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+principeguerriero+
Friday, June 29, 2007 11:39 PM
Re: Intervista ad Alfred Lapple
Ratzigirl, 26/04/2007 15.23:


Intervista esclusiva al suo istitutore Alfred Lapple



La formazione culturale di Joseph Ratzinger era, a ventiquattro anni, completa. Classici latini e greci, leggevo Goethe con entusiasmo, dice, mentre Schiller gli pareva troppo moralista. Amava gli scrittori del XIX secolo: Eichendorff, Morike, Storm, Stifter. Lo appassionavano i romanzi di Gertrud von Le Fort, Elisabeth Langgasser, Ernst Wiechert, Dostoevskij; i grandi francesi Claudel, Bernanos, Mauriac.
Persino le opere di eminenti scienziati come Plance, Heienberg, Einstein. In campo filosofico e teologico: Romano Guardini, Josef Pieper, Theodor Hacher, Peter Wust, il cardinale Newman, Heiddeger, Jaspers. Nietzsche, Klages, Bergson, Husserl.
Come in fisica si poteva constatare labbandono dellimmagine meccanicistica del mondo, così si riteneva di poter osservare anche in filosofia un ritorno alla metafisica. Il cammino iniziava con Kant e gli studi su Hegel per sfociare nel nuovo movimento di pensiero del personalismo, che -scrive Ratzinger- nel mio caso si legò quasi da sé con il pensiero di SantAgostino.
Nelle Confessioni mi venne incontro in tutta la sua passionalità e profondità umane.
Ebbi, invece, delle difficoltà nellaccesso al pensiero di San Tommaso dAquino, la cui logica cristallina mi pareva troppo chiusa in se stessa, impersonale e preconfezionata.
Gli studi di teologia a Monaco danno a Ratzinger la possibilità di entrare ancora più nella cogitatio fidei, nella intelligenza della fede. Lesegesi diventa il centro del lavoro teologico del giovane Joseph. E una sorta di colpo di fulmine favorito dalla star della facoltà di teologia, Friedrich Wilhelm Majer, professore di esegesi del Nuovo Testamento.

Durante il seminario di Frisinga, come prefetto della sala di studio, viene assegnato un teologo da poco rientrato dalla prigionia inglese: Alfred Lapple, uno dei più fecondi scrittori religiosi del nostro tempo. Novantadue anni, da oltre sessanta è amico del Papa bavarese.
Raggiunto a Monaco da Elena Balestri, coordinatrice editoriale della struttura Rai-Vaticano, ha ricostruito le stagioni del dopoguerra in una Germania ricoperta di macerie materiali e spirituali.
La lacerazione delle coscienze, gli orrori del conflitto, la pena per i scomparsi, il senso di colpa che la fede solo a fatica leniva. Un popolo inchiodato dalla storia davanti alle proprie terribili responsabilità. Da carnefice a vittima di se stesso. Il ricordo di Lapple è nitido ed aiuta a cesellare la personalità di Benedetto XVI. Scontornandolo ne evidenzia la singolarità e la grandezza.

Quando, professor Lapple, ha conosciuto Joseph Ratzinger?

Solo dopo la guerra, nel 1946. Il rettore del seminario filosofico di Frisinga mi nominò prefetto di cinquanta giovani seminaristi. Nella sala rossa, fra cinquanta banchi di legno, erano seduti i due fratelli Ratzinger: Georg, più grande e Joseph, il più piccolo. Fu Jospeh ad avvicinarsi: Potrebbe spiegarmi che cosa significa la meditazione e la spiritualità di cui ha parlato ieri sera il padre spirituale? Da quella domanda e da una infinità di altre è nata lamicizia di una vita.

Aveva il compito di seguire una generazione che aveva visto in faccia la guerra. Irrequieta e afflitta da tormenti.

"Un giorno Joseph Ratzinger mi domandò come avevo potuto resistere allintero periodo della guerra. Dove avevo trovato la forza interiore. Risposi che soltanto la fede in Dio mi aveva salvato. La fede in Dio e le preghiere di mia madre. A Frisinga i seminaristi erano circa centoventi. Le differenze erano evidenti. Io, allora, avevo trentuno anni, Joseph Ratzinger diciannove. Una differenza di età enorme, il che equivaleva ad una differenza dei ruoli ricoperti in guerra. Lui, arruolato di forza nella contraerea , io sul fronte. Gradi militari diversi. Il cardinale Michael von Faulhaber celebrò una messa di requiem un memoria dei sacerdoti, degli studenti di teologia e dei seminaristi caduti. Siete tornati a casa. Dio vi ha donato una seconda vita. Ringraziatelo studiando per diventare buoni sacerdoti. Ci insegnò la gratitudine".

Non volevate guardare indietro?


No. Durante la guerra avevamo saputo dei campi di concentramento. Il nuovo rettore del seminario, Michael Hock era stato internato cinque anni a Dachau. Non parlavamo mai fra noi degli ordini ricevuti né dei ruoli militari ricoperti. Nessuno sapeva dove era stato laltro. Io, per esempio, ero alle porte di Leningrado nellinverno 1941-42. volevamo studiare su unisola di pace, dimenticare che, sotto il nazismo, alcuni preti avevano scambiato labito talare con luniforme marrone.

Ci sono stati probabilmente seminaristi sui trentanni, che si sono confidati con Lei. Erano stati al fronte, magari avevano ucciso. Potevano diventare buoni preti?

Ricordo che fra il 1948 e il 1952 feci parte della commissione decisionale. Decidere se un giovane poteva diventare prete. Uno di loro mi disse: Non posso andare dal rettore, lui è stato in un campo di concentramento e non potrà capire. Fra i docenti del seminario di Frisinga io ero il solo ad essere stato in guerra. Questo seminarista continuò: In Russia, durante unazione di partigiani, ho fucilato venti persone. Non so dire se sia stato necessario. Crede che potrò diventare sacerdote?"

E Lei che cosa rispose?

Sta a te decidere. Se senti però questo peso interiore e hai la sensazione di una colpa irrimediabile, allora devi riflettere. Salire sullaltare ed iniziare la Santa Messa col dominus vobiscum col terrore che qualcuno si alzi e ti gridi: Sei un assassino&

E come andò a finire?

Quel giovane lasciò il seminario. Il figlio poi è diventato sacerdote. Un altro che aveva vissuto la lotta partigiana nellItalia centrale ebbe un approccio diverso: Voglio diventare sacerdote, voglio espiare per tutto quello che è successo laggiù. E diventato sacerdote e, in seguito, vescovo. Era un uomo straordinario.

Torniamo a Joseph Ratzinger. Come lo descriverebbe?

Era il beniamino della sua famiglia. Tranquillo, riservato, mai inopportuno. Un giovane di buon cuore che aveva bisogno di confidarsi. Era curioso di verità. Faceva continuamente domande. Era un intellettuale col cuore. Tradusse come me la Quaestio disputate de caritate di Tommaso dAquino ed apprezzò il mio lavoro su La Teologia come crisi ed impresa del teologo, frutto di alcune lezioni tenute in un campo di prigionia americano. Si avvicinò, grazie a me, al pensiero del cardinale Newman e fu colpito dal suo motto episcopale Cor ad cor loquitur, il cuore parla al cuore. Tale espressione era il paradigma del pensiero di Joseph Ratzinger.

Oltre a Lei ha coltivato in quel periodo altre amicizie?


Non aveva molte amicizie. Solo quando fu ordinato sacerdote e cominciò ad insegnare in varie università si creò una grande cerchia di amici. Con gli anni Ratzinger ha continuato a pensare con il cuore, ad essere una persona leale. Lo ha dimostrato nel 2006 in Polonia, al campo di concentramento di Auschiwitz-Birkenau: Sono figlio del popolo tedesco, sono un papa tedesco e sono qui per pregare.
In Baviera ha scelto come motto del viaggio pastorale Chi crede non è mai solo. Questa non è una scelta teologica, è la sua vita. In quel motto cè tutto Ratzinger".

