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Ratzigirl
Saturday, June 04, 2005 2:52 PM
Le vacanze del Papa
PAPA: VACANZE IN VAL D'AOSTA DALL'11 AL 28 LUGLIO

(quest'anno in estate tutti in montagna quindi!!! )



Benedetto XVI ha deciso di trascorrere due settimane sui monti della Valle d'Aosta, nella casa fatta costruire per Giovanni Paolo II a Les Combes, la frazione di Introd che ospita una colonia salesiana. Dall'11 al 28 luglio, dunque, il nuovo Papa abitera' la villetta immersa nel bosco dove anche l'anno scorso Papa Wojtyla ha passato le sue vacanze. Papa Ratzinger, da cardinale amava passeggiare sulle Alpi della Val Pusteria, in Alto Adige, ma per ragioni di sicurezza gli e' stato consigliato di rinunciare a questi luoghi difficilmente difendibili.

[Modificato da Ratzigirl 13/07/2005 2.55]

Ratzigirl
Sunday, June 05, 2005 3:19 AM
Intervista ad Hans Kung , l'amico che non è più tale...
«Lo chiamai io a Tubinga: era il migliore» Il teologo ribelle Hans Küng ricorda i rapporti con il futuro Pontefice «La sorella nascondeva i suoi libri per non farci vedere a cosa lavorava»



Si incontrarono per un caffé in un bar di Via della Conciliazione. Il giovane teologo di Tubinga, Hans Küng, giunse a bordo di un’Alfa Romeo Giulia, nuova fiammante. Quello ancora più giovane, Joseph Ratzinger, arrivò in bicicletta. Era l’ottobre del 1962, l’inizio del Concilio Vaticano II. Cominciava in quel pomeriggio romano, uno dei rapporti personali e intellettuali più controversi della storia della teologia cattolica.

«In realtà, il giovane Ratzinger lo avevo già visto nel 1957 a Innsbruck, in occasione di un convegno. Ma quel caffè a Roma fu il nostro primo, vero incontro. Ne ebbi un’impressione buona, molto gradevole. Lo rividi ancora un paio di volte. Ma non potrei dire che fra di noi cominciasse un rapporto personale, anche perché lui era molto timido. Comunque, durante il Concilio, avevamo costruito un bel tandem. Ricordo che, a un certo punto, avevo appreso che la "Dichiarazione sulle religioni non cristiane" rischiava di venire accantonata. Così organizzammo la controffensiva e, fra gli altri, chiamai Ratzinger a Santa Maria dell’Anima, dove viveva, per chiedergli di raggruppare alcuni cardinali, che potessero intervenire direttamente su Paolo VI».

Pochi possono dire di aver conosciuto il futuro Papa Benedetto XVI meglio di Hans Küng. E pochi possono vantarsi di aver avuto un ruolo così importante nel cursus honorum che ha scandito la vita di Joseph Ratzinger. Come direttore della facoltà di Teologia di Tubinga, fu infatti Küng che nel 1966 chiamò il giovane teologo bavarese nel prestigioso ateneo. Anche se poi, da Prefetto per la Congregazione della dottrina della fede, proprio Ratzinger sarebbe stato decisivo nell’emarginazione del teologo da parte del Vaticano.

