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marco---
Thursday, March 05, 2009 2:13 PM
Fonte: ilgiornaledivicenza.it - 05/03/2009 - di Anita della Casa
Ringraziando Dotexe per la segnalazione dell'articolo

Vicenza, cala il prezzo delle case

IL MERCATO DEL MATTONE. Secondo Tecnocasa e Gabetti gli immobili di città e provincia hanno perso il 20% in un anno. Punte di crisi a San Bortolo dove i prezzi crollano (-32%). A resistere è Thiene mentre Bassano cala 'solo' del 5,6%

Vicenza. Le case in città hanno perso valore, in media, del 20% in un anno. Si va da un minimo del -7,7% di Bertesina e Casale alla punta del -32,4% di San Bortolo. In provincia, soffre molto Schio con un calo del 18,8%, mentre, caso unico, mantiene intatte le sue quotazioni di dodici mesi fa Thiene. Anche le nuove costruzioni sono a sconto, una media del 10%. E pure il 2009 sarà un anno difficile, con una previsione di ulteriore decremento fra il 2% e il 4%. A salvarsi sono solo le residenze esclusive, la fascia alta e altissima di mercato, oltre il mezzo milione di euro. È il quadro che emerge dagli uffici studi di Tecnocasa e Gabetti, che hanno realizzato una mappatura aggiornata sul valore degli immobili di questa provincia per Il Giornale di Vicenza.
«Alcuni quartieri hanno perso di prestigio a causa della forte presenza di extracomunitari - spiega Davide Cobalchini, responsabile Gabetti per la città -. Fra le aree più colpite vi sono san Lazzaro, viale Roma e tutta la zona della stazione. Per contro, gli immobili di pregio in corso Palladio, come pure le ville sui colli Berici, mantengono intatta la loro quotazione». E il valore rimane pressoché stabile anche in termini reali, visto che stiamo vivendo in un periodo di deflazione.
I valori al metro quadrato in città per appartamenti già costruiti sono di circa 1.100 euro, con un minimo di mille euro per la Riviera Berica, che quotava 1.350 euro un anno fa, con una perdita di quasi il 26%, ai 1.200 euro di Bertesina e Casale, venduti a 1.300 euro nel gennaio del 2008. Per quanto riguarda invece gli edifici nuovi o ristrutturati a nuovo, i prezzi più alti si trovano in centro storico attorno a corso Palladio, fra i 2.700 e i 4.200 euro al metro quadrato, contro 3.000/4.500 di un anno fa. Le zone centrali valgono invece 1800/2400 euro al metro quadrato (erano 2000/2600), mentre la periferia quota 1500/1800 euro (contro i 1700/2000 del gennaio 2008).
In provincia, ad Arzignano, Dueville e Valdagno le abitazioni medie usate sono arretrate rispettivamente del 15,4%, 11,9% e 10,2% arrivando a valori assoluti simili a quelli della città (1100 euro al metro quadrato). Dueville, nonostante lo sconto, quota ancora alta, 1300 euro al metro quadrato, come Bassano del Grappa (1336 euro), anche se quest'ultima tiene piuttosto bene alla crisi, con una flessione di appena il 5,6%.
Dueville, poi, assieme a Torri di Quartesolo e Altavilla è un'area che promette di svilupparsi bene in futuro, "perché sono stati costruiti ex novo quartieri molto carini, lontani dalle grandi arterie di traffico, zone tranquille ben collegate con la città". Ad Altavilla le nuove costruzioni si vendono a 1400/1750 euro al metro quadrato, a Dueville a 1400/1750 euro.
Anche i tempi di vendita hanno risentito della crisi, allungandosi a 220 giorni di media, che equivalgono a sette mesi e mezzo contro i 2,5-3 mesi del pieno boom immobiliare. La maggiore offerta di abitazioni permette all'acquirente di avere più scelta e di rimandare l'acquisto fino a quando trova la casa adatta alle proprie esigenze. «A questo si deve aggiungere che la differenza tra le richieste dei venditori e la disponibilità di spesa, oggi più limitata, dei potenziali acquirenti, comporta trattative più lunghe e inevitabilmente i tempi necessari per concludere la compravendita si allungano - racconta Fabiana Megliola, Ufficio studi Tecnocasa -. Il prezzo, che è stata la variabile chiave del mercato immobiliare nel 2008, lo sarà ancora nel 2009. Il sentiment degli operatori è che i potenziali acquirenti desiderino acquistare ad un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile quindi il rapporto prezzo/qualità sarà fondamentale».
Questo aspetto è valido anche per chi è alla ricerca di tipologie rientranti nella cosiddetta fascia alta di mercato, «soprattutto se sono abitazioni da ristrutturare oppure non pienamente rispondenti alle esigenze del cliente. Ci attendiamo una tenuta migliore per le zone centrali rispetto a quelle periferiche, dove spesso si concentrano immobili di qualità più bassa e dove negli ultimi anni si è anche costruito in abbondanza», prosegue Megliola. Nelle zone centrali, infatti, la domanda è sempre sostenuta e la bassa offerta, soprattutto per gli immobili di pregio, contribuisce a sostenere il mercato. I quartieri che hanno subito interventi di riqualificazione potranno registrare una performance migliore, a condizione che gli interventi siano tangibili e fruibili, conclude l'esperta.
Le locazioni pare abbiano tenuto meglio rispetto alle vendite. «I monolocali in città vengono affittati a 300/350 euro al mese - spiega Cobalchini - i bilocali a 500/550 euro, i trilocali a 600/650». Sono gli appartamenti di taglio piccolo quelli maggiormente trattati dalle agenzie e di conseguenza più proficui in termini di redditività per chi acquista un immobile a scopo di investimento. Tecnocasa offre uno spaccato con cifre leggermente più contenute: per i bilocali parla di 400/500 euro al mese, per i trilocali di 500/550 euro.
m_sox
Tuesday, June 28, 2011 1:42 AM
In vista un aumento delle NTN anche a Vicenza...