Lei lo ha seguito nei primi passi da sacerdote alla Parrocchia del Preziosissimo Sangue di Monaco, poi come docente e Vescovo&

Diventato prete gli dissi: Dedicati alla pastorale, così ti renderai conto se fa per te oppure no. Un anno dopo lordinazione si trovò a prendere la decisione di proseguire gli studi di teologia. Non esitai: Joseph, la tua strada è quella accademica. E nella mia stanza al secondo piano del seminario ci salutammo dopo la sua prima Messa. Fu lui a prendere il mio posto come docente; fu sulla stessa scrivania dove sedevo io che scrisse la tesi di dottorato e preparò lesame di abilitazione. Quando Dofner, larcivescovo di Monaco, morì allimprovviso, fra i candidati episcopabili ceravamo io, Ratzinger e Karl Forster. In un colloquio notturno gli dissi: Joseph, accetta, è la cosa più giusta per te. Come Lei sa, aveva dato più volte le dimissioni da Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Voleva raccogliere tutti i suoi lavori. Gli avevo persino fatto avere due contratti con case editrici tedesche che lui firmò. Era tutto sistemato, ma le cose sono andate diversamente.

Oltre a Lei, chi sono stati i punti di riferimento intellettuali?

Sono stati lHenri de Lubac di Cattolicesimo e il professor Gottlieb Sohnger di Colonia che amava, fra laltro, profondamente la musica e spesso portava lo studente Ratzinger allOpera di Monaco.
Una cosa che fino ad oggi nessuno sapeva. Alcuni discorsi di Sohnger rivelano quello che questo teologo è stato per Ratzinger, quali siano state le sue radici. Penso al legame strettissimo con la famiglia. Più volte Ratzinger ha confessato: E nella mia famiglia che ho imparato a pregare, a fare musica dai libri religiosi. Solo pochi giorni fa il fratello del Papa, monsignor Georg, mi ha detto: Mentre lavavamo i piatti cantavamo lAve Maria. Atteggiamenti che vengono dal cuore. Joseph era dispiaciuto per certe liturgie arbitrarie. A Gesù  ripeteva  non si fa una cosa simile, per la confusione in campo religioso.
La libertà di religione  affermava  può diventare facilmente uguaglianza di religione; per come veniva considerata la Chiesa.

Un conservatore o un progressista?

E strano. In Italia Ratzinger è stato considerato per lo più un progressista; in Francia un conservatore. Questo fa capire che, in base alla posizione, la stessa identica persona possa essere considerata progressista o conservatrice. In realtà, Joseph Ratzinger è sempre rimasto fedele ad ununica linea: lasciar parlare il cuore al cuore. Sono convinto che a tale proposito non abbia mai abdicato, che sia diventato il progetto della sua vita, della sua preghiera e della sua fede.





Solo adesso ho letto questa splendida intervista.
Grazie infinite per averla postata, migliore descrizione per far conoscere Papa Ratzinger non poteva essere fatta.
E' prorpio vero, Ratzinger parla con il cuore al cuore.

LadyRatzinger
Saturday, June 30, 2007 12:28 PM
Re: Re: Intervista ad Alfred Lapple
+principeguerriero+, 29/06/2007 23.39:





Solo adesso ho letto questa splendida intervista.
Grazie infinite per averla postata, migliore descrizione per far conoscere Papa Ratzinger non poteva essere fatta.
E' prorpio vero, Ratzinger parla con il cuore al cuore.






Già!!

josie '86
Monday, July 02, 2007 10:20 AM
Re: Dal blog di Lella...
[POSTQUOTE][QUOTE=Paparatzifan, 25/05/2007 22.03]
[DIM]11pt[=DIM][DIM]15pt[=DIM]«Grazie a voi ho imparato la geografia»[/DIM]

Benedetto XVI ha una straordinaria capacità di improvvisare, non solo qualche battuta, ma intere e spesso lunghe frasi compiute, in lingue che padroneggia ma che non sono la sua lingua madre.

[DIM]13pt[=DIM]La capacità di improvvisazione è talmente abituale che la Sala stampa vaticana aspetta la fine dei discorsi per inserire nel testo, preparato in precedenza, anche le frasi improvvisate. Insomma Papa Ratzinger è un grande improvvisatore.[/DIM]

È una delle tante note di cronaca emerse ieri nell'udienza all'episcopato italiano che il Papa ha incontrato nell'aula del Sinodo. Improvvisando, ha detto, suscitando l'ilarità e l'applauso dei vescovi, che, grazie alle «visite ad limina» che i presuli hanno compiuto a Roma, egli, dal suo studio al terzo piano del Palazzo Apostolico, ha «imparato la geografia d'Italia». Poi ha spiegato, sempre improvvisando: [DIM]13pt[=DIM]«Ho imparato la geografia, diciamo esteriore», ma soprattutto la geografia «spirituale» della «bella Italia».[/DIM]
Altra improvvisazione e altri applausi quando ha citato il suo libro pubblicato da Rizzoli, che sta incontrando un grande successo editoriale: «Il libro "Gesù di Nazareth", un libro personalissimo, non del Papa ma di questo uomo, è scritto con questa intenzione: che possiamo di nuovo, con il cuore e con la ragione, vedere che Cristo è veramente colui che il cuore umano attende».

Nel saluto il presidente Bagnasco ha espresso «la profonda riconoscenza per questo dono del libro, che arricchisce la vita delle comunità, ma anche la ricerca della verità che accompagna l'uomo di ogni tempo».

P. G. A.

L'Eco di Bergamo, 25 maggio 2007[/DIM]
[/QUOTE][/POSTQUOTE]

[G]Ma che carino! Io ho intenzione di fare un esame di geografia a settembre...Forse è meglio se andassi da lui al doposcuola [/G]
Paparatzifan
Wednesday, July 25, 2007 9:36 PM
Dal blog di Lella...

IL VENTO SCHERZA CON LA MANTELLA DEL PAPA

AURONZO. Spira un leggero vento quando Benedetto XVI giunge ad Auronzo e scende dalla macchina diretto alla chiesa dove lo attendono i sacerdoti delle due diocesi di Belluno e Treviso. Un piccolo «annuncio», del tutto innocuo, di quella che diventerà in serata una bufera, con forte vento e rovesci di pioggia su tutto il centro Cadore. Ma in mattinata, quando il papa arriva ad Auronzo, è ancora un brezza tranquilla. Quanto basta però a provocare qualche simpatico imprevisto, come documenta qui sopra la fotocronaca della nostra Agenzia Obiettivo.
Folate che arrivano più intense proprio sul sagrato della chiesa di Santa Giustina Martire, maggiormente esposto. Il papa esce dall’auto proprio nel pieno delle folate, e la mantella, presa d’infilata, comincia a svolazzare allegramente. Padre Georg, il segretario, accorre premuroso per sistemargliela. Ratzinger saluta le autorità. E anche durante questo breve incontro la mantella vola a più riprese, fino a coprirgli quasi il viso. «Volevo riportarla al suo posto», confida il presidente della comunità montana di Centro Cadore, Flaminio Da Deppo, schierato con gli altri sindaci cadorini in fascia tricolore per accogliere il pontefice, «ma non ho osato. E’ infatti intervenuto il segretario». Per la verità, anche il vescovo di Belluno-Feltre, Giuseppe Andrich, aveva subito allungato il braccio per sistemare la mantella al papa, come si vede nella sequenza fotografica. E forse anche per tema del vento, in seguito, monsignor Andrich si è scoperto il capo togliendosi lo zucchetto nel momento della benedizione papale all’uscita sul sagrato.
Il vento ha infatti giocato con la stessa mantella papale mentre Ratzinger accarezzava gli anziani ed i disabili, nonché i bambini che lo attendevano all’uscita della chiesa con i fiori in mano.

