Dall'ultima conferenza CIRPET
Recensione di Stefano Panizza,per
www.centrostudifortiani.it/Report-Cirpet-06.htm
Tradizionale appuntamento annuale organizzato dal Cirpet (Coordinamento Interdisciplinare Ricerche Protostoriche e Tradizionali) nel capiente e funzionale teatro Titano di piazza Sant’Agata.
Giornata ricca di relatori, che si sono alternati con tempi espositivi piuttosto eterogenei, e di pubblico, che ha riempito quasi completamente la spaziosa sala della struttura.
E si è iniziato subito con il “botto”.
Alzi la mano chi è conoscenza che gli autori de “
Il Santo Graal” hanno dichiarato sotto giuramento che una parte non secondaria del contenuto del loro libro è…inventata.
Questo è accaduto, e lo comprova la sentenza pubblica del giudice, nel processo da loro intentato contro Dan Brown (autore de “Il codice da Vinci”) per l’accusa di plagio.
E’ quanto hanno affermato Enrico Baccarini (ricercatore e saggista) e Patrizio Caini (biologo) in quelle che sono state fra le più interessanti relazioni del convegno.
Ed un pubblico ammutolito e sconcertato ha ben realizzato l’ “effetto valanga” di tali affermazioni.
Perché ciò significa che il fiume di inchiostro che è stato scritto in seguito relativo alla presunta discendenza reale di Gesù, al Priorato di Sion, ai Templari, a
Rennes Le Chateau etc rischia di sfaldarsi come neve al sole.
In altre parole tali misteri non sarebbero più tali perché la loro matrice è clamorosamente falsa.
Non per nulla tale notizia “bomba” è praticamente passata sotto silenzio sia fra gli addetti ai lavori sia presso il grande pubblico, probabilmente per gli enormi interessi commerciali, e non solo, legati alle vicende ad essa collegate.
Ma di “
falsi misteri”, in particolar modo a
Rennes Le Chateau ve ne sarebbero diversi.
Così almeno, la pensano di due relatori che hanno costituito all’interno del Cirpet, in collaborazione con altri studiosi, una speciale commissione allo scopo di fare chiarezza, una volta per tutte, sui troppi “enigmi” che circolano sulla piccola cittadina francese.
Ed è grazie ad indagini in loco che hanno sentito l’improrogabile esigenza di scremare l’argomento di tutte quelle fantasie che circolano sull’argomento.
Con immagini appropriate hanno, allo scopo, dimostrato come, all’interno della chiesa di Rennes Le Chateau e nei suoi giardini, non abbia alcun significato esoterico la disposizione delle statue dei santi, le immagini sacre non possano suggerire una maternità nella Madonna, non abbia senso parlare di fratelli di Gesù, il tesoro dell’abate Sauniere sia solo negli occhi di chi lo voglia vedere e le grafie su alcuni manufatti di pietra non possano avere particolari valenze arcane.
E neppure il Priorato di Sion, supposta società segreta che si perde nella notte dei tempi, sarebbe gravido di tuttI quei significati esoterico – massonici che tanti studiosi gli anno attribuito.
Esiste, questo per davvero, un ordine monastico fondato da Goffredo di Buglione nel XII secolo ma esso non ha nulla a che fare con tutto quanto è stato scritto sull’argomento.
In altre parole esso ha una concreta base storica ma si è sviluppato su una costruzione di pura fantasia.
Ciò che si può legittimamente considerare tangibile e concreto è la presenza di una fitta rete di gallerie sotterranee, attestate da una vecchia planimetria di proprietà privata e da un documento del 1694, chiamato “Marcot” che ne suggerisce l’utilizzo come via di fuga in caso di guerra, che percorre, come un intricato labirinto, tutto il sottosuolo della cittadina francese.
L’accesso è, ovviamente, “off limits” in parte giustificato dal suo parziale crollo e dalla pericolosità nella percorrenza.
Così come, pure, sondaggi con apposite apparecchiature hanno attestato la presenza di una struttura artificiale al di sotto della chiesa principale, ma anche questa interdetta (ufficialmente) per non compromettere la stabilità dell’antico edificio.
Insomma, ci suggeriscono i due relatori, dobbiamo imparare, se vogliamo migliorare le nostre conoscenze a discernere fra i veri misteri e quelli falsi.