Il Giornale di Vicenza 27/06/2011
Ater, 2.200 alloggi in vendita

EDILIZIA PUBBLICA. Pronto l'elenco che coinvolgerà 61 comuni: si tratta di appartamenti realizzati prima del 1990. Solo a Vicenza sono 623 le case candidate alla cessione a chi attualmente le occupa Scomazzon: perizie e poi i prezzi

Vicenza. Con l'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione dell'Ater di Vicenza dell'elenco degli alloggi di proprietà da cedere agli assegnatari, prende il via il Piano straordinario di vendita fortemente voluto dalla Regione Veneto. «Per quanto riguarda la Provincia di Vicenza – spiega Valentino Scomazzon, presidente dell'Azienda vicentina che si occupa di edilizia residenziale pubblica – i Comuni interessati dal Piano sono 61 per un totale di oltre 2.200 alloggi. Solo per citare alcuni dati: a Vicenza le abitazioni vendibili sono 623, a Bassano del Grappa 281, a Schio 241, a Valdagno 206, a Thiene 99 e ad Arzignano 95».
Il primo passo è stato compiuto e precisamente è stato predisposto un elenco di tutti gli alloggi vendibili, realizzati entro il 1990.
«Ho fatto scrivere – continua Scomazzon – ai sindaci interessati da questo progetto di vendita per ottenere il loro parere, passaggio propedeutico all'invio del Piano alla Giunta Regionale per la competente approvazione. Ho offerto la mia disponibilità ad affiancare quei sindaci che annoverano sul proprio territorio comunale un numero consistente di alloggi vendibili, per fare chiarezza su quegli aspetti del Piano di non immediata e semplice comprensione».
Il Piano darà l'opportunità a molti assegnatari di acquistare l'abitazione in cui vivono ad un prezzo davvero conveniente e realmente alla loro portata. Un'occasione importante per migliorare la propria condizione ed affrancarsi da una logica assistenzialista sulla quale, alle volte, c'è il rischio di adagiarsi.
Per le Ater del Veneto si tradurrà nella possibilità di dismettere un patrimonio immobiliare ormai vetusto e non più economicamente strategico, dal quale non si ricavano neanche più gli introiti per coprire i costi della manutenzione. «Una boccata di ossigeno – continua il presidente – anche per gli operatori del settore dell'edilizia che verrebbero coinvolti nel Piano quali interlocutori privilegiati dai quali acquistare nuove unità immobiliari da assegnare alle famiglie iscritte in graduatoria».
«Ora siamo giunti alla fase operativa – conclude Scomazzon. Ottenuto il parere da parte delle Amministrazioni comunali, procederemo secondo l'iter programmato: inizieremo con l'effettuare le perizie asseverate che consentiranno di determinare i prezzi degli alloggi che proporremo poi in vendita agli assegnatari, applicando anche le dovute riduzioni previste dalla legge».
Le di missioni saranno anche strumenti per rivitalizzare il settore dell'edilizia residenziale pubblica e un segnale per quelle famiglie che, sempre più numerose, non sono in grado di affrontare i costi del libero mercato immobiliare.



