Domenica 29 maggio
Non era mia intenzione scarabocchiare sulle pagine del forum anche per l'uscita di domenica scorsa, ma ne è venuto fuori un giro un po' inconsueto, su una strada dove raramente osa avventurarsi una bici da corsa.
Per farla breve, l'intenzione era quella di fare una puntata in
Val d'Aveto, dove per quest'anno non ero ancora stata, con giro di boa a Rezzoaglio.
Primo tratto di strada in Aurelia, la "solita" salita di
Ruta, poi discesa a
Rapallo, quindi la salita al
Passo della Crocetta (m. 599), per lasciarmi la costa alle spalle. All'imbocco mi supera un ciclista (non è una novità), ma invece di andarsene via mi aspetta. Facciamo quattro chiacchiere: è un reduce dalla Nove Colli di domenica scorsa, lo si vede anche dalla maglia che sfoggia. Quando gli dico di andare pure e di non rallentare a causa mia, mi risponde che gli va bene così: va su col "padellone" e ne approfitta per fare potenziamento. Al bivio per il Santuario di Montallegro ci salutiamo, lui fa una puntata là prima di scollinare alla Crocetta.
Scesa in
Val Fontanabuona, attacco la lunga salita al
Passo della Scoglina, una delle "porte" della
Val d'Aveto.
Il Passo della Scoglina (920 m.), con la caratteristica cappellina tutt'uno con la parete di roccia
Questo il benvenuto che mi dà la Val d'Aveto.... che tenero!!!
Ormai l'idea che mi frullava in testa già dalla sera prima ha preso il sopravvento: dopo un favoloso panino stra-imbottito di coppa alla trattoria di
Cabanne - sempre gentili e disponibili anche col locale pieno, meritano una menzione! - rinuncio ad arrivare a Rezzoaglio, scendendo direttamente dal
Passo della Forcella. A
Campori (metà discesa) imbocco la strada per i
Laghi di Giacopiane, sempre evitata fino ad oggi perché parzialmente sterrata. Ma la curiosità tant'è....
I primi chilometri si snodano su strada asfaltata, stretta e tortuosa, si sale da subito. Dopo circa 3 chilometri i primi tratti di sterrato, più o meno grossolano, con qualche timido tratto ancora asfaltato che compare qua e là. Vado su con cautela, la salita è tosta per le mie "ruotine", ma mi trovo costretta a scendere di sella per un centinaio di metri, in corrispondenza di un tornante tutto sassi al 15%. Passato questo, rimonto, pedalando quasi sempre, anche con pendenze del 9-10%, piede a terra per precauzione in soli altri due brevissimi passaggi: in tutto quasi 4 chilometri di sterrato!
Ma la sorpresa è grande, una volta giunta in cima (m. 1015). Abituata ad altri laghi liguri incassati tra le montagne, non mi aspettavo un paesaggio così aperto e luminoso. Mi sono soffermata a lungo (scontandolo poi con un rientro a casa.... fuori tempo massimo!), ma non sapevo venir via.
Cautela in discesa, poi, nuovamente rientrata nella "civiltà", ho percorso a ritroso tutta la
Val Fontanabuona, tornando a Genova per la salita di
Boasi/Sottocolle.
E adesso il racconto alle foto!
La strada è a pedaggio per le auto.
Ogni metro di strada è una scoperta: non ero mai stata qui.
L'arrivo alla diga. Si può fare il giro completo del lago, sempre continuando sulla sterrata.
Notate la dimensione dei pesci a spasso (si dice così?) nel lago...
Paesaggio da film western: mucche in siesta sulla riva del lago
... In effetti manca solo John Wayne!
Ma l'avventura non è finita, adesso bisogna tornare giù!
Non so quando tornerò qui, ma ne è valsa la pena!
Distanza Km. 187,48 (in Fontanabuona ho "perso" un bivio, allungando di quasi 10 Km.

)
Dislivello m. 3185
Media 19,28
Kcal. 3560
Il giro.
Ciao!