© Copyright Corriere delle Alpi, 25 luglio 2007

emma3
Thursday, July 26, 2007 12:33 AM
Benedetto XVI sull’erba verde di Danta. Festoso l’incontro con la gente. A don Angelo: «Sei fortunato a vivere qui»



- Quando Barbara Doriguzzi ha alzato gli occhi e si è trovata difronte al Papa, lipperlì ha creduto di sognare. Era andata con la figlioletta Michel a raccogliere mirtilli verso il sentiero delle “Spole”, perché quel lunedì 16 luglio la sua bottega di alimentari era chiusa. È vero che aveva notato un piccolo convoglio di automobili che percorreva lentamente il sentiero e dentro di sé s’era irritata sapendo bene che il traffico di autoveicoli è vietatissimo e quelli invece, pensava, stavano facendo allegramente i loro comodi addirittura scortati da due strani motociclisti. Ma poi s’era rassegnata riprendendo china la ricerca. Ma ora aveva davanti la figura bianca del Papa e più in là altre persone, anche due donne forse due suore, con le quali Benedetto XVI aveva recitato il rosario nella cappellina della Madonna dei Miracoli, una semplice capanna affogata nel bosco dove i turisti ogni tanto si fermano a deporre un fiore e per una foto. I raggi del sole colavano in tralice attraverso i larici dritti e altissimi creando un gioco suggestivo di luci e ombre di una scena surreale come quella di un quadro rinascimentale. «Come ti chiami?» Dice il Papa facendo una carezza a Michel che prima china il capo e poi, con stupefacente spontaneità, offre al Pontefice la sua raccolta di mirtilli. «Grazie! Preferisco che tu faccia la marmellata».
Eppoi rivolto alla mamma che sbalordita tiene per mano la bambina: «Non avrebbe mai immaginato di trovare il Papa, nevvero?» e tira fuori da una tasca un cofanetto col rosario e glielo regala. Ma Barbara Doriguzzi è senza parole, è come svuotata di ogni iniziativa sia intellettuale che manuale. Si limita a baciare l’anello papale e quell’eccezionale spicchio di vita quotidiana finisce lì, all’improvviso, come quando va via la luce.
A lei non viene neanche in mente che ha con sé il cellulare e potrebbe scattare almeno un paio di foto. Il Papa s’incammina stringendo fra le mani un rosario seguito a distanza dagli altri, sale sulla sua automobile e tutti ripartono stavolta diretti alla chiesetta di Santa Barbara da dove si domina Danta e si gode l’imponente e unico scenario dolomitico verso ogni punto cardinale. Un gruppetto di dantini e qualche occasionale turista di passaggio intanto avvista il movimento delle automobili nere che si fermano ai piedi della collina di Santa Barbara: «È il Papa!» Azzarda qualcuno. «Macché Papa e non Papa!» Ribatte scettico un altro. Dal Comune mettono in allarme Valentino, la guardia municipale, affinché vada di corsa alle “Spole” che ci sono dei turisti di molto indisciplinati. Valentino esegue ma s’imbatte nei due strani motociclisti e la sua missione è esaurita. Il Papa s’arrampica sul viottolo che porta a Santa Barbara e qui è accolto senza protocolli e discorsi paludati dai fortunati dantini che lo avevano visto pochi istanti prima.
«Ma qui non vedo le mucche, dove sono?» Chiede al primo che incontra. E quello, usando familiarmente il tu: «Anche a casa tua non ci sono più le mucche», risponde facendo ridere allegramente il Pontefice. Eppoi i soliti saluti emozionati, le preghiere corali e intense, gli sforzi di quelli del seguito per frenare alla meglio gli slanci dei più entusiasti di tanta presenza.
È don Angelo Balcon, il parroco di Danta, che fa gli onori di casa, che insieme a Padre Georg, il segretario, prega e illustra il paesaggio, cita i nomi delle montagne che si stagliano colorate di rosa contro il cielo dove il sole è al tramonto. «Sono estasiato da tanta bellezza» esclama il Papa e aggiunge, rivolto a don Angelo: «Tu sei un uomo fortunato a vivere qui».

Fausto Pettinelli - diocesi Belluno
Sihaya.b16247
Wednesday, November 14, 2007 12:37 AM
Torta Papale



La torta offerta al Papa viene da una pasticceria di Sorrento! Non vi dico che emozione quando una mia amica mi ha fatto vedere la foto del pasticciere insieme con il Papa sulla porta della pasticceria!! Cercherò di postarvela!!

Paparatzifan
Wednesday, November 14, 2007 9:56 PM
Re: Torta Papale
Sihaya.b16247, 14/11/2007 0:37:



La torta offerta al Papa viene da una pasticceria di Sorrento! Non vi dico che emozione quando una mia amica mi ha fatto vedere la foto del pasticciere insieme con il Papa sulla porta della pasticceria!! Cercherò di postarvela!!




Aspettiamo di vederla quanto prima!!!!
Paparatzifan
Sunday, November 18, 2007 10:20 PM
Dal blog di Lella...

«Ho fatto gli occhiali a Papa Ratzinger»

di Paolo Mosca

«Eminenza, adesso provi a leggere le lettere della terza riga… della quarta…».
La scena si svolge nel gennaio 2005. A sottoporsi alla visita oculistica è il Cardinale Joseph Ratzinger. Siamo nel “retro” del negozio di occhiali di Gladio e Walter Colantoni. «Quello - racconta oggi Gladio - è stato l’ultimo controllo agli occhi del Cardinale presbite.
Dopo qualche mese è diventato Papa, e non è più potuto venire personalmente a regolare o a farsi aggiustare gli occhiali».
Siamo a Borgo Pio, nel negozio che mamma Bianca e papà Silvano hanno aperto trent’anni fa. «Arrivavano dalla Sabina, e per dieci anni hanno curato gli occhi in un piccolo negozio alla Balduina. Poi si sono trasferiti qui, aiutati da due freschi diplomati in optometria, io e mio fratello. Regola uno, ci diceva mio padre, trasmettere allegria al cliente, aiutare nei prezzi i pensionati, massimo rispetto per i prelati». Quando hanno bussato alla vostra porta i primi elementi del Vaticano? «Subito. Con i Sinodi dei Vescovi da tutto il mondo. E noi, seguendo le regole di papà, aiutavamo i vescovi dei Paesi più poveri. Pensi che loro ci portavano le ricette mediche di preti, suore e di gente disperata dei loro Paesi. Bene, lavoravamo gratis. Chissà, forse è anche per questo che al Vaticano ci hanno preso in simpatia». Siete qui dal 1979. Sulla scia di Papa Luciani. Anche Giovanni Paolo II è stato un vostro cliente? «Macché, pochi sanno che lui leggeva perfettamente con un occhio, e con l’altro ci vedeva solo da lontano. Impossibile inventargli un paio di occhiali.

Il Cardinale Ratzinger è capitato qui da noi la prima volta nel 1988. Col suo soprabito nero, il suo baschetto. “Ragazzi”, diceva a me e a Walter, “ho bisogno di voi per leggere e per scrivere i miei libri”. Umile, modesto, sembrava un semplice monsignore».

