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alexander06
Wednesday, September 20, 2006 1:23 PM
Propongo di fare una serie di riflessioni su quanto accade in questo nostro momento storico.
Vorrei continuare ad interessarmi delle culture in modo diplomatico e asettico, ma non è più possibile.
Provo ad impostare la discussione ponendo alcune domande.

Cosa accade nel cervello di un essere umano che si fa, non solo portavoce di Dio, ma anche e soprattutto il suo braccio armato?

Com'è possibile interpretare la volontà di Dio basandosi su quanto si è letto o ci è stato irradiato nel cervello da altri?

Così la pensano anche persone colte, che parlano tre o quattro lingue, laureati, e non solo i "semplici", menti vuote, ignoranti e facilmente manipolabili verso la violenza.

Attualmente chi sono su tutto il pianeta i gruppi terroristici attivi?
Quanti di loro sono islamici?
Quanti di loro sono cattolici?

E' il caso di parlarne? Sarà utile al nostro risveglio?

Oppure non c'è nulla da temere perché si tratta di un falso
problema, amplificato dalla tv e da una grande giornalista che lo ha saputo descrivere troppo bene?


Marisa2003
Thursday, September 21, 2006 1:41 PM
Ciao,Alexander06 e benvenuto in questo spazio virtuale.Forse non troverai un seguito ai tuoi interrogativi o alla discussione proposta,poichè il nostro forum è per 'scelta'svincolato dalla politica(e quanto da te esposto temo sia difficilmente scollegabile da essa,c'entrando poco la religione,anche se rivestito da tale costume).Le problematiche che evidenzi,gli interrogativi sono legittimi e credo che tutti noi ci pensiamo perchè è la realtà ineludibile.
Il discorso sarebbe oltremodo infinito,poichè ci accorgiamo che non parte da oggi,ma ripercorre la storia,costellata da cicli in cui tutto sembra ripetersi.
Quando l'uomo ha iniziato a farsi la guerra? E perchè? E' 'naturale'un sentimento di odio o di alienazione per la stessa specie di appartenenza?
alexander06
Sunday, September 24, 2006 2:05 PM
E se cercassimo di analizzare il problema sul piano psichico?
Intanto, grazie per la risposta :) .

Mi spiego meglio. Spero.

Proviamo ad immaginare che le masse non diventino violente a caso.
Proviamo ad immaginare che sia possibile infondere una certa direzione agli uomini-gregge (che per il momento sono la maggioranza degli umani viventi), da parte di Qualcuno/Qualcosa del quale, invece, dovremmo parlare.

Il punto allora si fa sempre più compatibile con questa Comunità virtuale.

Chi si ciba del nostro dolore,della nostra rabbia, delle nostre paure?
Chi trova vantaggio al trapasso simultaneo di migliaia di vite?
Quali informazioni nascondono i riti sacrificali?

Attendo Vostre nuove per proseguire, se sarà il caso.

Un saluto

Alessandro
mauroi
Monday, September 25, 2006 2:25 PM
caro Alessandro(ne abbiamo discusso inaltri forum)
siarriva alle Tesi di David Icke e alla ipotesi che ci siano entità malvage tenute ivita dalle emozioni negative della massa.
ciao
mauro
Demetrios14
Thursday, February 11, 2010 4:56 PM
Credo che questo argomento sia stato liquidato troppo in fretta. Capisco che questo sia un sito nel complesso apolitico, ma credo che qualcosa di più debba essere detto a riguardo e nei prossimi giorni spero di riuscire ad approfondirlo.

Saluti a tutti,
Demètrios
Mariomar
Thursday, February 11, 2010 8:01 PM

Credo che questo argomento sia stato liquidato troppo in fretta. Capisco che questo sia un sito nel complesso apolitico, ma credo che qualcosa di più debba essere detto a riguardo e nei prossimi giorni spero di riuscire ad approfondirlo.

