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tramma
Monday, April 07, 2008 9:23 AM
Ho una amica che si è recata a Boston assieme ad altra gente tra cui un appassionato di Harley, che non conosco, intenzionato a compare parecchia roba.
Allora ho chiesto a questa mia amica se intanto che andavano dal dealer mi prendeva 3 o 3 cazzatine.
Rientrata mi ha detto che NON hanno pagato le tasse interne (comunque attorno al 7%, e il tipo aveva fatto acquisti per 1500 dollari), perchè -ma non ne è sicura, visto che si è limitata a prendere la roba e pagarala- non erano residenti USA.

Ora, io sono stato diverse volte in america, e ho fatto gli acquisti più disparati pagando sempre e in tutti gli stati le loro tasse.

Sono un pirla perchè potevo evitarle?

Tramma
forpao
Monday, April 07, 2008 9:39 AM
teoricamente è giusto ma dovrebbe dichiarare gli acquisti alla dogana italiana per poi pagarci sopra l'iva ...
[SM=x41047]
tramma
Monday, April 07, 2008 9:46 AM
Si, ma quello che mi domando è se posso andare da un qualsiasi negozio e svantolare il passaporto.

Sinceramente mi sembra un pò strano, fosse solo perchè è la prima volta che sento una cosa del genere...

Tramma
forpao
Monday, April 07, 2008 10:04 AM
ci sono dei negozi che espongono degli adesivi tipo "tax free" o comunque facilitazioni per i "viaggiatori" ... che io sappia dovresti poter acquiastare quello che vuoi pagando come credi ... poi tieni lo scontrino dove sono bene evidenziate le tasse ... arrivi in italia e vai dai doganieri che dovrebbero stornarti le tasse pagate ed aggiungerti quelle italiane ... il gioco non vale la candela ... dovresti cercare di pagare o non pagare le prime ed omettere di dichiarare i beni importati ... se ti va bene ... bene ... altrimenti paghi molto di più.
[SM=x41054]
avilla
Tuesday, April 08, 2008 9:24 AM
Dipende dalla specifica normativa fiscale dei vari stati.

In alcuni (tipo Louisiana) esiste il tax-free shopping. Ovverosia il negozio ti fa pagare le tasse, ma ti rilascia una sorta di assegno, a fronte della presentazione del passaporto, che tu poi presentare all'apposito sportello in aereoporto per farti ridare i soldi.

Occhio che vale solo in certi stati.

Io ho fatto la caxxata di comprare in Louisiana (scott) ma di cercare di farmi rimborsare in Georgia (Atlanta) risultato: Soldi persi ! [SM=x1419252] [SM=x1419252] [SM=x1419252]
FuzDyna
Tuesday, April 08, 2008 9:39 AM
www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Sche...

ACQUISTI ALL'ESTERO SENZA PAGARE L'IVA
a cura di Katia Moscano

Per gli acquisti effettuati nei Paesi extra comunitari, e' possibile sia per gli italiani che per gli stranieri (extracomunitari) in Italia, farsi rimborsare l'Iva.
Per avere diritto a tale rimborso occorre che il bene sia per uso personale e che sia possibile trasportarlo nei propri bagagli, cioe' senza scopo di rivendita.
Non e' possibile chiedere il rimborso dell'Iva per gli acquisti effettuati nei paesi della Unione Europea.
Inoltre non e' mai recuperabile l'Iva sui servizi, ad esempio hotel, ristoranti, taxi, noleggio auto, etc.
Ogni Paese determina un limite minimo di spesa oltre il quale e' ammesso il rimborso, in Italia ai sensi del D.P.R. 633/72 art.38 quater e' pari ad euro 154,94.

E' importante comunicare al negoziante straniero
l'intenzione di recuperare l'Iva in qualita' di cittadini comunitari.
Alcuni negozi espongono nella vetrina il simbolo "tax free" con il modulo da compilare e da esibire alla dogana per il riconoscimento del credito di imposta.
Altri effettuano lo sgravio a monte, anche se questo e' raro, perche' in tal modo il negozio si accollerebbe il rischio che il cliente italiano non proceda all'invio nei termini della fattura vistata dalla dogana, rimettendoci l'importo relativo all'Iva gia' defalcata.
Di solito l'imposta viene applicata in attesa che giungano le fatture vistate dalla dogana per rimborsare il cliente italiano.
E' da tener presente che trascorrono alcuni mesi prima di ottenere il rimborso dal negoziante.
E' utile tenere gli oggetti, di cui si volesse ottenere il rimborso, in un bagaglio a parte, in quanto gli agenti della dogana potrebbero chiederne la verifica.
Occorre andare in aeroporto con un certo anticipo, e recarsi alla dogana con i beni provvisti di fattura d'acquisto e modulo sul quale verra' apposto il timbro.
La dogana competente per tale operazione e' l'ultima prima della partenza verso l'Italia: ad esempio se si effettua un volo Dallas-Los Angeles-Roma, la dogana competente sara' quella di Los Angeles.
Al ritorno in Italia, il cliente dovra' spedire la fattura originaria vistata al venditore straniero, il quale provvedera' a restituire l'Iva (tramite assegno o bonifico).
Importante: non si riceve mai il rimborso alla dogana.

