,ma come si fa vivere senza pensarci? Io son terrorizzato :-(
Voi che pensate?
il moro30
Monday, January 07, 2008 12:15 AM
Re:
imprenditore, 07/01/2008 0.09:

Ho sentito un reportage e interviste sull'argomento morte...Nessuno ci pensa,ma come si fa vivere senza pensarci? Io son terrorizzato :-(
Voi che pensate?




un argomento più allegro?
se cominciamo a parlarne si rischia di non dormire stanotte
imprenditore
Monday, January 07, 2008 12:17 AM
Re: Re:
il moro30, 07/01/2008 0.15:




un argomento più allegro?
se cominciamo a parlarne si rischia di non dormire stanotte




Son tre notti che non dormo son rimasto impressionato dalle immagini e dai dialoghi delle persone andate in coma che han visto la cosidetta luce..
il moro30
Monday, January 07, 2008 12:21 AM
Re: Re: Re:
imprenditore, 07/01/2008 0.17:




Son tre notti che non dormo son rimasto impressionato dalle immagini e dai dialoghi delle persone andate in coma che han visto la cosidetta luce..




evita di vedere questi servizi se ti impressionano anche perchè su argomenti come questo c'è poco da razionalizzare
Shia-principessa
Monday, January 07, 2008 12:23 AM
non mi sembra la sezione adatta, sposto
(bresa)
Monday, January 07, 2008 2:21 AM
Re: Re: Re:
imprenditore, 07/01/2008 0.17:




Son tre notti che non dormo son rimasto impressionato dalle immagini e dai dialoghi delle persone andate in coma che han visto la cosidetta luce..




io invece son tre notti che non dormo son rimasto impressionato dalle immagini e dai dialoghi delle persone che dicono che Altobelli è meglio di Van Basten e Maradona...
Nikki72
Monday, January 07, 2008 2:50 PM
imprenditore, 07/01/2008 0.17:




Son tre notti che non dormo son rimasto impressionato dalle immagini e dai dialoghi delle persone andate in coma che han visto la cosidetta luce..





A me è capitato anni fa, quando ho letto i libri di Raymond Moody sulle esperienze di pre-morte, sono racconti di persone che si sono "affacciate" per pochi attimi nell'al di là (per chi ci crede, altrimenti sono fenomeni dovuti ad alterazioni cerebrali). è una lettura inquietante ma allo stesso tempo rassicurante: se si crede che "dopo" ci sarà qualcosa, non si ha più paura della morte. il terrore nasce dal dubbio che non vi sia nulla (almeno per me è così )...


Avadoro
Monday, January 07, 2008 6:27 PM
Sono talmente brutto che è la morte ad aver paura di me
orckrist
Thursday, January 10, 2008 3:56 PM

Uhm, l’argomento è sugoso.

Tanto per cominciare bisognerebbe definire cosa ci spaventa, la morte in se oppure l’ignoto assoluto che essa rappresenta.
Recita un detto popolare che nella vita c’è una sola cosa certa, la morte.
Questa inevitabilità condiziona, che ci piaccia o no, tutta la nostra esistenza, del resto per fare i fighi spesso si dice che quando si nasce si comincia già a morire.
La morte in quanto tale ci spaventa perché rappresenta il termine definitivo, il punto di non ritorno? A ben pensare per tutta la vita noi siamo a contatto con una realtà finita e ogni giorno sperimentiamo il ciclo di inizio/fine di ogni cosa, per cui il termine in se non ci spaventa di certo, è il corso naturale della realtà.
Se poi consideriamo che la morte sia definitiva, “il punto e basta”, ha molti risvolti (apparentemente) positivi, pensiamo ai malati terminali, ai sofferenti nel corpo e nello spirito, per loro questa è una “liberazione” un termine agognato. Se è quindi un termine definitivo come può spaventarci?
Ci toglie le persone care, ci toglie una vita ci toglie le gioie, ci fa soffrire ma non ci spaventa.
A spaventarci non è piuttosto il dubbio che ci assale, così ben espresso da Amleto: “morire, dormire…dormire e sognare forse, ah, è questo l’intoppo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene”?
Questo è proprio l’intoppo, quel piccolo tarlo, quella folgorante presa di coscienza che ognuno sperimenta,( anche se alcuni non lo ammetteranno mai), quel pensare: “e se fosse…” che ci spalanca l’Ignoto, di cui sappiamo di non aver alcuna possibilità, alcuna speranza di sapere, di indagare, da cui non si torna indietro.
Questa è la questione…il mio corpo può terminare scomparire dissolversi nel nulla ma io, che ho solo la razionale certezza di esserci perché riesco a pensare, se dopo rimanesse anche un solo mio pensiero vorrebbe dire che continuo ad esistere e se esisto cosa ci sarà nel dopo, ci sarà la certezza di una nuova fine? Oppure ci sarà un’esistenza eterna?
Ed ecco il secondo intoppo, l’eternità, completamente aliena da tutto ciò che sperimentiamo e quindi inconcepibile; possiamo disquisire all’infinito ma nessun essere vivente può dire di sapere cosa sia l’eternità ed essa, per alcuni, è più spaventosa della morte stessa.











