Sesto classificato
davidesanti91_
con
Patente? No problem!
Grammatica e sintassi: 6,4/10
Stile e lessico: 6,5/10
Caratterizzazione dei personaggi (IC): 9,5/10
Originalità: 8/10
Gradimento personale: 3/5
Utilizzo del pacchetto: 4/5
Totale: 37,4/50
Grammatica e sintassi: innanzitutto trovo doveroso farti notare che i segni che hai usato per introdurre i dialoghi sono quelli matematici di “maggiore” e “minore” che, anche ripetuti due volte, non sono comunque la stessa cosa delle più corrette virgolette basse (cioè « e »). Di norma (e quindi anche nel tuo caso) se un problema di questo tipo inizia dalla prima battuta e persiste fino alla fine non parto da 10, perché anche se tutto il resto della fic sembrasse uscita fresca fresca da una grammatica italiana non sarebbe proprio perfetta e darle 10 sarebbe ingiusto.
Ancora meglio sarebbe se separassi le battute dalle parti narrative andando a capo: tanto per dimostrarti che non sono certo il Dio della grammatica, non so se sia un obbligo, ma è sicuramente prassi comune e anche molto più chiaro. Se questo particolare problema è dovuto non a te ma a un errore nel modo in cui io visualizzo il file, dimmelo e prenderò i provvedimenti del caso.
Poi, altro errorino costante: se per “confondere” tu intendessi quello che può fare uno qualunque di noi andrebbe bene così come l'hai scritto, ma essendo un incantesimo a rigore va maiuscolo.
Ora cominciano davvero le dolenti note: ho notato anche degli scivoloni ortografici. Eccoli:
“accelleratore” – ormai lo scrivono in tanti, ma credimi, secondo il dizionario la L è una sola.
“isolotto” – dopo un attimo di perplessità ho capito che probabilmente intendevi “isolato”, dato che io personalmente ho l'età per la patente ma non il sospirato documento ma non per questo non so in cosa consista l'esame. Ti renderai conto anche tu che l'immagine mentale che crea è piuttosto buffa: non vorrei sembrare cattiva, la battutina non vuole essere un'offesa a te o alle tue capacità intellettive e di scrittore, ma è un'auto, non una barca!
“sopraciglia” – attenzione: l'aggettivo corrispondente esiste nelle tre forme
sopraccigliare,
sopracciliare e
sopraciliare, ma il sostantivo è solo e soltanto con due C.
Un'altra cosa che mi dispiace molto segnalarti ma che devo proprio far notare è quel “Sìsì” tutto attaccato: l'ho visto e credo anche usato, ma solo in contesti prettamente informali come forum e chat varie, mai in un testo narrativo che scrivessi non dico per la pubblicazione cartacea (sì, magari...), ma anche solo per la pubblica lettura su EFP o altri siti. Naturalmente il senso si capisce, ma andrebbe scritto in questa forma: “Sì, sì”.
Passiamo alla punteggiatura, sulla quale in generale hai – mi permetto di dirlo – risparmiato non poco. I segni sbagliati sono pochi se non addirittura nessuno, dato che in quei casi si tratta più di opinioni mie che di correzioni, ma ce ne sono diversi semplicemente mancanti. Provvedo subito a fartene una lista:
“<< Ronald Weasley mi raccomando non imbrogliare, non confondere l'esaminatore. >>” – qui ce ne sono già due: dopo nome e cognome ci vorrebbe una virgola, in quanto non è soggetto ma complemento di vocazione e come tale va separato dal resto della frase. In più potresti introdurre con i due punti ciò di cui Hermione si sta raccomandando.
“bah non c'è da credersi dopo tutti questi anni ancora non si fida di me.” – cito solo questo ma ti dico anche che al posto della virgola precedente a questa frase potresti anche mettere un punto. La parte “non c'è da credersi”, di cui tra l'altro ti parlo anche più sotto alla voce Stile, andrebbe inoltre meglio tra due virgole.
“<< Hermione non sono più un bambino, so bene cosa fare. >>” – caso esattamente uguale a prima: virgola dopo il nome perché se fosse nel tanto amato (da me) e odiato (dalla popolazione studentesca generale) latino sarebbe un vocativo.
“<< Signor Weasley prego si accomodi >>” – secondo me quel “prego” andrebbe tra due virgole. A essere rigorosissimi hai anche dimenticato il punto alla fine della battuta.
