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Full Version: Sculture e simboli
Marisa2003
Saturday, March 15, 2008 2:10 PM
Una mia gentile corrispondente mi ha segnalato un curioso personaggio scolpito su una pietra ritrovata fuori da qualsiasi contesto usata insieme ad altre come contenimento di un terrapieno.
L' mmagine enigmatica del personaggio a tutta prima può effettivamente rappresentare, come suggerito dagli esperti nell'articolo, un pellegrino di ritorno dalla Terrasanta. Egli infatti ha in mano un ramo di palma, che era l'elemento distintivo per coloro che avevano fatto un viaggio in quei luoghi. Anche il bordone (bastone) del pellegrino, che tiene nell'altro mano(anche se molto corto oppure una parte è abrasa) lo direbbe.L'elemento più curioso è però rappresentato da quello su cui l'uomo sembra posarsi, che non pare un sedile. Ma non appoggia per terra! Cosa sarà?



L'articolo che correda la foto è il seguente:

I lettori forse ricorderanno che nel 2001, durante certi scavi autorizzati a valle del Palazzo Paglicci in Corso Italia, il sig. Mauro Lorenzetti ritrovò una grossa pietra, con un rozzo bassorilievo rappresentante un uomo seduto, con una fronda arborea sulla mano sinistra, un bastone sulla destra, la bisaccia ed il cappello. Essa fu ipoteticamente interpretata, da me e dal prof. Don Antonio Bacci, come collegata all’Ospedale di San Giovanni da Castiglione Aretino (noto almeno fin dal 1302) e rappresentante un pellegrino. Alcuni microvasetti in terracotta smaltata, trovati nell’area e simili ad altri rinvenuti in spedali tardomedioevali (XIV-XV secolo), confortavano questa ipotesi.
Recentemente sono stati sollevati dubbi, sia sull’interpretazione di tale scultura, che sulla sua datazione, assegnandola incredibilmente al XVI secolo, ipotizzandovi la raffigurazione di un uomo con una fronda di vite in mano, probabile insegna di una mescita di vini.
Per fare più chiarezza su questo interessante manufatto, ho interpellato quattro fra i più illustri studiosi legati alla Toscana. Con grande gentilezza hanno risposto, dando il loro autorevole parere.
Il Prof.Antonio Paolucci -Storico dell’Arte, già Ministro dei Beni Culturali, Commissario straordinario per il restauro post-terremoto delle Basiliche di Assisi, ex Direttore per i Beni Culturali della Toscana- afferma: “Quello che a me sembra certo è che la scultura è certamente antica, di fattura popolaresca, ma certo più antica del XVI secolo”. Sul significato da darle è più cauto: “L’idea che il rilievo raffiguri un pellegrino mi sembra suggestiva, ma è una ipotesi che dovrebbe essere suffragata da confronti con iconografie simili”.
Vi è poi il Prof. Franco Cardini -Professore dell’Università di Firenze, autore di più di 130 pubblicazioni ed innumerevoli articoli di carattere storico, fra i quali molti quelli dedicati al pellegrinaggio nel medioevo- che mi ha scritto: “La Sua interpretazione della pietra scolpita mi pare plausibile”.
Va oltre il Prof. Alberto Fatucchi -Presidente emerito dell’Accademia Petrarca e studioso di topografia storica, scultura altomedioevale, viabilità antica e pellegrinaggi medioevali nell’aretino- che scrive: “La sua proposta mi sembra ben fondata, anche per il materiale del contesto di scavo. L’interpretazione della figura è accettabile, sia pure con cautela”.
Sentiamo, infine, quello che ne pensa il prof. Renato Stopani, Presidente del Centro Studi Romei e autore di innumerevoli studi sul pellegrinaggio medioevale nel Centro Italia: “Riguardo … alla figura rappresentata … penso che la tua interpretazione non sia lontana dalla verità: l’alberello che è tenuto in mano, alto allo scopo di evidenziarne il significato, ha tutta l’aria di essere una palma; il bastone può rappresentare il bordone (anche se ridotto) del pellegrino. C’è poi, evidente, la bisaccia; il copricapo, infine, ricorda il petaso dei pellegrini. Resta, indecifrabile, quella sorta di terza gamba o informe sgabello o chissà cos’altro. E’ probabile però che sia il risultato dell’imperizia del lapicida che scolpì la figura, che non doveva certo essere un Michelangelo (anche la testa, infatti, è sproporzionata rispetto al corpo)” Da una pubblicazione sulla via Francigena, a cui ha collaborato il Prof. Stopani, ricaviamo una figura di pellegrino, scolpita nell’abside della Pieve di S. Felicita a Pietrasanta, con un copricapo analogo al personaggio castiglionese. Certamente non vi è l’assoluta certezza sull’interpretazione del bassorilievo di casa Lorenzetti, ma nuove ipotesi devono comunque essere basate su elementi interpretativi verosimili, non su personali congetture.

(http://www.comune.castiglionfiorentino.ar.it/upload/file/WCastFior03-08.pdf) Segnalato dalla sig.Vincenza M.

M. di Caraba
Friday, March 21, 2008 10:47 AM
Re:

Cara Marisa,
la tua corrispondente è stata molto carina nel segnalarci
questo singolare reperto.

Certo che è davvero difficile azzardare delle ipotesi interpretative
considerando che la superficie è particolarmente rovinata.