«Andò proprio così dissi ai colleghi che volevo mettere subito in chiaro la mia opinione sulla nuova cattedra di dogmatica. Secondo me, c’era una sola persona in Germania all’altezza di quel difficile incarico: il teologo Ratzinger, allora a Münster. Sono ancora felice di quella scelta. Guardo a quel periodo in modo positivo. Credo che anche Ratzinger, a proposito dell’esperienza di Tubinga, si esprima allo stesso modo».
A Tubinga il rapporto fu anche più privato, avete fatto incontri congiunti con gli studenti...
«Certo, anche se non abbiamo mai avuto una vera amicizia personale, ci siamo visti spesso, dopo le lezioni per bere qualcosa. Oppure ci siamo invitati a cena a vicenda, nelle nostre case. Lui viveva insieme con sua sorella Maria, una persona squisita e sempre molto gentile, che si preoccupava molto di proteggerlo. Per esempio, copriva con un telo bianco i libri sparsi sul suo tavolo di lavoro, perché i visitatori non potessero vedere a cosa stesse lavorando il fratello».
Joseph Ratzinger era diffidente?
«Penso che diffidente fosse sua sorella. Ratzinger era sempre cortese, anche se in un modo discreto e riservato».
Fu, questo, il periodo di un’amicizia personale?
«Guardi, non credo che a Tubinga Ratzinger avesse un solo amico, nel senso vero di questo termine».
Avete anche curato un libro insieme, le è mai passato per la testa che, da posizioni molto aperte, Joseph Ratzinger potesse diventare un teologo conservatore?
«Direi fondamentalista. No, non me lo sarei mai aspettato. Aveva metodi teologici affatto differenti: primo, era diffidente verso l’esegesi moderna, secondo, molto più di me considerava i comportamenti della Chiesa come norme. Ricordo che Ernst Käsemann, grande teologo evangelico, dopo una lezione di Ratzinger uscì dall’aula e mi disse: "Ora sai perché sono protestante". Ma i nostri rapporti sono sempre stati improntati alla massima tolleranza. I problemi vennero nel 1968, quando il confronto fu con gli studenti».
Lui ne rimase scioccato...
«Ratzinger ed io eravamo in quel periodo i due professori più conosciuti della facoltà cattolica. Per questo ci venivano a cercare. Non era piacevole ritrovarsi 150 persone che invadevano l’aula e si impossessavano del microfono. La differenza era che io reagivo, cercavo di confrontarmi, mentre lui era timido, non reggeva il confronto diretto in un contesto molto emotivo. Le racconto un aneddoto. Un giorno, durante la riunione del Senato, un gruppo di studenti entrò, per una volta senza urla, dicendo che volevano assistere alla discussione. I professori reagirono in modo diverso, chi si mise a ridere, chi accettò a malincuore, chi con entusiasmo. Uno solo raccolse con calma le sue carte, si alzò e uscì in silenzio dall’aula: era Ratzinger. Gli studenti chiesero: "Chi è quel codardo?". E il filosofo Walter Schulz rispose: "È il teologo Ratzinger, di lui sentirete parlare ancora"».
E i volantini, dove la croce era definita simbolo masochista?
«Per lui fu un trauma. Io reagii mettendomi in ferie e minacciando gli studenti di non tornare più, ma non rinunciai a confrontarmi e ad accettare alcune cose che mi sembravano giuste, per esempio la polemica contro i formalismi dell’accademia. Ma Ratzinger ebbe un rifiuto totale di tutto il ’68 e credo che questa sia stata proprio la molla decisiva della sua svolta in direzione conservatrice. Penso che abbia sempre portato in cuore un pezzetto di non chiarita religiosità bigotta bavarese. C’erano dogmi, questioni che erano più semplici da affrontare dal lato conservatore».
Ha detto che vuole andare a Roma per incontrare Papa Benedetto XVI, come farà?
«Scriverò, chiedendo un colloquio. Spero che il mio compagno di corso alla Gregoriana, Angelo Sodano, mi dia una mano».
Paolo Valentino

[Modificato da Ratzigirl 07/09/2005 12.45]

Ratzigirl
Tuesday, June 07, 2005 2:03 PM
I luoghi di pellegrinaggio :



Se passate da Ziegtdorf, lasciate un fiore e recitate una preghiera , qui infatti sono sepolti il padre, la madre e la sorella del nostro Papa. Questa la foto della lapide, nel cimitero. Papa Ratzi ti siamo vicino sempre,anche nei momenti tristi!!! ^__^
RATZGIRL
Tuesday, June 07, 2005 6:14 PM
Da stasera aggiungerò i familiari di Papa Ratzi nelle mie preghiere per i defunti.
Ratzigirl
Wednesday, June 08, 2005 2:30 AM
Testimonianze di alcuni cardinali sull'elezione di Papa Benedetto XVI (parte 1)




