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Full Version: Tette finte
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Wednesday, May 21, 2008 12:21 AM
Le richieste Liposuzione, aumento del seno e plastica alle orecchie
Seni rifatti, i divieti per le ragazzine
Germania: intervento estetico per 100mila under 18 l'anno. La Cdu: obbligatorio il doppio parere medico



Elena Santarelli (Ansa)

MILANO - Per due su 5, la liposuzione è il grande sogno proibito. Una su 10, invece, si spinge un po' più in là; a mamma e papà chiederebbe in regalo un bel seno nuovo, e chi se ne importa se il compleanno da festeggiare varia dal nono al 14esimo, quando la donna è ancora nascosta dietro la bambina.

Le adolescenti tedesche (e i loro coetanei maschi) si lasciano sedurre in massa dal bisturi — 100.000 under 18 si sottopongono ogni anno a un'operazione di estetica — e il governo, preoccupato, corre ai ripari. Parola d'ordine: «Reagire», come proclama Marion Caspers- Merk, segretaria di Stato parlamentare alla Sanità. L'obiettivo è quello di limitare il più possibile — al netto di orecchie a sventola, malformazioni o cicatrici — il ricorso dei teenager alla chirurgia estetica. Perché l'ok dei genitori non basta più. E così, mentre l'associazione di consumatori Verbraucherzentrale chiede di introdurre un «tempo di riflessione di 6 settimane» tra il primo faccia- a-faccia con il medico e l'intervento, la Cdu di Angela Merkel pensa a un protocollo nazionale che renda obbligatoria una «doppia consulenza», incrociata e vincolante, di due specialisti.

«Ma una legge non serve: basterebbe che i medici fossero più seri», commenta lapidario Francesco D'Andrea, docente di Chirurgia plastica a Napoli II e segretario del Sicpre, la Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Perché è vero che la richiesta di interventi in fase adolescenziale c'è, anche in Italia: «A livello mediatico c'è un bombardamento sulle possibilità offerte dalla chirurgia plastica, e il ragazzino non si rassegna ad aspettare. Ma nessun collega opererebbe un seno prima dei 18-20 anni».
Nel nostro Paese, oltretutto, «la chirurgia estetica non rientra nei livelli essenziali di assistenza — ricorda Carlo Lucchina, direttore generale della sanità in Lombardia —, quindi il sistema sanitario è coinvolto solo in casi di natura clinica specifica ». E regolamentare con un arbitrato il ricorso a prestazioni private rischia di essere complicato. Se non, addirittura, «un'interferenza e un sopruso », come lo definisce Maurizio Priori, presidente della Sies (Società italiana di medicina e chirurgia estetica). Perché «intervenire sul seno a quell'età è discutibile, a meno che sia necessaria una riduzione per evitare cifosi alla schiena; ma ci sono altri interventi, dalla liposcultura all'otoplastica, che hanno un rischio bassissimo e possono liberare da seri complessi psicologici ». Liposuzione (vale a dire liposcultura), aumento del seno, plastica a naso o orecchie: queste, secondo Priori, le richieste più diffuse tra gli under 18. La rimozione della cellulite è in cima alla classifica, «ma andrebbe fatta anche come medicina preventiva, per evitare aumenti di peso o volume... ». Insomma, «ci sono casi — chiosa D'Andrea — in cui la chirurgia estetica su un giovanissimo è giustificata».

