conaway
Tuesday, March 20, 2007 9:41 AM

Stadio Luigi Moccia, “lavori di manutenzione”, restauro della struttura dopo 31 anni. Rifacimento totale della pista di atletica, con un nuovo impianto idrico all’avanguardia, si dice anche erba sintetica, poi impianto di illuminazione con quattro megatorri ai quattro lati del campo (pista,impianto idrico, sintetico, luce artificiale, sono il secondo lotto dei lavori) con una domanda opportuna e spontanea; la massima espressione dello sport locale, “L’Afragolese”, vivra’ ancora per poter usufruire di questo megaimpianto all’avanguardia!!!!
Ed allora ecco che si intrecciano i tanti perche’ dello sportivo della strada che avrebbe il giusto desiderio di poter vedere il rossoblu’ dell’Afragolese cimentarsi in campionati degni del blasone che la stessa Afragolese si onora di rappresentare.
Certamente il latore di questa corrispondenza ha vissuto la storia dell’Afragolese e sa bene che Afragola non ha mai espresso una vera identita’ calcistica, vivendo a periodi con esaltazioni ma anche con tante rassegnazioni. Le varie epoche che hanno espresso figure carismatiche di presidenti da Antonio Corrado a Giuseppe Moccia, da Aniello Caputo ad Aniello Malerba, da Angelo Palladino a Rocco Giugliano, dal grande Luigi Grillo a Giuseppe Fico, per finire ai giorni nostri con Angelo Laudiero, Ciro Silvestro, Alfredo Credentino, tutti indistintamente votati da un solo desiderio e da una certa passione, ovvero il cercare di portare sempre piu’ in alto il nome di Afragola e farlo assurgere alle vette piu’ alte del firmamento calcistico nazionale.
Senza dimenticare il vecchio saggio, quel Nicola Iazzetta, che certamente e’ stato il pioniere del calcio afragolese, prima da giocatore, poi da direttore, poi da commissario e infine da presidente-pro tempore, con tutti i tecnici che sono passati da Afragola, dagli antesignani Vincenzo Mele e Zanolla, Vincenzo Grimaldi, Gianni Simonelli, Paolo Specchia, Mario Schettino, Elia Greco, Cane’, Franco Villa, Peppino Cresci, e per ritornare ai giorni nostri Gaetano Laudiero, Ciro Amorosetti, Ciro Mautone, Enzo De Falco, l’ultimo in ordine di tempo ma non meno passionale degli altri. Tutto questo excursus serve per far capire che l’Afragolese deve continuare a vivere perche’ l’attuale dirigenza ha bisogno di supporti. E citiamoli questi signori che a novembre hanno rilevato il titolo sportivo dalla vecchia proprieta’ che minacciava di far scomparire l’Afragolese calcio. Sono tutti appartenenti al Club Angelo Palladino. Luigi Tremante, al quale il C.D. ha dato l’onere di presidente, ai tre vicepresidenti: Giovanni Castaldo, Vincenzo Bossa, Luigi Castaldo, Mario Dezio alias Nando, Rosario Silvestro, Eduardo Milano, Carlo Gallo, Antonio Bossa, Nicola Bossa, Luigi Bossa, Luigi Castaldo, Vincenzo Vinci, Giuseppe Damone.
Con sacrifici personali, con tanto amore e attaccamento alla maglia, con tanto impegno stanno portando avanti la gestione, senza far mancare niente di niente, allo staff tecnico, e la loro unica soddisfazione e’ quella di vedere l’Afragolese salvarsi dalla retrocessione e poi cercare di avere l’imprenditoria afragolese interessata al problema.
Ricordiamo a chi facilmente dimentica quante riunioni sono state fatte in sede quando la vecchia proprieta’ minacciava di vendere tutto e qualcuno sembrava interessato al problema. Quante fumate grigie e quando poi Tremante con i suoi soci ha voluto accollarsi la responsabilita’ di rilevare la vecchia dirigenza e andare avanti per questa stagione, tutti sono scomparsi. Ora chi puo’ essere interessato a fare calcio ad Afragola puo’ avvicinarsi tranquillamente perche’ il club Angelo Palladino vuole che l’Afragolese continui a vivere e non ha alcun tipo di problema nella eventualita’ (basti che ci sia!!!) la possibilita’ di vedere l’Afragolese ai nastri di partenza nella stagione 2007/2008.





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