05/07/2008
Un sabato sera storico
Ore 20:00 – ceno a casa con un bel piatto di busiate alla salsa di calamari, l’appanzamento è scontato. Mi apporko sul balcone dove la brezza dell’imbrunire mi crogiola, mi sento appagato e quasi ritorno bambino (e me ne fotto...).
Ore 21:30 - “Quasi quasi resto a casa” dicevo tra me e me. L’entusiamo di uscire era basso e ciò era da imputare sia alle busiate di mia mamma sia alle ore di sonno arretrato. Mi faccio forza, prendo le mie mutandine nere di marca “man underwear”, un asciuga mano dal cassetto e mi dirigo a docciarmi. Vuoi per il bagno schiuma energizzante Neutro Roberts, vuoi per l’acqua ghiacciata, ne esco rinato e con una forza latente pronta ad esplodere. La contengo, ogni cosa a suo tempo.
Ore 22:30 – sono già pronto e improfumato, mi guardo allo spekkio e resto accecato dal bagliore della mia paffietà. Mando quindi un sms ad Emanuele facendogli presente di apprestarmi ad andarlo a prendere.
Ore 22:45 – Arrivo in piazza Porta Palermo, carico in makkina il mio amiko d’infanzia e dove ci dirigiamo? DOVE CI DIRIGIAMO?!?!?!? Ke domande!! Ovvio che la nostra prima destinazione è Cesare.
Ore 22:55 posteggio il mio bolide a 20m dal locale, distanza questa ke al mio amiko Emanuele urta (proporrò a cesare di fare un posteggio dentro il locale...). Incontriamo all’esterno,seduti al tavolino, i miei migliori amici: Santino e Rino. Dopo un abbraccio vivo e caldo con questi ultimi decidiamo di entrare. Incontriamo la mia compare Claudia indaffarata nel suo lavoro e Cesare che faceva zapping alla tv. Scambiamo due parole e ci dileguiamo.
Ore 23:05 - Posteggiamo in piazza della Repubblica e cominciamo il nostro giro. La prima tappa è corso Umberto I che, caotica come sempre, ci urta e ci inoltriamo nella stradina interna che porta alla Bella Blu. Emanuele mi propone un prosekko, ci sediamo, stappiamo e brindiamo alla figa (che quella sera fremeva notevolmente).
Ore 00:30 – Propongo di andare a prendere un drink allo Scacco Matto (ex Zelig), proposta a cui Emanuele accondiscende. Entriamo al nuovo locale, di stile quasi etnico, dove veniamo accolti da una dea, che sprizzava sesso da ogni poro della sua pelle, cui con voce sensuale ci chiede quale tavolino volessimo scegliere per sederci. Non esitiamo un istante e ci sediamo a metà strada tra l’ingresso e la console del dj. Per me una Corona Extra sale e limone, per il mio amiko un Jack; tra un sorso e l’altro ci spariamo anche qualche sigaretta. La musica è spettacolare, davvero un dj che sa il fatto suo. Accanto a noi un tavolino di pieno di ragazze che festeggiavamo il complex di una di queste e che troieggiavamo alla grande, delle vere e proprie puttane.
Ore 01:30 – la serata si entusiasma sempre di più, ci spostiamo al vecchio Lanzoni dove c’è un popolo ma non solo: incontriamo Ornella e Katerina che invano cercano di scroccarci da bere (“ci la ponno fari...”). Semmai siamo noi che riusciamo a scroccar loro da bere e direi che, scroccare da bere ad uno scroccone, è il massimo. Tra una kiakkiera e l’altra, tra una birra e l’altra incontro amici e conoscenti con kui intraprendo delle vere e proprie relazioni sociali. Io ed Emanuele cominciamo ad essere brilli, la nostra cognizione del bon ton, del tempo e dello spazio viene meno. Ridiamo anche per vedere una moska volare, beh disse la pecora...la birra sta facendo il suo dovere. D’un tratto spunta dal nulla mio compare Ignazio Sansone che facendosi prendere dal nostro spirito stravagante ne spara una delle sue: “Cosa ci fa Babbo Natale in un campo di calcio? Donadoni...”. Comincio a scarcaniare come un pazzo e ne sparo una ank’io: “ in un deserto una duna chiede ad un’altra duna: hai visto qualche d’uno?”. I miei amici sono scioccati e io, nel frattempo, continuo a reggermi sulla colonna del gazebo per evitare di cadere...Neanche 10 minuti che quel merda di mio kompare se ne va, il dovere lo kiama...e vabbè lo insultiamo dicedogli: “merda, meee, merda vattene!!non ti vogliamo!!!”. Esterrefatto e con un sorrisino urtato saluta e se ne va.
