Print   Search   Utenti   Join     Share : FaceboolTwitter
(sylvestro)
Wednesday, August 24, 2011 7:29 PM
Che sia pubblico o privato non va piu' di moda, anzi ...
Moody’s declassa il debito del Giappone

24/08 18:55 CET

Crisi economica - Giappone - Politica giapponese

Dopo il declassamento degli Usa da parte di Standard and Poor’s arriva la “bocciatura” anche per il Paese del sol levante, il cui debito ammonta a un livello circa due volte superiore al suo prodotto interno lordo.

Moody’s ha tagliato il rating sul debito sovrano del Giappone ad ‘Aa3’, da ‘Aa2’, a causa del ‘‘grande deficit di bilancio e dell’accumulo del debito pubblico giapponese sin dalla recessione globale del 2009’‘. Una conseguenza immediata é stato il downgrade delle principali banche nipponiche che hanno chiuso in forte calo alla borsa di Tokio.

Una misura che lasciato pressoché indifferente il ministro delle finanze: a suo parere infatti la fiducia nelle obbligazioni da parte degli investitori é immutata.

E’ la prima volta che una grande agenzia di rating abbassa la valutazione sul Giappone dalla catastrofe dell’11 marzo,ma Moody’s aveva espresso le sue preoccupazioni circa il ritmo di crescita dell’indebitamento giapponese già da fine maggio.
(sylvestro)
Monday, March 26, 2012 9:26 PM
Loziodigekko
Tuesday, March 27, 2012 8:30 AM
Re:
(sylvestro), 26/03/2012 21.26:




Direi che era solo ora.


(sylvestro)
Monday, April 02, 2012 2:08 PM
(sylvestro)
Wednesday, April 04, 2012 8:40 PM
laplace77
Wednesday, April 04, 2012 11:06 PM
Re:
(sylvestro), 04/04/2012 20.40:





hahahaha

intorno al minuto 1:30 dice:

negli ultimi tre mesi del 2011, le banche sono state impegnate a sostenere l'acquisto di bot e cct per, appunto, cercare di abbassare lo spread

a me risulta che lo abbiano fatto per incassare il (4/6% - 1%) di interessi...




poi dice:

il problema e' che non ci sono abbastanza denari sia per sostenere l'acquisto di bot e cct e anche per, nel contempo, di dare soldi alle giovani famiglie

a me risulta evidente che le banche preferiscano investire in titoli di stato, anche se piu' rischiosi di quanto erano tempo fa (vedere haircut grecia), piuttosto che prestarli per acquisti mattonari (che di immobili da liquidare alle aste ne hanno tanti e ne avranno anche di piu'), specie se si tratta di prestarli alle "giovani famiglie" (le cui prospettive occupazionali e reddituali sono note)...




e complimenti anche all'intervistatrice-suggeritrice per il suo "e quindi significa", ottima "seconda domanda"...




un paio di cosette interessanti cmq gli scappano, intorno al minuto 2:05...

in questo momento, con redditi inferiori a 50.000 euro e' difficilissimo acquistare casa

come se le giovani coppie avessero questi redditi e come se fosse solo questioni di reddito per pagare le rate e non anche di risparmi per il "down payment"...

vi sono poi anche dei fattori, di cui le banche tengono conto, che non sono solo quelli del reddito, ma anche quelli della stabilita', ad esempio, dell'azienda in cui i familiari, appunto, lavorano

incisi a parte, chissa' che vantaggio sulla stabilita' (del posto di lavoro piu' che dell'azienda in se') con il nuovo articolo 18...

per la stabilita' dell'azieda in se', tra crisi, fallimenti, delocalizzazioni, ristrutturazioni, beh...

mi chiedo come mai, tra gli "altri fattori", non abbia menzionato anche il "patrimonio" (dei mutuatari e delle relative famiglie): il grosso e' patrimonio immobiliare (vedi la fidejussione di mamma' con in garanzia anche la casa dei genitori), come mai ora non interessa piu', le banche ne hanno avuto abbastanza?




piu' interessanti, i dati in coda al servizio...

secondo la FIAIP, nel 2011:

compravendite.........-5,94%
prezzi................-6,90%

la linea del ciclo d'ape punta verso il basso?

laplace77
Wednesday, April 04, 2012 11:38 PM
il realismo di idealista...