“Allora un attimo cosa mi avevano detto di fare, la prima cosa era allacciarsi la cintura, sistemare lo specchietto e poi beh basta.” – Invece di segnalarti ogni singola cosa sotto forma di un'infinita ramanzina, ti riscrivo questo passo includendo i segni d'interpunzione che a mio parere avresti potuto metterci: “Allora, un attimo: cosa mi avevano detto di fare? La prima cosa era allacciarsi la cintura, sistemare lo specchietto e poi, be', basta.” Noterai anche che ti ho modificato la grafia da “Beh” a “Be'”, errorino di portata ormai davvero microscopica che io stessa ho commesso per anni prima di prendere l'abitudine di usare la forma apostrofata, che a voler essere puristi è la più corretta, in quanto “be'” altro non è che un troncamento della parola “bene”.
“fuori dalla macchina vedo la mia famiglia che mi guarda e c'è Herm con in mano un fazzoletto lo usa per coprirsi gli occhi.” – siccome l'ultima parte è la spiegazione del perché Hermione abbia il famigerato fazzoletto in mano, meglio introdurla mettendo i due punti.
“<< Allora ho passato l'esame? >>” – io al posto tuo avrei separato la parola “allora” dal resto con una virgola.
“Ma per un errore così minimo, ho capito questo tizio ce l'ha con me.” – quella virgola secondo me non è la pausa più adatta, ma ti confesso che ho avuto anch'io dubbi su quale potesse sostituirla: o un punto esclamativo che esprimesse tutta l'indignazione del povero Ron, o i puntini di sospensione, in quanto mi viene istintivo pensare a questa frase come a qualcosa di lasciato a metà, tipo: “Ma per un errore così minimo ha intenzione di bocciarmi?”. Una cosa di cui invece sono ben più certa è che servirebbero i due punti dopo “ho capito”, per introdurre che cosa ha capito.
“<< Grazie allora può farmi la patente? >>” – meglio con una virgola dopo “grazie”.
“[...] lei ha portato una sua foto vero? >>” – quando una frase si conclude con un “vero?”, “giusto?”, “sì?”, “no?” come per chiedere conferma, tale parola andrebbe separata dal resto con una virgola.
Ancora qualche segnalazioncina assortita:
“<< non lo hai passato, ti sei scordato tre volte di guardare nello specchietto retrovisore. >>” – se questa fosse la prosecuzione di una battuta già cominciata in precedenza andrebbe benissimo, ma essendo l'inizio di una nuova frase che viene dopo un punto vorrebbe la maiuscola.
“gli faccio subito la patente elettronica” – siccome l'esaminatore sta dando del lei a Ron, quel “gli” andrebbe sostituito con “le”.
Doppi spazi:
“Le dico un po' stizzito. [qui] Finalmente riesco a salire in auto.”
“[...] lo usa per coprirsi gli occhi. [qui] Faccio il giro [...]”
“Hermione [qui] sta con gli occhi chiusi dietro al fazzoletto.”
Stile e lessico: mi viene il sospetto, non sapendo cosa ti passasse per la testa mentre scrivevi, che con quelle frasi che si susseguono così veloci tu stessi tentando un flusso di coscienza in cui i pensieri scorressero liberi e senza freno nella tensione del momento, ma ti comunico con dispiacere che ho trovato il risultato più di un pochino confusionario. L'assenza di punteggiatura, usata bene e dove serve, fa il suo bell'effetto, ma qui è un po' esagerata: dà alla storia un ritmo molto incalzante, ma mi lascia costretta a tirare a indovinare quale sia il tono dei pensieri di Ron e soprattutto delle battute pronunciate ad alta voce. Leggendola così com'è scritta, fa venire il fiato grosso. Cercando di imitare un po' i personaggi, cosa che ammetto di non saper fare perché come attrice non valgo una cicca, mi ritrovo ad aggiungere delle pause che tu tecnicamente non hai segnato: i dettagli sono sopra, in Grammatica, ma ciò ha intaccato pesantemente anche la voce Stile.
L'espressione “non c'è da credersi” mi suonerebbe meglio nella forma “da non crederci”.
Ho una perplessità sulla frase seguente: “Metto in moto l'accelleratore”. Qui parlo da profana, nel senso che non guido, ma a istinto, senza aver mai aperto uno di quei libri di quiz per la patente, dico o “metto in moto la macchina” (in questo caso meglio ancora “automobile”, dato che “macchina” è poco più sotto) o “premo l'acceleratore”, non una fusione tra le due cose.
Ci sono anche due ripetizioni, comprensibili nel fiume di pensieri di un personaggio che, lo ammetto a malincuore, probabilmente non ha la stessa varietà lessicale di sua moglie, ma comunque a mio parere evitabili.
La prima te la segnalo a titolo di parere personale perché sento anch'io che produce un effetto particolare e può anche non essere tolta: “Ecco cosa mi dice mia moglie, mi dice di non confondere l'esaminatore”. Il secondo “mi dice” potrebbe tranquillamente essere sottinteso, ma l'enfasi esprime tutto il suo fastidio, quindi, ripeto, è un'opinione.
