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Full Version: Sole
g
Monday, February 25, 2008 10:51 PM
Secondo uno studio di ricercatori dell'università del Sussex
fra 7 miliardi di anni sarà senza energia. La terra dovrebbe sopravvivere

di LUIGI BIGNAMI

Addio sole, ecco come morirà
diventerà una piccola stella




ROMA - Sarà una lotta per la sopravvivenza. Il Sole diventerà un mostro centinaia di volte più grande di oggi e la Terra cercherà di sfuggirgli lasciando la sua orbita per spostarsi verso l'esterno del sistema solare. Poi l'atto finale: se il nostro pianeta riuscirà ad agganciarsi alla forza di gravità di un gruppo di asteroidi, allora potrà sopravvivere quasi in eterno. Altrimenti verrà fagocitata nell'ultimo sussulto del Sole.

Questa è la storia della fine dei tempi, almeno per quel che riguarda il nostro sistema solare, come è stata ricostruita con dettagli mai ottenuti finora dai ricercatori dell'Università del Sussex (Gran Bretagna) e pubblicata su Astrophysics. La ricostruzione è stata realizzata studiando nei particolari come si sono evolute sei stelle a noi vicine e che assomigliano in tutto e per tutto al nostro Sole.

Nessuna paura, tuttavia, per questi drammatica ricostruzione: ciò di cui stiamo parlando avverrà tra 6-7 miliardi di anni, quando l'umanità, molto probabilmente, avrà già lasciato il nostro pianeta per raggiungere mondi più ospitali. Il nostro Sole è una stella che ha una vita di circa 13 miliardi di anni e poiché circa 5 sono già trascorsi dalla sua nascita, la sua agonia inizierà tra 5 miliardi di anni. A quel punto inizierà a "morire" perché nel nucleo non vi sarà più idrogeno, la cui fusione oggi produce energia.

La stella inizierà allora a bruciare l'idrogeno che si trova negli strati più esterni; per questo motivo il Sole si espanderà fino ad assumere un diametro 250 volte superiore a quello di oggi. Ma la Terra ce la farà a fuggire dal mostro in crescita. Spiega Robert Smith, che ha guidato la ricerca: "Durante la fase di agonia il Sole perderà parte della sua massa e di conseguenza la forza d'attrazione diminuirà. In tal modo la Terra tenderà ad allontanarsi dalla sua orbita attuale".

Tuttavia la parte più esterna dell'atmosfera del Sole, che sarà estremamente tenue e quasi impercettibile, raggiungerà comunque la Terra rendendo la vita impossibile. I mari evaporeranno riempiendo l'atmosfera di vapore acqueo, un potente gas serra, che porterà la temperatura a livelli impossibili per la vita dell'uomo, se mai esisterà ancora.

Il Sole, poi, si ridimensionerà finché la pressione dei gas non innescherà le reazioni nucleari che trasformeranno l'elio in carbonio e ossigeno. Quando anche l'elio sarà terminato si avrà una nuova espansione della stella che potrebbe raggiungere la Terra nella sua nuova orbita e vaporizzarla. Nessuna possibilità di scampo? "No, una esiste - spiega Smith - Se la Terra dovesse ricevere dagli asteroidi una piccola correzione della sua orbita, ad esempio una volta ogni 6.000 anni, essa potrebbe allontanarsi così tanto dal Sole da sopravvivere anche all'ultimo sussulto".

Terminata questa fase il Sole si ritrarrà di nuovo fino a diventare una piccola stella chiamata "nana bianca". Non emetterà più energia e i pianeti diverranno giganteschi massi e bolle di gas del tutto inerti che forse continueranno a ruotare attorno alla loro stella ormai morta o forse si allontaneranno per sempre per perdersi nella galassia.

Ovviamente se l'umanità non avrà provveduto per tempo a lasciare il sistema solare di essa non vi sarà più alcuna traccia. Eventuali alieni potrebbero trovare indizi della nostra esistenza solo se intercetteranno le sonde che avremo lanciato per studiare il sistema solare da più lontano.