Niente leggi, tagliano corto i chirurghi; no ai divieti, concorda la scrittrice Melissa Panarello, 22 anni. Lei un paio di anni fa ci aveva pure pensato, «volevo un seno più grande, giusto per riempire qualche vestito... Poi ho deciso: nel caso, preferisco avere prima un bambino. Ma temo che una limitazione alla facoltà di decidere del proprio corpo possa portare al "turismo sanitario"». E comunque, ride, «qui una cosa del genere non passerà mai, con questo governo che pensa a portare le belle ragazze in Parlamento... ». La sua quasi-coetanea Elena Santarelli, su Mtv Italia con Trl-Total Request Live, la vede un po' diversamente: «Io il seno me lo sono rifatto a 24 anni, pensavo che con il mio fisico sarei stata meglio così. Ma sono favorevole a una regolamentazione ». Il motivo sta anche nelle ragazze che incontra in studio, «alcune mi dicono: come vorrei avere il tuo corpo... Ma rifarsi il seno non vuol dire diventare automaticamente così! Tra le giovanissime vedo una crescita dell'obesità, fumano e bevono, mangiano al fast food, non fanno sport. Poi si guardano allo specchio e non si riconoscono più. Ma a quel-l'età, il fisico si può modellare ». Anche senza bisturi.

Gabriela Jacomella
20 maggio 2008

Cor
sperminator
Wednesday, May 21, 2008 7:55 AM
non mi sembra un argomento da legiferarci su ..
free-life
Wednesday, May 21, 2008 9:23 AM
Re:
sperminator, 21/05/2008 7.55:

non mi sembra un argomento da legiferarci su ..





infatti...basterebbe un pò più di serietà da parte dei medici....ma visto che non c'è è meglio mettere dei "paletti"....anche se io sarei molto più drastica e vieterei a tutte le minorenni la chirurgia al seno





g
Wednesday, May 21, 2008 10:23 AM
Re: Re:
free-life, 21/05/2008 9.23:





infatti...basterebbe un pò più di serietà da parte dei medici....ma visto che non c'è è meglio mettere dei "paletti"....anche se io sarei molto più drastica e vieterei a tutte le minorenni la chirurgia al seno






Ma ci sono i venditori di farmaci ke pongono l'avidità come 1 valore



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Thursday, April 01, 2010 12:59 PM
LA NOTIZIA
Allarme protesi contraffatte in Francia
“Possibili ricadute anche in Italia”




di Adele Sarno
Allerta in Francia per protesi mammarie non a norma.
A rischio 30-40 donne operate a partire dal 2001.
Secondo le autorità francesi gli impianti
contengono un gel di silicone differente da quello autorizzato.
Ma l'azienda che le produce distribuisce anche in Italia

Protesi mammarie difettose per le donne francesi. Sono 30-40 mila quelle che corrono il rischio di un impianto non a norma. Un’emergenza che ha spinto le autorità sanitarie locali a ritirare dal mercato quelle prodotte dalla Poly Implant Protese, considerate difettose, e a rivolgere, attraverso la stampa nazionale, un appello a chi è stato operato a partire dal 2001 a contattare il proprio chirurgo. Secondo "Le Parisien", la procura di Marsiglia ha aperto il 23 marzo un'inchiesta preliminare contro ignoti per "truffa" e "esposizione a pericolo della vita altrui" in relazione ai rischi degli impianti che rischiano di rompersi con maggiore frequenza di altri.

Sotto accusa il gel al silicone utilizzato dall'azienda, la Poly Implant Protese, che era differente da quello dichiarato e autorizzato dalle autorità francesi. Il capo dell'Afssaps, Jean Marimbert, ha osservato che "i comuni impianti mammari hanno una durata di vita di una decina d'anni" e nel caso delle protesi in questione si assiste a "rotture più frequenti e più precoci". La PIP, azienda creata nel 1991, è il quarto fabbricante mondiale di impianti mammari ma negli ultimi mesi ha attraversato difficoltà finanziarie aggravate dallo scandalo. L'Agenzia di sicurezza sanitaria in Francia (AFSSAPS) ha lanciato un’allerta in tutta Europa e negli Stati Uniti per avvertire dei possibili rischi degli impianti e consigliato di consultare un chirurgo per sottoporsi a un esame.

