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chupsi
Friday, June 18, 2010 11:55 PM
Ciao Franco, ciao ragazzi,

non riesco ad accedere al forum con i miei vecchi dati (username: Diana) e allora sto usando questo altro account per esporvi il mio problema:

In un'Oasi WWF, in una casetta per uccelli si è stabilito un gruppetto di Vespa crabro.
La zona adiacente al nido è caratterizzata da intenso passaggio di visitatori e soprattutto bambini.

OVVIAMENTE essendo un'Oasi qualunque soluzione mortifera è assolutamente fuori discussione (no veleno, no lanciafiamme, no vudù); la soluzione migliore sarebbe riuscire a spostare la casetta in una zona più appartata, ma purtroppo sappiamo come la simpatia dei suoi abitanti sia inversamente proporzionale alla distanza che c'è fra te e la loro casa....
Qualcuno può darmi un consiglio su come procedere?

- altra domanda: V. crabro può essere considerata un indicatore di qualità ambientale?

- ultimissima domanda: nelle vicinanze del nido di Vespidi c'è ANCHE un'arnia didattica. V. crabro può rappresentare un concreto pericolo per le Api? (l'Oasi trabocca di grilli e cavallette: non dovrebbero essere prede preferite rispetto alle Api?)

Grazie fin d'ora per i suggerimenti e le risposte che vorrete darmi!
EffeCi61
Saturday, June 19, 2010 12:44 AM

In un'Oasi WWF, in una casetta per uccelli si è stabilito un gruppetto di Vespa crabro.



Mmmh... temo non sia un "gruppetto" (stasera questo termine pare sia curiosamente in voga ) quanto piuttosto l'inizio di una nuova colonia. Il che significa che diventeranno diverse decine nei prossimi mesi.


La zona adiacente al nido è caratterizzata da intenso passaggio di visitatori e soprattutto bambini.



Non è una bella cosa, perchè sono insetti che tendono a proteggere il nido in modo molto attivo alla minima provocazione, talvolta anche solo "immaginaria"...


V. crabro può essere considerata un indicatore di qualità ambientale?



Che io sappia, no. Si trovano nidi anche qui in città (Milano), ogni tanto.


nelle vicinanze del nido di Vespidi c'è ANCHE un'arnia didattica. V. crabro può rappresentare un concreto pericolo per le Api? (l'Oasi trabocca di grilli e cavallette: non dovrebbero essere prede preferite rispetto alle Api?)



Sì, pericolo concretissimo. Talvolta i calabroni compiono "razzìe" a danno degli alveari, predando le api e rubando il miele, di cui sono particolarmente golosi. Talvolta cacciano le api sui fiori, le uccidono e le lasciano lì, limitandosi a svuotar loro la sacca melaria.
Mai visto un calabrone volare di fiore in fiore alla ricerca di api?
E catturare un'ape è più facile che prendere un grillo o una cavalletta.


OVVIAMENTE essendo un'Oasi qualunque soluzione mortifera è assolutamente fuori discussione (no veleno, no lanciafiamme, no vudù); la soluzione migliore sarebbe riuscire a spostare la casetta in una zona più appartata, ma purtroppo sappiamo come la simpatia dei suoi abitanti sia inversamente proporzionale alla distanza che c'è fra te e la loro casa....
Qualcuno può darmi un consiglio su come procedere?



Allora.
Di notte, quando gli insetti sono meno attivi e reattivi.
Tuta e maschera da apicoltore, più un sacchetto di plastica robusta. Con estrema destrezza si avvolge la casetta per uccelli con il sacco di plastica, si stacca dal supporto e si porta via.
Sul fatto di collocarla poi da un'altra parte, ho i miei dubbi... personalmente andrei di lanciafiamme...




chupsi
Saturday, June 19, 2010 12:54 AM
Grazie Franco,
sei stato esaurientissimo. A questo punto devo tentare di sbrigarmi e intervenire il prima possibile, prima che la situazione possa peggiorare.

Ti potrà sembrare un po' ridicolo e inutilmente romantico, visto che probabilmente queste signorine sono le tue peggiori clienti, ma io sono rimasta molto suggestionata dalla loro bellezza e fierezza, e mi dispiace parecchio doverle sfrattare....
Peccato sia per le api sia per la mancata "bioindicatorietà": a questo punto non so proprio più come difendere la presenza delle V. crabro in quel posto. Sfratto esecutivo...
mantide94
Saturday, June 19, 2010 12:59 AM
amo gli insetti più di qualunque altra cosa,ma con i calabroni non si scherza,come a detto franco,lanciafiamme o benzina e accendino se il nido è basso
EffeCi61
Saturday, June 19, 2010 1:04 AM
Le mie peggiori clienti, al momento, sono le cimici dei letti, e credo rimarranno tali per luuungo tempo.