(24 febbraio 2008)

Rep


sperminator
Tuesday, February 26, 2008 8:32 AM
come fa la terra a sopravvivere senza sole ?? a meno che, causa uomo, non si estingua prima ..
g
Tuesday, February 26, 2008 10:03 AM
Re:
sperminator, 26/02/2008 8.32:

come fa la terra a sopravvivere senza sole ?? a meno che, causa uomo, non si estingua prima ..

Nn ha importanza se la stella sia viva o no,l'impo è ke ci sia la gravità

Tu hai 1 lampadario...Se vedi il gancio si regge in modo diverso ke se il gancio fosse nascosto?



sperminator
Tuesday, February 26, 2008 10:21 AM
Re: Re:
g, 26/02/2008 10.03:

Nn ha importanza se la stella sia viva o no,l'impo è ke ci sia la gravità

Tu hai 1 lampadario...Se vedi il gancio si regge in modo diverso ke se il gancio fosse nascosto?







ah
free-life
Tuesday, February 26, 2008 12:20 PM



7 miliardi di anni....non penso di esserci
g
Tuesday, February 26, 2008 12:30 PM
Re:
free-life, 26/02/2008 12.20:




7 miliardi di anni....non penso di esserci

Licio sì



Mister G
Tuesday, February 26, 2008 5:16 PM
Re:
sperminator, 26/02/2008 8.32:

come fa la terra a sopravvivere senza sole ?? a meno che, causa uomo, non si estingua prima ..




Certamente da qui a fra sette miliardi di anni ci sarà un evento, causato dall'uomo oppure dalla natura o dal caso, che estinguerà le forme di vita così come le conosciamo...

g
Tuesday, October 04, 2011 8:50 AM
Nasa,
svelati tutti i segreti
del Sole




Diffuse sul sito ufficiale della Nasa le foto del Sole, scattate da ''Solar Dynamics Observatory'' . Nel febbraio 2010, l'agenzia spaziale americana ha lanciato un satellite che orbiterà per cinque anni e permetterà di studiare le attività sulla superficie solare. Il progetto è costato alle casse circa $865. Le immagini ottenute tramite raggi x e ultravioletti hanno aiutato gli scienziati a capire come funziona il Sole e studiare i gas che bruciano sulla sua superficie

Rep


g
Tuesday, October 04, 2011 8:51 AM



sperminator
Tuesday, October 04, 2011 9:37 AM
il sole e' giallo, non diciamo minchiate
g
Tuesday, October 04, 2011 9:47 AM
Re:
sperminator, 04/10/2011 09.37:

il sole e' giallo, non diciamo minchiate

È giallo xké ha 1 certa temperatura(5777 °K),ma qll sono falsi colori visti a temperatre ed energie diverse x capire meglio i processi ke avvengono in superficie


sperminator
Tuesday, October 04, 2011 2:32 PM
Re: Re:
g, 04/10/2011 09.47:

sperminator, 04/10/2011 09.37:

il sole e' giallo, non diciamo minchiate

È giallo xké ha 1 certa temperatura(5777 °K),ma qll sono falsi colori visti a temperatre ed energie diverse x capire meglio i processi ke avvengono in superficie






il solito servo della nasa ...
g
Tuesday, October 04, 2011 2:55 PM
Re: Re: Re:
sperminator, 04/10/2011 14.32:




il solito servo della nasa ...



Keccentra la NASA con






la Curva del Corpo Nero?



g
Wednesday, November 23, 2011 12:01 AM
"Muraglie di fuoco”
sul Sole


FOTOGALLERIA Getti di plasma che si estendono dalla superficie della nostra stella anche per 100.000 chilometri: sono le imponenti protuberanze solari osservate di recente dagli astrofili di tutto il mondo

di Ker Than



Getti imponenti

Immagine per gentile concessione Stephen Ramsden

Una gigantesca muraglia di gas surriscaldato s'innalza dalla superficie del Sole in questa immagine a falsi colori scattata dall'astrofilo Stephen Ramsden. Chiamate protuberanze solari, si tratta di enormi getti di plasma solare che, partendo dalla cromosfera, si estendono nella zona della corona solare per migliaia di chilometri, spinti dalle forze del campo magnetico del Sole.