Ma in Italia? Ogni anno 180mila persone ricorrono alla chirurgia plastica per correggere difetti, veri o presunti. E, secondo un sondaggio della SWG, sono 25mila le donne che si sottopongono a un intervento per un seno nuovo. Tra le protesi impiantate anche quelle usate in Francia. “La Poly Implant Protese distribuisce anche nel nostro Paese, ci sono possibili ricadute, ma meglio evitare allarmismi”, conferma il professor Andrea Grisotti, presidente della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Gli impianti PIP (Poly implant prothese), si legge sui giornali francesi, si rompono con frequenza doppia rispetto a quella di altre marche e "senza un’apparente spiegazione", ha spiegato Jean-Claude Ghislain dell'Afssaps. Un problema facilmente spiegabile, anche secondo il professor Paolo Palombo, direttore della struttura complessa Centro ustioni e chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Ospedale S. Eugenio di Roma, che conferma: "Sono protesi di scarsa qualità e chi le usa chi risparmia".

Non è la prima volta, ricorda Palombo, che si affronta il problema delle protesi in Italia. Tanto che, secondo il ministero della Salute, il 20-25 per cento delle protesi impiantate nel nostro Paese sarebbe rimosso per esigenze mediche. Proprio per questo aspetta l'approvazione finale la legge che, oltre a vietare gli impianti alle minorenni, istituisce il Registro delle protesi, che consente la piena tracciabilità del materiale usato dal chirurgo sul corpo della paziente. Attraverso un codice è possibile risalire al medico che ha operato, alla struttura, al numero di protesi, alla sede dell'impianto (seno destro o sinistro) e la localizzazione. Inoltre sono usate soltanto protesi dal marchio CE, cioè garantite dalla comunità europea.

“Le donne non devono allarmarsi in questo momento - commenta il presidente della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica - ma se hanno avuto disturbi e infammazioni della protesi, possono chiedere nella struttura dove hanno subito l'intervento la cartella clinica e verificare la marca dell'impianto. In alternativa possono sempre contattare il proprio chirurgo".

Anche il sottosegretario alla Salute Francesca Martini lancia un appello ai medici chirurgi per verificare se anche in Italia sono state impiantate protesi, (come in Francia dove è scattato un allerta) del genere PIP (Poly implant prothese), che si rompono con frequenza doppia di quella delle altre marche. "Mi rivolgo ai medici seri e coscienziosi - ha detto Martini - perchè in Italia, fino a quando non sarà approvata la legge che introduce il registro sulle protesi, non sarà possibile tracciare le donne che hanno subito un intervento di questo tipo e non sarà possibile sapere che tipo di protesi hanno". Martini, dopo l'allarme in Francia, auspica che ora il disegno di legge che introduce appunto il registro delle protesi e che vieta anche gli interventi alle minorenni, passi velocemente l'esame della conferenza Stato Regioni per poi essere approvato dalle Camere.
(Marzo 31, 2010)

Rep


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Thursday, November 10, 2011 10:22 AM
La protesi a pompetta
per il seno, l'ultima follia
della chirurgia plastica




Protesi al seno regolabili, che permettono di ingrandire il seno rifatto anche del 30 per cento, fino a un anno dopo l'intervento. Arriva dagli Usa l'ultima mania in fatto di chirurgia estetica. L'aumento di volume è ottenuto grazie a un particolare fluido rilasciato attraverso una piccola pompa e iniettato nella protesi attraverso una valvola. Il meccanismo è stato ideato a scopo terapeutico, per recuperare la simmetria dei seni dopo interventi di asportazione di un tumore alla mammella. Gli esperti mettono in guardia dall'abuso dello strumento per fini estetici: la possibilità di regolare da sole la propria taglia, può portare le donne ad abusare del meccanismo. E le curve eccessive sono spesso causa di problemi per la salute

Rep


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Thursday, November 10, 2011 10:23 AM



g
Tuesday, December 20, 2011 2:52 PM
In Francia(a breve anke in Italia)c'è 1 rikiamo e l'indicazione di rioperarsi x togliere le protesi fatte con Silicone industriale al posto di qll kirurgico in nome dell'avidità del fabbricante
g
Sunday, December 25, 2011 11:48 PM
IL CASO
Protesi nocive al seno, paura in Europa
Interpol chiede arresto fondatore Pip