Personalmente non ho nessuna antipatia per i calabroni, tuttavia talvolta sono chiamato per eliminare qualche nido in quanto troppo vicino ad una abitazione o, addirittura, all'interno di una canna fumaria.
Generalmente si utilizzano fumogeni insetticidi (per le canne fumarie) oppure gli appositi spray per vespe (in altre posizioni)

In effetti, anche nel tuo caso una "spruzzata" ben mirata con un prodotto apposito risolverebbe il problema molto più rapidamente... ma visto che non si può, procedi come ti ho detto, facendo estrema attenzione.

mantide94
Saturday, June 19, 2010 1:11 AM
Franco sai per caso quanti punture di calabroni portano alla morte?
EffeCi61
Saturday, June 19, 2010 1:13 AM
Re:
mantide94, 19/06/2010 1.11:

Franco sai per caso quanti punture di calabroni portano alla morte?



E' una di quelle domande che non hanno una risposta precisa... dipende molto dallo stato di salute, dalla sensibilità soggettiva e da altri parametri.

chupsi
Saturday, June 19, 2010 1:17 AM
Lo farò al più presto (domani notte o domenica notte) e spero di tornare qui a raccontarti com'è andata

Visto che gli esemplari sono davvero pochi, e la sera amano sostare sui muri caldi del Centro Visite, magari prima di effettuare l'eradicazione proverò a sfoltire un po' i ranghi catturandone alcune con vasetto e cartolina, come ho fatto oggi. (mentre vi scrivo, una possente V. crabro di 4cm mi guarda minacciosamente da un barattolo di marmellata...)

In un'Oasi non sono assolutamente ammissibili soluzioni letali, se non come estrema misura nei confronti degli alloctoni.

Ecco cosa faremo:
- cattura col metodo del sacchetto
- trasporto della casetta in un prato incolto distante dall'Oasi, zona brada senza abitazioni vicine
- stordimento delle Vespe per mezzo di anidride carbonica pompata dentro al sacchetto
- apertura del sacchetto.

Auguratemi in bocca al bruco!!
mantide94
Saturday, June 19, 2010 1:20 AM
Re:
buona fortuna ed in bocca al bruco

EDIT:

Valerio, non c'è bisogno di quotare sempre tutto , soprattutto se si tratta del post precedente.
Niente di personale, ma se ogni volta mi fai ricomparire testo e immagini del post precedente, una sola riga di risposta si porta via mezza pagina, e la lettura diventa davvero pesante.

chupsi
Saturday, June 19, 2010 1:25 AM

uhm... quella faccina ghignante non mi rassicura molto!
Comunque oltre ai regolamenti dell'Oasi esiste anche la legittima difesa: se le cose dovessero mettersi male, cercheremo di avere anche un piano B
EffeCi61
Saturday, June 19, 2010 2:23 AM

- stordimento delle Vespe per mezzo di anidride carbonica pompata dentro al sacchetto



Ad essere sincero, non mi era nemmeno venuto in mente che poteste disporre della CO2... ottima mossa!

Ah... attenzione... i calabroni sono fototropici, ovvero sono attirati dalla luce, e sono in grado di volare anche nelle ore notturne, per cui cercate di essere molto discreti nell'avvicinare il nido.
EffeCi61
Saturday, June 19, 2010 3:21 AM
E, ripensandoci (pensierini della notte... ), modificherei ulteriormente il tuo programma:

Invece di:


- cattura col metodo del sacchetto
- trasporto della casetta in un prato incolto distante dall'Oasi, zona brada senza abitazioni vicine
- stordimento delle Vespe per mezzo di anidride carbonica pompata dentro al sacchetto
- apertura del sacchetto.



io partirei con
- stordimento delle Vespe per mezzo di anidride carbonica pompata dentro alla casetta

e poi, a seguire, il resto...

Ma la casetta, com'è? Ha un solo foro d'accesso? Perchè a quel punto basterebbe mettere un "tappo" sull'ingresso...

In fase di riallocazione, vi consiglierei poi di cercare di rispettare per quanto possibile l'esposizione della casetta, giusto per fare le cose come si deve...

mantide94
Saturday, June 19, 2010 3:27 AM
non si potrebbero addormentare con etere?e poi bruciare?
chupsi
Saturday, June 19, 2010 6:11 AM

Prima di tutto GRAZIE per questo preziosissimo aiuto, offerto oltretutto con una rapidità sbalorditiva! Mi-ti-co.



io partirei con
- stordimento delle Vespe per mezzo di anidride carbonica pompata dentro alla casetta

e poi, a seguire, il resto...



