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Full Version: Ultimo Dylan Dog
g
Wednesday, August 01, 2007 12:19 PM
Inedito su XL. Tiziano Sclavi: scrivere per me è un incubo
In esclusiva sul mensile di Repubblica una nuova storia dell'investigatore

di LUCA RAFFAELLI

Dylan Dog vent'anni dopo
ecco l'ultima avventura




















ROMA - La copertina strilla: arrivano i mostri. Ma fortunatamente c'è Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo, alle loro calcagna. Infatti, sul nuovo numero di XL, (distribuito domani gratuitamente insieme a Repubblica e poi in vendita per il resto di agosto a soli dieci centesimi) il pezzo forte è l'avventura inedita del personaggio di Tiziano Sclavi, uno dei grandi del fumetto italiano, quello che fece dire ad Umberto Eco: "Posso leggere Omero, la Bibbia e Dylan Dog per giorni e giorni".

"Fuori tempo massimo" è una bella storia di 34 pagine (divisa in due puntate: la seconda e conclusiva su XL di settembre), su sceneggiatura di Roberto Recchioni e con i disegni e i colori di Massimo Carnevale (autori già noti agli appassionati di fumetti per Detective Dante e John Doe). Antagonista di Dylan Dog è Axel Neil, "Mostro" per eccellenza, capace di uccidere le sue vittime con una ferocia disumana. Lo vedremo risvegliarsi da un coma che si credeva irreversibile. Ma evidentemente neppure la Morte gli apre le porte, e così Dylan Dog si trova di fronte uno dei nemici più terribili e pericolosi della sua lunga carriera di indagatore dell'incubo.

Ad introdurre queste pagine a fumetti un'intervista esclusiva a Tiziano Sclavi: rara, perché il creatore di Dylan Dog raramente le concede, e così lunga da meritare anche questa la divisione in due puntate. Nella prima parte, Sclavi racconta quali sono le sue reazioni leggendo le storie di Dylan Dog scritte da altri. Eccone qualche brano.

Ormai scrivi molto raramente le storie di Dylan Dog. Che sensazione ti dà leggere quelle scritte da altri. È un sollievo o una preoccupazione?
"Quasi sempre è un piacere. E spessissimo mi deprimo perché mi dico: ma sono tutti più bravi di me! Lo penso davvero".

Provi nostalgia per un momento della tua vita professionale?
"Ho nostalgia della mia giovinezza. Dylan ha compiuto ventun anni e il problema che ora ho ventun anni più di lui".

Quando con Dylan Dog hai ridato vita al genere horror c'è stato anche un calcolo commerciale?
"No. Io volevo scrivere i fumetti come volevo io (questo l'ho più volte dichiarato, con una certa immodestia) fondendo il fumetto d'autore con il fumetto popolare. La scelta dell'horror è stata dettata dalla passione. Non solo mia, ma anche di Decio Canzio (allora direttore generale della Sergio Bonelli, ndr) e di Sergio Bonelli. Tutti erano entusiasti di una serie horror. Il personaggio è anche il frutto di un lavoro di redazione, però l'ho sempre considerato un veicolo per dire quello che volevo io".

Nell'intervista Sclavi racconta anche perché il successo non gli ha cambiato la vita e ricorda di quando scrivendo certe storie di Dylan Dog si è emozionato così tanto da mettersi a singhiozzare. "Ho pianto perché avevo fatto morire un personaggio. Il mio computer era bagnato di lacrime".


(1 agosto 2007)

Rep
Mister G
Friday, August 03, 2007 11:58 AM
L'ho compreto fino al numero 200... poi...
Asgeir Mickelson
Saturday, August 18, 2007 11:59 PM
Io ho letto 3-4 numeri ma non mi piaceva... non so cos'abbia di bello.
g
Sunday, August 19, 2007 12:26 AM
Re:
Asgeir Mickelson, 18/08/2007 23.59:

non so cos'abbia di bello.


