SCOPERTE
Natura morta & Lottatori, la conferma
"Sono opera di Van Gogh"
La "Natura morta" di Otterlo (ap)
L'opera fu acquistata nel 1974 dal museo olandese Kroeller Mueller.
Ma l'attribuzione è rimasta incerta sino a oggi.
Ora un'analisi ai raggi X del dipinto degli atleti,
che il grande Vincent
aveva nascosto con l'immagine floreale,
consente di scogliere i dubbi
Un nuovo Van Gogh, anzi, due in uno. Analisi scientifiche condotte da un team di superesperti del Museo Kroeller Mueller di Otterlo, Olanda, scacciano ogni dubbio. La "Natura morta con fiori di campo e rose", la cui attribuzione è rimasta vacante per quasi 40 anni, è opera del grandissimo autore postimpressionista. E lo stesso si può dire dell'altro disegno, quello "nascosto" nella tela, raffigurante i due Lottatori. Il dipinto, che nella sua versione visibile ad occhio nudo, ospita fiori di camomilla, papaveri, rose da campo, fiordalisi, margheritine e crisantemi gialli, proviene dunque dalla mano del padre delle celeberrime notti stellate e dell'altrettanto famoso autoritratto. E la chiave dell'enigma arriva dall'altra opera, quella che non si vede, dal primo disegno che il genio olandese di Zundert schizzò sulla tela e poi coprì.
A fugare ogni dubbio, un'analisi che ha impiegato la fluorescenza a raggi X, consentendo di svelare particolari nuovi sull'opera, una tela 100 x 80 cm. Il museo (che ospita la più vasta raccolta olandese dell'artista) la acquistò nel 1974, come opera del grande Vincent, ma quasi subito l'autenticità del dipinto fu messa in dubbio, fino ad essere catalogato come anonimo. La scoperta dei Lottatori, nascosti al di sotto dell'opera visibile, che risale agli Anni Ottanta, che pure contribuì ad infittire il "giallo", si è invece rivelata la chiave per attribuire definitivamente l'opera. I lottatori, infatti, presentano caratteristiche congruenti all'affiliamento di Van Gogh all'accademia belga di Anversa, frequentata da Van Gogh, come quella di utilizzare modelli che indossano perizoma: un dettaglio che proprio la scansione ai raggi X ha permesso di appurare.
A quel punto, anche la relativa "pienezza" dell'opera, che a molti studiosi dell'arte era sembrata troppo "affollata" di fiori, ha trovato una spiegazione molto semplice: Vincent, che soprattutto nei primi anni, per ragioni economiche, era solito sovrapporre immagini a produzioni precedenti, aveva bisogno in questo caso di nascondere un'opera sviluppata in orizzontale, fatto questo che spiega anche la misura, insolitamente abbondante, del dipinto. Un'altra incongruenza, rispetto alla più produzione dell'artista, è la posizione, in alto a destra, della firma, come ha spiegato Louis van Tilborgh, uno degli studiosi del Van Gogh Museum che hanno condotto l'analisi sulla tela. Ma ora i Lottatori appaiono in tutta la loro nitidezza e anche lo screening dei pigmenti e delle scorie di pennello porta a Van Gogh. Il tutto collima alla perfezione con una lettera che lo squattrinato Vincent scrisse al fratello Theo, per ottenere denaro sufficiente a comprare tela e materiale per dipingere proprio i due atleti. E così il circolo, aperto nel 1974, passato attraverso l'avvio dell'indagine che data 1997, fino all'attribuzione ad anonimo, che risale al 2003, può dirsi felicemente concluso. Il verdetto è dunque senza appello: "Natura morta" e i "Lottatori" hanno persino una data, 1886.
(20 marzo 2012)
Rep