m_sox
Tuesday, August 23, 2011 5:06 PM
Re:
m_sox, 28/06/2011 01.42:


Il Giornale di Vicenza 27/06/2011
Ater, 2.200 alloggi in vendita



Arrivano le prime reazioni degli interessati...
«Sono vecchi Affare inutile Servirebbe un mutuo»
21/08/2011

Non ci sono soldi per approfittare delle vendite a prezzo agevolato. Un giro tra gli attuali inquilini e potenziali acquirenti degli alloggi Ater lo conferma. «Sono casalinga -spiega E. B.- e mio marito pensionato. Non possiamo affrontare la spesa. Anche altri sono della nostra idea». L. G.: «Dopo aver sistemato e fatto studiare i figli non ci penso proprio a contrarre un mutuo». Tra altri la una convinzione diffusa: «Case troppo vecchie e troppi lavori da fare. L'Ater svende proprio perchè i costi di manutenzione sono diventati troppo alti».





(sylvestro)
Saturday, February 25, 2012 9:01 AM
(sylvestro)
Thursday, March 22, 2012 8:52 PM
laplace77
Thursday, March 22, 2012 9:39 PM
Re:
(sylvestro), 22/03/2012 20.52:




100 di questi anni!



(sylvestro)
Thursday, March 22, 2012 9:41 PM
Re: Re:
laplace77, 22/03/2012 21.39:



100 di questi anni!







'stardo
laplace77
Thursday, March 22, 2012 9:55 PM
Re: Re: Re:
(sylvestro), 22/03/2012 21.41:




'stardo




chissa' se a vicenza l'agricoltura si potra' fare sul cemento, visto che anche li' scarseggera' l'acqua, dicono...



Oggi è la Giornata Mondiale dell'Acqua. Se non ve ne importa nulla di queste fisse ecologiste, e anzi meditate di festeggiare con una lunga doccia, provate a pensare che dopo la doccia potreste non avere nulla da mangiare.

E' quello che sta succedendo ad esempio in Messico: un Paese di 112 milioni di abitanti, che vede oggi la sua produzione agricola calare di botto del 40% a causa della siccità. L'allarme è stato lanciato dalla Confederazione degli Agricoltori, si tratta della peggiore siccità da 71 anni e potrebbe lasciare a pancia vuota milioni di cittadini. Nell'ultimo anno, il governo ha dovuto distribuire 360 mila pasti e 430 milioni di litri d'acqua potabile alla popolazione affamata.

Ma non crediate che sia solo un problema dei messicani.

Secondo gli esperti, nutrire 9 miliardi di persone nei prossimi decenni potrebbe rappresentare una sfida impossibile. Dalla Siria al Texas, dal Portogallo all'Argentina all'Australia, molti Paesi stanno già combattendo contro la siccità. E gli altri sono destinati a soffrirne presto. Il grafico qui sopra (cliccare per ingrandire) mostra le proiezioni sulla siccità tra meno di vent'anni: e ahinoi, l'Italia non è combinata tanto bene. Andremo tutti a mietere il grano in Siberia, continuando così.

C'è rimedio? Mica tanto. La tendenza sembra inarrestabile. Moriremo tutti di fame? Non è detto. Il modo per sopperire a tanto disastro è sempre lo stesso: abolire gli sprechi. Se per produrre un chilo di carne servono 15 mila litri d'acqua, forse è il caso di cominciare a cercare di alimentarsi in modo differente.

Mica per altro: per non dover spiegare ai nostri figli che no, proprio non riuscivamo a rinunciare all'hamburger tre volte a settimana.

Grafico - National Center for Atmospheric Research





(sylvestro)
Thursday, March 22, 2012 10:04 PM
Re: Re: Re: Re:
laplace77, 22/03/2012 21.55:




chissa' se a vicenza l'agricoltura si potra' fare sul cemento, visto che anche li' scarseggera' l'acqua, dicono...

...






Gia' da qualche anno avevo la sensazione che il clima qui a Parma fosse cambiato, pero' si sa, con le sensazioni personali o le esperienze ristrette e' facile convincersi di qualsiasi cosa (anche per coincidenze)

Poi mi e' capitato di sentire anche altri fare le stesse considerazioni (che non avevo condiviso) infine ne ho anche parlato qua e la.

Potrebbe trattarsi di un micro-ciclo di un decennio o forse siamo proprio (anche qui) di fronte ad lento cambio epocale. Se non sbaglio gli ultimi 5 anni nel nord Italia sono stati i meno piovosi da parecchio tempo.
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