“Faccio il giro dell'intero isolotto, e alla fine arriviamo al parcheggio. Faccio una manovra e ce l'ho fatta.” A parte il qui pro quo tra “isolotto” e “isolato” di cui sopra, sarebbe più scorrevole se sottintendessi il secondo “faccio” o ne sostituissi uno dei due a tua scelta con “compio” o un altro sinonimo.
Caratterizzazione: i tuoi Ron e Hermione mi sono piaciuti. Soprattutto lei, a dire il vero: ligia alle regole e superansiosa come sempre. Anche il fastidio di lui però è realistico: all'inizio della storia sembra che una delle loro storiche liti sia proprio lì lì per scoppiare. Quel mezzo punto l'hai perso in parte a causa del momento in cui lui si riferisce a lei come “Herm” (abbreviare il nome di Hermione è di gran moda, ma non mi pare che nei libri lo facciano davvero, anche se ammetto io stessa che è strano che il membro del Golden Trio con il nome più lungo non abbia mai un diminutivo. Almeno non hai usato “'Mione”: mi sarei arrabbiata dieci volte di più, lo trovo davvero irritante!) e in parte a causa dell'esaminatore, che mi è parso un po' una macchina messa lì solo per fare il suo dovere: possibile che non abbia niente che lo rende unico come persona, anche se compare nella vita di Ron solo per la durata dell'esame? Un tic, un modo particolare di parlare, un dettaglio eccentrico nel vestire (o anche la totale mancanza di eccentricità, visto che è un Babbano fino al midollo), qualsiasi cosa, ma la storia avrebbe avuto più corpo se questo tizio avesse avuto anche solo la R moscia o una targhetta col suo nome, magari buffo, appuntata al petto. Capisco che nei severi limiti di parole imposti dalla flashfiction sia difficile, ma a volte sono i particolari a fare una bella storia. Riguardo al suddetto modo di parlare, poi, ti cito le sue battute una di seguito all'altra per farti notare una cosa.
“<< Signor Weasley prego si accomodi >>”
“<< non lo hai passato, ti sei scordato tre volte di guardare nello specchietto retrovisore.>>”
“<< Sìsì un attimo che andiamo all'interno e gli faccio subito la patente elettronica, lei ha portato una sua foto vero? >>”
Sembra che non sappia decidere se dare a Ron del lei o del tu. O nel corso dell'esame si è arrabbiato così tanto per l'errore da dimenticare di portargli rispetto, e se è così dimmelo e prometto di modificare il punteggio di conseguenza, o hai fatto un po' di confusione.
Originalità: non so se per inesperienza, eccessiva generosità o per la struttura stessa del contest, che prevede momenti piccoli e generalmente ignorati, mi tengo sempre nella fascia alta su questo punto, ma mi sono dovuta fermare a 8 perché in fondo ciò che hai fatto è stato prendere la citazione e ampliare l'evento che Ron riassume a Harry nell'epilogo, il che è esattamente la consegna del contest, ma è anche una soluzione che salterebbe in mente subito. Capisci dove voglio andare a parare? Hai preso il tuo compito e l'hai svolto in modo simpatico ma un tantino meccanico, tutto qui. Ti faccio il primo esempio che mi viene in mente: se invece di impostare la storia così avessi scelto di guardare Ron – che dà l'esame da adulto e vaccinato invece che appena maggiorenne e da come guarda il volante pare non avere poi molta familiarità con le auto, che strano! – attraverso gli occhi sospettosi dell'esaminatore, mi avresti davvero colpita. Ma è una delle mille possibilità e non ti dico certo di riscriverla: questo è il frutto del tuo lavoro e ormai fa fede così com'è.
Gradimento personale: sei stato uno degli ultimi iscritti e il tempo a tua disposizione, soprattutto prima di venire a sapere delle proroghe, era davvero poco. Un fattore che, credimi, non ho dimenticato di tenere in conto. Eppure l'impressione generale che ho avuto è stata di bisogno piuttosto urgente di un paio di riletture in più. Essendo Ron/Hermione il mio OTP, potevi considerarti fortunatissimo su questo punto e dormire quasi (quasi!) sugli allori, ma una storia per piacermi davvero tanto dev'essere più rifinita.
Utilizzo del pacchetto: confesso che raggiungere il 5 con la tua combinazione era praticamente impossibile, ma eccoti i 4 punti di quando un personaggio usa fisicamente l'oggetto, ma la trama non subirebbe cambiamenti sostanziali se ciò non avvenisse. Valuto quest'ultimo punto in modo più meccanico che posso, quindi ti spettano di diritto.