Ore 2:30 – andiamo alla Villa delle Rose dove si rinnova il nostro appuntamento con Ornella e Katerina che, a mio avviso, hanno il dono dell’ubicuità (ke per gli ignoranti significa trovarsi in + posti contemporaneamente). Lì facciamo una colletta e prendiamo un’altra birra + un cocktail che loro due sono riuscite a scroccare a terzi soggetti sfigati. Ci organizziamo per andare a ballare con Ornella e Katerina, queste ci forniscono pure i pass...ke ragazze attive!! Ma prima di tutto ciò vado incontro ad una emergenza: la mia vescica sta per scoppiare. Propongo al mio compagno di sventura di andare al pisciatoio ma lui non è d’accordo e mi consiglia di andare alla stradina perpendikolare alla Bella Blu. Esco fuori il mio pitone e comincio a bearmi ma il mio momento di gloria finisce presto perché Manu mi avvisa che sta venendo gente. Allora do una scrollata e rimetto dentro il serpente quindi andiamo al Gran Kaffè dove continuo la mia pisciata quasi orgasmica. Esco dal bagno, vado alla cassa e compro delle chewing gum visto che il mio alito sa di putrefazione. (Nel frattempo Ornella e Katerina ci aspettano alla Villa delle Rose, attesa invana visto che faremo loro un pakko mondiale).
Subito dopo aver pagato mi sento kiamare da una ragazza che Emanuele ha conosciuto nell’attesa della mia lunga urinata. “Ki sei?” Rispondo io con curiosità. “Daniela” mi risponde; è una mia omonima nata a Mazara ma che vive in toscana. Ci prova di cartella ma non la caco, mentre lei mi fa la corte io sdizzio la cameriera che lei stessa mi presenta (davvero un colpo basso il mio...).
Daniela propone di andare a ballare al Batita, io accetto senza esitare mentre Emanuele prende la scusa che gli fanno male i denti del giudizio...eccezionale. Riesco a convincere il mio amiko di infanzia e finalmente entriamo in makkina di questa sconosciuta. Ella parlava usando molti doppi sensi maliziosi, era evidente che voleva scopare. Si sarebbe potuto fare ma peccato che è brutta come un orko...Nel tragitto, tra l’altro breve visto che correva a 100km/h, ci racconta che è solita farsi di coca e che nella vita fa la massaggiatrice.
Ore 03:30 Arrivati al Batita entriamo dall’entrata dei VIP senza pagare grazie a Vito, amiko di Daniela, divenuto mio kompare.
Una volta entrati faccio esplodere la forza latente che era in me, il mio corpo comincia a scuotersi come elettrizzato, l’atmosfera era caliente e c’era stikkio dappertutto. D’un tratto Daniela riceve una kiamata di una sua amika che si sentiva male (dice lei...in realtà era il suo ragazzo, che ingelosito dalla nostra presenza, le telefonava da fuori il Batita). Allora usciamo con lei, raggiungiamo il suo ragazzo urtato e afflittamente seduto sul cofano della makkina e ce lo presenta. Daniela ci invita a ritornare a ballare dicendoci che ci avrebbe raggiunto dopo...
Il tempo passa, Daniela non si fa più vedere. Io e Manu temiamo di dovercene ritornare a piedi ma proviamo a raggiungere la makkina di Daniela per vedere se la incontravamo. Infatti era lì, il suo ragazzo era disteso sul sedile e lei era inginokkiata per terra dandoci come scusa quella di cercare il suo orecchino caduto a terra (la scusa non regge, a mio avviso gli stava facendo una pompa...).
Allora li lasciamo stare, io e Manu andiamo a fare una pisciata dietro gli albero di ulivo e, subito dopo, Emanuele telefona a Davide per farsi venire a prendere (di ciò io ne ero contrariato perché per un’avventura che si rispetti è bene cavarsela da se). Davide risponde dicendo: “ma ki si foddri?!?sugnu curcatu, cià...”. ECCEZIONALE.
Miracolosamente davanti a noi si materializza il mio carissimo amiko di infanzia Vincenzo Pernice che stava per andarsene dal Batita. Gli chiedo un passaggio in piazza della Repubblica e lui con cordialità accetta di darcelo. Parlando del più e del meno arriviamo alla nostra meta e lo saluto augurandogli una buona notte.
Con Manu decidiamo di fare colazione, ovviamente al Fantasy che stava quasi per kiudere. Dana ci porta due cornetti caldi e due caffè makkiati, ci ristoriamo, commentiamo gli eventi e ce ne andiamo.
Ore 05:30 – lascio Manuele a casa e mi confida che una seratona attiva del genere non l’avrebbe mai potuta passare con Ettore o con Ignazio vista la loro passività e serietà. Concordo con l’affermazione di Emanuele che finalmente apre il portone di casa sua, CASA DOLCE CASA.
Ore 05:40 – arrivo a casa mia in stato di semi-ubriakezza e di semi-infermità mentale, lavo i denti, mi metto a letto ma non prendo sonno. Allora mi faccio una bella sega e soddisfatto mi addormento come un angioletto.
Un sabato da non dimenticare, 5/7/2008
CARO EMANUELE GRAZIE PER LA SERATA, ERA DA TANTO CHE NON MI DIVERTIVO COSI’!!!!!!!!!!! SPERO CE NE SARANNO DELLE ALTRE!!
Daniele