...specie se comparato ai bei sogni di AI e costruttori,
che si illudono di un ritorno dei mutui a gogo'...


fonte: idealista.it

come saranno i mutui nei prossimi anni

Mercoledì, 4 aprile, 2012 - 09:22


chi vuole comprare casa è sorpreso, per non dire scioccato, dai costi dei mutui. molti nutrono la speranza che quando finisca la crisi i crediti per la casa tornino alla normalità. tuttavia è probabile che i mutui della prima decade degli anni duemila non siano stati affatto normali e che in futuro le condizioni non saranno più così buone

per quanto tutti parlino male dell'euro in pochi si soffermano a pensare quanto la moneta unica abbia migliorato le condizioni del credito, almeno fino allo scoppio della crisi del debito sovrano italiano. negli anni '80 o '90 per comprare casa bisognava avere molti risparmi, perché i tassi di interesse erano molto alti e gli importi, quando andava bene, coprivano il 60% del valore della casa. poi dal 2002 tutto è cambiato e comprare casa è diventato più facile. ma quei mutui eccezionali non li vedremo più. ecco come saranno nei prossimi anni i prestiti per la casa

prendiamo un caso che si è verificato nel passato recente. nel 2010, con l'euribor e l'eurirs ai minimi, i differenziali delle banche erano di circa l'1,5%. il taeg finale, dunque, poteva essere addirittura al di sotto del 4% per un mutuo a tasso fisso. oggi lo stesso credito potrebbe essere tranquillamente al 6,5-7%. migliore la situazione del tasso variabile, ma con bisogna fare attenzione, perché prima o poi l'euribor aumenta

è assai probabile che le banche nei prossimi anni non si espongano più tanto come negli anni tra il 2003 e il 2009. gli spread , ossia i differenziali di guadagno che la banca applica al tasso di interesse del prestito, sicuramente scenderanno (adesso solo pochi istituti sono sotto il 3%) ma è assai probabile che la media sarà comunque del 2%

inoltre la durata del mutuo si ridurrà. i 40 anni saranno sempre più rari, per non dire inesistenti, e la norma saranno 25 anni. l'importo comune coprirà il 70% del valore della casa e le banche saranno più rigide nel valutare la situazione finanziaria dei richiedenti.



chissa' perche' non la dice tutta, pero'...

che cosa ha permesso alle banche di fare i mutui a gogo'?

la prospettiva di fare le cartolarizzazioni, come negli usa,
solo che da noi sono partiti tardi e hanno cartolarizzato poco,
magari perche' erano cmq coperti dalla fideiussione di mamma'...

ce ne vorra' prima che si torni ai "bei tempi" dei mutui folli...
dgambera
Thursday, April 05, 2012 12:31 AM
sarà un bagno di sangue (cit.)
(sylvestro)
Friday, April 06, 2012 6:17 PM



Arriva il piano famiglie per i debitori meritevoli

6/4/2012

Per le famiglie e le persone in difficoltà con il rimborso di mutui e prestiti l’estensione della ristrutturazione del debito approvata dal Consiglio dei Ministri dà la possibilità di uscire con le proprie forze da una grave situazione economica, soprattutto senza incorrere nel pignoramento dei proprio beni. Infatti, secondo alcuni dati della Banca d’Italia circa il 27,7% delle famiglie è indebitato pesantemente e risulta a rischio fallimento. Tra questi l’11,4% ha difficoltà economiche dovute al pagamento di finanziamenti per l’acquisto o la ristrutturazione di un’abitazione.

Il nuovo disegno di legge denominato Piano Salva Famiglie scioglie l’obbligo da parte del debitore di trovare un accordo direttamente con le banche o gli istituti creditori, soluzione questa che in molti casi dava poche chance di effettuare una rinegoziazione ragionevole da parte del debitore. Chi si trova in difficoltà potrà oggi contare su un organismo di aiuto e sostegno, denominato Composizione della crisi che, oltre a garantire ai creditori la fattibilità del piano di ristrutturazione, definirà le tempistiche e le modalità del rimborso.

La Composizione è il primo passo verso la definizione della ristrutturazione del debito, ma questo passaggio servirà soprattutto a capire l’utilizzo che il richiedente ha fatto dei mutui o dei prestiti che ha contratto, e quindi a chiarire se il richiedente è effettivamente un debitore meritevole. Non sempre, infatti, la somma richiesta è proporzionata al proprio livello di reddito e questo rischia di rendere il finanziamento per il richiedente insostenibile già in partenza.

