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LucaL@
Monday, September 13, 2010 1:21 AM
Mi sarebbe piaciuto sputtanare Millar rivelando che il Teschio Rosso non poteva essere il figlio a cui faceva riferimento Abigail alla fine di Ultimates 2 (all’epoca Steve Rogers non era ancora Capitan America) ma il furbastro Mark ha appiccicato la scena del breve congedo di Cap nel 1945 sicuramente per tappare quella grossa falla all’origine di questo primo ciclo degli Ultimate Avengers.
In compenso su Swarm/Regina degli Insetti/Wasp combina una casino madornale ignorando bellamente le origini che lui stesso aveva creato per il personaggio, che qui è una scienziata russa (o georgiana) e non più una terrorista siriana.
La storia rientra nel canone Millar, ovvero una trama e uno spunto banali tanto per dare sostanza alla rivelazione choc del momento (in questo caso il Teschio Rosso figlio di Capitan America) e per infilarci dentro battutine cool e dialoghi che si vorrebbero brillanti.
Mi sembra di aver avvertito anche uno scarso rispetto per il lavoro degli altri sceneggiatori e più in generale per il pubblico visto che almeno due personaggi, War Machine e Nerd Hulk, avrebbero necessitato di un maggiore approfondimento per spiegarne l’esistenza mentre vengono quasi dati per scontati e introdotti con troppa non-chalance. Senza parlare poi del fratello di Tony Stark che ha fatto storcere il naso allo stesso Cristiano Grassi. A pochi altri sceneggiatori, credo, viene concessa tanta libertà.
A parte gli inseguimenti, gli scontri e le spacconate varie di cui sono pieni questi sei numeri, Millar infila qualche pesante “citazione” da altre fonti: il finto Uomo Ragno è praticamente il Tao di Alan Moore, e tutta la sequenza finale della lotta contro l’onnipotente Teschio Rosso ricalca quella di Authority contro il Doctor rinnegato, con tanto di viaggi nel tempo per far rivivere ai personaggi femminili le violenze subite.
Viene però almeno trovata una valida giustificazione al fatto che il succitato cattivo onnipotente non ammazzi tutti subito, visto che deve ancora capire i limiti del suo potere e “fare pratica”. Altro dettaglio interessante è il riferimento alla scarsa teletrasportabilità dell’oro (ma è solo un dettaglio, appunto) e direi che anche la trovata finale con cui si risolve la situazione è abbastanza accettabile. Però se i teleaerei fossero stati introdotti sin dall’inizio della serie sarebbero stati degli ottimi macguffin, avrebbero fatto quadrare il tutto, introducendoli di sfuggita solo a un episodio dalla fine viene a mancare quell’aura di trovata geniale e risolutiva e non viene nemmeno reso a Capitan America l’onore di avere pianificato con cura il suo piano. Questa, almeno, l’impressione che ho avuto io.
Ultimate Comics Avengers è qualche gradino sopra a quella porcata che è stata il ciclo di Millar sui Fantastici Quattro ma è ben sotto il livello di Kick-Ass e ancor più sotto di quello di Ultimates 1 e 2.
Ai disegni Carlos Pacheco fa un lavoro gradevole ma soggetto alla personalità dell’inchiostratore di turno. Ho preferito di gran lunga il più asciutto e schematico Vines, ancorchè freddino e occasionalmente un po’ legnosetto, a Miki e ai suoi ghirigori. Non condivido l’opinione di Grassi che dice che nell’ultimo episodio i disegni sembravano tirati via in qualche vignetta. Continuo però a non capire come facciano ad accumulare tanto ritardo i disegnatori di comic books, chi si credono di essere per disegnare 22 tavole al mese? Che nemmeno inchiostrano loro, oltretutto.
In definitiva, questo Ultimate Comics Avengers è la storia che ci si aspettava, rispetto ad altre opere simili non mi ha fatto incazzare e quindi credo che lo seguirò anche nelle prossime uscite. Sguazzare nella merda dei supereroi fa apprezzare ancora di più il fumetto argentino e quello francobelga.
Juan Galvez
Monday, September 13, 2010 5:42 AM
Sono davvero contento del fatto che non leggerò MAI questa cosa :-)

V.
LucaL@
Tuesday, November 09, 2010 7:51 PM
secondo ciclo

La nuova miniserie di Millar, stavolta coadiuvato da Leinil Yu, si apre sotto i migliori auspici: nell’editoriale finale l’imbarazzato Cristiano Grassi praticamente si scusa coi lettori se nei primi due episodi non è ancora successo nulla!

Persino un mio collega Marvel zombie mi ha redarguito perché leggo questa roba, ma credo che lui abbia in odio l’universo Ultimate a prescindere in quanto, appunto, Marvel zombie legato alla tradizione.

Vedremo come va avanti…

Unica nota vagamente interessante il fatto che, se ho ben capito, ad ogni miniserie Millar tirerà fuori un nuovo Hulk (incasinando in questo caso la continuity ma tant’è). E se questa è la cosa più notevole vi lascio immaginare il resto!

