Come si evince dai miei commenti soprastanti, aspettavo con ansia questo "La Meute".
Volevo anche farmelo piacere, sul serio, perchè è un pezzo che non vedo un bell'horror francese, e negli ultimi anni me ne eran piaciuti parecchi.
Ma....se dovessi definire questo The Pack in una parola direi "ingenuo".
Il tutto parte bene, c'è una protagonista veramente cazzuta (metallara, tatuaggio sul collo, scritta HATE sulle nocche, trucco pesante), c'è un'ottima fotografia, e un'impostazione di una rozza, pazza e quasi barbara campagna francese seconda per impressività solo a quella vista in calvaire.
Poi il tutto si perde...ma in maniera clamorosa, nella seconda metà di film.
Succede una cosa e ti chiedi "....oddio, perchè?" almeno 3-4 volte.
La tragedia inizia bene: C'è una ragazza in viaggio (non sai per dove, non sai perchè) che accoglie un'autostoppista (che prende fin troppo in confidenza, ma ok, facciamo finta di non averlo notato, vi dico solo che dopo mezz'ora che si conoscono si passano già le sigarette di bocca e lei gli fa guidare la sua automobile mentre lei dorme...) comunque, i due raggiungono un bar (che se ero io col cazzo che mi fermavo in un posto del genere...) e il ragazzo, dopo essere entrato in bagno, "scompare".
La giovane si insospettisce, capisce che qualcosa non va in quel luogo, e vuole ritorvare il suo "nuovo amico" sparito nel nulla.
Fino a qua tutto fila, poi un disastro di sceneggiatura...
Spoiler
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Il twist sovrannaturale proprio non me l'aspettavo.
Ma ok, ci può stare che c'è una famiglia di pazzi che nutre mostri per via di una non ben specificata leggenda (ehm...mia madre dice che sangue+terra=mostri! uga buga!)
Ma poi:
La fucilata che non ammazza la vecchia da 10 centimetri perchè "non scorda mai la sua cotta metallica", MAVAFFANCULO! Una doppietta addosso ti sfonda mininmo la cassa toracica!
Poi: il ragazzo che diventa buono-cattivo-buono-cattivo non sai perchè.
E non ditemi che è per amore, perchè cazzo uno che per anni sbudella gente non può redimersi di colpo! e poi per chi? per una delle sue vittime a caso?
Cos'ha di diverso sta ragazza da quella, per esempio, di fine film?
Un altra figona da copertina, ma però questa la ammazziamo, dai , che fa figo.
E il finale?
Ma che cazzo di finale è?
La ragazza sopravvive (che vabbè, senza na gamba moriresti in 10 mniuti MA VABBE') e cosa fa di bello?
SI RIMETTE A FARE LA SBUDELLATRICE DI GENTE COME LA VECCHIA MA PERCHE' PORCA PUTTANA PERCHE!.
No vaffanculo, ma mi state prendendo per il culo?
Che cazzo è?
Sul serio, uno sfacelo.
A parer mio film indifendibile e che non si può salvare nemmeno volendo.
Voto 4.5
Dire che poteva essere meglio è un'eufemismo.
The Reign of Horror
Tuesday, April 12, 2011 3:52 PM
questo il commento di Alberto Presutti, tratto dal sito
Charlotte, una ragazza anticonformista, dà un passaggio a Max, un autostoppista, mentre è inseguita da tre bruti in motocicletta. Giungeranno in un ristorante per camionisti che si trova nel mezzo del nulla, fra paesaggi desolati, erbacce e immondizia sparsa qua e là. Max entra in bagno e non ne esce più. La curiosità di Charlotte le sarà fatale. Scoprirà, a sue spese, come la titolare del locale sia la madre di Max e non solo...che abbia continuo bisogno di vittime per sfamare un branco di “ghouls”. I mostruosi “uomini-talpa” fuoriescono dal terreno, spinti dal fiuto per il sangue e renderanno la vita assai difficile ai protagonisti della vicenda. “The Pack” in inglese, “La Meute” ( produzione Francia 2010) presenta un'idea originale quale quella degli “uomini-talpa”, per quanto fin troppo simili alle creature sotterranee di “The Descent”. Un inizio davvero pieno di suspense, che poi il regista Richard non sa mantenere, perdendo ritmo, recuperando in parte con l'apparizione dei mostri, ma confondendo le idee allo spettatore nel caotico finale. Numerosi i rimandi e le citazioni, in questo “ La Meute ”, a tutto il cinema dell'orrore francese che lo ha preceduto, seguendo una cifra stilistica che lo connatura. Il gore , seppur presente, non è eccessivo né gratuito, e gli attori, tra cui un veterano come Philippe Nahon, sono in parte.“ La Meute ” pur non essendo un gran film, resta memorabile per le sue creature, forse più di quanto non vi sia riuscito il “The Descent” di Marshall.