In alternativa una soluzione percorribile per evitare il pignoramento dei beni sarebbe quella di liquidare i beni a disposizione per fronteggiare, almeno in parte, il debito accumulato. Soluzione, questa, che però non è sempre percorribile perché nella maggior parte dei casi la liquidazione equivarrebbe ad un pignoramento.

Per poter fronteggiare al meglio le situazione di forte difficoltà che possono verificarsi nel caso di licenziamento o di spese improvvise importanti MutuiOnline.it suggerisce di richiedere sempre finanziamenti ampiamente sostenibili dal reddito del consumatore: ad esempio, è buona norma verificare che le rate mensili di un mutuo non superino un terzo dello stipendio (o del reddito mensile disponibile nel caso si tratti di una famiglia con più redditi).

L’altra grande novità risiede nella riduzione della soglia di rimborso dei debiti, che scende dal 70% al 60%: in questa modo il debitore salderà solo una fetta dei debiti e la rimanente verrà cancellata. Ovviamente per soddisfare le richieste dei propri creditori il richiedente potrà offrire, oltre ai beni di cui è proprietario, anche quelli di cui potrà usufruire in futuro come, ad esempio, la liquidazione o un’eredità. In ogni caso tutti i provvedimenti volti a risanare il debito dovranno essere esaminati e poi convalidati da un giudice, al quale spetta l’ultima parola sulla fattibilità del piano e sulla regolarità della richiesta. Una volta presentato il piano di ristrutturazione ai creditori la famiglia, a patto che rispetti il piano, può ritenersi al sicuro non solo dal pignoramento ma dai possibili provvedimenti intrapresi dai creditori che non aderiscono all’accordo (i cosiddetti creditori privilegiati): per loro infatti non rimane altro che rifarsi al provvedimento del tribunale.
(sylvestro)
Sunday, April 15, 2012 10:10 AM
(sylvestro)
Friday, May 04, 2012 4:43 PM
Rallenta il calo della domanda di prestiti da parte delle famiglie: -9% a marzo 2012


​Le evidenze dell’analisi del patrimonio informativo di EURISC – Il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF mostrano che dopo un inizio d’anno caratterizzato da una pesante contrazione del numero di richieste di prestiti personali e finalizzati da parte delle famiglie italiane, nel mese di marzo l’andamento della domanda contiene il calo facendo registrare un più contenuto -9% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Dopo un inizio d’anno caratterizzato da una pesante contrazione del numero di richieste di prestiti personali e finalizzati da parte delle famiglie italiane, nel mese di marzo l’andamento della domanda contiene il calo facendo registrare un più contenuto -9% rispetto allo stesso periodo del 2011.
Di seguito sono riportati i dati di dettaglio della domanda di prestiti rilevata su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni creditizie. Le variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono indicate sia in valore assoluto sia ponderate, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi.


Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Il grafico riepilogativo della domanda di prestiti a partire da gennaio 2009, quando la crisi economica aveva da poco iniziato a far sentire i suoi effetti, rende più evidente la dinamica in atto.


Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Distinguendo la domanda nelle due tipologie di prestiti e confrontando i dati ponderati sui giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2011, emerge come a marzo 2012 siano stati i prestiti personali a far registrare una performance meno negativa, con un -7% rispetto al -10% rilevato per i prestiti personali. Il grafico seguente mette a confronto l’andamento della domanda di prestiti personali e di prestiti finalizzati a partire da gennaio 2009.


Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Analizzando l’andamento della domanda di prestiti non nel singolo mese ma complessivamente nel primo trimestre dell’anno rispetto ai precedenti, si evidenza un calo pari a -14% rispetto al corrispondente periodo 2011. La contrazione del numero di richieste però sale a -24% rispetto ai primi tre mesi del 2008, quando la crisi economica ancora non era scoppiata.

