Ecco la mia PG.
Rimmon, la voce Equipaggiamento andava riempita così? Per quanto riguarda le armi, non ne ho scelta nessuna, ancora, perché non sono sicuro che con le mie abilità sia il caso, al limite mi guardo la sezione armi del manuale d'ambientazione e ne inserisco una.
PS: le voci a zero le ho eliminate, così la scheda è meno lunga.
NOME DEL PERSONAGGIO: Judith “Judy” Miller
ETNIA: Meticcia
PROFESSIONE: Ragazza di Saloon
TRATTI PRIMARI
- Fortuna 10
- Riflessi (tratto di difesa) 6
- Robustezza (tratto di energia vitale) 9
- Volontà / Coraggio 8
TRATTI DI COMBATTIMENTO
Armi bianche 7
Armi da lancio e da tiro 6
Artiglieria 6
Esplosivi 6
Fucili 6
Lazo / Uso Corde 6
Pistole 6
Rissa 6
TRATTI COMUNI
Addestrare animali 0
Atletica / Correre / Saltare / Arrampicarsi 6
Attitudini artistiche 0
Borseggiare / Scassinare 8
Buona maniere / Convincere / Oratoria / Mentire 8
Cavalcare / Guidare diligenze 6
Commercio / Contrattare 0
Conoscenze generali / Istruzione / Scienze 0
Cultura e sapienza indiana 0
Falsificare / Camuffare 0
Fascino / Sedurre 9
Gioco d’azzardo 7
Individuare / Cercare / Trovare 6
Ingegno / Riparare / Fabbricare 6
Intimidire / Carisma / Doti di comando / Autorità 0
Legge / Disciplina militare 0
Lingue (oltre alla propria) 7 (spagnolo)
Medicina / Pronto soccorso 0
Muoversi silenziosamente / Furtività 7
Nascondersi / Seminare / Canc. tracce / Depistare 6
Nuotare 6
Orientamento / Conoscenza territorio 6
Percezione / 6° senso / Avvertire pericoli / Ascoltare 6
Raccogliere informazioni / Interrogare 6
Reputazione 0
Seguire tracce / Pedinare 0
Sopravvivenza 0
Usare / Pilotare imbarcazioni 6
Magia indiana (tratto di magia) -
Magia voodoo (tratto di magia) -
Arti marziali -
EQUIPAGGIAMENTO VARIO: Valigia con 2 abiti di ricambio (1 vistoso per “intrattenere” e uno sobrio per “passare inosservata”), trucchi vari, arnesi da scasso e della corda. Tiene in mano un parasole che nasconde uno stiletto di 30 centimetri.
ENERGIA VITALE: 18
ARMI & MUNIZIONI
- Tipo pistola: Danno: Mod: Munizioni:
- Tipo fucile: Danno: Mod: Munizioni:
- Altra arma: Danno: Mod: Munizioni:
Judith Miller, per quanto nella sua vita abbia tentato di fare la brava ragazza… ok, non è che si sia impegnata più di tanto… comunque, dicevo, finiva sempre col trovarsi in qualche guaio.
Le sue origini, quando venne al mondo, erano già abbastanza oscure. Soprattutto perché nessuno, inclusa lei, ha mai saputo chi fossero i suoi genitori. È una bella ragazza, alta sul metro e settanta, con la carnagione naturalmente abbronzata (cosa che già di per sé non la fa passare per una “signora”) e i capelli nerissimi e ondulati. Potrebbe avere sangue africano, messicano o indiano. Questo non l’ha mai saputo. Non che le sia mai importato, dopotutto… L’unico interesse nella vita di Judith è Judith.
A causa del suo aspetto così “etnico” non venne mai adottata. A proposito, non v’ho detto ch’è cresciuta in un orfanotrofio? No…? Be’, è così. Fu trovata il 6 maggio, giorno di Santa Giuditta Vergine, di cui le venne imposto il nome come buon augurio. Miller, invece, era il nome della sguattera del St. Francis Orphanage che la trovò. Sentendo gli strilli provenire dal vicolo, la donna la raggiunse e la portò alle suore.