E’ vero che andate a controllare la vista anche in Vaticano? «Certo. A turno, io e mio fratello saliamo con la valigetta attrezzata, e aggiustiamo la vista di cardinali anche importanti, come Sua Eminenza Giovanni Battista Re». Viene anche l’assistente del Papa, la signora Ingrid? «Lei passa spesso di qui in bicicletta. Letture di libri e di spartiti per il pianoforte la obbligano agli occhiali. Gliene abbiamo fatti cinque o sei paia». E al Papa quante paia gliene avete confezionate? «Sette o otto. “Fatemi occhiali robusti, perché devono durare a lungo”, ci ripeteva lui. Adesso, quando lo vediamo in televisione con gli occhiali, cerchiamo di capire se sono ancora i nostri». Piccoli miracoli per lei? «Avere lavorato per aiutare gli occhi di Benedetto XVI e la guarigione di mia moglie da una malattia difficile. Sono state due meravigliose emozioni». Cresimato nella Basilica di San Pietro. Ci torna spesso? «Ogni Natale, prima sotto al grande albero, e poi alla Messa solenne. Da due anni non c’è più papà. Ma se chiudo gli occhi, anche senza occhiali, Papa Ratzinger me lo fa vedere ancora vivo». Per le feste, Gladio e Walter saliranno insieme nella Segreteria di Stato: devono fare spedire tante paia di occhiali alle Nunziature più lontane e povere. «Regaliamo un Natale di luce a chi lo merita veramente».

© Copyright Il Messaggero, 18 novembre 2007


Paparatzifan
Thursday, January 03, 2008 9:39 PM
Dal blog di Lella...

Vaticano, effetto Ratzinger

Per incontrarlo sono arrivati in 3 milioni Successo in libreria. Offerte raddoppiate

Bruno Bartoloni

Sembrava impossibile immaginare un successore di Giovanni Paolo II che potesse sfiorare l'entusiasmo mediatico che aveva accompagnato il regno di Karol Wojtyla «il grande », eppure quell'impossibile è stato realizzato dal timido e discreto Papa Ratzinger che ha suscitato e va suscitando una grande attenzione nel mondo cattolico, attenzione che si manifesta con una straordinaria affluenza di «pellegrini» e che si è addirittura tradotta in un quasi raddoppio delle offerte che i fedeli destinano personalmente, come Obolo di San Pietro, al capo della Chiesa.
Nel 2005 — l'anno del passaggio, in aprile, da Wojtyla a Ratzinger — erano arrivati al Papa poco più di 59 milioni di dollari, lo scorso anno gli sono stati offerti circa 102 milioni di dollari. E' un segno della sicurezza che l'attuale pontefice sembra dare soprattutto agli ambienti più moderati e spesso più agiati della Chiesa cattolica.
Le sue aperture nei confronti di questi ambienti, non ultime le concessioni per la messa in latino, la sua fermezza sui grandi temi morali, a partire dalla difesa della famiglia, hanno certamente un peso nell'incoraggiare i pellegrinaggi a Roma.
Sono oltre due milioni e ottocentomila i fedeli che hanno partecipato a incontri pubblici con Papa Benedetto XVI in Vaticano o nella residenza di Castelgandolfo nel corso del 2007, secondo le cifre fornite a fine anno dalla Sala stampa della Santa Sede. L'affluenza è calata rispetto al 2006, ma si tratta soltanto di quell'assestamento «fisiologico » previsto dopo il boom dell'inizio del pontificato, dicono in Vaticano.
Nei primi cinque mesi di pontificato di Ratzinger, infatti, oltre 410 mila pellegrini erano venuti a Roma per assistere alle udienze generali del nuovo Papa. Nello stesso periodo dell'anno precedente erano state meno di 200 mila quelle che avevano partecipato agli incontri del mercoledì con Papa Wojtyla.
Naturalmente qualsiasi confronto non sarebbe omogeneo: Giovanni Paolo II aveva trasformato il suo ministero in un pontificato itinerante per andare personalmente incontro a milioni di fedeli in tutto il mondo. Papa Ratzinger ha ridotto i suoi viaggi alle visite e ai pellegrinaggi che considera doverosi, così come ha ridotto, anzi quasi dimezzato, il numero dei discorsi, delle celebrazioni con il popolo, delle udienze private ed ufficiali. Ha rinunciato a presiedere le beatificazioni, delegando dei cardinali, e a visitare le parrocchie romane in modo sistematico. Ma non bisogna dimenticare che ha iniziato il suo «nuovo mestiere» a 78 anni, mentre il predecessore l'aveva avviato a 58 anni.
Ma se è diminuita l'attività pubblica è invece aumentata quella dottrinale, almeno per quanto riguarda il ruolo svolto personalmente dal Papa e anche qui la presa del Papa teologo sul mondo cattolico è certamente notevole, come mostra la sua ultima enciclica «Spe salvi » del 30 novembre, che ha superato il milione e mezzo di copie vendute nella sola edizione italiana in appena un mese dalla Libreria editrice vaticana.
E come dimostra il libro «Gesù di Nazaret» (Rizzoli-Libreria editrice vaticana) pubblicato il 13 aprile: è stato tradotto in 32 lingue, mentre altre sette traduzioni sono in preparazione. La sola edizione italiana ha già raggiunto i due milioni di copie.
Né il successo arriva solo con le encicliche e il libro su Gesù: la Libreria editrice vaticana comunica che i 25 volumetti della collana «Magistero di Benedetto XVI» che raccolgono la predicazione papale ordinaria hanno raggiunto una tiratura complessiva di 600.628 copie.
Papa Ratzinger si avvia ormai a concludere il terzo anno di pontificato e le cifre confermano un'attività comunque molto intensa rispetto alla media degli ultimi pontefici, considerati negli anni rispondenti a quelli della sua età: sette viaggi internazionali, due encicliche, un motu proprio, una Lettera- appello ai cattolici cinesi.
Intensi i programmi del 2008: due encicliche sono in cantiere, una consacrata ai temi sociali e alla globalizzazione e un'altra sulla fede destinata a completare la trilogia fede-speranza- carità. E' in preparazione anche il secondo volume del «Gesù di Nazaret».
In Italia il Papa è atteso, tra l'altro, a Genova e Savona a maggio e in Puglia per giugno. All'estero lo aspettano tre viaggi di grande impegno: dal 15 al 20 aprile sarà negli Stati Uniti, dal 15 al 20 luglio a Sydney in Australia per la Giornata Mondiale della Gioventù e infine a settembre a Lourdes per il 150mo anniversario delle «apparizioni ». Per uno dei Papi più anziani della storia, notevole è l'attività e straordinario l'interesse che suscita nel mondo.

© Copyright Corriere della sera, 3 gennaio 2008





Paparatzifan
Thursday, January 03, 2008 9:40 PM
Dal blog di Lella...

I record in libreria

«Gesù di Nazaret»

Il libro «Gesù di Nazaret» (Rizzoli-Libreria editrice vaticana), 446 pagine, reca in copertina la doppia firma Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. È stato pubblicato il 13 aprile 2007, già tradotto in 32 lingue e altre sette traduzioni sono in preparazione. Nella sola edizione italiana la tiratura complessiva è stata di due milioni di copie.
Il saggio prende in esame la vita pubblica di Cristo, dal battesimo sul fiume Giordano fino alla Trasfigurazione.
Un secondo libro, dedicato esclusivamente all'ultima parte della vita di Gesù, dovrebbe uscire entro pochi mesi

«Spe salvi»

In un mese sono state vendute in Italia un milione e mezzo di copie di «Spe salvi», l'enciclica pubblicata da Benedetto XVI il 30 novembre. Ovvero 50 mila copie al giorno. Si tratta della seconda enciclica del pontificato di Ratzinger: la prima, intitolata «Deus caritas est» (Dio è amore), fu pubblicata nel gennaio del 2006. L'enciclica è di 81 pagine e ogni capitolo propone una figura esemplare di «speranza cristiana», da Sant'Agostino a Santa Giuseppina Bakhita.
L'enciclica «Salvi nella speranza», tratta della seconda delle tre virtù «teologali».