DOMANDA DI PRESTITI (numero di richieste) nel I trimestre 2012 – a parità di giorni lavorativi


Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie


Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie


Analizzando le richieste in funzione della durata del prestito, continua ad essere la classe oltre i 5 anni a crescere maggiormente, risultando essere anche quella maggiormente preferita dagli italiani, con quasi il 24% del totale, seguita dalla fascia di durata compresa tra i 2 e i 3 anni (con una quota pari a oltre il 18%), andamenti dovuti principalmente all’effetto dei prestiti finalizzati.
La distribuzione per classi di importo, invece, per i prestiti finalizzati conferma il trend di redistribuzione verso i ticket più bassi: sotto i 5.000 euro si concentra infatti oltre il 67% della domanda complessiva.
L’importo medio dei prestiti finalizzati richiesti nei primi tre mesi dell’anno in corso si è assestato a 5.259 euro contro i 5.407 euro del primo trimestre 2011.


Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Anche per i prestiti personali si registra una redistribuzione verso gli importi più contenuti e le fasce di importo comprese tra i 5.000 e i 20.000 euro continuano a essere quelle in cui si concentra la maggior parte della domanda, arrivando ad una quota complessiva vicina al 60% del totale. L’importo medio cumulato nei primi tre mesi si attesta a 12.359 euro contro i 12.614 dello stesso periodo del 2011.


Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Analizzando infine l’età dei soggetti richiedenti prestiti, nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati, nel primo trimestre dell’anno in corso è nella classe compresa tra i 35 e i 44 anni che si concentrata la maggior parte della domanda, con oltre il 26% del totale.

“In conclusione, questo rallentamento nella caduta della domanda di Prestiti registrato a Marzo, dopo le forti contrazioni del primo bimestre 2012 – commenta Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau Services di CRIF - non deve essere interpretato come una inversione di tendenza, poiché il dato si appoggia su quello di Marzo 2011, cui quando la domanda di Prestiti aveva presentato un cedimento dopo la crescita registrata nel primo bimestre dello scorso anno: siamo ancora in una fase di aspettative confuse, che si riverberano in questi comportamenti altalenanti, perché tattici, messi in atto dalle famiglie italiane”.
(sylvestro)
Thursday, May 17, 2012 7:17 AM
click per ingrandire

(sylvestro)
Sunday, May 27, 2012 10:12 AM
Articolo del 25/05/2012

La situazione dei mutui in Valle d’Aosta


L’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, sezione mediazione creditizia, spiega che le famiglie in Valle d’Aosta hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 24,39 milioni di euro nel quarto trimestre del 2011. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra dunque una variazione delle erogazioni in regione del -24,4% per un controvalore di -7,87 mln di euro.
L’intera Macroarea Italia Nord-Occidentale ha fatto rilevare una variazione rispetto all’analogo trimestre del precedente anno pari a -21,24%, la regione segue la tendenza in atto nell’area di appartenenza.
A livello nazionale è stata registrata una contrazione media del -25,29% e tutte le regioni hanno mostrato una variazione negativa rispetto al medesimo trimestre del 2010. Nonostante la contrazione, la variazione percentuale della regione corrisponde alla 7a miglior rilevazione trimestrale nazionale. Nel periodo in analisi la regione ha inciso per lo 0,22% di tutti i volumi erogati in Italia.
Guardando all’andamento delle erogazioni sui 12 mesi, ed analizzando quindi i volumi di tutto il 2011, la regione Valle d’Aosta mostra una variazione negativa delle erogazioni pari a -16,41% per un controvalore di -19,02 mln di euro. Sono dunque stati erogati nell’ultimo anno 96,92 mln di euro, volumi che collocano la regione all’ultimo posto tra tutte in Italia per volumi erogati con un incidenza sul totale pari allo 0,2%.
Da tenere sempre in considerazione il fatto che gli erogati includono anche i mutui di sostituzione/surroga che negli scorsi anni hanno decisamente sorretto il mercato del credito ipotecario. Tali volumi sono ormai residuali rispetto a quelli espressi negli anni 2009 e 2010. Secondo fonti interne all’Ufficio Studi Tecnocasa questa tipologia di operazioni hanno rappresentato nel quarto trimestre 2011 circa l’1,5% dei volumi mentre rappresentavano circa il 10% del campione esattamente un anno prima.
Nel quarto trimestre 2011 la regione Valle d’Aosta ha fatto registrare un importo medio di mutuo (media ponderata a 12 mesi) pari a 125.900 euro, in diminuzione rispetto a quanto rilevato durante il trimestre precedente quando il ticket medio ammontava a 127.000 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato per circa l’1% in più rispetto al mutuatario medio italiano.
Questa è la versione 'lo-fi' dell Comunità Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 10:08 PM.
Copyright © 2000-2012 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com