Full Version: UN NUOVO SOGNO
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giovalanga
Friday, December 23, 2011 1:09 PM
Toc toc...

Era un uomo, quello che bussava.

Indossava un vestito rosso ed una berretta rossa. Gli stivali erano bianchi, come il ponpon posto alla sommità del berretto. Ciò che spiccava di più, però, non era il colore del vestito, ma la folta barba bianca e un paio di occhiali che, annebbiati dal freddo, non permettevano di guardare gli occhi di quella persona.

Il bimbo gli aprì la porta e, senza pensare che era a casa da solo, lo fece accomodare.
Gli preparò una bella tazza di latte caldo, addolcito col miele, intanto che quell'omone si scaldava al caldo del fuoco.
Il bimbo era incuriosito, voleva fare mille domande a quello strano uomo che aveva accolto in casa propria... Ma non osava e non ne aveva il tempo, perchè doveva rispondere a tutte le domande che lui gli faceva.
Gli ricordava tanto suo nonno che viveva con lui e che era morto l'anno prima, e tanto anche un uomo che aveva visto ritratto su un cartellone pubblicitario e che tutti chiamavano "Babbo Natale".
Era solo da tanto tempo, nonostante la giovane età.
Continuò a parlare con quel "nonno rosso e grosso" a cui ora si erano spannati gli occhiali, e così poteva vedere il suo sguardo curioso, attento ed affettuoso, mentre gli raccontava della sua solitudine di bambino.
Passavano le ore come fossero minuti.... Il vecchio ed il bimbo, insieme, sulla poltrona. Finchè il sonno vinse e lo fece addormentare, appoggiando il capo sul petto dell'omone.
Non avrebbe mai pensato di riprovare quell'emozione di compagnia, di affetto, di un abbraccio sincero.
E il sorriso restò sul suo viso fino alla mattina.

BUON NATALEEEEEEEEEEEE!!!!
Tutti gli facevano mille auguri e lo riempivano di regali, mentre con gli occhi ancora socchiusi cercava di svegliarsi.
Erano i suoi cari, i suoi genitori ed i cugini.
Erano i suoi zii e, per finire, era il suo tanto amato nonno, quello che la sera prima aveva sognato e che nel dolce sonno l'aveva tenuto accanto, abbracciandolo e cullandolo.

E passò un magnifico Natale, dove tutti loro godevano della compagnia reciproca e gioivano, rinnovando il piacere di giocare con quella vecchia tombola che al posto dei segnalini contava fagioli secchi.
E mai profumo più intenso avevano sentito, perchè erano fagioli secchi profumati di olii, di pino, di odori antichi che portavano piacevoli ricordi passati.

Quello della notte precedente, era stato un sogno.
Quell'omone che si era presentato alla porta tutto vestito di rosso ed infreddolito, era stato solo un sogno.

O forse no?


23/12/2011 g.c.

Cobite
Sunday, December 25, 2011 11:43 AM

Anche i sogni fanno parte di noi... eterni bambini anche quando assomigliano molto a babbo Natale.

Un applauso.

Giancarlo
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