|avanguardia|
Thursday, January 10, 2008 4:04 PM
Re:
orckrist, 10/01/2008 15.56:


Uhm, l’argomento è sugoso.

Tanto per cominciare bisognerebbe definire cosa ci spaventa, la morte in se oppure l’ignoto assoluto che essa rappresenta.
Recita un detto popolare che nella vita c’è una sola cosa certa, la morte.
Questa inevitabilità condiziona, che ci piaccia o no, tutta la nostra esistenza, del resto per fare i fighi spesso si dice che quando si nasce si comincia già a morire.
La morte in quanto tale ci spaventa perché rappresenta il termine definitivo, il punto di non ritorno? A ben pensare per tutta la vita noi siamo a contatto con una realtà finita e ogni giorno sperimentiamo il ciclo di inizio/fine di ogni cosa, per cui il termine in se non ci spaventa di certo, è il corso naturale della realtà.
Se poi consideriamo che la morte sia definitiva, “il punto e basta”, ha molti risvolti (apparentemente) positivi, pensiamo ai malati terminali, ai sofferenti nel corpo e nello spirito, per loro questa è una “liberazione” un termine agognato. Se è quindi un termine definitivo come può spaventarci?
Ci toglie le persone care, ci toglie una vita ci toglie le gioie, ci fa soffrire ma non ci spaventa.
A spaventarci non è piuttosto il dubbio che ci assale, così ben espresso da Amleto: “morire, dormire…dormire e sognare forse, ah, è questo l’intoppo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene”?
Questo è proprio l’intoppo, quel piccolo tarlo, quella folgorante presa di coscienza che ognuno sperimenta,( anche se alcuni non lo ammetteranno mai), quel pensare: “e se fosse…” che ci spalanca l’Ignoto, di cui sappiamo di non aver alcuna possibilità, alcuna speranza di sapere, di indagare, da cui non si torna indietro.
Questa è la questione…il mio corpo può terminare scomparire dissolversi nel nulla ma io, che ho solo la razionale certezza di esserci perché riesco a pensare, se dopo rimanesse anche un solo mio pensiero vorrebbe dire che continuo ad esistere e se esisto cosa ci sarà nel dopo, ci sarà la certezza di una nuova fine? Oppure ci sarà un’esistenza eterna?
Ed ecco il secondo intoppo, l’eternità, completamente aliena da tutto ciò che sperimentiamo e quindi inconcepibile; possiamo disquisire all’infinito ma nessun essere vivente può dire di sapere cosa sia l’eternità ed essa, per alcuni, è più spaventosa della morte stessa.
















Dopo le prime 10 parole...

agogno
desidero
bramo
....
la morte!!!


orckrist
Thursday, January 10, 2008 4:15 PM
Re: Re:
|avanguardia|, 10/01/2008 16.04:





Dopo le prime 10 parole...

agogno
desidero
bramo
....
la morte!!!







Bhe.....ci si può organizzare......






|avanguardia|
Thursday, January 10, 2008 4:20 PM
Re: Re: Re:
orckrist, 10/01/2008 16.15:





Bhe.....ci si può organizzare......










poverello!!!
che pena...di morte!!!

Mary_B
Thursday, January 10, 2008 4:27 PM
Re:
imprenditore, 07/01/2008 0.09:

Ho sentito un reportage e interviste sull'argomento morte...Nessuno ci pensa,ma come si fa vivere senza pensarci? Io son terrorizzato :-(
Voi che pensate?



ho paurissima non ci voglio pensare

orckrist
Thursday, January 10, 2008 4:41 PM
Re: Re:
Mary_B, 10/01/2008 16.27:



ho paurissima non ci voglio pensare





e perchè?

