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Uccio.23
Thursday, August 04, 2011 11:44 PM



David Blyth prima di questo Wound era "famoso" per due cose: aver girato il primo splatter-movie neozelandese in assoluto, ancor prima di sua maestà Peter Jackson ed il suo imprescindibile Bad Taste (il film di Blyth si chiama Death Warmed Up, è del 1984 e fa cacare, lo sconsiglio persino ai completisti più accaniti), ed esser stato il regista di alcune puntate degli osceni Power Rangers.
Un curriculum non esattamente da tramandare ai posteri; eppure anni di gavetta ed una mente piuttosto contorta gli han permesso di sfornare dal nulla questo Wound, che ha rischiato il ban in patria per i suoi contenuti iperviolenti e visionari.
In realtà, come sovente accade in questi casi, tutti qua su Reign of Horror avranno visto film recenti o vetusti ben più shockanti ed estremi di questo: Wound, a livello squisitamente grafico, si limita a qualche litro di sangue ed un paio di sequenze vagamente splatter.
Nonostante ciò, è molto più horror di tanti suoi parenti stretti, e sapete perché? Perché Blyth mette in scena la storia di Susan (una bravissima Kate O'Rourke), una donna consumata da una vita inutile, fatta di problemi psichici, un lavoro alienante ed un passato terribile che continua a tormentarla.
E lo fa pescando a piene mani dal visionario, e confezionando un indie-movie in salsa lynchiana che sembra più lungo dei suoi 72 minuti scarsi, tante sono le fasi in cui si dilata, diluito in movimenti di macchina che sembrano eterni, dialoghi rarefatti, sequenze continuamente frammentate.
Si fatica a seguire il filo conduttore, perché quasi tutto ciò che vediamo Susan lo vive dentro la sua testa, ma improvvisi e squallidi richiami alla realtà ne perpetuano la sofferenza in un loop quasi infinito. La donna è schiava di un misterioso Master John, e le sequenze sadomaso che contaminano il film hanno sicuramente richiesto uno sforzo recitativo notevole alla O'Rourke, che passa l'esame a pieni voti.
La fotografia economica, il commento sonoro risibile e la farraginosità che caratterizza l'intera pellicola non ne minano comunque l'efficacia visiva, nonostante molti siano gli interrogativi che lo spettatore senziente si porrà e che puntualmente NON troveranno alcuna risposta.
Se avete pazienza, amate il cinema weirdo ed il grottesco e siete disposti a scendere a patti col regista per affrontare una visione intrigante quanto faticosa, accomodatevi. Chi è in cerca di emozioni forti a là Serbian Movie o nuovi capolavori estremi sulla scia di Martyrs stia alla larga.

Kissoon
Friday, August 05, 2011 1:28 AM
Bella segnalazione.
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