Antefatto (Seconda Parte, incontro in manicomio con Paul McHawk“Io so perché hai quella cera stamat)
“Io so perché hai quella cera stamattina”, gli dissi, ”a volte i sogni sono l’esperienza più terribile che un uomo possa fare”.
Il buon Paul, mi guardò con gli occhi pieni di stanchezza ed al tempo stesso di sgomento.
“Hai varcato la Soglia che solo un altro uomo ha varcato prima di te, ritornando vivo al mondo reale”. “ Si dice che dormire serva a far riposare il corpo…ma invece è la mente che ne ha bisogno, per ritornare al luogo dalla quale è venuta. Raccontami ciò che hai visto”.
“Io…io non credo a ciò che ho visto e non credo a ciò che dici Ben”, mi rispose, sedendosi come farebbe un vecchio in procinto di morire. “Oh mio dio quelle statue, ed il fuoco, il buio…avevo paura come un ragazzino…perché ero un ragazzino”.
“Sapevo di stare dormendo”, continuò, “ma era tutto troppo reale, più reale di questo reale”, disse agitando le braccia come a voler mostrare il mondo intero. Aveva gli occhi sgranati e puntanti verso un punto ignoto al di fuori della finestra.
“Ero come in una caverna, antica ma non naturale…e buia come nei peggiori incubi; ma ne vedevo la fine, che sfociava in una cavità enorme ed illuminata”. Su un lato, la causa di tutte le mie paure…un portale di fuoco cosmico come quello delle stelle che gli si vedevano attraverso. Come due guardiani, due statue mastodontiche si stagliavano tra le fiamme. Erano altissime come piramidi e rappresentavano due forme umanoidi, avvolte in un saio misterioso il cui cappuccio ne oscurava il volto”.
Mi si è fermato il cuore nell’istante in cui mi hanno parlato…ed il fiato sospeso prendeva fuoco nei polmoni. Paralizzato, non realizzai subito ciò che mi dissero ma so che risposi…però non ricordo cosa. Ricordo solo che mi lasciarono entrare nel portale, senza nemmeno sapere cosa mi sarei aspettato al suo interno”.
“L’Universo….immenso e maestoso, si dispiegò completamente davanti ai miei occhi e completamente, entrò nel mio cervello. Capii il significato della vita, della morte, della conoscenza; vidi i sogni di tutti gli esseri della Terra e degli altri pianeti esistenti. Avevo la chiave per aprire ogni porta, la soluzione ad ogni problema, la soluzione ad ogni enigma. Ciò che io chiamo Dio…lo ero”.
“Ad un tratto, le stelle, si moltiplicarono, sempre di più e di più, fino a divenire fittissime e luminose…e solo, indifeso, esterrefatto, mi ritrovai tra le sabbie di un deserto, in cui ogni singolo granello, era una delle stelle, che prima avevo ammirato. Ero di nuovo un bambino, ero felice, pieno di gioia e di vita. Avevo una specie di gonnellino di seta e degli strani gioielli d’oro e ambra; ed un pendaglio…di un ankh capovolta. Io ora so cosa voleva dire, cosa significava….ma nel sogno mi sembrava tutto normale”.
“Davanti a me, uno scarabeo dorato dalle strane striature verdi smeraldo, si agitava e dimenava le zampe perché era capovolto: Avrei potuto agire in mille modi per risolvere il suo problema…ma non so perché vedevo solo una soluzione. Lo schiacciai, profanando cosi ogni mia credenza…ma nel sogno, ero convinto e sicuro che quel gesto assurdo e barbaro era la cosa giusta da fare. La sua morte in questo mondo, sarebbe stata la vita in un altro…non è assurdo Ben?” disse con le lacrime agli occhi, poi continuò: “Mi sentivo felice…come se avessi svolto un compito da tempo agognato ed inseguito”.
“Poi…due guerrieri dalla testa di falco mi si accostarono senza che percepii il minimo rumore; avevo compiuto un sacrilegio e sapevo di andare incontro alla morte…o a qualcosa di peggio. Mi trascinarono fino all’interno di quella orribile piramide sbilenca dalla geometria aliena, fino alla camera sulle cui pareti era raffigurato il mondo”.
“Mio dio, non avrei mai pensato di rivedere più quel posto Ben. O di rivedere Lui…eppure…usci da dietro al quel trono malefico. Era terribile nella sua armatura dorata, ed i suoi tentacoli si ramificavano in tutta la sala grondandola di bava. I due guerrieri si inchinarono ed indietreggiarono inorriditi”.
“Mi sono svegliato nel momento in cui quell’essere abominevole si levò l’elmo”.
La tazza di tè che si era preparato gli cadde di mano rovesciando tutto sul pavimento e facendolo trasalire con un rumore sordo.