La morte è come la paura, prima o poi tutti ci devono fare i conti.





bremaz
Thursday, January 10, 2008 4:57 PM
Non temo la morte in quanto è l'unica componente e fatto della vita che non crea conseguenze

mi spiego: quando compiamo un'azione, non è l'azione in se che crea un influsso positivo/negativo
ma la rielaborazione mentale della stessa, e le conseguenze che comporta

Visto che la morte è l'unico avvenimento a non portare a null'altro di riconducibile ad essa
perchè averne paura?


Io ho paura piuttosto della vecchiaia, della sofferenza, che portano all'idea della morte.
ma la morte stessa non mi spaventa per nulla.



Ne avrei paura se avessi la certezza matematica che esiste un aldilà
in tal caso, sarei preoccupato, dopo che il mondo mi ha svangato le palle per gli anni della mia vita
pure da morto mi si deve rompere i coglioni
Mary_B
Thursday, January 10, 2008 5:02 PM
Re: Re: Re:
orckrist, 10/01/2008 16.41:




e perchè?

La morte è come la paura, prima o poi tutti ci devono fare i conti.








si ok ma preferisco non pensarci


Avadoro
Thursday, January 10, 2008 5:22 PM
Re:
bremaz, 10/01/2008 16.57:

Non temo la morte in quanto è l'unica componente e fatto della vita che non crea conseguenze

mi spiego: quando compiamo un'azione, non è l'azione in se che crea un influsso positivo/negativo
ma la rielaborazione mentale della stessa, e le conseguenze che comporta

Visto che la morte è l'unico avvenimento a non portare a null'altro di riconducibile ad essa
perchè averne paura?


Io ho paura piuttosto della vecchiaia, della sofferenza, che portano all'idea della morte.
ma la morte stessa non mi spaventa per nulla.



Ne avrei paura se avessi la certezza matematica che esiste un aldilà
in tal caso, sarei preoccupato, dopo che il mondo mi ha svangato le palle per gli anni della mia vita
pure da morto mi si deve rompere i coglioni




Sei un novello Epicuro, il quale sosteneva che la morte non è un problema perchè se c'è lei non ci siamo noi e viceversa.
Asgeir Mickelson
Thursday, January 10, 2008 5:47 PM
Credo che aver paura di una cosa di cui non si conoscono le modalità sia naturale, anche se molti non l'ammetteranno mai.

Io stesso, di notte, mi ritrovo a pensare alla morte e un paio di volte l'ho anche sognata (in soldoni, immaginavo ciò che c'è dopo il trapasso).
Nikki72
Thursday, January 10, 2008 7:29 PM
Re:
orckrist, 10/01/2008 15.56:


Uhm, l’argomento è sugoso.


A spaventarci non è piuttosto il dubbio che ci assale, così ben espresso da Amleto: “morire, dormire…dormire e sognare forse, ah, è questo l’intoppo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene”?
Questo è proprio l’intoppo, quel piccolo tarlo, quella folgorante presa di coscienza che ognuno sperimenta,( anche se alcuni non lo ammetteranno mai), quel pensare: “e se fosse…” che ci spalanca l’Ignoto, di cui sappiamo di non aver alcuna possibilità, alcuna speranza di sapere, di indagare, da cui non si torna indietro.














Per me non è così, mi spiego: la mia paura è il nulla, l'idea di non esserci più, di non poter più vedere quello che succede qui. io sarei disposta a firmare qualunque cosa per vivere 1000 anni, anche al prezzo (inevitabile) di sopravvivere a tutti i miei cari. non tollero l'idea della fine, vado nel panico totale se ci penso. prima, quando credevo fermamente in un "dopo" la morte non mi faceva paura per niente, anzi, in certi momenti brutti che ho passato era un'idea quasi piacevole (l'idea di rivedere tutti, di continuare a esserci in qualsiasi modo). ma l'idea del nulla non l'accetto, credo che potrei impazzire se non avessi anche solo una vaga speranza di una vita eterna. ma la speranza non mi è neanche sufficiente, perché i dubbi arrivano e son dolori, anzi peggio: è panico paralizzante.

come si chiama il mio approccio mentale a questo "argomento"? sono un caso clinico?

|avanguardia|
Friday, January 11, 2008 9:56 AM
Re: Re:
Nikki72, 10/01/2008 19.29:




Per me non è così, mi spiego: la mia paura è il nulla, l'idea di non esserci più, di non poter più vedere quello che succede qui. io sarei disposta a firmare qualunque cosa per vivere 1000 anni, anche al prezzo (inevitabile) di sopravvivere a tutti i miei cari. non tollero l'idea della fine, vado nel panico totale se ci penso. prima, quando credevo fermamente in un "dopo" la morte non mi faceva paura per niente, anzi, in certi momenti brutti che ho passato era un'idea quasi piacevole (l'idea di rivedere tutti, di continuare a esserci in qualsiasi modo). ma l'idea del nulla non l'accetto, credo che potrei impazzire se non avessi anche solo una vaga speranza di una vita eterna. ma la speranza non mi è neanche sufficiente, perché i dubbi arrivano e son dolori, anzi peggio: è panico paralizzante.

come si chiama il mio approccio mentale a questo "argomento"? sono un caso clinico?




