Prima di tutto GRAZIE per questo preziosissimo aiuto, offerto oltretutto con una rapidità sbalorditiva!
Mi-ti-co.
io partirei con
- stordimento delle Vespe per mezzo di anidride carbonica pompata dentro alla casetta
e poi, a seguire, il resto...
Il nostro sistema di produzione di anidride carbonica non è molto professionale: ho paura che possa funzionare bene solo in seguito a saturazione di un piccolo ambiente chiuso, ma all'aria aperta non ci conterei troppo. Secondo me, con i nostri poveri mezzi, sarebbe comunque necessaria l'operazione di chiusura prima del pompaggio.
Ma la casetta, com'è? Ha un solo foro d'accesso? Perchè a quel punto basterebbe mettere un "tappo" sull'ingresso...
Geniale! Credo di ricordare che sia effettivamente dotata di un unico foro di accesso. Però devo verificare.
Purtroppo nel primo sopralluogo non ho preso molto sul serio il problema, confidando in una possibile convivenza (Candide, ou l'Optimisme

) e quindi ammetto di non aver osservato la casetta con occhio "critico". Fra poche ore andrò a far loro un'altra visita, guardando tutta la situazione con occhi nuovi.
La soluzione "tappo" potrebbe effettivamente essere la migliore, magari provando ad applicare con un bastone a pinza una palla di stracci bagnati (ovviamente nelle ore notturne), e poi inserendo il tubo per la CO2 dal foro dopo aver sigillato bene il tutto.
In fase di riallocazione, vi consiglierei poi di cercare di rispettare per quanto possibile l'esposizione della casetta, giusto per fare le cose come si deve...
Ottimo consiglio anche questo. Dopo tutta la fatica che faremo per salvare le loro vite (e forse un po' anche le nostre

) mi sembra giusto offrir loro il meglio possibile! Magari alla fine gli lascio anche un po' di frutta spaccata vicino al nido, così quando si riprendono possono subito consolarsi un pochino.
non si potrebbero addormentare con etere?e poi bruciare?
A parte che l'etere non ce l'abbiamo, è comunque decisamente più dannoso rispetto all'anidride carbonica: non si può pensare di farne uso in un'Oasi, abbiamo strettissimi regolamenti in merito. Come ho detto anche prima, a causa del loro status di abitanti dell'Oasi, uccidere le V. crabro in questo caso è assolutamente fuori discussione: stiamo parlando di animali all'interno di un'Oasi WWF, animali autoctoni, con tutte le carte in regola, che dovrebbero essere tutelati allo stesso modo di tutti gli altri dell'Oasi!
Già solo la decisione di spostarli è borderline e mi mette un po' in imbarazzo; se mi sento di prenderla è solo a causa dei grossi fattori di rischio connessi alla loro permanenza in un luogo di intenso passaggio. Di uccidere animali non se ne parla proprio.
Se solo avessero scelto un altro sito per nidificare, più lontano dai sentieri e magari anche dall'arnia, e più appartato, ci saremmo limitati a recintare l'area nelle immediate vicinanze e li avremmo lasciati stare...
Vi terrò informati sull'evoluzione di questa vicenda.
A prestissimo.