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Full Version: Vincent Van Gogh
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Sunday, December 27, 2009 7:11 PM
Ecco perché Van Gogh si tagliò l'orecchio


Vincent Van Gogh si tagliò l'orecchio perchè distrutto dalla notizia che il fratello Theo, da cui dipendeva finanziariamente, stesse per sposarsi.

A svelare il mistero è lo studioso Martin Bailey che ha analizzato una lettera scritta da Theo nel dicembre del 1888 in cui annunciava al fratello la sua intenzione di sposarsi.

La missiva avrebbe talmente scosso Van Gogh, già psicologicamente disturbato, tanto da spingerlo all'atto di autolesionismo.

«Vincent temeva di perdere l'appoggio finanziario e psicologico di Theo», ha scritto Bailey nel numero di gennaio dell'Art Newspaper, rilanciato dal Sunday Times.
27 dicembre 2009

l'U


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Sunday, August 22, 2010 12:16 AM
Cairo, rubato e ritrovato
il Vam Gogh Arrestati due italiani




Duen cittadinin italiani, un uomo e una donna, sono stati arrestati all'aeroporto del Cairo dopo aver cercato di lasciare il Paese con un quadro del pittore olandese Vincent van Gogh, rubato questa mattina da un museo della capitale egiziana: lo ha reso noto il ministro della Cultura egiziano, Farouk Hosni.

Hosni aveva indicato in precedenza che il quadro, intitolato «Papaveri», era stato «tagliato e poi tolto dalla cornice dopo l'apertura del museo questa mattina». Il personale del museo è stato interrogato ed erano state prese misure di sicurezza nei porti e negli aeroporti egiziani per impedire che il quadro lasciasse il paese.

Il quadro era esposto a fianco diopere di altri impressionisti nel museo Mahmoud Khalil, sede di una delle principali collezioni d'arte europeo del XIX e XX secolo in Medio oriente. Un responsabile della polizia, secondo cui la tela ha un valore di circa 50 milioni di dollari (oltre 39 milioni di euro) ha indicato che la polizia stava controllando le videoregistrazioni di sicurezza. Lo stesso quadro era già stato rubato nel 1977; in quel caso ci erano voluto 10 anni per ritrovarlo.
21 agosto 2010

l'U


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Monday, August 23, 2010 12:56 AM
Cairo, rubato quadro
di Van Gogh




Un Van Gogh sparito da un museo del Cairo. Ritrovato in possesso di due giovani italiani, arrestati mentre prendevano un aereo. Il furto è vero, gli arresti no, e nemmeno il ritrovamento: il ministro della cultura, Faruq Hosni, che ieri aveva dato notizia del furto, del ritrovamento e degli arresti, nelle ore successive ha smentito la seconda parte dell'informazione. Ma a questa notizia si sovrappone un altro mistero, che non trova spiegazione da parte egiziana: il quadro rubato - è stato detto - è «I papaveri», anche noto come «Vaso con fiori», del valore commerciale di 39milioni di euro.

Tuttavia negli archivi pubblicati in Internet il quadro di Van Gogh indicato nel museo del Cairo Mohamed Mahmud Khalil - dove era esposto con opere di Gauguin, Degas, Monet, Renoir ed altri impressionisti - è «Vaso con Viscaria», altra opera, che potrebbe avere sia lo stesso valore commerciale sia uno inferiore. Resta il fatto che delle 43 telecamere di sorveglianza installate nel museo è stato accertato che soltanto sette erano in funzione e che nessuno dei sistemi d'allarme collegati alle opere preziose era attivo. La vicenda si è sviluppata in modo piuttosto confuso, con ripetute smentite del ministro Faruq Hosni nel giro di 24 ore: il furto era stato annunciato nel pomeriggio, poco prima dell'interruzione del digiuno del Ramadan (ogni giorno durante il mese sacro al tramonto i musulmani interrompono il loro digiuno totale con un «iftar», alla lettera 'breakfast', per poi riprenderlo all'alba del giorno successivo), ma durante la notte lo stesso ministro aveva telefonato alla tv di stato per confermare il furto, smentendo il ritrovamento del Van Gogh e l' arresto degli italiani.