Benché si tratti di un fenomeno piuttosto comune, quelle qui fotografate da astrofili di tutto il mondo sono insolitamente imponenti, dice Gurman, secondo il quale questa particolare protuberanza s'innalza per circa 100.000 chilometri.

La parte scura sul fondo dell'immagine è la superficie del Sole, scurita artificialmente da Ramsden per mettere in risalto la protuberanza.



Anello di plasma

Immagine per gentile concessione Pete Lawrence

Una fascia sinuosa di gas surriscaldato, o plasma, si estende dalla superficie solare in quest'immagine del 12 novembre scattata dall'astrofilo inglese Pete Lawrence con un telescopio munito di filtro.

A volte le protuberanze solari possono frantumarsi e dar vita ai più caldi e intensi brillamenti, o eruzioni solari; inoltre, le prime possono durare per settimane o mesi, mentre i secondi sono fenomeni molto più rapidi



Ritratto solare
Immagine per gentile concessione Mike Borman

Questa immagine composita realizzata il 13 novembre, mostra sia il disco solare completo che le protuberanze sulla sua superficie.

Le chiazze più chiare sulla superficie sono macchie solari, aree di intensa attività magnetica. Ogni macchia in questa immagine ha un diametro di circa 50.000 chilometri.

(18 novembre 2011)

Nat Geo


g
Wednesday, November 23, 2011 12:04 AM


Getto gigantesco

Immagine per gentile concessione Alan Friedman

"Quest'imponente protuberanza solare si estende per oltre 80.000 chilometri nella corona per un'ampiezza di 241.000 chilometri sul margine del disco solare”, scrive sul suo blog l'astrofilo Alan Friedman che ha colto quest'immagine durante una visita al Buffalo Museum of Science.



Protuberanze e filamenti

Immagine per gentile concessione Roel Weijenberg

Quest'immagine mostra sia una protuberanza solare che un filamento (che è una protuberanza vista contro il disco solare).



La più grande protuberanza solare

Immagine per gentile concessione: Leonard Mercer

Leonard Mercer, astronomo di Malta, ha segnalato questa immagine, ottenuta il fine settimana, descrivendola come "La più grande protuberanza solare vista da quando è iniziata la mia attività di osservazione solare".

La protuberanza osservata nel 1997 dalla sonda solare Soho raggiunse una distanza di 350.000 chilometri dalla superficie del Sole.

g
Friday, November 25, 2011 12:04 AM
La più grande eruzione
mai vista sul Sole




La spettacolare eruzione solare del 7 giugno.

Immagine per gentile concessione SDO/NASA
Causata da un brillamento solare, potrebbe preannunciare future eruzioni ancora più potenti.

di Dave Mosher

Una gigantesca eruzione causata da un brillamento solare è esplosa il 7 giugno 2011 sulla superficie del nostro Sole, ricadendo in gran parte sulla superficie solare stessa ma emettendo nello spazio la maggior quantità di materiale solare mai osservata.

Nell'ultimo anno sono stati osservati almeno 70 brillamenti sulla superficie solare, ma questo rientrerebbe nella categoria dei brillamenti "estremi", almeno 10 volte più potenti, che sono stati osservati solo in due occasioni dal 2007.

Ma ciò che ha colpito gli scienziati non è tanto la potenza del brillamento quanto la quantità di materiale emesso nello spazio, che si è espanso per poi ricadere su circa la metà della superficie dell'astro. Tale fenomeno è noto come eiezione di massa coronale (CME).

"Non avevamo mai visto una CME così grande, ci cha colti completmante impreparati”, dice l'astrofisico Phillip Chamberlin del Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA, una delle molte sonde spaziali che hanno registrato l'evento.