Jean Claude Mas (afp)

Ricercato il presidente della società
che avrebbe utilizzato silicone non conforme alle regole sanitarie
per le protesi al seno.
Il ministro Baladuzzi: "Non c'è alcun rischio di cancerogenicità".
Controlli a tappeto anche nel nostro paese
di VALERIA PINI
PSICOSI in Europa per lo scandalo delle protesi al seno nocive. E l'Interpool ha chiesto oggi l'arresto di Jean Claude Mas, fondatore della società Pip (Poly implants prosthesis) che fabbrica gli impianti considerati a rischio.

Sono trentamila le donne che in Francia, paese dove è scoppiato lo scandalo, verranno richiamate entro la fine della settimana per farsi sostituire gli impianti della compagnia, in bancarotta e messa sotto inchiesta nel 2010 dalle autorità.

Il mandato di arresto. In un primo momento era stata diffusa la notizia che Jean-Claude Mas, 72 anni, è ricercato dal Costarica per avere attentato alla "vita" e alla "salute", nella vicenda delle protesi mammarie francesi. Qualche ora dopo sul sito dell'Interpol è stato chiarito che l'uomo è ricercato perché avrebbe commesso dei reati in stato di ubriachezza ed è stato condannato in contumacia a tre anni.

Il dubbio. Una settimana fa l'agenzia per la sicurezza sanitaria francese aveva lanciato l'allarme per la scoperta di otto casi di tumore in donne che avevano impiantato quel tipo di protesi, precisando solo in seguito che non esisteva una correlazione certa. Trentamila donne in Francia e centinaia di migliaia in tutto il mondo restano ora nel dubbio. Oggi il ministero della Sanità francese, Xavier Bertrand, ha comunque raccomandato "a titolo
preventivo e senza carattere d'urgenza" il loro espianto, perché anche se non è provato che aumentino i rischi di cancro, le protesi Pip si romperebbero facilmente.

Allarme in Italia. Allarme anche in Italia dove il ministro della Salute, Renato Balduzzi, confermando "che non c'è alcun rischio di cancerogenicità", ha istituito un gruppo di lavoro in modo da monitorare la situazione e fornire tutte le informazioni utili. Al momento, ha spiegato il ministro, "sono in contatto con il mio collega francese. La Francia dovrebbe in questa settimana ufficializzare un piano di intervento e qualora dovessero arrivare ulteriori informazioni le valuteremo".

Secondo le stime, circa 4.300 sarebbero le protesi Pip impiantate in Italia. E in queste ore, i Comandi dei carabinieri dei Nas stanno effettuando verifiche presso i distributori di dispositivi medici per rintracciare i centri e i professionisti che potrebbero aver acquistato e utilizzato le Pip.

La Gran Bretagna. In Gran Bretagna il responsabile del settore medico, Sally Davies, ha dichiarato che il governo non consiglierà la rimozione delle protesi Pip alle 42 mila donne che le hanno impiantate in Inghilterra. "Rispettiamo la decisione del governo francese, ma nessun altro paese ha fatto questo passo perché attualmente non ci sono prove a supportarlo", ha detto Davies, mentre il ministro della Sanità, Andrew lansley, ha detto alla Bbc che "non ci sono prove di tossicità e non abbiamo prove di sostanziali differenze in termini di rotture di questi impianti rispetto agli altri".

Gli altri paesi. In Belgio, l'agenzia sanitaria ha ordinato esami clinici sistematici nei confronti delle donne portatrici di protesi Pip. Secondo quanto riportato dalla stessa azienda nel procedimento per bancarotta iniziato nel 2010, il 27-28% delle esportazioni di queste protesi è stato venduto in paesi dell'Europa occidentale, come Gran Bretagna, Spagna, Italia e Germania, fra il 2007 e il 2009.