Saluti a tutti,
Demètrios



Caro Demetrios,
lo spero anche io. Per necessità quotidiane non è sempre possibile seguire le tematiche che ci piacerebbe approfondire. Ma se ce ne darai l'occasione, ti seguiremo come possiamo. Però la politica non è materia del forum, cercate di capirlo ragionevolmente. SI aprirebbero dei vespai infiniti che si conciliano meglio con altre tipologie di spazi virtuali. Ma siccome so che sei una persona corretta e civile, da parte mia mi disporrò all'ascolto, o meglio, alla lettura di ciò che vorrai scrivere.
Saluti.
Demetrios14
Thursday, December 30, 2010 10:39 AM
Religione come collante per la violenza di massa
Nel mio intervento precedente avevo scritto che avrei cercato di approfondire l'argomento nei giorni seguenti, ma è passato quasi un anno...ad ogni modo, proseguo ora.

Mi sembra chiaro che la religione, di qualunque stampo e di qualunque area geografica, sia usata principalmente per imporre interessi politici ed economici verso altri popoli, altri Stati, altre aree del mondo. Questo non da ora, ma dall'origine della religione stessa.

Esempi più "recenti" e più rappresentativi possono essere:

- religione cristiana: in epoca medievale usata per provocare guerre (Crociate) in nome di Dio, mentre si voleva esportare il cristianesimo solo per esportare i propri interessi in Paesi che facevano gola dal punto di vista commerciale, nonchè il potere politico da parte della Chiesa romana. Per non parlare dell'eliminazione fisica di "streghe" ed eretici vari, questi scomodi alla Chiesa poichè in grado di ragionare. Le masse che si muovevano per consegnare alle autorità ecclesiastiche queste persone erano notevoli.

- religione islamica: soprattutto in questi anni, con un ritardo di svariati secoli rispetto al cristianesimo, sta inculcando ai propri fedeli, tramite autorità religiose e politiche, obiettivi di ragione politica ed economica. Si cerca di far vedere quello musulmano come un popolo unito e forte ed alle massime autorità islamiche non dispiace essere accusate di fomentare attentati in campo internazionale (forse anche a ragione), perchè con questi atti il resto del mondo è intimorito ed è più facile che si lasci andare a concessioni di svariato genere (aiuti in ambito politico, scambi economici vantaggiosi, silenzio sulla gran parte del lavoro nucleare di alcuni Stati a guida islamica, e non solo dell'Iran).

- buddhismo: gli ultimi venti pro-Dalai Lama testimoniano come il rendersi vittime in pubblico possa funzionare per tentare di riconquistare il peso e il potere politico di cui, prima dell'esautorazione da parte del governo cinese, i tibetani disponevano. Il loro capo supremo aveva un potere politico anche superiore a quello del Papa ed ora sta tentando di aggraziarsi l'appoggio degli occidentali e degli Stati limitrofi alla Cina (vedere l'appoggio concessogli dall'India).

Quindi religione e politica vanno troppo spesso di pari passo. Nell'area islamica abbiamo correnti religiose che si contendono il potere (sciiti, più radicali, contro sunniti, più moderati), o addirittura teocrazie vere e proprie (Iran, dove l'Ayatollah è il Capo dello Stato). Nell'area cristiana invece abbiamo spesso partiti politici a caratterizzazione religiosa che si contendono il potere da anni (in Italia fu la Dc, in Germania la CDU, in Spagna il PP, e così via).

Secondo me la difficile scindibilità tra interessi religiosi e interessi politici impedisce di avere una politica che si occupi di problemi veri senza tornaconti. Avere una società civile laica in politica e magari credente come convinzione personale, sarebbe un passo in avanti auspicabile.

Demètrios
Mariomar
Wednesday, January 05, 2011 1:00 AM
Condivido. E aborrisco la pseudo religione politica che miete vittime in nome di un dio esasperatamente umanizzato e strumentalizzato dagli umani stessi.
DikeNemesi
Tuesday, March 29, 2011 5:14 PM
Quale religione non ha fini politici?
Propongo solo una riflessione:

quale RELIGIONE non ha e non ha mai avuto fini di carattere politico?
A me non ne viene in mente nemmeno una, e a voi?

Grazie,
a presto.
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