Full Version: Vongole d'acqua dolce
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Ghepardo
Tuesday, April 30, 2002 11:02 PM
Cari amici,
circa 2 giorni fa ho acquistato 3 vongole d'acqua dolce(mi sembra che si chiamino Bivalve,ma non ne sono sicuro)!!!!
Sono molte curiose sembrano quasi morte perchè non si spostano mai, ma mi hanno detto che sono capaci di filtrare ben 50l d'acqua all'ora ciascuna e c'è qualcuno che addirittura ha rinunciato al filtro per le vongole!!!!
Questa versione mi sembra veritiera anche perchè l'acqua, dopo solo 2 giorni che ci son le vongole, mi sembra molto più limpida e chiara!!!!
Beh per la funzione che svolgono il costo di 2,50 euro ciascuna mi sembra piuttosto irrisorio, non pensate????
Inoltre mi ha detto il negoziante che importa direttamente dall'acquario di Bologna(non so se è una cavolata)!!!!!
Pensate che i caridina japonica li vende a 2.20 euro!!!!
Però vorrei sapere maggiori informazioni riguardo queste vongole......!!!!!!
In particolare vorrei sapere qual è la funzione chimica che hanno nell'acquario????
Son dei mangia nitriti o mangia nitrati...........
Ci sono possibilità di riproduzione?????
Insomma avrete capito che come al solito ho bisogno del vostro aiuto e della vostra esperienza!!!!!!!
Grazie cmq per la vostra serietà, allegria e passione verso questo straordinario mondo dell'acquariologia e in generale sul mondo della natura!!!
Balistide
Wednesday, May 01, 2002 12:09 AM
Ciao ghepardo,
rinunciare al filtro per le vongole mi sembra quasi una pazzia
[SM=x76547] [SM=x76547] , non credo che possano svolgere l'azione di un filtro(eliminando ammoniaca e nitriti) o di una pianta(eliminando in parte i nitrati).
Sicuramente le vongole nascono come filtratori naturali, si, ma di particelle organiche minutissime(infatti dici che hai notato un'acqua +limpida)che non hanno nulla a che vedere con i composti azotati.

Ciao[SM=x76547]
La naturà è vita!!

[Modificato da Balistide 01/05/2002 01:10]

Thunda
Wednesday, May 01, 2002 12:48 PM
Non penso sia possibile.
Io considero le vongole come un qualsiasi altro abitante dell'acquario, in grado cioè di dare ammoniaca, ma non di trasformare quest'ultima in nitrati.
Quest'ultimo passaggio può solo farlo il filtro.
In passato avevo sentito di persone che avevano rinunciato al filtro in acquari tipo "all'olandese", con ottimi risultati, ma non ho mai sentito in vita mia la storia che si possa rinunciarvi grazie alla presenza di vongole in vasca: la trovo un'assurdità.
Se fossi in te, invece che misurare l'acqua "ad occhio" proverei a mettere su una piccola vasca senza filtro e ci metterei molte vongole dentro: secondo me, l'ammoniaca aumenterebbe nel tempo, mentre nitriti e nitrati rimarebbero sempre su livelli bassi.
Questa è la mia idea.

Ciao.
". . . R U M B L E ! ! !"
Thunda
Thursday, May 02, 2002 9:13 AM
Decidiamoci.
Su quale discussione sulle vongole vogliamo postare ragazzi?
Ce ne sono due!!!

Ciao.
". . . R U M B L E ! ! !"
ParacheirodonInnesi
Thursday, May 02, 2002 10:56 AM
Anodonta cygnea
Grande Mollusco Bivalve con conchiglia ovale, larga fino a 20 cm e panciuta. L'esterno è scuro e vi si notano i segni concentrici dell'accrescimento. L'interno è invece madreperlaceo. Lo spessore massimo della conchiglia viene raggiunto subito sotto l'umbone. Questa specie vive nelle acque stagnanti o lentamente fluenti con fondo melmoso in cui si infigge con parte della conchiglia.

University of Bradford: The use of the mollusc Anodonta cygnea as an indicator of heavy metal pollution in the Leeds-Liverpool Canal.

CENTRAL EUROPEAN UNIVERSITY
The present paper investigated the suitability and the performance of two species of mussels, Anodonta cygnea and Anodonta woodiana, for treatment of waste waster originated from breweries.

The experiments conducted over a three-month period and although too short for a full statistical analysis, the results showed that mussels decrease the organic matter content of the waste water. The cleaning activity depends upon a series of factors, dissolved oxygen content being the most important. Mussel cultivation and biometrical measurements are described followed by a description of the waste water, the methodology of measuring water quality parameters, and the performance
of the filtration process.