Ke s'è tolto dalle palle

Mister G
Sunday, August 19, 2007 12:08 PM
Re: Re:
g, 19/08/2007 00.26:


Ke s'è tolto dalle palle





Non mi risulta affatto...
666
Sunday, August 19, 2007 12:22 PM
Dylan Dog è vivo e vegeto, anzi è appena uscito un numero a colori
g
Sunday, August 19, 2007 12:55 PM
Così dicavano nella publicità di RCap
g
Thursday, September 29, 2011 12:23 PM
IL LUTTO
Addio a Sergio Bonelli
Editore e fumettista illuminato




Sergio Bonelli

Aveva 79 anni, ha fatto sognare generazioni di italiani.
Il padre inventò Tex Willer ma lui
continuò a svilluparne la storia prima di dedicarsi all'editoria.
Con amore, passione e rispetto per cretori e disegnatori.
Inventò Zagor e Mister No,
e con la sua casa editrice ha pubblicato Dylan Dog e Nathan Never

MILANO - E' morto a Milano all'età di 79 anni, Sergio Bonelli. Nato il 2 dicembre del 1932 a Milano, era ricoverato in ospedale San Gerardo da una settimana dopo aver iniziato ad accusare problemi di salute ad agosto. Editore, fumettista, anche conosciuto all'inizio della sua carriera con lo pseudonimo di Guido Nolitta, che aveva scelto per evitare di essere confuso con il padre Gian Luigi, creatore nel 1948 di Tex Willer. L'eroe western che difende i deboli qualunque sia il loro colore della pelle.

VIDEO Mondo Bonelli
LEGGI La storia

Bonelli, spiega una nota della casa editrice, si è spento dopo una breve malattia a lascia la moglie e un figlio. Sergio Bonelli, rimarca il comunicato, "è stato il principale artefice del passaggio del fumetto da semplice strumento di intrattenimento popolare a prodotto di dignità culturale, creando, nel corso di una carriera cinquantennale, una delle case editrici di fumetti più importanti del panorama nazionale e internazionale".

Nel mondo del fumetto e dell'editoria, Sergio Bonelli esordì giovanissimo facendo il tuttofare nell'impresa di famiglia, dal fattorino ("Partivo
da Milano in Lambretta per andare a prendere in Liguria le tavole di Galleppini per Tex", aveva detto in una delle sue ultime interviste) al magazziniere, fino a rispondere alle lettere dei lettori e a prendere in mano nel 1957 la casa editrice Cepim, la futura Sergio Bonelli Editore, una delle case editrici di fumetti più importanti come numero di copie stampate nel panorama italiano, diretta dalla madre Tea dal 1946. Nella sua vita editoriale, ha dato vita a personaggi che hanno accompagnato la fantasia degli italiani per decenni. Zagor (1961) per esempio, eroe tra Tarzan e il western, o Mister No (1975), il suo preferito, uno scanzonato ex soldato statunitense che vive nella Manaus degli anni Cinquanta.

E' proprio questo personaggio che rappresentò per Bonelli il vero punto di rottura con la tradizione della casa editrice fondata dal padre. E la sua indipendenza da un'eredità forte, ma anche pesante. Mister No, il soldato Jerry Drake, è infatti un antieroe. Molto umano e molto lontano dalla figura dell'infallibile Tex. E' anzi un personaggio in conflitto con il mondo che lo circonda e con dubbi esistenziali (si rifugia nella selvaggia Amazzonia per fuggire agli orrori della guerra), e spesso alle prese con i piccoli problemi quotidiani (i debiti che lo perseguitano). Nolitta anticipò con lui tutta una serie di tematiche che diventeranno poi centrali in personaggi come Ken Parker, Dylan Dog o Nathan Never. "L’idea di quel personaggio mi venne durante i miei viaggi in Amazzonia e dopo aver conosciuto un pilota americano in Messico. L’ho chiuso qualche anno fa. Vendeva ancora ventitremila copie", aveva raccontato in un'intervista recente Bonelli. "L'ho chiuso anche se vendeva. Perché se sei un editore che paga bene i disegnatori devi farlo. E Io li pago bene e li rispetto. Anche perché li frequento da quando sono nato", aveva concluso.

Ma l'eredità del padre Sergio Bonelli l'affrontò, toccandola, studiandola. Plasmandola anche. Fu proprio lui infatti il primo sceneggiatore a sostituire Gian Luigi Bonelli sulla pagine di Tex dove esordì con la storia dal titolo 'Caccia all'uomo' disegnata da Fernando Fusco e pubblicata sul numero 183 della serie datato gennaio 1976. Per i disegni di Aurelio Galleppini realizzò poi 'L'uomo del Texas' volume della collana 'Un uomo un'avventura'. Il padre si era dedicato gelosamente e con passione alle sceneggiature di Tex per un quarantennio prima di cederle nelle mani di altri autori tra cui proprio Guido Nolitta, suo figlio. Tutt'oggi Tex è uno dei fumetti italiano col più alto numero di vendite, dopo aver resistito alla crisi del genere western.