(23 dicembre 2011)

Rep


g
Sunday, December 25, 2011 11:52 PM
IL CASO
Allarme protesi, Balduzzi convoca Css
Francia, 30mila donne dovranno toglierle




Una protesi mammaria Pip difettosa

La paura per gli impianti difettosi arriva in Italia
dove potrebbero essere tra i 4 e i 5mila i casi a rischio.
Si attendono le valutazioni del Consiglio Superiore di Sanità
"con carattere di urgenza".
Libération: "Possono strapparsi e provocare dei tumori".
Parigi: "La nuova operazione sarà a carico dello Stato"

ROMA - Dopo la segnalazione delle autorità francesi sulla pericolosità delle protesi mammarie Pip difettose, l'allarme si è spostato in Italia e il ministro della Salute Renato Balduzzi ha convocato d'urgenza il Consiglio Superiore di Sanità per avere una valutazione richiesta "con carattere di urgenza". Secondo le autorità sanitarie francesi le protesi mammarie Pip (Poly implants prothèses) potrebbero causare il cancro. Trentamila donne francesi che hanno effettuato l'impianto sono ora considerate a rischio e dovranno al più presto tornare dal chirurgo per rimuoverle.

Secondo una stima in Italia potrebbero essere "tra le 4mila e le 5mila le protesi Pip impiantate" sottolinea il chirurgo plastico Giulio Basoccu, dell'Università La Sapienza di Roma. Le protesi fabbricate dal 2001 dall'azienda francese Pip, e fuori dal mercato da circa due anni, sono finite sotto accusa perché fabbricate con silicone diverso da quello dichiarato alle autorità sanitarie e destinato invece a usi industriali. "Secondo una stima generale - spiega Basoccu - le protesi Pip arrivate e utilizzate in Italia sono all'incirca il 10-15% di quelle prodotte e utilizzate in Francia. Dunque, si stima che le Pip impiantate in Italia siano circa 4-5mila".

Nel frattempo il ministero della Salute ricorda che il 1 aprile 2010, con una circolare, lo stesso dicastero invitava gli operatori sanitari a non usare questi dispositivi, dopo che il 30 marzo 2010 l'Autorità francese
aveva comunicato il ritiro delle stesse protesi. Nella circolare, sottolinea il ministero della Salute, si invitava a "mettere in quarantena" le protesi Pip e a "segnalare eventuali incidenti". Contemporaneamente era stato chiesto ai Nas di verificare la presenza sul territorio nazionale del prodotto e di operare affinché non potesse essere più distribuito.

Tutte le donne con protesi al seno che "non conoscono quale tipo di protesi sia stata loro impiantata o che hanno il sospetto che sia stata utilizzata una protesi di bassa qualità, è bene che si rivolgano al chirurgo che ha eseguito l'impianto chiedendo informazioni o, se ciò non è possibile, che facciano delle indagini di controllo", consiglia il chirurgo Basoccu. "Almeno qualche migliaia di tali protesi è stata utilizzata anche in Italia, ma il problema - avverte l'esperto - è che molte pazienti italiane potrebbero non essere a conoscenza del tipo di protesi che è stata loro impiantata, e dunque potrebbero non sapere di avere un impianto Pip".

Questo accade perché, spiega Basoccu, "le protesi Pip, di costo contenuto, è probabile siano state utilizzate specie in strutture non altamente qualificate o ambulatori chirurgici che non rilasciavano cartelle cliniche. La difficoltà oggi - sottolinea - potrebbe dunque essere quella di riuscire a risalire a tutte le pazienti che hanno avuto questi impianti".

