Operazione Barbarossa - considerazioni preliminari
Ora che anche il Balcani erano stati messi al sicuro restava un solo nemico sul continente: la Russia. Il 22 giungo 1942 scattò sul fronte orientale l’operazione Barbarossa. L’ostheer, l’esercito orientale si divide in tre grossi gruppi d’armate i cui punti di partenza sono la Prussia orientale, il confine orientale della Polonia e la zona tra Slovacchia e Ungheria. A nord, il Gruppo di Armate Nord, agli ordini del feldmaresciallo Ritter von Leeb dispone di tre armate: la 18a di fanteria, composta da 11 divisioni, la 16a di fanteria, su 10 divisoni e la potente 4a armata corazzata del colonnello generale Hoepner, composta dal 41° corpo panzer di Reinhardt su due divisioni corazzate, la 1a e la 6°, la 36a di fanteria motorizzata e la 269a di fanteria. Sempre nella 4a armata panzer è compreso anche il 56° corpo corazzato comandato da uno dei più grandi cervelli della Werhmacht, il generale von Manstein, già autore dell’audace piano per l’invasione della Francia. Ai suoi ordini Manstein dispone dell’8a divisione panzer, della 3a motorizzata e della 290a di fanteria. La riserva del gruppo d’armate nord è costituita dalla divisione “SS Totenkopf”. Di supporto in questo settore si contano anche 14 valide divisioni di fanteria finlandese.
Il gruppo di armate Centro, comandato dal feldmaresciallo Fedor von Bock è il più potente, poiché dispone di 4 armate di cui due corazzate. La 3a armata panzer, collocata nella parte più settentrionale dello schieramento del gruppo, è agli ordini del generale Hoth e si articola sul 39° corpo panzer con la 7a e la 20a divisioni corazzate e la 20a e la 14a motorizzate, nonché 57° corpo corazzato con la 12a e la 19a panzer e la 18a motorizzate. Le due armate di fanteria, la 19a e la 4a , rispettivamente agli ordini dei generali Strauss e Kluge, constano complessivamente di 32 divisioni di fanteria e sono collocate nella parte centrale del gruppo. All’estrema destra si trova invece l’armata corazzata di punta dell’intera Wehrmacht, la 2°, comandata dal padre dell’arma corazzata tedesca Heinz Guderian, che dal 27 luglio si chiamerà “Panzergruppe Guderian”. Esso è costituito dal 24° corpo panzer con la 3a e la 4a divisione corazzate, la 10a motorizzata e la 1a di cavalleria, da 46° corpo panzer con la 10a divisone panzer, la divisione “SS Das Reich” e il reggimento di fanteria “Grosse Deutschland”, infine il 47° corpo panzer con la 17a e la 18a divisione corazzata e la 29a motorizzata.
Il gruppo di armate Sud è solo apparentemente all’altezza degli altri due, in quanto vi figurano truppe non tedesche, quali due armate romene e due divisioni ungheresi, tutte di fanteria, di qualità inferiore rispetto agli standard tedeschi. Nell’autunno di quell’anno tre divisioni italiane del CSIR si aggiungeranno a questa colorita schiera. I reparti tedeschi, agli ordini del feldmaresciallo Gerd von Rundstedt, la cui giurisdizione si estende alle truppe alleate, comprendono la 6a armata con 18 divisioni di fanteria, la 17a con 12 divisioni, sempre di fanteria, l’11a con 6 divisioni di fanti e la 1a armata panzer, comandata da Klesit, con il 3° corpo panzer di Mantauffel, composta dalla 14a panzer e dalla 44a e 298a di fanteria, il 14° corpo panzer composto in realtà dalla sola 13a divisione corazzata e il 48° corpo panzer con 11a panzer e la 54a e la 75a di fanteria. In riserva restano un’intera armata panzer composta dalla 15a e 16a divisione corazzata, dalla “SS Viking” e dalla “SS Adolf Hitler”.
L’intero schieramento prevede quindi 140 grandi unità, di cui 19 corazzate, 9 motorizzate, 4 di SS e una di cavalleria annegate in 109 divisioni di fanteria. Ovviamente l’urto decisivo peserà solo sulle unità meccanizzate, sulle 4 divisioni di SS e sull’unica divisione di cavalleria moderna. Compito dei carriarmati sarà quello di penetrare audacemente nello schieramento nemico e sorprenderlo alle spalle mentre frontalmente le fanterie avrebbero costituito, come già in Francia l’incudine, contro cui schiacciare le forze avversarie così intrappolate. Il territorio russo, nel periodo estivo, si presta particolarmente alle operazioni dei carri, con le sue grandi distese, quasi del tutto prive di ostacoli naturali, le colonne panzer si troveranno quindi ad avanzare tanto velocemente che spesso le fanterie appiedate resteranno troppo indietro. Nonostante l’apparente forza questo schieramento è affetto inoltre da una sostanziale debolezza. Nella campagna di Francia 121 divisioni operarono brillantemente su di un fronte infinitamente più ristretto e contro un nemico numericamente meno forte e che commise per altro gravi errori tattico-strategici. La forza dell’Armata Rossa, in occidente, era stimata dal Servizio Informazioni nell’ordine delle 160-200 divisioni, di qualità più bassa rispetto a quelle della Wehrmacht. Il generale Halder, a guerra finita dirà: “Molto probabilmente dovevano essere 360.” Esiste quindi un errore iniziale di valutazione del nemico. Inoltre le divisioni russe hanno un organico maggiore dei corrispettivi occidentali. In secondo luogo, sempre rispetto alla campagna di Francia, le divisioni corazzate sono quasi raddoppiate, ma solo apparentemente. Questo incremento, e qui Mussolini fu un buon maestro, fu ottenuto diminuendo gli effettivi delle panzerdivisionen. I battaglioni di carriarmati, di ciascuna unità, sono stati ridotti da quattro a tre, passando da 268 a 180. Questo significa che, se contro l’esercito alleato nel ’40 erano schierati 2680 carri, contro la Russia se ne trovano pochi di più, appena 3060, con dei compiti decisamente più gravosi. Sebbene siano stati quasi del tutto eliminati i carri leggeri PzKw I e II, tenuti solo per compiti esplorativi o, al più in appoggio alle fanterie, e siano stati sostituiti con i più pesanti PzKw III, l’incremento qualitativo di fuoco non compenserà la perdita quantitativa. Se si considera inoltre che solo i PzKw IV con il pezzo da 75mm a canna lunga potevano impensierire gli eccellenti T-34 russi ci si accorge che il margine tra vittoria e sconfitta si assottiglia alquanto. Infine restava il fatto che gli sterminati spazi della Russia consentivano ai difensori di poter arretrare quasi indeterminatamente, portando nel contempo l’attaccante ad un progressivo e logorante allungamento delle linee di rifornimento. La Russia, a differenza della Francia, disponeva di pochissime strade asfaltate, e qualcosa di più se si considerano anche le strade sterrate che diventano fango nei mesi primaverili e tardo autunnali, per quanto riguarda le ferrovie, il diverso scartamento dei binari rappresentava un ulteriore problema. Osservando la logistica della Werhmacht, in cui l’elemento ippotrainato aveva ancora un peso considerevole si può capire come l’avanzata del fronte sia quindi paradossalmente deleteria per l’attaccante. La vittoria sarebbe potuta venire solo annientando l'Armata Rossa entro i primi 400-500 chilometri aggirandola sui fianchi, una campagna che si fosse protratta oltre la bella stagione avrebbe potuto avere conseguenze nefaste per la Wehrmacht.
[Modificato da Principe Vegeta 28/06/2005 15.36]