Il nostro sistema di produzione di anidride carbonica non è molto professionale: ho paura che possa funzionare bene solo in seguito a saturazione di un piccolo ambiente chiuso, ma all'aria aperta non ci conterei troppo. Secondo me, con i nostri poveri mezzi, sarebbe comunque necessaria l'operazione di chiusura prima del pompaggio.


Ma la casetta, com'è? Ha un solo foro d'accesso? Perchè a quel punto basterebbe mettere un "tappo" sull'ingresso...



Geniale! Credo di ricordare che sia effettivamente dotata di un unico foro di accesso. Però devo verificare.
Purtroppo nel primo sopralluogo non ho preso molto sul serio il problema, confidando in una possibile convivenza (Candide, ou l'Optimisme ) e quindi ammetto di non aver osservato la casetta con occhio "critico". Fra poche ore andrò a far loro un'altra visita, guardando tutta la situazione con occhi nuovi.

La soluzione "tappo" potrebbe effettivamente essere la migliore, magari provando ad applicare con un bastone a pinza una palla di stracci bagnati (ovviamente nelle ore notturne), e poi inserendo il tubo per la CO2 dal foro dopo aver sigillato bene il tutto.



In fase di riallocazione, vi consiglierei poi di cercare di rispettare per quanto possibile l'esposizione della casetta, giusto per fare le cose come si deve...



Ottimo consiglio anche questo. Dopo tutta la fatica che faremo per salvare le loro vite (e forse un po' anche le nostre ) mi sembra giusto offrir loro il meglio possibile! Magari alla fine gli lascio anche un po' di frutta spaccata vicino al nido, così quando si riprendono possono subito consolarsi un pochino.


non si potrebbero addormentare con etere?e poi bruciare?



A parte che l'etere non ce l'abbiamo, è comunque decisamente più dannoso rispetto all'anidride carbonica: non si può pensare di farne uso in un'Oasi, abbiamo strettissimi regolamenti in merito. Come ho detto anche prima, a causa del loro status di abitanti dell'Oasi, uccidere le V. crabro in questo caso è assolutamente fuori discussione: stiamo parlando di animali all'interno di un'Oasi WWF, animali autoctoni, con tutte le carte in regola, che dovrebbero essere tutelati allo stesso modo di tutti gli altri dell'Oasi!
Già solo la decisione di spostarli è borderline e mi mette un po' in imbarazzo; se mi sento di prenderla è solo a causa dei grossi fattori di rischio connessi alla loro permanenza in un luogo di intenso passaggio. Di uccidere animali non se ne parla proprio.

Se solo avessero scelto un altro sito per nidificare, più lontano dai sentieri e magari anche dall'arnia, e più appartato, ci saremmo limitati a recintare l'area nelle immediate vicinanze e li avremmo lasciati stare...

Vi terrò informati sull'evoluzione di questa vicenda.
A prestissimo.

Lyvius
Saturday, June 19, 2010 9:57 AM
Ciao Diana.
All'inizio avrei pensato anch'io alla ... ehm ... estinzione del nido, vedendoli solitamente come animali infestanti assai pericolosi: spruzzatona con abbattente e via, pericolo risolto.
Le tue argomentazioni mi hanno ben presto fatto cambiare idea, condividendo in pieno l'idea del trasloco (in linea con la logica dell'Oasi).
Quel nido, inoltre, potrebbe diventare un ottimo argomento didattico quando non servirà più alla colonia, estinta per motivi naturali il prossimo inverno.
Per questo non posso che augurarvi tutte le fortune possibili (per favore: lasciamo stare i lupi e ... le balene , tanto vale uguale! ) per la soluzione del problema.
So bene che userete prudenza, ma mi sento comunque di raccomandarvela: siamo con voi!
Aspetto buone nuove
EffeCi61
Saturday, June 19, 2010 10:08 AM

Quel nido, inoltre, potrebbe diventare un ottimo argomento didattico quando non servirà più alla colonia, estinta per motivi naturali il prossimo inverno.



