è difficile, libera. io capisco benissimo il tuo rancore e anche la sfida che in un certo senso ci accomuna, perchè non ci arrendiamo dando delle etichette alle persone, ma cerchiamo di stargli vicino, di capire i loro punti di vista.
però effettivamente non si può essere sempre disponibili, soprattutto nel momento di paranoia acuta; uno ascolta, e cerca di dare qualche saggio consiglio o un minimo di certezza.
a noi sembrano cose risolvibili, chi è in crisi piena doc diventa una specie di sanguisuga.
lo so che anche io quando son stata male non ero il massimo, chiedevo chiedevo, neanche potevo pensare agli altri.
però a un certo punto ho pensato anche io di fare come te, con questa persona che conosco molto bene peraltro.
mi accorgo che si instaura una specie di dipendenza da parte mia, per cui la devo difendere a oltranza a causa della sua fragilità in questa specie di pazzia.. e se poi litighiamo, probabilmente io sono quella che sta peggio!
è bruttissimo! mi sento tradita, mi sento presa come un oggetto su cui scaricare le sue continue e fluenti perplessità paure dubbi su tutto e tutti, tremori, incasinamenti... ufffff...e a volte l'ho sopportata.
ultimamente mi sono rifiutata: dopo aver parlato della stessa cosa per due anni circa, le telfonate si infittivano.
non importa cosa ci dicevamo, sorgeva sempre un dubbio e dopo due ore mi richiamava.
per ridirmi le stesse cose. in fissa totale.
ho smesso di rispondere.
se non son bastate ore e ore di telefonate e amichevoli scambi di idee, cercare di convincere che non c'è paura nè altro... io non ce l'ho fatta più. per una volta ho detto "basta" io e non mi sono pentita.
sapevo che di là dal filo era pronta a bombardarmi dei suoi dubbi INESISTENTI.
se non la capisci con le buone, anni non bastano, ok. io non ci sono più.
mi richiama dopo settimane di silenzio: poche parole, cordiali, saluti... e quella cosa là ha deciso che la risolverà così..
anni di parlarne, una cosa tanto sciocca e frutto della sua fantasia da sembrare scema! giuro.
bè, c'è un limite, nessuno è di gomma come una persona in tilt che continua a ripeterti la stessa menata.
facendosene un dolore, di qualcosa per cui basterebbe alzare il telefono!!!
non devono sentirsi in diritto di affondare gli altri, io dopo quelle telefonate mi sentivo frullata il cervello.
quando ho i miei casini non mi sento così rincoglionita come dopo un ping pong di "non si può! non si deve! è pazzesco!!"
liberi, siamo liberi. altrimenti ci si ammala a stargli vicino. ogni tanto un semaforo, uno stop