A me personalmente spaventa solo il momento del trapasso, il superare il limite del non ritorno ma non l'idea della morte in sé.
Per assurdo mi impaurirebbe di più sapere di avere innanzi a me una vita lunghissima. Insomma ognuno di noi calcola di dover/poter vivere fino ad 80 anni circa per cui impronta la propria vita con questo limite temporale fissato inconsapevolmente. Ogni esperienza che comporti gioia o dolore viene vissuta con una intensità maggiore perché si è portati a pensare che avendo a disposizione un intervallo temporale (relativamente) breve (80 vs 1000) quella esperienza potrebbe essere l'unica (bene se comporta dolore male in caso contrario).
Tralasciando le esperienze dolorose, ritengo che, sapendo di avere a disposizione 1000 anni di vita, ciò che generalmente dà piacere/felicità perderebbe un po' del fascino.
Perfino l'amore o anche il sesso ( ) rischierebbero di diventare noiosi e ripetitivi: non esisterebbe più il grande e unico amore perché è impensabile un amore di 700 anni (sai che palle!!) ma tanti grandi (?) amori...


(mi astengo dal commentare le mie idee sul sesso... )



intergrigo88
Friday, January 11, 2008 12:06 PM
non so voi, ma quando ci sn dei momenti che mi viene da pensare alla morte ascolto i Doors e mi passa ...

this is the end... my only friend ... the end.

Non so, Jim Morrison ha su di me questo strano potere, per come la mette lui la morte... nn so come dire, diventa una cosa misteriosa e affascinante quasi.. non che io voglia morire eh (ma vaff.. corna corna corna).. mah

e poi, concluderei citando i Dream Theater :

move on, be brave
don't whipe at my grave
because I'm no longer here

but please, never let your memory of me disappear....
intergrigo88
Friday, January 11, 2008 12:08 PM
Re: Re: Re:
|avanguardia|, 11/01/2008 9.56:



A me personalmente spaventa solo il momento del trapasso, il superare il limite del non ritorno ma non l'idea della morte in sé.
Per assurdo mi impaurirebbe di più sapere di avere innanzi a me una vita lunghissima. Insomma ognuno di noi calcola di dover/poter vivere fino ad 80 anni circa per cui impronta la propria vita con questo limite temporale fissato inconsapevolmente. Ogni esperienza che comporti gioia o dolore viene vissuta con una intensità maggiore perché si è portati a pensare che avendo a disposizione un intervallo temporale (relativamente) breve (80 vs 1000) quella esperienza potrebbe essere l'unica (bene se comporta dolore male in caso contrario).
Tralasciando le esperienze dolorose, ritengo che, sapendo di avere a disposizione 1000 anni di vita, ciò che generalmente dà piacere/felicità perderebbe un po' del fascino.
Perfino l'amore o anche il sesso ( ) rischierebbero di diventare noiosi e ripetitivi: non esisterebbe più il grande e unico amore perché è impensabile un amore di 700 anni (sai che palle!!) ma tanti grandi (?) amori...


(mi astengo dal commentare le mie idee sul sesso... )






mi viene in mente Tolkien : in pratica gli elfi non praticano praticamente mai il sesso dopo una certa età... nn é più divertente !!!


|avanguardia|
Friday, January 11, 2008 12:34 PM
Re: Re: Re: Re:
intergrigo88, 11/01/2008 12.08:



mi viene in mente Tolkien : in pratica gli elfi non praticano praticamente mai il sesso dopo una certa età... nn é più divertente !!!






Praticamnete si astengono dalla pratica???

Hanno pensato al viagra o al cialis???
Avadoro
Saturday, January 12, 2008 7:39 PM
Re: Re: Re: Re: Re:
|avanguardia|, 11/01/2008 12.34:




Praticamnete si astengono dalla pratica???

Hanno pensato al viagra o al cialis???