La Francia ha quindi deciso di richiamare entro il 24 dicembre le trentamila donne con impianti accertati Pip perché si sottopongano alla loro rimozione, si legge sul quotidiano Libération: "Le protesi, concepite a partire da un gel non conforme, possono strapparsi e provocare, oltre a delle infiammazioni, dei tumori". Lo scorso 15 dicembre il professor Jean-Yves Grall, responsabile del ministero della Salute, aveva riferito che otto casi di cancro erano stati segnalati su pazienti che portavano delle protesi Pip difettose. Il governo ha confermato che entro la fine della settimana annuncerà il suo piano d'azione sulle protesi. "L'urgenza è che tutte le donne che portano delle protesi Pip ritornino dal chirurgo", ha detto la portavoce del governo, Valerie Pecresse. "Se si tratta di un'urgenza sanitaria e di salute pubblica la nuova operazione sarà a carico dello Stato". La giustiza, che ha ricevuto oltre 2mila denunce da parte delle donne che portavano questo tipo di protesi, ha aperto un'inchiesta per "ferite e omicidio colposo".

(20 dicembre 2011)

Rep


g
Sunday, December 25, 2011 11:56 PM
Ma xké kzz farsi le angurie finte e falsissime se l aNatura fa tettine







così?
g
Monday, December 26, 2011 1:11 AM
Richiamate 30 mila donne
operate al seno
In Francia allarme per le protesi killer




£o mila i casi sospetti per le protesi Pip

La Francia ha deciso di richiamare 30.000 donne
affinche' si facciano rimuovere delle protesi al seno
considerate cancerogene:
e' quanto si legge sul quotidiano Liberation.
Prima della fine della settimana, le autorita' sanitarie francesi
chiederanno a tutti le donne
che portano le protesi in silicone della marca PIP di farsele rimuovere.

Parigi,

La Francia ha deciso di richiamare 30.000 donne affinche' si facciano rimuovere delle
protesi al seno considerate cancerogene: e' quanto si legge sul quotidiano Liberation. Prima della fine della settimana, le autorita' sanitarie francesi chiederanno a tutti le donne che portano le protesi in silicone della marca PIP di farsele rimuovere: "le protesi, concepite a partire da un gel non conforme, possono strapparsi e provocare, oltre a delle infiammazioni, dei tumori", afferma ancora Liberation.

Otto casi di cancro sono stati segnalati su pazienti che portavano delle protesi PIP difettose, aveva riferito lo scorso 15 dicembre il professor Jean-Yves Grall, responsabile del ministero della Salute. Il governo ha confermato che entro la
fine della settimana annuncera' il suo piano d'azione sulle protesi.

"L'urgenza e' che tutte le donne che portano delle protesi PIP ritornino dal chirurgo", ha detto la portavoce del governo, Valerie Pecresse, a una domanda sull'articolo di
Liberation. "Se si tratta di un'urgenza sanitaria e di salute pubblica la nuova operazione sara' a carico dello Stato". La giustiza, che ha ricevuto oltre 2.000 denunce da parte delle donne che portavano protesi di tipo PIP, ha aperto un'inchiesta per "ferite e omicidio colposo"

RN24


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Thursday, January 26, 2012 2:51 PM
Rischio tumore
Protesi Pip,
arrestato il fondatore dell'azienda




Jean-Claude Mas

"E' stato interrogato a casa della sua compagna,
e ora e' guardato a vista",
ha riferito una fonte di polizia.


Parigi, 26-01-2012

La polizia francese ha arrestato Jean-Claude Mas, il fondatore dell'azienda che produceva gli impianti mammari difettosi Pip, che hanno provocato un clamoroso allarme sanitario perche' considerate a rischio. L'uomo, secondo una fonte della polizia, e' stato arrestato nella villa della sua compagna nel sud della Francia.

"E' stato interrogato a casa della sua compagna, e ora e' guardato a vista", ha riferito una fonte di polizia.

Fra le 400.000 e le 500.000 donne nel mondo sono portatrici delle protesi fabbricate dalla Pip in modo fraudolento con silicone che non sarebbe stato destinato ad uso medico. Secondo le autorita' sanitarie, chi ha le protesi della Pip ha rischi piu' elevati della media di fughe di silicone e di rottura dell'involucro.