Bernardin Gantin
decano emerito del Sacro Collegio

Sono molto contento che Benedetto XVI mi abbia ricevuto prima che io ritornassi in Benin per continuare a essere missionario romano in Africa. E sono molto contento che nella stessa mattinata il Papa abbia ricevuto anche il cardinale vicario Camillo Ruini e i vertici del Celam. Roma, l’Africa e l’America Latina insieme. Al Papa ho fatto gli auguri per un pontificato lungo e proficuo. E ho ricordato i problemi del mio continente, spesso dimenticato dai potenti di questo mondo, ma sempre nel cuore del successore di Pietro. Di Giovanni Paolo II ieri, del suo successore oggi. Ho parlato delle guerre che insanguinano la nostra terra, della fame che uccide grandi e piccini, delle sette che avvelenano la fede dei semplici, dell’islam che avanza, dell’Aids che fa strage di innocenti. A questo proposito sono rimasto colpito dal fatto che il primo appello del Papa nel primo Regina Caeli recitato dalla finestra del suo appartamento del Palazzo apostolico sia stato per la pace nel Togo, Paese confinante col mio Benin. Sono commosso dalla prontezza del Papa, anche se, ovviamente, avrei preferito non si rendesse necessario il suo intervento. Nella breve udienza abbiamo parlato del presente e del futuro. Non c’è stato tempo per nessun “amarcord”. Non posso comunque dimenticare il fatto che Benedetto XVI venne creato cardinale da Paolo VI nel 1977, e che in quello che fu un vero “miniconcistoro” – i neocardinali furono quattro –, la porpora venne concessa anche alla mia umile persona. Anche di questo sono grato al grande papa Montini.






Alfonso López Trujillo

«La prima opera di Ratzinger che lessi fu Introduzione al cristianesimo. Mi impressionò per la sua chiarezza e per il modo di trattare, a partire dalla fede, i problemi del mondo contemporaneo. Mi offrì poi materia di riflessione la sua opera ecclesiologica Parola nella Chiesa. Fu come spalancare finestre per respirare il buon ossigeno della fede. I suoi criteri sono quelli giusti. Ai miei sacerdoti, a Medellín, ero solito regalare quel libro in occasione della loro ordinazione; è uno di quelli che deve stare nella biblioteca di ogni sacerdote. Credo di aver letto tutto ciò che è stato pubblicato del cardinale Ratzinger in spagnolo, e anche in italiano e in francese». Queste parole, scritte per il mio libro Testimonianze, uscito in spagnolo nell’ormai lontano 1997, conservano tutto il loro valore.
Posso aggiungere poi che la mia conoscenza con l’allora professor Joseph Ratzinger risale al 1971. Ero vescovo da poco e nella sede della Conferenza episcopale colombiana organizzammo un mese di corsi di aggiornamento teologico per i vescovi del Paese. E tra i conferenzieri c’era l’attuale papa Benedetto XVI. Ricordo come fosse oggi che il giovane professor Ratzinger a volte “spariva” dalla circolazione e si ritirava in un angolo per recitare il breviario o per preparare la conferenza successiva. A questo proposito sono testimone di come fosse molto abile nell’usare la tachigrafia per scrivere velocemente le proprie lezioni.Successivamente, nel 1988, quando ero presidente della Conferenza episcopale colombiana, organizzai una settimana di incontri tra i vescovi e il solo Ratzinger, che nel frattempo era diventato cardinale e prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.Come membro della predetta Congregazione poi ho avuto modo di apprezzare in questi oltre venti anni le grandi doti umane e spirituali dell’attuale Pontefice. Il suo atteggiamento semplice, umile, tranquillo. La sua capacità di ascolto e di sintesi. La sua apertura paziente al dialogo. Senza mai dimenticare però l’obbligo di ricordare a tutti ciò che il Signore desidera dalla Sua Chiesa.Sempre nel mio libro del 1997 scrissi: «Francamente, in noi che lo conosciamo da vicino, provoca piuttosto ilarità vederlo ingiustamente qualificato come “grande inquisitore’”. Anzitutto, credo che solo la sua esemplare obbedienza l’abbia portato a una così difficile responsabilità, esercitata con l’autorità che si cementa nella verità serena, ma fermamente servita […]. Una nota poco conosciuta, forse, è quella della sua pazienza, di cui potrebbero testimoniare quelli che hanno avuto a che fare con lui nel compimento degli incarichi che gli ha affidato la Chiesa, inclusi i teologi della liberazione». Anche queste sono parole che a otto anni di distanza non hanno perso il loro valore… Anzi.Voglio chiudere questo mio breve intervento affermando che sono molto onorato dal fatto di essere stato tra i primi a essere ricevuti in udienza privata dal Papa. In quella occasione ho avuto modo di aggiornarlo sui preparativi dell’Incontro mondiale delle famiglie con il Papa previsto per la prima settimana del luglio 2006 a Valencia, in Spagna.






