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Prof.
Sunday, March 11, 2007 11:08 PM
io
Sunday, March 11, 2007 11:10 PM
penso
Quando penso al mio futuro immagino un quadro dai colori caldi e accattivanti, pieno di riflessi di luce gialli e arancio...tinte confortanti in primo piano e lontano, solo sullo sfondo, i toni grigi, violacei e blu scuro.

quando penso al mio futuro penso al tepore della legna secca accesa che brucia in un camino ed emana l’odore gradevole di muschio e resina, l’essenza odorosa delle mie lunghe domeniche pomeriggio trascorse libera e spensierata nella casa in campagna, a giocare nel mondo selvaggio e incantato del bosco o in quello preciso e rigoglioso dell’orto finché l’ultimo raggio di sole non andava a nascondersi dietro le colline all’orizzonte; poi dentro a scaldarci davanti al fuoco e a mangiare i biscotti, con l’odore del fumo del camino che mi rimaneva impregnato nei vestiti e tra i capelli anche quando tornavo a casa e mi portavo dietro qualcosa in più del solo ricordo di quei pomeriggi;

quando penso al mio futuro penso a mio padre che tornava a casa la sera e chiamandoci dal fondo del lungo corridoio ci aspettava accovacciato alla nostra altezza mentre noi gli correvamo incontro e facevamo a gara a chi gli saltava addosso per prima; il premio finale dell’abbraccio e di un bacio sulla fronte era sempre per entrambe una grande soddisfazione;

quando penso al mio futuro penso alla casa inondata dal profumo del soffritto di mia madre la domenica mattina, quando ci dimostrava tutto il suo amore passando ore in cucina davanti ai fornelli per fare del pranzo della domenica quel pranzo speciale, quasi un rito, con le sue regole rigide e precise, che ormai da generazione era a casa nostra anche prima di lei, con la tovaglia di lino candida e i piatti bianchi di graniglia pesante;

quando penso al mio futuro rivedo la nonna tutta affaccendata come era il lunedì mattina, con il suo fazzolettone di cotone grigio a fiorellini rossi legato intorno alla testa come un pirata buono e il suo zinale bianco appuntato sul petto con due spilloni da balia, le maniche della maglia nera sempre tirate su e la carnagione bianca delle sue braccia esili ma forti quasi a ricordare chi era che comandava in casa anche se poi l’immagine dura e burbera che aveva contrastava con il caldo abbraccio del grembiulino che ci stirava qualche minuto prima di andare a scuola;

quando penso al mio futuro mi chiedo se sarò mai capace di dare ai miei figli un mondo almeno lontanamente simile a quello vivo e colorato in cui ho avuto la fortuna di crescere io, se saprò mai far apprezzare a loro gli stessi odori, gli stessi sapori, le stesse travolgenti emozioni.
Fannn
Saturday, March 17, 2007 12:20 PM
a me
uguale a ora,
con gli stessi casini, le stesse corse, la stessa instabilità.
la stessa umoralità e lo stesso senso di provvisorietà.
penso a tutti i miei nuovi amici frutto di strette di mano frettolose, a quelli vecchi con le loro nuove condizioni e i cambiamenti.
al fatto che non sarò da sola, e al fatto che sarò risultato delle scelte e del percorso camminato fino ad adesso.
penso a risate pianti gioie normalità stress quotidianità e nuove scoperte.
insomma ciò che penso è che ognuno è quel che è, e difficilmente cambia , ma che le condizioni atmosferiche vitali possano trasformarlo e farlo adattare.. per sopravvivere in una realtà che spesso è molto più intensa di quel che potrebbe sembrare!
un saluto dal momento di pessimismo cosmico
;-))))
%
Monday, March 19, 2007 4:09 PM
svolgimento
pessimismo il tuo?...
io non so se ho un futuro,la sensazione è di avervi abdicato e di vivere continuamente un presente asservito ora più ora meno,ora più vivacemente ora meno vivacemente a cambiare un passato che non si può cambiare.
e quindi il nulla nel futuro....

un tempo, nel mio futuro c'era una casa con certi pavimenti rossicci e i mobili che sarebbero piaciuti a noi e una musica densa e leggera allo stasso tempo,di soli si sassofono e della luce a fette piena di polvere che balla.

e c'erano due bambini educati a buttare l'immondizia come in un film visto una volta e poi dimenticato,e dell'improbabile pasta fatta in casa da chi non sa niente di cucina ma la domenica ci si può stupire con queste cose così anti intellettuali,o queto sarebbe restato un suo ricordo d'infazia...non so...una delle due...rispolverare il futuro è un pò difficile,ma è stato bello....da fare...con voi...



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