Sergio Bonelli, nonostante la sua passione per la scrittura, è stato soprattutto un editore illuminato. Uno dei suoi maggiori meriti è stato quello di non soffocare la personalità degli autori, e di rispettare il lavoro soprattutto dei disegnatori che negli anni si sono affiancati ai creatori di una serie al fine di rendere omogeneo lo stile. Bonelli ha sempre cercato di lasciare libero sfogo alle interpretazioni dei vari autori, per esaltarne le qualità ed è stato uno dei primi editori a pubblicare i nomi degli autori delle storie, cosa che non succedeva quasi mai in passato.

Tra le sue scoperte ci fu anche il giovane scrittore maudit Tiziano Sclavi, che gli porterà in dote il personaggio più di successo in assoluto: Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo. Nato nell'ottobre 1986, disegnato con le fattezze di Rupert Everett e affiancato dalla strepitosa spalla Groucho (identico all'omonimo leader dei fratelli Marx), Dylan Dog ha avuto un successo enorme, con tanto di ristampe e edizioni speciali, tanto da diventare per la Sergio Bonelli Editore il più importante e redditizio dei prodotti e uno dei maggiori successi nell'editoria a fumetti italiana che, all'apice della sua parabola, ha strappato perfino il primato di vendite a Tex..

Il suo amore particolare per i grandi autori ha portato Bonelli a fare scelte coraggiose e a pubblicare diverse serie di grande prestigio come la collana 'Un uomo un'avventura', o a puntare su personaggi innovativi e coraggiosi tra i quali anche Ken Parker, Martin Mystère o Nathan Never. Nel 2008 il comune di Milano lo ha insignito del prestigioso premio Ambrogino d'oro.

Condoglianze sono arrivate da Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci-federazione della sinistra, che scrive: "A Sergio Bonelli, scomparso stamane dopo una lunga malattia, va il mio commosso saluto". "Con lui scompare un intellettuale del nostro tempo, una persona che ha dato tanto alla cultura italiana, e non solo, un uomo che attraverso i fumetti, e le sue strisce, ricche di pathos e suggestioni, il più delle volte pubblicate in marcato bianco e nero, quasi ad insegnarci che il messaggio sta più nel contenuto che nella forma, non ha mai mancato di denunciare le storture ed i vizi della società e del potere". Su Faebook e sul suo blog Enrico Letta, vicesegretario del partito democratico, commenta dicendo: "Oggi è un giorno triste. La scomparsa di Sergio Bonelli addolora generazioni di giovani ed ex giovani che sono cresciuti 'sognatori' anche per merito suo. Addio Sergio e grazie".

Anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha voluto esprimere il suo cordoglio. Bonelli era stato insignito della Medaglia d'oro di Civica Benemerenza il 7 dicembre 2008, per aver "contribuito a fare di Milano la capitale dell'editoria italiana e del fumetto. "Desidero esprimere il cordoglio dell'Ente e mio personale - ha invece detto Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano -. Per me grande appassionato di Tex Willer, ideato dal padre di Bonelli Gian Luigi, la morte di Sergio richiama alla mente con dolore la spensieratezza dell'adolescenza". Il vice presidente del Senato Vannino Chiti (Pd) scrive sulla sua pagina di Facebook: "Da ragazzo divoravo Tex, così come credo che facessero molti giovani della mia generazione che non avevano tanti divertimenti come quelli di oggi. Bonelli ha scritto la storia del fumetto italiano".
(26 settembre 2011)

Rep


g
Thursday, September 29, 2011 12:25 PM
IL RITRATTO
Ha scritto la storia del fumetto italiano



Sergio Bonelli

di LUCA RAFFAELLI
Sergio Bonelli è stato l'uomo che ha scritto la storia del fumetto italiano. Il suo nome è legato ai personaggi di maggior successo del nostro fumetto, a cominciare da Tex, di cui è stato editore e sceneggiatore, Zagor e Mister No, che ha creato rispettivamente nel 1961 e nel 1975, e di tutti gli altri personaggi della sua casa editrice, di gran lunga la più importante del fumetto italiano: da Ken Parker a Martin Mystère, da Julia a Nathan Never, da Dylan Dog a Napoleone.