L'arresto e' stato deciso nel quadro dell'inchiesta aperta a dicembre dalla procura di Marsiglia. La ditta fondata da Mas e' in fallimento dal 2010 ed ha ormai ammesso di aver fabbricato il gel di silicone non omologato, pur se respinge ogni ipotesi di pericolo per la salute. ''Sapevo che il gel non era omologato - aveva detto Mas lo scorso ottobre ai gendarmi che lo interrogavano - ma l'ho fatto espressamente perche' il Pip era meno caro e di migliore qualita'".

In Francia sono esplose polemiche nei mesi scorsi per 20 casi di cancro, di cui 16 al seno, denunciati da altrettante portatrici di impianti Pip (Poly Implant Prothese), ma non e' al momento stato accertato alcun legame di causa-effetto. Le autorita' sanitarie francesi hanno comunque raccomandato alle 30.000 donne interessate di farsi asportare le protesi.

RN24


g
Thursday, January 26, 2012 2:57 PM
Su qst argomento ci sarebbe molto da dire,sia sull'avidità della medicina malata qnt su ki spinge pubblicitariamente la modifica artificiosa e falsa del proprio corpo,cosa ke nn riesco a trovare ammissibil emanco se nn ci fosse la perdita della sensibilità
stefy-1
Thursday, January 26, 2012 3:47 PM
Re:
g, 26/01/2012 14.57:

Su qst argomento ci sarebbe molto da dire,sia sull'avidità della medicina malata qnt su ki spinge pubblicitariamente la modifica artificiosa e falsa del proprio corpo,cosa ke nn riesco a trovare ammissibil emanco se nn ci fosse la perdita della sensibilità




..la colpa è anche di chi persegue in modo maniacale quei modelli malati...ci sono donne che sono belle eppure vanno dal chirurgo plastico....diversa è la responsabilità di chi, per far soldi facili, ha immesso sul mercato delle protesi fasulle!
g
Thursday, January 26, 2012 4:06 PM
Re: Re:
stefy-1, 26/01/2012 15.47:




..la colpa è anche di chi persegue in modo maniacale quei modelli malati...ci sono donne che sono belle eppure vanno dal chirurgo plastico....diversa è la responsabilità di chi, per far soldi facili, ha immesso sul mercato delle protesi fasulle!



Forse stiamo dicendo la stessa cosa in 2 modi diversi
Se c'è gente infame ke crea miti facili dell'estetica a tutti i costi x motivi politici(in Italia le donne fino al 1985 pensavano con la popa testa ed a scuola c'erano ragazzine ke snz rossetto né vestiti minimamente femminili ti facevano discorsi degni di 1 intellettuale adulto)ed il suo progetto di distruggere le menti è riuscito appieno

Ora invece c'è il valore della vacuità(vedasi TX pomeridiane come adesso:Venier su R1 e L'ùItalia sul 2 a dire inutilità)e nn si DEVA pensare né assumersi le responsabilità a cui si viene kiamati come x es qll ke ha combinato e detto Skettino

Ed in 1 qmbiente mentale così massacrato ki ha dignità viene mobbizzato(Piero Damosso lo conosco di persona - libera di nn credermi - ed è 1 signor giornalista)od annientato in tanti modi

g
Tuesday, February 21, 2012 12:33 AM



Ormone della crescita
fa effetto in diretta





Vid





g
Wednesday, May 23, 2012 4:48 PM
Ormai è legge:È vietato conficcare la borse di silicone alle minorenni anke se i genitori fossero consenzienti


Ma come kzz si fa a mettere le poppone ad 1 ragazzina 16/17enne ke se ora ha la 1^ da adulta avrà molto probabilmente la 3^ o la 4^


E x giunta costringendola a fare il tagliando x tutta la vita
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