Il fatto che fosse stata abbandonata nel vicolo sul retro, anziché alla porta com’è d’uso fare negli orfanotrofi, fu per Patricia motivo di mille e mille sogni ad occhi aperti. A volte, quand’era più piccola, immaginava che i suoi non intendessero abbandonarla, ma che la nascondessero da un nemico, o che questo malvagio figuro l’avesse sottratta ai genitori che ora la cercavano disperati. Insomma, gli stessi sogni che ogni altro ragazzino nella sua situazione faceva ogni notte. Molto più probabilmente, ed ora che è cresciuta se ne rende conto, sua madre doveva essere una schiava africana o una prostituta messicana. Chissà. forse aveva sangue indiano… aveva sentito dire che le donne violentate dagli indiani, se non riuscivano ad abortire, abbandonavano i bambini. Come tutta la gente di città, non aveva sentito parlare granché bene dei pellerossa. Se capite cos’è un eufemismo.
A 14’anni lasciò l’orfanotrofio e visse sulla strada, imparando a rubacchiare. A 17 anni venne assunta in un Saloon e scivolò nella prostituzione. Vi aspettavate forse che trovasse i genitori e si scoprisse principessa spagnola? Qui conobbe il suo primo e unico Protettore, un irlandese di nome O’Reilly che la trattava abbastanza bene. Rimase con lui per 3 anni, finché non venne “destituito” dai suoi concorrenti, con un contratto di piombo che non poté evitare. A Judith non andava l’idea di essere “rilevata” come una proprietà, soprattutto perché il nuovo Boss era veramente laido, perciò lasciò la città in cerca di fortuna. Ed è qui che la incontriamo, all’inizio della sua nuova vita, quale che sia.
Ora però, sarà bene dire qualcosa di più personale sul suo conto. Anzitutto, detesta essere chiamata Piccola, Bocconcino, Gallinella o appellativi simili, le sembrano nomignoli da sgualdrinella, cosa che sente lontana miglia e miglia dalla sua natura. Ha un naturale orgoglio, infatti ripete ostinatamente a tutti, e a sé stessa, che è lei a scegliere la sua vita e come o con chi passarla, e che nessuno le può negare la libertà. Tuttavia, infondo, infondo… sa bene di essere “una fra tante” e che per quanto possa raccontarsela, la sua vita non è meglio di quella di tutte le altre prostitute. Ha un naturale fascino che ha sempre sfruttato, essendo obiettivamente una bella ragazza dall’aria esotica. Ha occhi scurissimi e capelli così neri da sembrare tinti d’inchiostro, un corpo formoso ma non pesante, leggero e tonico. Sa giocare a carte e se la cava piuttosto bene. Grazie a questo hobbie ha spennato più d’un cliente, guadagnandosi dei sostanziosi extra. Ha imparato le buone maniere da O’Reilly, che teneva alla buona creanza delle sue “dipendenti”. Oltre all’inglese, parla spagnolo e un po’ di francese, più qualche termine in altre lingue europee, appreso da qualche “cliente” sboccato. Ma non sono parole da inserire in una conversazione civile… Pur “lavorando” per O’Reilly, non ha mai smesso di cimentarsi nella sua vecchia occupazione: furto e borseggio. Ancora oggi sa come scassinare una serratura o far scivolare una mano nella tasca di qualcun altro, senza che questi se ne accorga. Di tutte le persone conosciute nella sua vita, quella per cui sentiva più affetto era O’Reilly. E questo la dice lunga sulla sua vita… Aveva ed ha ancora delle amiche tra le sue ex colleghe, mentre ha tagliato i ponti col periodo dell’orfanotrofio.
[Modificato da Balymon 30/05/2005 11.53]
[Modificato da Balymon 30/05/2005 17.18]