Sarebbe interessante sapere qualcosa sui "microvasetti in terracotta
smaltata, trovati nell'area e simili ad altri rinvenuti in spedali
tardomedioevali (XIV-XV secolo)" che confortano l'ipotesi "Pellegrino".

Salute

MdC
Marisa2003
Tuesday, March 25, 2008 6:28 PM
Caro Marchese,
è stata davvero carina la signora, che diverse volte mi manda 'chicche' curiose (quando ha dei 'misteri' me li invia,sperando che io possa svelarglieli Quando posso volentieri ma come in questo caso, è difficile.I vasetti... sarebbe bello che ci spiegassero come possano consolidare l'ipotesi pellegrino, hai ragione!

A proposito di misteri 'svelati': risolto l'enigma di una scultura che avevo trovato sul magnifico Duomo di Fidenza, San Donnino. Mi riferisco a questa:



Nell'articolo che avevo pubblicato nel sito dichiaravo se qualcuno potesse darmene speigazione e infatti- a distanza di quasi due anni- essa è arrivata, da un cortese abitante del luogo.
"La scultura riferisce al ciclo, non completo, dei mesi e precisamente al mese di gennaio. Sono ben in evidenza insaccati di carne e tuttora la macellazione del maiale avviene in questo mese, nella nostra zona è quasi un rito.
Questa è l’interpretazione delle principali pubblicazioni sul nostro duomo (ho sottomano il volume di Roberto Tassi “Il Duomo di Fidenza” Silvana Editoriale d’arte- Milano)".
Grazie ad Ambrogio Ponzi.Visitate il sito del padre Ettore, valente artista fidentino (guardate i suoi dipinti del duomo come sembrano animarsi di vita propria) fidenza.ponziettore.it

A presto.
Marisa2003
Wednesday, April 08, 2009 7:59 AM
Ho trovato una curiosa iconografica scolpita su una lastra litica in Bergamo alta. E' raffigurato un santo, con la mano destra benedicente e la sinistra reggente un bastone e un lembo della veste. In alto, a destra per chi guarda, uno strano elemento, cos'è?
La cosa più singolare è però ciò che si vede in basso, a sinistra. Dalla veste del santo spunta un'altra mano (o un piede?)che non si sa a chi appartenga; essa tiene una catena a cui è legato un essere mostruoso (cornuto e con zoccoli da capro), diabolico. Qualcuno sa dirmi a cosa può riferirsi tale simbologia? Ho pensato al passo biblico in cui la belva dell'Apocalisse sarebbe stata incatenata e gettata nell'abisso per mille anni...Ma che c'entra quella 'terza' mano? Voi avete un'interpretazione?
Ecco la foto:



Grazie e ciao,
giamba253
Wednesday, April 08, 2009 11:13 AM
Apocalisse 20:1-3 “Poi vidi scendere dal cielo un angelo con la chiave dell'abisso e una grande catena in mano. Egli afferrò il dragone, il serpente antico, cioè il diavolo, Satana, lo legò per mille anni, e lo gettò nell'abisso che chiuse e sigillò sopra di lui perché non seducesse più le nazioni finché fossero compiuti i mille anni; dopo i quali dovrà essere sciolto per un po' di tempo”.



antakarana59
Thursday, April 09, 2009 5:02 PM
Ciao, Marisa.E' una simbologia belissima e importantisima. Qual'è nome di santo che tiene incatena il demone?
Marisa2003
Tuesday, May 05, 2009 1:58 PM
Non conosco il nome del Santo, mi spiace. Se farò ulteriori indagini e lo scoprirò, sarò lieta di divulgarlo.
Grazie a tutti, ciao!
Marisa2003
Sunday, October 04, 2009 12:27 AM
Alessandro Laforet
Di recente mi è capitato di visitare, grazie ad una persona culturalmente molto attiva del posto, la mostra di uno scultore pressochè sconosciuto ai più:Alessandro Laforet (1863-1937). Definito uno scultore tra verismo e simbolismo. Alcune sue opere sono state esposte alla mostra che si è conclusa il 30 settembre a Bureglio (VB), un piccolo borgo nei pressi di Vignone San Martino, sul lago Maggiore. In questo paesino l'artista aveva acquistato una dimora, ancora oggi esistente (andrebbe debitamente restaurata) e traeva ispirazione.

Egli era anche pittore, avendo seguito a livello accademico, a Milano, dei corsi a Brera(famosi i suoi 'nudi maschili', di raffinata eleganza).
Le sue sculture sono però qualcosa di 'bello', nel senso autentico della parola: sono vive. E quando un artista sa rendere vivo un materiale che è inerte, come il marmo o un metallo, significa che ne ha penetrato la profondità e ne ha colto la forma prima ancora di darvene una, un p' come -si dice- facessero i grandi come Michelangelo.

Metterò delle foto che ho scattato ad alcune sue opere esposte. Comunque se ne possono ammirare, di sue, anche al Monumentale di Milano, oppure a Trieste (è suo il Giuseppe Verdi che troneggia nella piazza omonima), considerato il suo capolavoro. Molte le sue opere in collezioni private.

La Cucitrice, il Pensatore, la Sfinge, il Dolore, la Bontà, Maternità, la splendida Diana, un cane che sarà eternamente vivo, sono soltanto alcuni dei simboli eloquentemente silenziosi che andrebbero maggiormente conosciuti.
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