Sì, si danno solo alla teoria: scrivono libri ed enciclopedie sul sesso.
orckrist
Thursday, January 17, 2008 3:28 PM
Re: Re:
Nikki72, 10/01/2008 19.29:




Per me non è così, mi spiego: la mia paura è il nulla, l'idea di non esserci più, di non poter più vedere quello che succede qui. io sarei disposta a firmare qualunque cosa per vivere 1000 anni, anche al prezzo (inevitabile) di sopravvivere a tutti i miei cari. non tollero l'idea della fine, vado nel panico totale se ci penso. prima, quando credevo fermamente in un "dopo" la morte non mi faceva paura per niente, anzi, in certi momenti brutti che ho passato era un'idea quasi piacevole (l'idea di rivedere tutti, di continuare a esserci in qualsiasi modo). ma l'idea del nulla non l'accetto, credo che potrei impazzire se non avessi anche solo una vaga speranza di una vita eterna. ma la speranza non mi è neanche sufficiente, perché i dubbi arrivano e son dolori, anzi peggio: è panico paralizzante.

come si chiama il mio approccio mentale a questo "argomento"? sono un caso clinico?




Diciamo che non sei un caso clinico, sei nella norma.
La maggior parte delle persone è terrorizzata dal fatto che dopo ci sia IL NULLA (magari il nulla infinito).
Cosa provoca questo terrore?
La risposta è un po' banale: il fatto che si presupponga l'immortalità dell'anima (altro argomento estremamente affascinante).
Infatti se si considera l'anima mortale come il corpo, dopo il trapasso non avremo più nessuna coscenza perchè l'anima si annullerebbe, in poche parole non cogiti quindi non sei.
Il "sognare, forse" di Amleto è il dubbio che nasce proprio dall'incertezza sulla natura dell'anima.





orckrist
Thursday, January 17, 2008 3:35 PM
Re:
intergrigo88, 11/01/2008 12.06:

non so voi, ma quando ci sn dei momenti che mi viene da pensare alla morte ascolto i Doors e mi passa ...

this is the end... my only friend ... the end.

Non so, Jim Morrison ha su di me questo strano potere, per come la mette lui la morte... nn so come dire, diventa una cosa misteriosa e affascinante quasi.. non che io voglia morire eh (ma vaff.. corna corna corna).. mah

e poi, concluderei citando i Dream Theater :

move on, be brave
don't whipe at my grave
because I'm no longer here

but please, never let your memory of me disappear....



Non per demolire i tuoi idoli, ma qualcun'altro prima di loro diceva:

"Forse perché della fatal quiete
Tu sei l'immago a me sì cara vieni
0 sera![...]"

e dichiarava che solo il ricordo delle grandi gesta compiute in vita salva dall'oblio della morte.




il tobas
Thursday, January 17, 2008 3:47 PM
scusate il ritardo ma è difficile rispondere con una mano sola
fishersampei
Thursday, January 17, 2008 5:50 PM
paura? eccome


di morire si
ma piu' di soffrire, di lasciare cose incompiute, dell'oblio
di non poter esserci per chi dovrei esserci

e della incertezza di quando verrà



ma meglio non pensarci



intergrigo88
Thursday, January 17, 2008 6:06 PM
Re: Re:
orckrist, 17/01/2008 15.35:



Non per demolire i tuoi idoli, ma qualcun'altro prima di loro diceva:

"Forse perché della fatal quiete
Tu sei l'immago a me sì cara vieni
0 sera![...]"

e dichiarava che solo il ricordo delle grandi gesta compiute in vita salva dall'oblio della morte.









mmm,,, Leopardi è il mio autore preferito e non è questo esattamente il messaggio della poesia che tu prendi in considerazione, cmq ovvio che ci sn molti autori, poeti, cantanti che hanno parlato della morte, cazzo, siamo nel 2007, ormai è già stato detto tutto, si può solo ripetere !!!
Diciamo che i Dream Theater "ripetono" cn uno stile tutto loro !!!
orckrist
Sunday, January 20, 2008 9:29 PM
Re: Re: Re:
intergrigo88, 17/01/2008 18.06:





mmm,,, Leopardi è il mio autore preferito e non è questo esattamente il messaggio della poesia che tu prendi in considerazione, cmq ovvio che ci sn molti autori, poeti, cantanti che hanno parlato della morte, cazzo, siamo nel 2007, ormai è già stato detto tutto, si può solo ripetere !!!
Diciamo che i Dream Theater "ripetono" cn uno stile tutto loro !!!




Scusa Intergrigo, ma ti sei confuso, quello che ho scritto è l'incipit della poesia "Alla sera" di Ugo Foscolo ed esprime esattamente lo stesso concetto delle parole di Morrison.

Quanti al resto, diciamo che i romantici sono stati i metallari della loro epoca.












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