Per parecchi anni ho percorso la strada allora parzialmente asfaltata che sale al lago artificiale del Teleccio per poi raggiungere il
rifugio Pontese, base per le salite alle belle cime che gli fan da corona. A distanza di anni una voglia di “Amarcord” mi ha riportato al Teleccio per il piacere di rivedere quelle vette e per cimentarmi su una dura salita. Partito da Pont Canavese con una quindicina di Km raggiungo Rosone dove inizia la salita; la strada è stretta ma con asfalto buono e parte subito decisa, nei primi 3 Km, fino a San Lorenzo le pendenze sono al 10%, diminuiscono abbastanza fino alla borgata San Giacomo per poi riprendere decise . Il vallone è molto solitario, malgrado il lago e il rifugio, le auto dopo San Lorenzo sono rarissime e non danno alcun problema.
Già da lontano si scorge la diga con la Torre del Gran San Pietro sullo sfondo
Continuando a salire appare sulla sinistra un monolite, lo
Scoglio di Mroz negli anni settanta luogo di arrampicata degli alpinisti di punta piemontesi
Da ora in avanti inizia la parte più dura della salita, 5 Km al 12% medio ma abbastanza regolari. I tornanti in molti casi permettono di rifiatare, l’unico problema sono le griglie di scolo delle acque, molte delle quali fatte apposta per incastrare la ruota della bici. La strada dopo aver risalito il vallone sul lato sinistro giunta alla base della diga attraversa e la risale sul lato destro con un ultimo tratto molto impegnativo per pendenza e condizioni del fondo stradale. Una rampa di una cinquantina di metri è in pietra cementata molto irregolare e lì prudentemente, memore della caduta al colle della Moutiere, ho preferito scendere per risalire al tornante successivo.
Questa foto postata da
Orsoold nel 2007 ( ma proprio non si fa più sentire?) rende pienamente l’idea. Il tratto è il dritto compreso tra i due tornanti
Finalmente il lago
Si apre lo scenario del Piantonetto, una piccola Yosemite Valley con il Becco meridionale della Tribolazione a sinistra, la torre del Gran San Pietro ed il Becco di Valsoera a destra
Un omaggio al
Becco della Tribolazione
e poi la discesa, con molta cautela per le griglie di scolo
Ridisceso a Rosone e scartata l’idea balenatami per un attimo del Nivolet (avrei dovuto programmarlo partendo in anticipo da casa e poi forse era un po’ troppo…), in tema di” Amarcord” tornato a Pont Canavese ho risalito la bella Valsoana fino a Forzo nell’omonimo vallone per rivedere una vecchia amica, la
Torre Lavina con la lunga e frastagliata cresta di Bardoney che sale dall’omonimo colle, un tempo via di comunicazione tra Valsoana e valle di Cogne
Un buona giornata