io pongo invece una questione più filosofica:
posto che bisogna convivere civilmente con tutti, e se un mio amico fosse gay ma si comportasse normalmente io non avrei alcun problema,
perchè io devo definirmi "eterosessuale" per distinguermi dagli omosessuali?
L'eterosessualità è una di quelle caratteristiche (rarissime) per quali userei l'epiteto "normale": l'umanità si è evoluta con due sessi, quindi è normale che le persone siano attratte da persone di sesso opposto per permettere alla specie di sopravvivere. Sono i gay diversi dalla "normalità". Parlo da un punto di vista prettamente biologico (ci sono studi che dimostrano inoltre modificazioni a livello ipofisario del cervello di persone omosessuali). Quindi se proprio vogliono "distinguere", allora sono loro a doversi dichiarare "diversi".
RIPETO prima che mi si FRAINTENDA, parlo da un punto di vista biologico e di definizione sociale.
Detto questo RIBADISCO, un gay ha tutti i diritti di qualsiasi altra persona, e, se non approfitta della sua sessualità per sbatterla in faccia agli altri, per me è assolutamente "normale".
Solo che mi pare strano dover andare in giro a dire "io sono eterosessuale" perchè se non lo specifico potrei essere altrimenti.
Secondo me l'eterosessualità è la normalità, l'omosessualità l'eccezione. Quindi per me son tutti eterosessuali fino a che non si dichiarano differentemente... non il contrario.
Badate, può sembrare un discorso strano, ma se ci pensate è importante... soprattutto da quando gli omosessuali vogliono avere la loro "identità" salvaguardata anche in piano morale e "biologico".
Vada per il piano "sociale" (NO alle discriminazioni), vada per il piano "morale" (idem come sopra), ma cribbio, in piano biologico NO!
Ad esempio io non affiderei mai un bimbo ad una coppia gay..
Scusate il sermone[goccia]


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