Patetica come sempre nei comics USA la serie di ammazzamenti truculenti accompagnata dall’assenza di mezzo capezzolo o di un culo non coperto quando invece alcune sequenze li avrebbero richiesti.
LucaL@
Wednesday, March 09, 2011 9:49 PM
fine del secondo ciclo

Mah, alla fine fine questo secondo ciclo mi è sembrato migliore del primo. Sempre sulla stessa scia, ma un po' meglio. Almeno la storia non ha troppe pretese ed è votata dichiaratamente all'azione e all'effettaccio. Però si sarebbe potuta benissimo raccontare in metà albi...

NOTA PER GLI AMMINISTRATORI: si può togliere la scritta "primo ciclo" dal titolo di questo thread visto che ho sforato nel secondo?
LucaL@
Tuesday, May 17, 2011 10:33 PM
Re: secondo ciclo
LucaL@, 09/11/2010 19.51:



Unica nota vagamente interessante il fatto che, se ho ben capito, ad ogni miniserie Millar tirerà fuori un nuovo Hulk (incasinando in questo caso la continuity ma tant’è). E se questa è la cosa più notevole vi lascio immaginare il resto!






...è cominciato il terzo ciclo: a quanto pare questo Hulk è l'Hulk vampiro, anche se riprende un personaggio già introdotto.
La qualità di stampa della Panini è calata vertiginosamente, soprattutto nella seconda metà dell'albo.
LucaL@
Thursday, September 08, 2011 8:16 PM
terzo ciclo

questo ciclo coi vampiri mi è sembrato di gran lunga il migliore. Millar si risparmia le spacconate e imbastisce dei bei dialoghi divertenti senza voler per forza essere provocatorio ("Sono mezzo vampiro e mezzo Carl Lewis!" dice Blade dopo un inseguimento), ho apprezzato il ritorno in scena di Perun e Capitan America è stato gestito splendidamente, anche se forse troppo reminescente del Midnighter di Authority. Forse è vero come dicono nell'editoriale che ha messo troppa carne al fuoco, però a me non è dispiaciuto che personaggi appena introdotti abbiano fatto da subito una brutta fine, è stata comunque una sorpresa (probabilmente apprezzabile di più con la cadenza mensile originale che non con i blocchi di due episodi bimestrali italiani). La risoluzione finale è geniale e anche il cliffhanger lascerebbe intendere sconvolgimenti nell'universo Ultimate, ma dubito che ci saranno vista la rilevanza del personaggio coinvolto.
Buono il lavoro di Steve Dillon (che però non sa disegnare i gatti!) ma è desolante constatare la perizia con cui ha disegnato i capezzoli di Hulk: se fossero stati posti su un corpo femminile sarebbero stati impubblicabili in America, ma sempre quelli sono.
Continua la caduta libera della qualità di stampa Panini, anche se mi viene il dubbio che alcune pecche siano dovute al materiale d'origine: forse i coloristi (o gli inchiostratori?) "sbiadiscono" il tratto a seconda del loro gusto, se così fosse il risultato non mi soddisfa.
LucaL@
Monday, November 07, 2011 9:47 PM
quarto ciclo

ottima partenza, il Millar che mi piace leggere. C'è un forte realismo nel delineare i personaggi, ed anche una certa pietas nei loro confronti assolutamente inedita per il buon Mark.
Spacconate non ne mancano (poche) ma assolutamente funzionali alla trama e divertenti. Bella ovviamente anche l'idea del whodunnit che instilla una certa curiosità. Effetto ancora più marcato in questo albo che ne raccoglie due originali contrapponendo così la versione della Danvers e quella di Fury.
Buono anche l'aspetto grafico, con uno Yu decisamente migliore di come lo ricordassi. Espressivo, attento ai dettagli, minuzioso ma per nulla legnoso. Discutibile invece secondo me la scelta di evidenziare le aree da colorare, che produce un effetto a metà tra il rilevamento termico agli infrarossi e i Paint-It-Yourself! di Andy Warhol.
Insomma, a quanto pare questo scontro/cross-over che sulla carta doveva essere la solita puttanata (uno scontro/cross-over, appunto) si preannuncia come il pezzo migliore di questa serie. Di gran lunga il migliore. Ma, certo, Millar ha ancora quattro episodi per deludermi...

EDIT: mi sono scordato di segnalare che la qualità di stampa Panini è vergognosa.
LucaL@
Saturday, January 14, 2012 1:18 PM
Millar ancora non delude, anzi. La buona dose di azione (inevitabile e d'altronde, con tutti i personaggi coinvolti...) è controbilanciata da una bella trama investigativa e da alcune trovate simpatiche. La presenza dell'Uomo Ragno mi sembra invece solamente decorativa e anche se il suo intervento è funzionale alla trama non posso non pensare che l'abbiano fatto mettere per sfruttare l'onda lunga del suo maxi evento, che non sto seguendo.
LucaL@
Saturday, March 10, 2012 3:14 PM
Finita anche questa millarata. Altro che presenza "solamente decorativa", l'Uomo Ragno ne aveva ben donde di starci. Ma non seguendo il maxi-evento a me l'impressione che ha dato è stata appunto quella.
Di certo non siamo ai livelli promessi dalla partenza di questa mini-saga, però stavolta in parte la delusione non è dovuta a Millar: Panini ha infatti già pubblicato Ultimate Fall-Out che doveva SEGUIRE questo quarto ciclo invece che precederlo e quindi ci sono stati degli spoiler che hanno compromesso i colpi di scena.
Segovia, il vice-Liu, mi è sembrato piuttosto fiacco, comunque non al livello del titolare.
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