Secondo Chamberlin, il volume dell'esplosione ha riempito uno spazio centinaia di volte più vasto del pianeta Terra. L'esplosione non è arrivata
al nostro pianeta, ma è possibile che renda più luminose le aurore ai poli.

In futuro, però, avvertono gli scienziati, queste esplosioni potrebbero aumentare, con il rischio di conseguenze per la Terra. Il ciclo di attività del Sole, della durata di 11 anni e alimentato dai campi magnetici sulla superficie della stella, raggiungerà il suo picco tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014, con il rischio di tempeste solari davvero potenti e il rischio di danni alle reti elettriche e ai satelliti.

(09 giugno 2011)

Nat Geo


g
Friday, November 25, 2011 12:12 AM
Una tempesta solare
ci metterà al tappeto?




Nube di particelle

Fotografia per gentile concessione NASA

L'attività solare si sta intensificando.
Ma secondo gli esperti, se si ripetesse oggi
l'Evento di Carrington del 1859
l'effetto sul mondo moderno sarebbe devastante

sole,astronomia
di Richard A. Lovett
Le luci notturne nel Golfo del Messico
brillano sotto la Stazione spaziale internazionale
in questa foto dell'ottobre 2010.





Un'esplulsione di massa coronale (CME) nel 2002.
Per gentile concessione SDO/NASA

Il 14 febbraio abbiamo assistito alla più grande eruzione solare da quattro anni a questa parte, abbastanza imponente da interferire con le comunicazioni radio e i segnali GPS degli aeroplani impegnati in voli intercontinentali.

Come tempesta solare, quella del giorno di S.Valentino è stata comunque piuttosto modesta, ma ha segnato l'inizio dell'intensificarsi dell'attività solare che toccherà il suo massimo nell'arco dei prossimi due anni. "Il Sole ha un'attività ciclica, come la stagione degli uragani”, spiega Tom Bogdan, direttore dello Space Weather Prediction Center di Boulder, in Colorado. "È stato in una sorta di letargo per quattro o cinque anni, senza fare granché”, dice lo studioso. Ma ora si sta svegliando, e anche se nel complesso quello cui andiamo incontro potrà trattarsi di un periodo di massimo solare non particolarmente elevato, i singoli eventi che lo caratterizzaranno potrebbero essere invece molto violenti.

Di fatto, la più grande tempesta solare che si ricordi avvenne nel 1859, durante un massimo solare di dimensioni simili a quello cui stiamo andando incontro, fa sapere la NASA. La tempesta fu soprannominata Evento di Carrington in onore dell'astronomo
inglese Richard Carrington, che nell'ossevare la megatempesta fu il primo a scoprire il nesso tra l'attività solare e le turbolenze geomagnetiche sulla Terra.

Durante l'Evento di Carrington, le aurore boreali furono avvistate a sud fino a Roma e a Cuba, mentre le aurore australi furono visibili a nord fino a Santiago, in Cile.

La turbolenza geomagnetica fu così intensa che gli operatori della rete telegrafica statunitense raccontarono di aver visto scintille sprigionarsi dai loro strumenti, e alcuni arrivarono perfino a prendere fuoco, ricorda l'astrofisico Ed Cliver dell'Air Force Research Laboratory di Bedford, in Massachusetts.

Nel 1859, questi episodi diedero vita perlopiù a adegli aneddoti. Ma se qualcosa di simile accadesse oggi, la nostra rete infrastrutturale elettronica potrebbe saltare. "In ballo ci sono le tecnologie avanzate che sono alla base di quasi ogni aspetto della nostra vita", dice Bogdan dello Space Weather Prediction Center.

La tempesta solare romperebbe il nostro "cyber bozzolo"

Le turbolenze elettroniche in grado di mettere fuori uso i telegrafi - l'Internet dell'epoca - avrebbero oggi un effetto molto più distruttivo.
Le tempeste solari che colpiscono la Terra hanno tre fasi, ma non tutte si verificano a ogni tempesta.