L'Obolo di San Pietro

Con l'arrivo del nuovo Pontefice le offerte che i fedeli destinano direttamente al capo della Chiesa sono passate da 59 a 102 milioni di dollari

Le udienze

Oltre settecentomila persone hanno partecipato, in un anno, alle udienze generali del mercoledì. Duecentomila fedeli alle udienze speciali

© Copyright Corriere della sera, 3 gennaio 2008


rosa22253
Thursday, January 03, 2008 10:47 PM
Re: Dal blog di Lella...
Paparatzifan, 03.01.2008 21:40:


I record in libreria

«Gesù di Nazaret»

Il libro «Gesù di Nazaret» (Rizzoli-Libreria editrice vaticana), 446 pagine, reca in copertina la doppia firma Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. È stato pubblicato il 13 aprile 2007, già tradotto in 32 lingue e altre sette traduzioni sono in preparazione. Nella sola edizione italiana la tiratura complessiva è stata di due milioni di copie.
Il saggio prende in esame la vita pubblica di Cristo, dal battesimo sul fiume Giordano fino alla Trasfigurazione.
Un secondo libro, dedicato esclusivamente all'ultima parte della vita di Gesù, dovrebbe uscire entro pochi mesi

«Spe salvi»

In un mese sono state vendute in Italia un milione e mezzo di copie di «Spe salvi», l'enciclica pubblicata da Benedetto XVI il 30 novembre. Ovvero 50 mila copie al giorno. Si tratta della seconda enciclica del pontificato di Ratzinger: la prima, intitolata «Deus caritas est» (Dio è amore), fu pubblicata nel gennaio del 2006. L'enciclica è di 81 pagine e ogni capitolo propone una figura esemplare di «speranza cristiana», da Sant'Agostino a Santa Giuseppina Bakhita.
L'enciclica «Salvi nella speranza», tratta della seconda delle tre virtù «teologali».


L'Obolo di San Pietro

Con l'arrivo del nuovo Pontefice le offerte che i fedeli destinano direttamente al capo della Chiesa sono passate da 59 a 102 milioni di dollari

Le udienze

Oltre settecentomila persone hanno partecipato, in un anno, alle udienze generali del mercoledì. Duecentomila fedeli alle udienze speciali

© Copyright Corriere della sera, 3 gennaio 2008





Cos'è, il nuovo libro dei numeri?

-danich-
Thursday, January 03, 2008 11:08 PM
Re: Re: Dal blog di Lella...
rosa22253, 03/01/2008 22.47:



Cos'è, il nuovo libro dei numeri?






I numeri che danno alla testa a tutti gli ucceli del malaugurio che pensavano che mai Ratzi avrebbe ottenuto simili risultati




rosa22253
Thursday, January 03, 2008 11:46 PM
Re: Re: Re: Dal blog di Lella...
-danich-, 03.01.2008 23:08:





I numeri che danno alla testa a tutti gli ucceli del malaugurio che pensavano che mai Ratzi avrebbe ottenuto simili risultati







Mi sa che saranno ancora in molti a stupirsi ...


+PetaloNero+
Friday, January 04, 2008 3:13 AM
LA GIORNATA DEL PAPA TRA FIRME, PASSEGGIATE E TV
Luigi Accattoli per il Corriere della Sera

Piena di impegni ma anche ricca di pause di riflessione, con molti ospiti ma concentrati nei momenti «pubblici» in modo da non intaccare i tempi riservati al lavoro a tavolino: è la giornata del Papa teologo che, rispetto al predecessore, ha ridotto le attività pubbliche e ampliato quelle personali di studio e scrittura.

Sveglia
Non se ne conosce l'ora esatta ma la possiamo collocare alle 5 o poco dopo. Anche da cardinale Ratzinger è sempre stato mattiniero e metodico, ben determinato a usare al meglio — per la meditazione e la preghiera — le prime ore dopo il risveglio.

Messa
La concelebra con i due segretari don Georg e don Mietek tra le 7 e le 8 nella cappella privata, che fu già di Paolo VI e di Giovanni Paolo II. Assistono le quattro «memores Domini» (consacrate di Comunione e liberazione) che hanno in cura l'appartamento privato e l'«aiutante di camera» Paolo Gabriele. E' raro che siano presenti visitatori o amici di passaggio. La celebrazione avviene in italiano e l'una o l'altra delle quattro «memores» va al leggio per la prima lettura e il «salmo responsoriale». Non c'è omelia e si fanno lunghe pause, specie dopo le letture e dopo la comunione.

Scrivania
Sul tavolo dello studio privato — ricco di libri — ci sono due telefoni, ma il Papa usa anche un cellulare al quale risponde di persona e del cui numero dispongono pochissime persone. Il primo tempo che passa a tavolino va dalle 8.30 alle 11. Uno dei due segretari gli porta un'abbondante selezione della stampa quotidiana e periodica realizzata da un ufficio della Segreteria di Stato, raccolta in una cartella di cuoio verde con la scritta «Rassegna stampa». Un sommario veloce gli permette di dare un'occhiata a quanto si scrive su di lui in tutto il mondo. Sempre dai segretari riceve la posta del giorno, già da loro selezionata e una puntuale descrizione dell'agenda della giornata, arricchita da schede e dossier sui personaggi da incontrare e sui problemi da affrontare.

Udienze pubbliche
Dalle 11 alle 13 il Papa scende — con un ascensore interno — dall'appartamento privato all'appartamento pubblico delle udienze, cioè dal terzo al secondo piano del Palazzo vaticano. Queste udienze sono gestite dalla Prefettura della Casa Pontificia. Il Papa riceve nella Biblioteca privata — o in qualcuna delle sale vicine — capi di Stato e di governo, singoli vescovi o intere conferenze episcopali, gruppi di sacerdoti e laici a vario titolo impegnati nella vita della Chiesa.
Il mercoledì invece di queste udienze «speciali» si svolge l'udienza «generale» nella piazza di San Pietro, o nell'Aula Nervi detta anche «delle udienze».

Pranzo
Il rientro nell'appartamento privato per il pranzo avviene abitualmente alle 13.30. Il Papa è servito a tavola dall'«aiutante di camera» e mangia con i due segretari. E' raro che abbia ospiti a tavola. Sia per l'assistenza alla messa del mattino sia per gli inviti a pranzo o a cena, l'accesso all'appartamento privato si è fatto raro rispetto agli anni del Papa polacco. Per questo aspetto con il Papa tedesco si è tornati alla riservatezza dei Papi italiani, non quella rigida di Pio XII ma quella flessibile di Paolo VI. Papa Ratzinger è sobrio nel mangiare e nel bere. I cibi sono per lo più italiani. Beve soprattutto spremute d'arancia, ma per fare onore agli ospiti assaggia anche un dito di vino.

Passeggio e riposo
Dopo il pranzo il Papa — accompagnato dai segretari — sale sul tetto del palazzo dove ai tempi di Paolo VI è stato ricavato un giardino di piante in vaso, per lo più mandarini e limoni. Dieci minuti di passeggio all'aria aperta, la veduta ampia di Roma e quella ravvicinata della cupola di Michelangelo e della piazza di San Pietro con le code di attesa per l'ingresso in basilica. Poi un'ora, o un'ora e mezzo di riposo.

Dossier e firme
Alle 15.30 il Papa è di nuovo al tavolo di lavoro. Prepara omelie e documenti. Alle 17 uno dei segretari gli porta la posta arrivata in mattinata e i documenti da firmare, già decisi in precedenti incontri con i collaboratori. Sono raccolti in una cartella con la scritta «Alla firma del Santo Padre».

Udienze «di tabella»
Tra le 18 e le 18.45 hanno luogo — sempre nello studio privato — le udienze «di tabella», cioè previste da un severo calendario settimanale e mensile: si alternano il segretario di Stato, il sostituto alla Segreteria di Stato, il segretario per i rapporti con gli Stati, i prefetti della congregazione dei vescovi e della dottrina della fede, i responsabili di altri organismi.

Giardini vaticani
Tra le 18.45 e le 19.30 nella stagione calda e dalle 16 alle 16.45 d'inverno, il Papa passeggia nei giardini vaticani, accompagnato dai due segretari. Cammina per vialetti e scalinate chiusi per quel tempo a ogni altro abitante della città leonina. Durante questa passeggiata recita il rosario.