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Il piccolo Neon alla mamma: Riuscirò a emettere luce quando sarò grande?
Luca100L
Thursday, May 02, 2002 3:29 PM
Unire le 2 cartelle
Luca Neri appena puoi ricompatta le due cartelle uguali, ho appena scritto un papirazzo nell'altra non accorgendomi di questa!

Grazie [SM=x76547]
Mamba
Thursday, May 02, 2002 4:57 PM
il mio esperimento
...io con le anodonte ho fatto questo esperimento:
ho allestito una vasca da 25l piantandovi moltissimi steli di egeria densa (pianta molto ossigenante che asssorbe enormi quantità di composti organici) ben ancorati al fondo e circondati da grossi sassi, poi ho introdotto due anodonte e tre pesci rossi di taglia iniziale di circa 4-5 cm... ho effettuato cambi regolari inizialmente ogni dieci giorni, poi una volta al mese... risultato: il tutto è iniziato in giugno e dopo tre mesi con valori altalenanti, nitrati e nitriti sono pressochè scomparsi...alcune precisazioni: penso che il risultato sia dovuto all' azione combinata di egeria e anodonte e non solo di queste ultime, inoltre il sistema non funzionava bene nei primi tre mesi, che sono stati i più caldi, e questo forse centra qualcosa...

p.s. ...ciao Thunda!
...hai ragione, ero scomparso, ma sai com' è, con tre esami da preparare..
FFranzini
Thursday, May 02, 2002 6:14 PM
Ragazzi, ovvero, moderatori, perche nn unimao le due cartelle e ne facciamo una ?
E' un casino[SM=x76593] [SM=x76593] [SM=x76593]
[SM=x76547] [SM=x76547] [SM=x76547]
Fabio
"Perchè un pesce non puo dire Ciao ?"
ParacheirodonInnesi
Friday, May 03, 2002 7:54 AM
Dal sito di un allevamento:
Le cozze (Anodonta Cygnea) provengono dagli allevamenti dell'azienda e sono ottimi filtri naturali per acquari,
ma in particolare modo per laghetti dove sono presenti carpe koi e pesci rossi.
Filtratori naturali dell'acqua per qualsiasi utilizzo sia in vasche di pesci che nei laghetti.


Dal sito Sera:
Fra i generi nostrani Unio e Anodonta hanno grosse conchiglie di vari colori (lunghe fino a 15 cm), rinvenibili nei fondi
molli dei fiumi e dei laghi, soprattutto in acque calcaree. Le valve di Unio pictorum sono tipicamente ovali e allungate,
di colore giallo-brunastro, come anche quelle di Anodonta cygnea, mentre in U. tumidus assumono un’intensa sfumatura
verdastra. Il bivalve di dimensioni maggiori delle acque dolci europee è senz’altro Margaritifera margaritifera, dalla robusta
conchiglia madreperlacea lunga fino a 15-20 cm, che si trova in acque povere di sali, sepolta nella sabbia o ghiaia dei
grandi fiumi dall’intensa corrente; già dal tempo dei Romani era conosciuta e apprezzata per le sue perle, a causa delle
quali è stata indiscriminatamente pescata fino al secolo scorso.

Il particolare ciclo ontogenetico di questi Bivalvi coinvolge i pesci in un temporaneo rapporto di parassitismo:
generalmente a sessi separati, dalle loro uova si sviluppano numerosissime larve, dette glochìdi, dotate di una coda
appiccicosa che serve loro per attaccarsi ai pesci mentre vengono trasportate dalla corrente; trovato un ospite, la larva
si incista nella sua pelle vivendo da parassita, finché, dopo alcune settimane, si trasforma in un piccolissimo bivalve che si
stacca dal pesce lasciandosi cadere sul fondo. I pesci più frequentemente adottati come ospiti sono i Ciprinidi e i
Gasterosteidi, quali il comune spinarello. D’altra parte, anche certi pesci usano i Molluschi Bivalvi come supporto riproduttivo:
il Rhodeus sericeus, detto Rodeo amaro per il sapore delle sue carni, pesce dei corsi d’acqua lenti e poco profondi dell’Europa
centro-orientale, al momento dell’accoppiamento conduce la femmina in prossimità della conchiglia di un mollusco bivalve
(di solito del genere Unio), nel cui sifone inalatore la femmina introduce il suo lungo ovodepositore, simile ad un tubicino;
durante la deposizione delle uova il maschio difende il mollusco prescelto dall’intrusione di altri maschi e subito dopo emette
il liquido seminale in corrispondenza del sifone usato dalla femmina. Le uova, che si schiuderanno dopo una ventina di giorni,
si sviluppano all’interno della camera branchiale del bivalve senza danneggiarlo, ben protette dai predatori ed ossigenate
dal flusso d’acqua inalato dall’ospite.

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Il piccolo Neon alla mamma: Riuscirò a emettere luce quando sarò grande?
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