Anche lo straniero extra comunitario,
turista in Italia, per gli acquisti ad uso personale o familiare effettuati nella Comunita' europea, puo' chiedere il rimborso Iva, risparmiando dal 4 al 20% sul totale.
Anche in questo caso, i beni acquistati devono essere mostrati alla dogana dell'ultimo Paese comunitario in cui si fa scalo, per ricevere il "visto" sulla fattura d'acquisto. L'acquirente rispedira' al venditore tale fattura con il visto apposto. Se il venditore non ricevesse nei 4 mesi successivi la fattura, sarebbe responsabile del pagamento dell'imposta, specialmente nel caso in cui non avesse applicato l'Iva sulla fattura.
Il bene deve uscire dalla Unione europea entro tre mesi dalla fine del mese d'acquisto.
Quando il bene acquistato e' troppo ingombrante, l'acquirente straniero potra' spedire l'oggetto, sempre come "bene personale", stipulando un apposito contratto con la compagnia aerea, la quale emettera' una "lettera di trasporto" (LTA), e sara' quindi la compagnia a fare apporre il visto doganale sulla fattura.
Qualora fosse lo stesso venditore a occuparsi del trasporto, inviera' all'acquirente, in un secondo momento, la fattura senza Iva vistata. In tal caso nella fattura puo' essere conteggiato il costo del trasporto.

RIASSUMENDO
L'acquirente italiano che effettua un acquisto all'estero, deve chiedere al venditore la fattura relativa al bene acquistato.
Deve portare alla dogana dell'aeroporto il bene acquistato e la fattura, la quale sara' vidimata.
Al rientro in Italia occorre spedire la fattura vistata al venditore straniero, e attendere il rimborso.
Oppure, in alternativa, potra' rivolgersi a qualche societa' Tax Free in aeroporto per ottenere il rimborso Iva anticipato. In questo caso pero' il servizio richiede un pagamento.
Esempi di oggetti per i quali e' possibile chiedere il rimborso:
oggetti di tecnologia, quali cellulari, portatili pc, schede;
oggetti per la casa, vestiti, valigie, libri, cd, scarpe, profumi, etc.

ATTENZIONE ALLE TASSE DOGANALI
Occorre informarsi -anche direttamente alle societa' tax free dell'aeroporto- se il bene che si intende importare non sia soggetto ad imposizione doganale, nel qual caso ecco un piccolo pro-memoria:
In linea generale, passando le nostre frontiere, non si pagano imposte doganali per acquisti fino a 45,00 euro.
Per importi superiori si e' tenuti a denunciare l'importazione del bene e versare l'imposta eventualmente dovuta.
Sono previsti casi di esenzione. Per esempio i regali di nozze ricevuti da un parente extracomunitario, transitano dalla frontiera (devono essere spediti, non portati nel proprio bagaglio) senza alcuna spesa quando il loro valore non superi i 1.000,00 euro.
Anche qui e' sempre meglio informarsi preventivamente dal negoziante o presso gli uffici doganali.
tramma
Tuesday, April 08, 2008 11:11 AM
mmmhhh... intanto grazie delle risposte.
Quello che sono arrivato a supporre è qualcosa più legato a disposizioni strettamente USA piuttosto che circuiti e convenzioni "Tax Free".

Mi spiego.
Se un residente, mettiamo caso, dell'Illinois acquista su internet o comunque tramite posta in uno stato diverso NON paga le tasse nè dell'Illinois e nè quello dello stato dal quale proviene il bene.

A tutti ci sarà capitato, comprando in America su eBay, di trovare la nota "attenzione, i residenti nello Stato pincopallino (che è quello di provenienza dell'oggetto) saranno tenuti a pagare x% di tasse".

Alla fine il mio ragionamento è: se mi presento ad un negozio, basta certificare la mia residenza extra statale per evitare le tasse?

Alla fine è come se dicessi "senti, mandamele via posta a casa come se le stessi comprando via internet".

Se così non fosse mi conviene comprare online, far spedire a casa del mio amico (molti offrono spedizione gratuis) e ritirare il tutto quando andrò a trovarlo.
Però così mi perdo il gusto dello shopping "vero" e chiedere pareri a quattr'occhi con i meccanici del concessionario USA.

Tramma
avilla
Tuesday, April 08, 2008 12:09 PM
Il mio consiglio è di trovare un bel negozio "tax-free" dove fare gli acquisti e poi recuperare la tassa in aereoporto (contro una piccola commissione).

Solitamente funziona

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