Assolutamente ed entusiasticamente sì... a fine stagione recuperate la casetta , rimuovete la parte anteriore e trattate il nido spruzzandolo con una soluzione di acqua e colla vinilica per preservarlo e irrobustirlo. Verrà fuori una cosa da esposizione...
gio(1)
Saturday, June 19, 2010 11:23 AM
in bocca al bruco anche da parte mia.... e condivido a pieno il modo che hai di agire... portarle lontano invece di farle fuori...magari sono fastidiosi e magari anche dannosi.. però se alla morte c'è un altra soluzione perchè no ? spero vada tutto bene con lo spostamento.
chupsi
Saturday, June 19, 2010 9:16 PM

Sono appena tornata dall'Oasi (ma quanto è bello avere luce fino alle 21?), ecco la situazione:

- la casetta ha un solo foro d'ingresso;
- la casetta è saldamente AVVITATA a una parete di legno per mezzo di tre viti: per rimuoverla sarà necessario un po' di tempo;
- la colonia per fortuna non è affatto numerosa. Credo che ci siano al massimo 5 esemplari. In seguito alla mia azione di disturbo (per mezzo di un luuungo bastone) se ne è alzato in volo solamente uno;
- la casetta è stata ispezionata durante un temporale. Confidavo che la pioggia scrosciante le avrebbe dissuase da eventuali atteggiamenti bellicosi di massa, e forse in effetti ha funzionato, visto che a parte l'involo di un singolo esemplare e un minaccioso ronzio proveniente dall'interno, non è successo nient'altro.

L'intervento è fissato per domani notte: ovviamente non sarò da sola, verrà ad aiutarmi un biologo naturalista piuttosto esperto in "situazioni critiche" di vario genere. Useremo la tecnica del "tappo" e lo stordimento a CO2 prima della riliberazione.

Domani mi porto dietro anche la macchina fotografica: se riesco, scatterò alcune foto per documentarvi il procedimento.

A domani
entosimo
Sunday, June 20, 2010 3:20 PM
Leggendo questo topic volevo fare una domanda a Franco:
quando dovevo catturare delle vespe per la tesi, una volta catturate per tenerle tranquille le tenevo in un contenitore con del ghiaccio perchè si inattivano a bassa temperatura. Tutto ciò funziona anche con i calabroni?
chupsi
Monday, June 21, 2010 1:45 AM
Missione compiuta? Mah...

Nella prima notte d'estate, temperatura 16 gradi (!!!), sotto a un temporale senza fine che rischia di far esondare il Po, abbiamo tappato il foro d'ingresso e abbiamo svitato la cassetta dal suo supporto.

Dall'interno non arrivava nessun segno di vita, nemmeno il più piccolo ronzio, e allora armandoci di coraggio abbiamo aperto il coperchio superiore della casetta.
Attaccata al coperchio superiore c'era una "sfera" di cartone del diametro di quasi 10 cm, con all'interno la struttura a celle (9 celle in tutto). Nessun abitante presente, nemmeno allo stato larvale.
All'interno di alcune celle sono presenti dei residui nerastri (direi feci) dall'odore alquanto pungente e nauseante.
Purtroppo, staccando la struttura sferica dal coperchio della casetta, il nido è andato in pezzi. Ho fotografato ciò che ne è rimasto, ecco qui:




Può essere che il nido sia stato abbandonato in seguito alla mia ispezione di ieri? Come ho scritto, ieri ho verificato l'effettiva presenza di insetti all'interno inserendo un lungo bastone attraverso il foro della casetta: ho percepito un minaccioso e FORTE ronzio (la vibrazione si è trasmessa lungo tutto il bastone!) e ho visto un solo esemplare alzarsi in volo e fuggire. Non ha assolutamente tentato di attaccarmi, è solo scappato.

Il nido all'apertura della casetta era ancora integro, ma vuoto: le V. crabro mettono in salvo le loro larve allo stesso modo delle formiche? Potrebbero essersi trasferite da un'altra parte in seguito alla mia azione di disturbo?
Sinceramente me lo auguro, anche se il clima "natalizio" di questi giorni non ha certo propiziato eventuali traslochi....

Comunque al momento non esiste più il pericolo di un nido di V. crabro nelle vicinanze del Centro Visite dell'Oasi, quindi "missione compiuta", anche se con pochissimo sforzo da parte nostra. Terremo gli occhi aperti e se dovessimo avvistare qualche altro esemplare tenteremo di seguirlo per individuare il nido.
E se troveremo un altro nido lo lasceremo stare, a patto che non si trovi nelle immediate vicinanze di sentieri, arnie, capanni e aule didattiche... in tali casi ritenteremo l'operazione di trasloco.

GRAZIE di nuovo per i preziosi consigli e il graditissimo supporto morale

Un caro saluto,
Diana
Marco_Coronatus
Monday, June 21, 2010 11:38 AM
Anche se andato in pezzi il nido è davvero bello, mi sono sempre piaciuti i nidi degli imenotteri sociali. Può essere che il nido era vuoto perchè gli inquilini sentendodi disturbati lo hanno abbandonato in cerca di un posto più tranquillo.
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