LO SPECIALE VIDEO

D'altra parte Sergio Bonelli era nato nel fumetto: sua madre Tea è stata nel dopoguerra la prima responsabile della casa editrice quand'era un'azienda fatta in casa. Il padre Gianluigi è stato il grande creatore di Tex, personaggio leggendario del fumetto, il cui successo si deve proprio alla scelta di Sergio Bonelli di ripubblicarne le avventure, nate nelle strisce, in quegli albi più grandi (a tre strisce per pagina) il cui formato sarebbe stato battezzato come "formato Bonelli".

Sergio Bonelli era un uomo imprevedibile, che amava il suo mondo a fumetti ed era un profondo innovatore: con Mister No creò il primo antieroe popolare, con la collana "Un uomo un'avventura" (una serie di albi realizzati da autori diversi senza personaggio fisso) anticipò
l'idea del romanzo a fumetti. Ma gli sarebbe piaciuto continuare ad innovare in altra epoca, senza il bombardamento delle immagini delle televisioni e senza computer e cellulari, che lui mai aveva imparato ad usare. Negli ultimi tempi, poi, era molto arrabbiato con la sua età, che non gli permetteva più i viaggi in Amazzonia o nel Pantanal brasiliano. Lì aveva inventato Mister No, e lì, con i suoi amici aveva vissuto avventure vere, dormendo sulle amache, facendosi offrire il cibo dagli uomini delle tribù che incontrava in zone ben lontane dalle rotte turistiche. Ecco, forse a Sergio Bonelli quell'idea del fumetto piaceva: un'impresa avventurosa, da realizzare quasi in disparte, con pochi fedeli amici.

(26 settembre 2011)

Rep


(perplessa)
Thursday, September 29, 2011 1:36 PM
Re:
g, 29/09/2011 12.25:

IL RITRATTO
Ha scritto la storia del fumetto italiano



Sergio Bonelli

di LUCA RAFFAELLI
Sergio Bonelli è stato l'uomo che ha scritto la storia del fumetto italiano. Il suo nome è legato ai personaggi di maggior successo del nostro fumetto, a cominciare da Tex, di cui è stato editore e sceneggiatore, Zagor e Mister No, che ha creato rispettivamente nel 1961 e nel 1975, e di tutti gli altri personaggi della sua casa editrice, di gran lunga la più importante del fumetto italiano: da Ken Parker a Martin Mystère, da Julia a Nathan Never, da Dylan Dog a Napoleone.

LO SPECIALE VIDEO

D'altra parte Sergio Bonelli era nato nel fumetto: sua madre Tea è stata nel dopoguerra la prima responsabile della casa editrice quand'era un'azienda fatta in casa. Il padre Gianluigi è stato il grande creatore di Tex, personaggio leggendario del fumetto, il cui successo si deve proprio alla scelta di Sergio Bonelli di ripubblicarne le avventure, nate nelle strisce, in quegli albi più grandi (a tre strisce per pagina) il cui formato sarebbe stato battezzato come "formato Bonelli".

Sergio Bonelli era un uomo imprevedibile, che amava il suo mondo a fumetti ed era un profondo innovatore: con Mister No creò il primo antieroe popolare, con la collana "Un uomo un'avventura" (una serie di albi realizzati da autori diversi senza personaggio fisso) anticipò
l'idea del romanzo a fumetti. Ma gli sarebbe piaciuto continuare ad innovare in altra epoca, senza il bombardamento delle immagini delle televisioni e senza computer e cellulari, che lui mai aveva imparato ad usare. Negli ultimi tempi, poi, era molto arrabbiato con la sua età, che non gli permetteva più i viaggi in Amazzonia o nel Pantanal brasiliano. Lì aveva inventato Mister No, e lì, con i suoi amici aveva vissuto avventure vere, dormendo sulle amache, facendosi offrire il cibo dagli uomini delle tribù che incontrava in zone ben lontane dalle rotte turistiche. Ecco, forse a Sergio Bonelli quell'idea del fumetto piaceva: un'impresa avventurosa, da realizzare quasi in disparte, con pochi fedeli amici.

(26 settembre 2011)

Rep






Osvaldo Maccheroni
Friday, September 30, 2011 9:07 PM
Tex, Zagor, tutti belli

Ma il mio preferito è

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