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Full Version: Tre ritratti
Caleidos
Sunday, November 12, 2006 11:22 AM
Ritratto I

***

Il paesaggio, colore che ti veste, sembra una tela viva dipinta con il chiasso, con la confusione che sta dentro il mercato del rione.
La figura è morbida, animata da gesti inconsueti e l'espressione è assorta indifferente da scolaro che ascolta la maestra ma ha la testa nel volo di un moscone che ronza in classe in mezzo alla lezione.
Dalla cornice bionda, raccolta per capriccio, sfuggono ciocche ribelli, sul bel viso sbadato, senza trucco, brillano chiari gli occhi birichini di quel monello che marina scuola.
Parli un gergo tanto strampalato da fare ammutolire un laureato.
Svagata fuggi via, leggiadra e prendi in scusa di far la Colazione, sorridi con te stessa, ti trastulli al pensiero birbone e madornale di mandar presto tutti a quel paese.
Mentre ti osservo mangi distratta chissà perché due ciambelle alla volta, t'incipri il viso di zucchero a velo ed hai sul naso la crema del caffè.
In te non vedo la civetteria, la malizia della donna amata, avvezza alla lusinga, alla corte sottile e ricercata.
Non fai caso alle calze attorcigliate, al merletto che spunta dalla gonna ma arrossisci di una cortesia, tieni il broncio e ti sfugge la risata, sei sincera se dici una bugia.
Fai tanta tenerezza, ma quella commovente, delicata del bambino che scrive sul quaderno un meditato, gaio pensierino tra macchie d'inchiostro e cioccolata.
Ti diverti così con allegria, quasi quasi dipingo una vignetta non perdo tempo a scriver la poesia.



Ritratto II

***
L'occhio cerchiato dall'insonne stanchezza ma vispo e sorpreso, gioca buffo, palpitante sul volto trasognato.
L'enfasi della parola in voluttuosi giri diventa suono vocale, metamorfosi del pensiero.
Ti sfiora spesso la sapienza del vivere all'insegna
dell'eterno contrasto che si diverte a smarrirti nel
vuoto senso di un momento fragile.
Se dovessi dipingere col cuore l'immagine che in me
muta non riuscirei a fermare che quell'attimo oscuro
di te.
Dietro i tuoi occhi veglia il riposo pacato ed indifferente,
serio ed immobile s'annoia il tuo volto attento, la parola
scivola nel rumore, involuzione del pensiero, la testa scoppia dolorosa e ti colpisce a volte l'ignoranza del vivere nel nucleo della monotonia che in te si ritrova nell'insensata ed eterna durezza.



Ritratto III

***
La casacca verde del combattente, i pantaloni rossi un poco corti, le scarpe di pezza eternano l'anticonvenzione e quel vago sconforto che rimbalza nel nostro tempo.
Vivi così, nella costante ribellione, selvaggiamente, sempre pronto a non farti sorprendere nel luogo comune, dall'imboscata rapida ed avvilente dell'etichetta.
In te si battono il gabbiano e il gatto, selvaggiamente, ma restano solo le emozioni, i lampi fugaci nella tua memoria e quel vago sconforto come amico la notte.
E quando all'improvviso fuggi dalla scrivania, graffiando l'aria, con la scusa di un caffè, sorridi di sotto l'ala e pensi alle tue calze a strisce colorate.


Caleidos

dadauuumpa
Monday, November 13, 2006 11:41 PM
davvero molto belli Cal

Nina
dadauuumpa
Monday, November 13, 2006 11:44 PM
ehm....ho dato un ok di troppo
davvero molto ben scritti, e pieni di cuore questi tuoi ritratti.
A mio modestissimo parere, un pò nebuloso il secondo.
Non ti conoscevo sotto questo aspetto (di questo tipo di scrittura, intendo)

IO ANDREI AVANTI, fossi in te

Nina
soffio68
Monday, November 13, 2006 11:52 PM
Affascinata da questo narrare che è poesia...pennellate d'autore e ne colgo i colori...
continua ti prego...

una carezza

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Nulla al mondo è normale.
Tutto ciò che esiste è un frammento del grande enigma...
Anche tu lo sei...
Noi siamo l'enigma che nessuno risolve.

Platone

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