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Full Version: Un altro sguardo
Un altro sguardo
Wednesday, June 01, 2005 3:37 AM
[G]Il [URL]http://www.freeforumzone.com/viewmessaggi.aspx?f=51316&idd=286[=URL]Manifesto[/URL] che propongo è invito a costruire insieme nuova conoscenza, a mettere in comune i nostri piccoli pensieri, le nostre modeste esperienze; ad esprimere angosce e speranze, a disegnare possibili vie d'uscita dalle emergenze etiche in cui ci dibattiamo.
UN ALTRO SGUARDO, CIOE' UNO SGUARDO COMUNE, UNA SCRITTURA COLLETTIVA.[/G]
Mercoledì 1° giugno 2005


[CENTER][IMG]http://img.freeforumzone.it/upload/746441_demonticelli.jpg[/IMG]
[URL]http://www.unihsr.it/persona.asp?id=392[=URL]Scheda biografica e curriculum di Roberta De Monticelli[/URL][/CENTER]
[COLORE]0000FF[=COLORE]Non c'è dubbio che oggi è soprattutto di questo che avremmo bisogno: di un po' di luce sopra la nostra frammentaria esperienza morale, ma anche di un po' di voce articolata o di ragione da dare alla meraviglia, allo sgomento e alla pietà (da ROBERTA DE MONTICELLI, [C]L'ordine del cuore. Etica e teoria del sentire[/C], GARZANTI 2003).[/COLORE]
<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Un altro sguardo 01/06/2005&nbsp;12.45</i>]</font></p>
Un altro sguardo
Wednesday, June 01, 2005 12:48 PM
Manifesto...
Qualcuno potrebbe chiedersi: [URL]http://www.freeforumzone.com/viewmessaggi.aspx?f=51316&idd=286[=URL]Manifesto[/URL] di che cosa? di un movimento, di una rivista, di un 'partito'?
Niente di tutto questo!
Forse, semplicemente, un modo per soddisfare qui, nel web, in questo Forum, il bisogno di costruire insieme uno spazio linguistico comune. Trovare, se possibile, una comunanza di intenti, se non di propositi.
Un altro sguardo
Thursday, June 02, 2005 11:33 AM
Le emergenze etiche - Frauenfrage
Vorrei partire da quella forse meno grave, ma più 'vicina' a tutti noi: la Frauenfrage, la guerra tra i sessi.
Guerra non dichiarata, forse. Non combattuta veramente, forse.
Sicuramente, annunciata tutte le volte che diverse interpretazioni della realtà si 'incontrano', per confrontarsi e convivere.
Cresce il numero dei singoli, maschi e femmine. Crescono le difficoltà nella capacità di fare manutenzione degli affetti...
Non terapia di coppia, né terapia familiare, né mediazione familiare, né consulenza... Queste cose esistono già e sono buone. Non le discuto. E nemmeno mi sogno di sostituirmi a nessuna delle figure che se ne occupano: il terapeuta, il consulente, il mediatore.
Piuttosto, si tratta di definire, indicare e praticare il campo del disagio non patologico dei normali, ma soprattutto dei ragazzi che crescono e che stentano a darsi un'identità di genere. Pensando ai ragazzi, finiremo sicuramente per pensare anche a noi, a verificare lo stato dell'arte, per quanto riguarda la nostra capacità di stare dentro le relazioni.


[C]Non c'è dubbio che oggi è soprattutto di questo che avremmo bisogno: di un po' di luce sopra la nostra frammentaria esperienza morale, ma anche di un po' di voce articolata o di ragione da dare alla meraviglia, allo sgomento e alla pietà[/C] (ROBERTA DE MONTICELLI).
<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Un altro sguardo 02/06/2005&nbsp;12.47</i>]</font></p>
Le regard
Friday, June 03, 2005 8:46 AM
Emergenze etiche - La morte del padre
[QUOTE]Il Manifesto che propongo è invito a costruire insieme nuova conoscenza, a mettere in comune i nostri piccoli pensieri, le nostre modeste esperienze; ad esprimere angosce e speranze, a disegnare possibili vie d'uscita dalle [S]emergenze etiche[/S] in cui ci dibattiamo.
UN ALTRO SGUARDO, CIOE' UNO SGUARDO COMUNE, UNA SCRITTURA COLLETTIVA.
Mercoledì 1° giugno 2005 [/QUOTE]

L'emergenza etica più grande forse è la [C]morte del padre[/C].
Già quarant'anni fa il sociologo Alexander Mischerlitch parlava di [C]società [S]senza padre[/S][/C], per significare crisi d'autorità, fine dell'esperienza trasmissibile... Le nuove generazioni dovevano costruirsi il futuro senza contare troppo sull'esperienza dei padri: i cambiamenti della società capitalistica rendevano presto 'obsoleta' la conoscenza della realtà sociale; il rispetto delle attitudini personali, poi, incominciava a diventare una necessità, a fronte dei cambiamenti intervenuti, per cui la scolarizzazione di massa e la cultura dei pari, la vita fuori di casa di tutta la famiglia e l'emergere delle 'differenze' personali non potevano più essere ignorati.
Più recentemente, si è sentito parlare addirittura di [C][S]morte[/S] del padre[/C] e se n'è incominciato a tracciare il 'percorso': Zoja e Risé - non a caso due junghiani - hanno scritto già diverse opere sull'argomento.
Prima di esporre le loro teorie, è urgente dire che la cosiddetta 'crisi del maschio' - se può farvi piacere, anche la 'morte del maschio' - risalirebbe, in realtà, alla crisi della figura del padre che, secondo Risé, non è indotta dal femminismo o dall'emancipazione della donna, ma dalla prima rivoluzione industriale, cioè risalirebbe al momento in cui i padri sono usciti di casa per andare a lavorare e non vi hanno fatto più ritorno.
Quello che sentiamo dire prevalentemente, infatti, è che il padre è assente; ma il padre, interpellato, dice sempre: vado a lavorare. Il suo ruolo nella famiglia è consegnato per sempre al lavoro. Le conseguenze sull'educazione dei figli sono note.
Una prima cosa da chiedersi, a questo punto, è: nel frattempo le madri sono state capaci di far vivere nella mente e nel cuore dei loro figli - dei figli che hanno concepito con il maschio che è a lavoro - il valore del padre, il suo significato alto, il principio che lui solo incarna? o hanno approfittato della sua 'assenza' per sequestrare i figli, arrogandosi il diritto di educarli da sole, soprattutto poi i figli maschi? non hanno forse costruito una parte grande del loro potere su una realtà che era conseguente a una divisione dei ruoli? il fatto che siano andate anche loro a lavorare non ha forse aggravato il quadro, giacché hanno avuto modo di scaricare meglio sui padri 'assenti' la colpa delle carenze dei figli?
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