«A dare notizia di tutto al ministro - chiarisce un portavoce del ministero - era stato un funzionario, Mohsen Shalan, che aveva parlato degli italiani perche» erano gli unici, dei nove visitatori di ieri in quel museo, che non era stato possibile raggiungere subito. Gli altri erano spagnoli e russi, che erano ancora in giro nelle sale e sono stati subito scagionati«. Dopo le numerose smentite i responsabili della Farnesina al Cairo hanno preso contatto con ogni possibile fonte di informazione ufficiale (polizia, forze di sicurezza, ministero esteri) e hanno ricevuto da tutte conferma che nessun italiano è stato mai coinvolto nella vicenda. Inalberato per l'insufficiente sistema di sorveglianza del museo, il procuratore generale della repubblica, Abdel Meguid Mahmud, ha annunciato indagini rigorosissime per stabilire le responsabilita» di queste trascuratezze.

Stesse dichiarazioni da parte di Faruq Hosni, che ha avviato un'inchiesta interna a carico di tutto il personale ed ha disposto la chiusura del museo. Il museo Khalil, non frequentatissimo da visitatori e turisti, fu realizzato nel 1962 in riva al Nilo, nel palazzo che era residenza di Mohamed Mahmud Khalil, gia« ministro, uomo di cultura e fondatore della Società degli Amanti delle Belle Arti, morto nel 1953, dopo aver raccolto nel suo palazzo (di vari stili, dall'Art Nouveau all'Art Deco al Neoclassico) ben 208 opere d'arte: anche una copia del Pensatore di Rodin. Il quadro di Van Gogh rubato ieri era stato già portato via da ladri nel 1977 ed era stato ritrovato dopo qualche tempo. Nel marzo scorso altri nove dipinti erano stati rubati in un altro museo minore, quello di Mohamed Ali.
21 agosto 2010

l'U


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Monday, June 27, 2011 3:56 PM
La scoperta fatta dal Museo di Amsterdam
Questo non è un autoritratto di Van Gogh,
ma un ritratto del fratello Theo




Il celeberrimo ‘Autoritratto’ di Vincent Van Gogh (1853-1890) sarebbe in realtà l’unico ritratto di suo fratello Theo (1857-1891). E’ quanto sostengono gli esperti del Museo Van Gogh di Amsterdam, che custodisce la più grande collezione di dipinti e lettere dell’artista olandese, a conclusione di uno studio di 600 pagine, pubblicato dalla stessa istituzione.
Secondo un’opinione corrente, Vincent Van Gogh non avrebbe mai dipinto Theo. Ma Louis van Tilborgh, uno dei principali specialisti del Museo insieme ad altri tre colleghi, ribalta questa opinione: il famoso quadro dipinto nel 1887, che raffigura un giovane uomo con un cappello di paglia e un elegante abito blu, sarebbe in realtà il ritratto dell’amato fratello minore, da cui il pittore dipendeva. ”Questa conclusione è basata sulle evidenti differenze tra i tratti dei volti dei due fratelli”, sottolinea un comunicato del Museo: la forma e il colore della barba, gli occhi, la forma del volto. Il taglio nitido della barba e la forma arrotondata della curva delle orecchie sono tratti che Vincent ”non possedeva”, ha spiegato Louis van Tilborgh; anche la forma e il colore della barba di Theo ”più ocra che rosso sono un’altra indicazione”, così come ”il colore degli occhi e gli abiti indossati”. E poi: ”Il ritratto corrisponde alle foto di Theo che possediamo”. Theo Van Gogh morì sei mesi dopo il suicidio del fratello avvenuto il 29 luglio 1890 nella campagna di Auvers-sur-Oise. Theo fu ricoverato in una clinica parigina per malattie mentali. Dopo un apparente miglioramento, si trasferì a Utrecht, dove si spense il 25 gennaio 1891. Nel 1914 le sue spoglie, per volontà della vedova, furono trasferite ad Auvers e tumulate accanto a quelle di Vincent.

giovedì, 23 giu 2011 - 22:18

Corgiorno


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Friday, March 23, 2012 7:48 PM
SCOPERTE
Natura morta & Lottatori, la conferma
"Sono opera di Van Gogh"