Cena e telegiornale
La cena ha le stesse modalità del pranzo ed è servita alle 19.30. Alle 20, in un salottino con divani e poltrone verdi, il Papa guarda il Tg1. Segue un ultimo passaggio nello studio, la «compieta» (ultima delle ore canoniche) in cappella e il ritiro in camera da letto. Che non avviene a ora tarda: le luci delle tre finestre di destra dell'ultimo piano del Palazzo vaticano si spengono generalmente intorno alle 23.




L'articolo deve essere di qualche tempo fa perchè come secondo segretario viene nominato Don Mietek mentre sappiamo che ora è Msgr Alfred Xuareb
+PetaloNero+
Friday, January 04, 2008 3:12 PM
Il Papa e la Juventus, partita impossibile domenica 18 maggio


di Marina Sirtori -

Non si è ancora giocata la partita di andata Juventus-Sampdoria, diciannovesima giornata di campionato in programma domenica 20 gennaio, che già si guarda al ritorno, Sampdoria-Juventus, che si disputerà allo stadio «Ferraris», come da calendario, domenica 18 maggio, ore 15.

Paura dei risultati? Movimenti di classifica? Previsioni per eventuali scommesse? Niente di tutto questo, nulla che riguardi strettamente il fatto sportivo, ma piuttosto preoccupazioni relative all’ordine pubblico.

E non perché il tifo dei sampdoriani desti grandi ansie o perché i supporter juventini siano particolarmente scalmanati (comunque ci penserà l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive a vietare eventualmente la trasferta ai torinesi), ma piuttosto perché la data del 18 maggio coincide con un altro avvenimento di primissimo rilievo: la visita di Papa Benedetto XVI a Genova. Un evento, questo, che terrà ben impegnate le forze dell’ordine (e sarà un impiego straordinario di personale proveniente da tutta Italia) che dovranno garantire la sicurezza negli spostamenti del pontefice e l’ordine pubblico nelle manifestazioni durante la visita del Papa, con il prevedibile afflusso di migliaia e migliaia di persone.

Secondo il programma annunciato dal cardinale Angelo Bagnasco ai fedeli riuniti in cattedrale per la Messa di Natale, la venuta del Papa in Liguria prevede una prima sosta, nel pomeriggio di sabato 17 a Savona, mentre in serata Bendetto XVI incontrerà a Genova i giovani della diocesi. Nella mattinata di domenica 18 papa Ratzinger salirà al Santuario Madonna della Guardia per incontrare i religiosi. E se il programma sarà confermato, il Pontefice celebrerà una Messa nel pomeriggio. E qui diventa tutto ancor più difficile, dal momento che il luogo prescelto sarebbe piazza della Vittoria, capace sì di contenere moltissima gente, ma molto, troppo vicina allo stadio «Ferraris».

E allora? C’è ancora parecchio tempo, tutto il tempo perché la Lega calcio possa prendere qualche provvedimento, magari modificando il calendario per evitare la concomitanza Papa-Juventus. Un anticipo o un posticipo della singola partita sembra del tutto impossibile, dal momento che il regolamento vieta tali spostamenti nelle ultime quattro giornate del torneo e il 18 maggio sarà proprio la chiusura del campionato. A meno che la Lega non ritenga, come ha già fatto in qualche occasione di anticipare non una ma tutte le partite del campionato al sabato pomeriggio. Un anticipo o un posticipo della visita del Pontefice sembra impossibile.



www.ilgiornale.it
Paparatzifan
Friday, January 04, 2008 4:46 PM
Re: Re: Dal blog di Lella...
rosa22253, 03/01/2008 22.47:



Cos'è, il nuovo libro dei numeri?









Paparatzifan
Friday, January 04, 2008 4:48 PM
Re:

+PetaloNero+, 04/01/2008 3.13:

LA GIORNATA DEL PAPA TRA FIRME, PASSEGGIATE E TV
Luigi Accattoli per il Corriere della Sera

L'articolo deve essere di qualche tempo fa perchè come secondo segretario viene nominato Don Mietek mentre sappiamo che ora è Msgr Alfred Xuareb



Credo che gli elementi per scrivere questo articolo sono stati presi dal filmato che ha fatto la RAI!




+PetaloNero+
Sunday, January 13, 2008 3:07 PM
PAPA; GLI CADE L'ANELLO VICINO ALL'ALTARE E TORNA A PRENDERLO

Città del Vaticano, 13 gen. (Apcom) - Piccolo contrattempo per il Papa nella Cappella Sistina. Al termine della celebrazione durante il quale Benedetto XVI ha battezzato 13 bambini, il Pontefice ha perso l'anello del Pescatore (anello del Papa) dal dito, che gli è scivolato sul tappeto vicino all'altare. Un breve attimo di imbarazzo; poi il cerimoniere pontificio, Guido Marini, lo ha visto, lo ha raccolto e lo ha riconsegnato al Papa.

Benedetto XVI è dunque uscito dalla Cappella Sistina, salutando i fedeli e benedicendo i bambini e i giovani. A mezzogiorno ci sarà il consueto appuntamento dalla finestra del Palazzo Apostolico per la recita dell'Angelus.
Paparatzifan
Sunday, January 13, 2008 3:49 PM
Re:
+PetaloNero+, 13/01/2008 15.07:

PAPA; GLI CADE L'ANELLO VICINO ALL'ALTARE E TORNA A PRENDERLO

Città del Vaticano, 13 gen. (Apcom) - Piccolo contrattempo per il Papa nella Cappella Sistina. Al termine della celebrazione durante il quale Benedetto XVI ha battezzato 13 bambini, il Pontefice ha perso l'anello del Pescatore (anello del Papa) dal dito, che gli è scivolato sul tappeto vicino all'altare. Un breve attimo di imbarazzo; poi il cerimoniere pontificio, Guido Marini, lo ha visto, lo ha raccolto e lo ha riconsegnato al Papa.

Benedetto XVI è dunque uscito dalla Cappella Sistina, salutando i fedeli e benedicendo i bambini e i giovani. A mezzogiorno ci sarà il consueto appuntamento dalla finestra del Palazzo Apostolico per la recita dell'Angelus.



Ho notato quanto gli sta grande quell'anello. Vedo lui che molto spesso se lo rimette a posto ma non basta... Dovrebbero aggiustarglielo! Forse un giorno capita che lo perde e...

+PetaloNero+
Tuesday, January 15, 2008 3:09 PM
PAPA: IL FRATELLO GEORG, LE SUE GIORNATE IN VATICANO SONO FATICOSISSIME


Roma, 15 gen. - (Adnkronos) - "Durante le mie frequenti visite in Vaticano, mi sono reso conto di quanto siano faticose le giornate del Papa": cosi' monsignor Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI, in un'intervista a 'Diva e donna' parla del Pontefice. "Noi siamo sempre stati molto legati -afferma il fratello, che domani compira' 84 anni. Il Papa vive profondamente tutti i suoi sentimenti e ogni giorno deve prendere importanti decisioni, dimostrando anche un grande coraggio interiore, che qualche volta non traspare esteriormente, ma che lo ha sempre accompagnato nel corso della sua vocazione".
+PetaloNero+
Tuesday, January 15, 2008 3:10 PM
Baciamano, cosa prevede il cerimoniale


CITTÀ DEL VATICANO (15 gennaio) - «Baciamano» è il termine che il cerimoniale vaticano adopera per indicare il saluto personale al Papa: si parla di «ammissione al baciamano» quando fedeli, personalità, ecclesiastici o chiunque partecipi a un incontro pubblico alla presenza del Pontefice, venga poi fatto avvicinare a questi.

Una volta alla presenza del Papa, si può scegliere di salutarlo come si vuole: c'è chi stringe la mano, chi china un po' il capo, chi fa un lieve inchino del corpo, chi si inginocchia e anche chi bacia l'anello del Papa. Ma non c'è alcun obbligo di scegliere l'una o l'altra di queste forme di saluto.

