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Sunday, September 16, 2007 12:58 AM
Dalla Cina al Canada, oggi si festeggia il Software freedom day
Eventi anche in Italia. "Mostriamo i vantaggi, poi la gente deciderà"

Un giorno per i programmi liberi. Il mondo celebra l'open source

di ANDREA BETTINI


ROMA - I programmi modificabili a piacimento, condivisibili, migliorabili e gratuiti esistono da tempo, ma milioni di persone non lo sanno e tanti altri, per pigrizia o diffidenza, non li usano. Per questo, oggi, il popolo del software libero si è mobilitato per far conoscere il suo mondo. In tutto il globo, dalla Nuova Zelanda al Canada, dalla Namibia alla Cina, si sta svolgendo il Software Freedom Day. Anche l'Italia sta facendo la sua parte, con sette gruppi di appassionati che hanno aderito all'evento e che stanno proponendo varie iniziative.

La celebrazione del Free and Open Source Software (Foss) coinvolge oltre 300 team di volontari in una novantina di Paesi. A promuoverla, per il quarto anno, è un'associazione no-profit statunitense, la Software Freedom International, che sostiene e coordina le attività proposte in giro per il mondo e che gestisce un sito con tutti i dettagli della manifestazione.

Le iniziative variano a seconda della fantasia degli organizzatori locali. In linea di massima, quasi ovunque vengono effettuate dimostrazioni pratiche, conferenze e dibattiti e si distribuiscono ai visitatori cd contenenti programmi da installare sul loro pc. Non mancano però spettacoli e tornei di videogames ed anche delle trovate originali: negli scorsi anni, ed esempio, alcuni volontari hanno fatto promozione vestiti da Tux, il pinguino simbolo di Linux.

In Italia sono sette i gruppi iscritti, che presentano iniziative a Cuneo, Ellera di Fiesole (Fi), Palermo, Rimini, San Donà di Piave (Ve), Schio (Vi) e Taviano (Le). L'idea di base per tutti è che il Foss può risolvere molti problemi. La sua gratuità lo rende accessibile anche nei Paesi del Terzo mondo e la sua apertura fa sì che ogni utente possa adattarlo alle proprie esigenze. "Il software proprietario è come una scatola chiusa - dice Matteo Settenvini, studente di informatica e uno degli organizzatori della manifestazione di Schio - Quello libero invece si può modificare, correggere, migliorare. Magari inizialmente può essere un po' più difficile da usare, ma una volta che si è imparato e lo si è configurato dà molti vantaggi. Molti non lo conoscono, ma in realtà quasi tutto lo utilizzano anche senza saperlo, ad esempio facendo ricerche su internet: i server di Google infatti usano un sistema operativo basato su Linux".

Promuovere programmi come Open Office o Firefox non significa però denigrare Microsoft o altri colossi del software a pagamento. "Non siamo interessati a fare polemica", spiega Matteo Settenvini. "Siamo propositivi e non distruttivi: l'obiettivo è mostrare quelli che per noi sono i vantaggi del software libero e della conoscenza condivisa, poi sarà la gente a decidere".


(15 settembre 2007)


da: www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scienza_e_tecnologia/software/software-freedom-day/software-freedom-...

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