La "Natura morta" di Otterlo
(ap)
L'opera fu acquistata nel 1974 dal museo olandese Kroeller Mueller.
Ma l'attribuzione è rimasta incerta sino a oggi.
Ora un'analisi ai raggi X del dipinto degli atleti,
che il grande Vincent
aveva nascosto con l'immagine floreale,
consente di scogliere i dubbi

Un nuovo Van Gogh, anzi, due in uno. Analisi scientifiche condotte da un team di superesperti del Museo Kroeller Mueller di Otterlo, Olanda, scacciano ogni dubbio. La "Natura morta con fiori di campo e rose", la cui attribuzione è rimasta vacante per quasi 40 anni, è opera del grandissimo autore postimpressionista. E lo stesso si può dire dell'altro disegno, quello "nascosto" nella tela, raffigurante i due Lottatori. Il dipinto, che nella sua versione visibile ad occhio nudo, ospita fiori di camomilla, papaveri, rose da campo, fiordalisi, margheritine e crisantemi gialli, proviene dunque dalla mano del padre delle celeberrime notti stellate e dell'altrettanto famoso autoritratto. E la chiave dell'enigma arriva dall'altra opera, quella che non si vede, dal primo disegno che il genio olandese di Zundert schizzò sulla tela e poi coprì.

A fugare ogni dubbio, un'analisi che ha impiegato la fluorescenza a raggi X, consentendo di svelare particolari nuovi sull'opera, una tela 100 x 80 cm. Il museo (che ospita la più vasta raccolta olandese dell'artista) la acquistò nel 1974, come opera del grande Vincent, ma quasi subito l'autenticità del dipinto fu messa in dubbio, fino ad essere catalogato come anonimo. La scoperta dei Lottatori, nascosti al di sotto dell'opera visibile, che risale agli Anni Ottanta, che pure contribuì ad infittire il "giallo", si è invece rivelata la chiave per attribuire definitivamente l'opera. I lottatori, infatti, presentano caratteristiche congruenti all'affiliamento di Van Gogh all'accademia belga di Anversa, frequentata da Van Gogh, come quella di utilizzare modelli che indossano perizoma: un dettaglio che proprio la scansione ai raggi X ha permesso di appurare.

A quel punto, anche la relativa "pienezza" dell'opera, che a molti studiosi dell'arte era sembrata troppo "affollata" di fiori, ha trovato una spiegazione molto semplice: Vincent, che soprattutto nei primi anni, per ragioni economiche, era solito sovrapporre immagini a produzioni precedenti, aveva bisogno in questo caso di nascondere un'opera sviluppata in orizzontale, fatto questo che spiega anche la misura, insolitamente abbondante, del dipinto. Un'altra incongruenza, rispetto alla più produzione dell'artista, è la posizione, in alto a destra, della firma, come ha spiegato Louis van Tilborgh, uno degli studiosi del Van Gogh Museum che hanno condotto l'analisi sulla tela. Ma ora i Lottatori appaiono in tutta la loro nitidezza e anche lo screening dei pigmenti e delle scorie di pennello porta a Van Gogh. Il tutto collima alla perfezione con una lettera che lo squattrinato Vincent scrisse al fratello Theo, per ottenere denaro sufficiente a comprare tela e materiale per dipingere proprio i due atleti. E così il circolo, aperto nel 1974, passato attraverso l'avvio dell'indagine che data 1997, fino all'attribuzione ad anonimo, che risale al 2003, può dirsi felicemente concluso. Il verdetto è dunque senza appello: "Natura morta" e i "Lottatori" hanno persino una data, 1886.
(20 marzo 2012)

Rep


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Friday, March 23, 2012 7:49 PM
SCOPERTE







I "Lottatori" nascosti dall'immagine floreale

"Due in uno", entrambi di Van Gogh. Il museo Kroeller-Mueller di Otterlo, in Olanda, ha confermato la autenticità sia della "Natura morta con fiori di campo e rose" che dei Lottatori che sono nascosti al di sotto della stessa tela. Un'approfondita analisi ai raggi X ha consentito di venire a capo di questo piccolo-grande giallo, che sussiste sin da quando la tela fu scoperta, nello stesso museo, nel 1974. Ora l'esito, al termine di un'indagine in profondità, condotta a partire dal 1997 (mentre l'esistenza dei lottatori era stata rilevata già negli anni Ottanta). La natura morta risale al 1886.

Rep


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