Anche nella recente udienza di Benedetto XVI al corpo diplomatico presso la Santa Sede, ad esempio, i diversi ambasciatori hanno scelto il saluto che preferivano. Lo stesso accadrà per quei docenti che giovedì prossimo vorranno salutare papa Ratzinger durante la sua visita alla Sapienza.




Ma è vero che non c'è nessun obbligo di baciare l'anello papale?
@Andrea M.@
Wednesday, January 16, 2008 10:54 AM
15-GENNAIO-2008

PAPA: IL FRATELLO GEORG, LE SUE GIORNATE IN VATICANO SONO FATICOSISSIME

Roma, 15 gen. - (Adnkronos) - "Durante le mie frequenti visite in Vaticano, mi sono reso conto di quanto siano faticose le giornate del Papa": cosi' monsignor Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI, in un'intervista a 'Diva e donna' parla del Pontefice. "Noi siamo sempre stati molto legati -afferma il fratello, che ieri ha compiuto [domani compira'] 84 anni. Il Papa vive profondamente tutti i suoi sentimenti e ogni giorno deve prendere importanti decisioni, dimostrando anche un grande coraggio interiore, che qualche volta non traspare esteriormente, ma che lo ha sempre accompagnato nel corso della sua vocazione".

Caterina63
Thursday, January 17, 2008 10:11 PM
Re:
+PetaloNero+, 15/01/2008 15.10:

Baciamano, cosa prevede il cerimoniale


CITTÀ DEL VATICANO (15 gennaio) - «Baciamano» è il termine che il cerimoniale vaticano adopera per indicare il saluto personale al Papa: si parla di «ammissione al baciamano» quando fedeli, personalità, ecclesiastici o chiunque partecipi a un incontro pubblico alla presenza del Pontefice, venga poi fatto avvicinare a questi.

Una volta alla presenza del Papa, si può scegliere di salutarlo come si vuole: c'è chi stringe la mano, chi china un po' il capo, chi fa un lieve inchino del corpo, chi si inginocchia e anche chi bacia l'anello del Papa. Ma non c'è alcun obbligo di scegliere l'una o l'altra di queste forme di saluto.

Anche nella recente udienza di Benedetto XVI al corpo diplomatico presso la Santa Sede, ad esempio, i diversi ambasciatori hanno scelto il saluto che preferivano. Lo stesso accadrà per quei docenti che giovedì prossimo vorranno salutare papa Ratzinger durante la sua visita alla Sapienza.




Ma è vero che non c'è nessun obbligo di baciare l'anello papale?





una volta vi era l'obbligo legato al fatto che si poteva avvicinare al Papa solo all'interno di un certo ceto sociale....non scandalizzi questo, occorre pensare che la Chiesa vive nel mondo e come tale vive anche delle leggi legate alla cultura del suo proprio tempo....
I tempi non mutano per la Parola di Dio e per le Dottrine, ma per tutto il resto la Chiesa vive di Riforme in ogni tempo.....

Ciao
+PetaloNero+
Friday, January 18, 2008 9:48 PM
PAPA: SONDAGGIO TELESURVEY, 57,5% ITALIANI CRITICA CONTESTAZIONE A 'LA SAPIENZA'


Roma, 18 gen. - (Adnkronos) - Per la maggioranza degli italiani, il 57,5%, la liberta' di opinione e' inviolabile, tanto da bocciare senza mezzi termini le proteste dei docenti e degli studenti che hanno portato il Pontefice Benedetto XVI ad annullare la visita all'Universita' La Sapienza di Roma. E' quanto emerso da un sondaggio su scala nazionale realizzato da Telesurvey, storica societa' milanese di Contact center e Servizi integrati.

+PetaloNero+
Wednesday, January 23, 2008 3:10 PM
"Caro Papa...”: oltre seimila i messaggi di affetto per Benedetto XVI giunti al forum

“Caro Papa siamo due fratelli di Lecco, ti scriviamo dal computer della zia per dirti di non arrabbiarti per ciò che ti hanno fatto quelli dell’Università della Sapienza, perché se loro non ti vogliono bene noi te ne vogliamo un sacco e tantissime persone te ne vogliono”.
E’ questo uno degli oltre seimila messaggi di solidarietà ed affetto al Papa arrivati (e che continuano ad arrivare) attraverso le linee (mail e fax) aperte dal Forum delle Associazioni familiari per tutti coloro che non si sono potuti recare a Roma per l’Angelus di domenica scorsa.
I messaggi, che arrivano da associazioni nazionali e locali, da comunità parrocchiali, ma anche da gruppi, famiglie e singoli, per la maggior parte vengono dall’Italia. Non mancano però anche quelli che sono stati inviati dall’estero.

Verranno consegnati al Santo Padre, attraverso la Segreteria di Stato, nei prossimi giorni.

Fonte: www.noipress.it



+PetaloNero+
Thursday, January 24, 2008 1:02 AM
Da Petrus

L'allievo e il maestro: Schonborn racconta il Professor Ratzinger



CITTA’ DEL VATICANO - ''Gli studenti erano affascinati da questo professore rigoroso e mite, sempre capace di indicare il passaggio dalla dottrina all'esperienza, alla ricerca''. Cosi' il Cardinale Christoph Schonborn (nella foto con il Papa a Vienna), arcivescovo di Vienna, ricorda il professor Joseph Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI, di cui e' stato allievo all'universita' di Ratisbona. ''Che cosa ricordo? Non c'era una domanda, una questione, che gli faceva paura neppure in anni difficili'', ha detto Schornborn all'Osservatore Romano, con memorie personali che oggi assumono un particolare significato dopo il caso della 'Sapienza'. ''Quando penso al mio professore che oggi e' Papa - ha aggiunto - mi chiedo che cosa era cosi' affascinante per noi studenti. Perche' venivano da tutto il mondo per studiare con lui? Joseph Ratzinger ha sempre avuto questo modo abbastanza unico di andare al profondo senza mai lasciar fuori l'aspetto esistenziale''. Nelle scorse ore, il Cardinale di Vienna ha partecipato all'udienza generale del Papa, in occasione della quale gli ha fatto dono di un dvd, realizzato dalla radio nazionale Orf per rivivere il viaggio apostolico in Austria (7-9 settembre 2007). ''Ascoltare Benedetto XVI e' sempre una grande opportunita' - ha commentato -, significa essere incoraggiati alla speranza. In Austria, a settembre, il Papa ha dato un incoraggiamento alla Chiesa e alla societa': e' un dato di fatto che mette d'accordo tutti gli austriaci''. ''Tutti in Austria - ha concluso il porporato - sono rimasti affascinati da come il Papa affronta ogni tematica, per come insegna da testimone, con chiarezza e umilta', argomentando la bellezza della fede''.
+PetaloNero+
Tuesday, January 29, 2008 3:22 PM
Vaticano: Sacro Graal per il Papa, ma è solo una birra



Roma, 29 gen (Velino) - È consuetudine per chi va a incontrare il Papa portare con sé un dono da offrirgli. E dal giorno della sua salita al soglio di Pietro, Benedetto XVI di omaggi ne ha ricevuti molti, alcuni anche di gran valore. Un dipinto gli è stato offerto da Tony Blair, per esempio; il re saudita Abdullah gli ha fatto omaggio d’una preziosa scimitarra. Ma certo il “Sacro Graal” che ha ricevuto dall’arcivescovo di York, John Sentamu, è quanto meno un’idea originale. Non si tratta ovviamente del calice che secondo la tradizione venne usato da Giuseppe d’Arimatea per raccogliere il sangue di Cristo crocifisso, ma di una birra prodotta dalla Black Sheep di Masham, nel North Yorkshire. Il pontefice - riferisce il Guardian – ha molto gradito l’omaggio, anche perché, essendo bavarese di nascita è nota la sua “preferenza per la birra rispetto al vino e all’acqua”.