Nella prima, la luce solare ad alta energia - soprattutto raggi X e luce ultravioletta - ionizza gli strati più alti dell'atmosfera, interferendo con le comunicazioni radio. Poi arriva una tempesta di radiazioni, potenzialmente pericolosa per eventuali astronauti. Alla fine si verifica una espulsione di massa coronale (CME), una nube di particelle cariche che si muove più lentamente, impiegando diversi giorni per raggiungere la Terra. Quando veniamo colpiti da una CME, le particelle solari possono interagire con il campo magnetico della Terra per produrre potenti fluttuazioni elettromagnetiche.

"La Terra è avvolta da un cyber-bozzolo”, dice lo studioso. "Possiamo facilmente immaginare quali sarebbero le conseguenze".

Particolarmente preoccupanti sono i problemi per i global positioning systems (GPS), ormai onnipresenti in telefoni cellulari, aeroplani e automobili. Business da 13 miliardi di dollari nel 2003, l'industria del GPS dovrebbe raggiungere nel 2017 la cifra astronomica di mille miliardi di dollari. Ma anche le comunicazioni satellitari sarebbero compromesse, mettendo a rischio tante attività quotidiane come gli acquisti con la carta di credito.

I timori maggiori però riguardano ciò che potrebbe accadere alla rete elettrica, poiché gli sbalzi di potenza causati dalle particelle solari potrebbero far saltare i grandi trasformatori. Trasformatori che necessitano di molto tempo per essere sostituiti, soprattutto se saltano a centinaia nello stesso momento. Le città, secondo gli esperti, potrebbero restare senza elettricità per settimane, mesi, o persino un anno, con danni economici stimati fra i mille e i duemila miliardi di dollari e con effetti che si farebbero sentire a lungo.

Anche se il prossimo massimo solare non produrrà un evento come quello di Carrington, tempeste di dimensioni minori sono comunque in grado di influenzare l'energia e le comunicazioni. La tempesta solare di Halloween 2003, ad esempio, creò dei disturbi nelle comunicazioni satellitari, provocò un breve blackout in Svezia e produsse aurore boreali che vennero avvistate fino in Florida.

Le possibili soluzioni

Una soluzione sarebbe quella di ricostruire l'ormai vecchia rete elettrica con una meno vulnerabile alle interferenze solari. Un'altra è quella di mettere a punto migliori previsioni. Gli studiosi sperano che il nuovo Solar Dynamics Observatory offra loro una migliore comprensione dei fenomeni solari via via che ci avviciniamo al nuovo massimo e inizino a prodursi tempeste più violente. Queste ricerche potrebbero aiutare gli astronomi a predirre dove e quando potrebbero verificarsi delle tempeste solari, e se queste siano dirette verso la Terra.

"Delle previsioni più accurate potrebbero consentire alle autorità di intraprendere delle azioni per mitigare gli effetti di questi fenomeni”, dice il fisico Rodney Viereck dello Space Weather Prediction Center.

Anche allo stato attuale, afferma il suo collega Bogdan, le emissioni più perniciose delle tempeste solari viaggiano abbastanza lentamente da poter essere individuate dai satelliti molto prima che le particelle colpiscano la Terra. "Abbiamo a disposizione [circa] 20 ore per decidere quali azioni intraprendere", dice Viereck.

Le società energetiche ad esempio potrebbero proteggere i preziosi trasformatori staccando la corrente poco prima che la tempesta ci colpisca. Ciò produrrebbe dei blackout a livello locale, che però non durerebbero a lungo. "C'è di buono che queste tempeste in genere finiscono in un paio d'ore”, spiega Bogdan.

Nel frattempo, gli studiosi stanno cercando di raccogliere quante più informazioni possibili sul Sole nel tentativo di fornire delle previsioni più a lungo termine. Secondo Vierick infatti, le previsioni spaziali devono compiere qiualche passo avanti: "Siamo al livello a cui erano le previsioni del tempo mezzo secolo fa”.

(08 marzo 2011)

Nat Geo


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Wednesday, December 21, 2011 1:19 AM

Esplosione sul Sole
7 giugno 2011





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