Al termine dell’incontro con Benedetto XVI nella basilica di San Paolo Fuori le Mura, Sentamu ha raccontato di aver saputo che il pontefice aveva già assaggiato una “ale” (nome con il quale i britannici chiamano la birra tradizionale) della stessa produzione e dopo aver comunicato alla Black Sheep che avrebbe incontrato il Papa, “loro hanno realizzato una birra speciale appositamente per lui”. O almeno si spera che si tratti davvero di un’edizione speciale. A guardare il sito internet della Black Sheep, infatti, questa Holy Grail si trova: è un’edizione commemorativa realizzata per il trentennale dei Monty Python, il leggendario gruppo comico britannico autore, tra le altre cose dell’irriverente (e divertentissimo) Brian di Nazareth (1979) e, appunto, di Monty Python e il Sacro Graal (1975).

Sentamu si è detto “molto impressionato” dalla figura del Papa e ha sottolineato il “grande amore” che nutre per gli esseri umani. Inoltre, il fatto che Benedetto XVI sia “un così profondo teologo lo conduce verso la compassione”, intesa come quella qualità dell’animo umano che porta alla comprensione della sofferenza altrui e alla volontà di fare qualcosa per alleviarla. “Non è una persona rigida o formale, anche se in genere la gente è portata a crederlo quando pensa alla precisione dei suoi scritti. In realtà – ha commentato Sentamu – è una persona molto cordiale”. Il che, non guasta, va a confermare anche l’affermazione di Benjamin Franklin, secondo cui “la birra è la prova che Dio ci ama e che desidera la nostra felicità”.


Paparatzifan
Tuesday, January 29, 2008 7:00 PM
Re:
+PetaloNero+, 29/01/2008 15.22:

Vaticano: Sacro Graal per il Papa, ma è solo una birra







Allora, Papa... Prosit!

+PetaloNero+
Friday, February 01, 2008 9:30 PM
Per gli 80 anni del Papa anche una busta filatelico-numismatica


Emessi il 16 marzo dello scorso anno, i francobolli celebrativi degli 80 anni di Benedetto XVI sono ora riproposti dall’Ufficio Filatelico Numismatico della Città del Vaticano mediante una speciale busta filatelico-numismatica. Realizzata in 15000 esemplari numerati, la busta contiene anche la moneta da 2 euro messa in circolazione per celebrare anch’essa i sedici lustri del Pontefice.

di Nicola Burdiat







Disponibile da oggi presso l’Ufficio Filatelico e Numismatico della Città del Vaticano una speciale busta filatelico-numismatica celebrativa dell’80° genetliaco di Sua Santità Benedetto XVI.

La busta, delle dimensioni di 17,5 x 12,5 cm, raffigura un immagine del Papa nei giardini vaticani ed è affrancata con la serie di tre francobolli emessi il 16 marzo 2007 in occasione del compleanno del Pontefice. I valori sono annullati con il bollo speciale utilizzato dalle Poste Vaticane il 16 aprile scorso, recante l’iscrizione latina “BENEDICTVS XVI VITAE LXXX EXPLET ANNVS” (Benedetto XVI compie l’80° anno di età). Incapsulata nella busta si trova, poi, la moneta commemorativa bimetallica da 2 euro, nella versione fior di conio.

Il tutto è inserito in un elegante contenitore protettivo, illustrato con una suggestiva immagine del Papa benedicente in Piazza San Pietro.

La busta, stampata in offset, ha una tiratura di 15000 esemplari, numerati singolarmente. Il costo è di 45 euro.

L’acquisto è possibile direttamente presso il punto vendita dell’Ufficio Filatelico Numismatico o a mezzo posta, utilizzando il buono d’ordine e l’apposita busta verde già inviati ai clienti registrati. Le richieste, fanno sapere dal Vaticano, saranno evase in base alla data di arrivo e, comunque, fino ad esaurimento del prodotto.
Sihaya.b16247
Sunday, February 03, 2008 2:41 PM
Il sarto del Papa

dal Messaggero del 13 gennaio 2008

(Paolo Mosca - Il Messaggero) Bambino un po’ ribelle, non voleva fare il contadino nei campi di Camerino, in provincia di Macerata. Alla zappa e al rastrello di mamma e papà, lui preferiva ago e filo in una bottega di un sarto del paese. «Sognavo di ricreare l’eleganza dei fiori sui vestiti dei clienti del negozio». Un piccolo artista, insomma. «Anche un po’ incosciente - racconta oggi Rosario Mancinelli, classe 1937, da più di vent’anni sarto personale di Ratzinger, nel suo studio di Borgo Pio 90 - Convinsi mia madre a portarmi in gita a Roma, proprio in piazza San Pietro. Appena lei mi lasciò la mano, cominciai a correre tra le colonne, scappai, mandandola nel panico. Alle tre di notte, dopo ore di ricerche, arrivai a casa dei miei zii, alla Storta, in fondo alla Cassia. “Che ci fai qui?”, mi chiesero disperati. Ma due giorni dopo ero ragazzo di bottega da un sarto di Ascoli Piceno, in piazza Mazzini». Gesù le aveva messo una mano sulla testa. «Sì, perché il perdono di mamma arrivò pochi giorni dopo, e fu la molla per scatenare la mia fantasia di futuro sarto, sotto un nuovo padrone, in via dei Cestari. Il principale mi presentò al cardinale Noè, che mi portò a lavorare addirittura nella sartoria vaticana, dove con i cardinali Guerri e Caprio, non potevo sbag
liare ad attaccare un bottone. Furono loro a presentarmi il Segretario di Stato Benelli: lui mi disse che dovevo sempre ricordare come esempio l’eleganza delle talari di Pio XII». E sua moglie Giovanna, quando arriva? «Lei era maestra elementare a Camerino. Guadagnava poco, ma aveva una volontà di ferro. La sposai, e divenne la mia aiutante numero uno. Mi ha regalato la felicità, mettendo al mondo tre figli, Laura, Nadia e Paolo: e oggi sono nonno dieci volte». Poi una bottega in via del Mascherino, e dal marzo ’84 qui al Borgo. Una sartoria dove vende anche oggetti sacri.

«Ma il miracolo della mia vita arriva una mattina con una signora anziana piccola piccola: mi chiede se posso confezionare gli abiti clergyman di suo fratello Joseph Ratzinger. Comincia la favola mia e della famiglia. Ratzinger era di una dolcezza rara: non si stancava mai di provare gli abiti, aveva sempre una parola gentile per i miei figli e mia moglie. E’ da me che comprava il famoso baschetto: eccolo qua».

E da un armadietto cava fuori l’originale copricapo dell’allora Monsignor Ratzinger. «E’ di marca italiana, lui porta la taglia 58». Sembra davvero tutto una favola. «Pensi che per le messe nella sua casa di piazza della Città Leonina, gli davo anche il vino siciliano di Mazara del Vallo e le ostie che mi preparavano le suore napoletane sulla via Aurelia, che lui benediceva». E mi mostra le bottiglie e un sacchetto di plastica con le ostie.

«Non l’ho mai detto, ma diventato Papa, pochi mesi dopo lui mi ha invitato con mia moglie alla messa mattutina nella sua cappella. “Vede come cambia la vita?”, disse sorridendo a mia moglie».

E continua a confezionare le talari bianche del Papa? «Sì, lo confesso, e quando lo vedo in televisione m’accorgo se sono opera mia o no. Le mie hanno una piccola piega sulla spalla destra e le maniche appena corte». Alle talari per Ratzinger lavora soltanto lei? «E’ un miracolo che non riesco a dividere con nessuno. Mia figlia Laura, una volta, ha attaccato un bottone. Se l’è meritato: come me vede nelle talari l’eleganza dei fiori».


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