Giovan Battista Re


Se il nome Benedetto XVI è risultato per molti una sorpresa, per ciò che riguarda la brevità del conclave e l’elezione del cardinale Ratzinger non si può parlare di vera sorpresa a motivo della personalità del nuovo Papa.
Egli infatti era, già in anni lontani, tra i teologi di maggior spicco (salito in cattedra universitaria a trentun anni, perito del Concilio Vaticano II, ecc.); inoltre, dal 1977, da quando cioè Paolo VI lo nominò arcivescovo di Monaco e, qualche mese dopo, cardinale, era tra i personaggi più noti nel mondo per lo spessore intellettuale, per la visione dei problemi del nostro tempo e per l’impegno nella difesa dell’identità cristiana.La novità del nome non deve far pensare a una di­scontinuità con i suoi immediati predecessori: Benedetto XVI certamente continuerà la linea di Giovanni Paolo II, nella scia della bimillenaria tradizione della Chiesa. Lo ha dichiarato egli stesso, l’indomani della sua elezione, affermando che gli sembrava di «sentire la mano forte» di papa Giovanni Paolo II stringere la sua, e lui stesso dirgli: «Non avere paura!» (L’Osservatore Romano, 21 aprile).Papa Ratzinger unisce vigore e rigore intellettuale alla finezza umana e alla semplicità di modi. Rivelatrici della sua umanità sono anche le parole con cui, appena dopo l’elezione a papa, ha presentato sé stesso, definendosi «un semplice e umile lavoratore della vigna del Signore».La grandezza di un papa sta nel fatto di essere successore di san Pietro e, di conseguenza, vicario di Cristo in terra col compito di confermare i fratelli nella fede e di essere fondamento dell’unità della Chiesa. Cambia la persona, ma continua la stessa missione.Tuttavia, ogni papa porta la sua personalità, le sue origini, l’impronta che gli viene dall’ambiente in cui è avvenuta la sua formazione umana e cristiana. Pertanto lo stile di Benedetto XVI sarà diverso da quello del suo predecessore, ma non sarà differente l’amore a Cristo e il desiderio di servire l’umanità, aiutandola a crescere nella fratellanza, nella solidarietà, nel rispetto degli altri, nell’amore, nella giustizia e nella pacifica convivenza.In questi ventitré anni in cui è stato a capo del dicastero della Curia romana che si occupa della difesa e della promozione della fede cattolica, il cardinale Ratzinger ha manifestato di essere un grande testimone della verità su Dio e sull’uomo, senza cedimenti alle mode e senza mai cadere nella ricerca del successo di questo mondo.Nell’omelia del giorno in cui si è aperto il conclave, commentando san Paolo che esortava «a non lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina», il cardinale Ratzinger ha usato parole forti contro la «dittatura del relativismo», tanto diffuso oggi, «che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie». E concludeva che una fede adulta non è quella che «segue le onde della moda e dell’ultima novità», ma è «la fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo» (L’Osservatore Romano, 19 aprile). Sono parole, queste, che fanno capire l’orizzonte del suo pensiero e della sua mentalità e che manifestano uno spirito coraggioso. Uomo di fede profonda, è disposto a incontrare e a dialogare con chiunque, purché sia ricercatore sincero della verità.Mentre Giovanni Paolo II era per natura un mistico e un filosofo, in Benedetto XVI prevale una spiritualità radicata nella tradizione dei Padri della Chiesa e una forte dimensione teologica.La scelta del nome si collega con l’impegno per la pace che caratterizzò Benedetto XV (1914-1922), il quale parlò della guerra come di «un’inutile strage» e fu infaticabile ricercatore di soluzioni pacifiche. Ma tale nome riprende soprattutto l’eredità di san Benedetto, fondatore del monachesimo, che da Montecassino si è diffusa in tutta Europa e che tanto ha influito nella formazione della civiltà europea, fondata sul riconoscimento del primato di Dio sulla storia e dello spirito sulla materia. Il nome Benedetto ha pertanto una profonda radice di fede, di cultura e di civiltà. Dei sedici papi che hanno scelto questo nome, ben dieci erano romani: nel nome vi è quindi anche una radice di romanità.L’esperienza ci insegna che ogni epoca ha il papa di cui ha bisogno, perché lo Spirito Santo agisce nella Chiesa e nei cuori.Lo straordinario interesse che il papato ha suscitato nel mondo in queste settimane e l’incisività che ha avuto nei cuori non solo manifesta quanto è viva la Chiesa cattolica, ma è anche segno di speranza che l’azione del nuovo Papa, pur tra le tempeste e le tribolazioni che non mancheranno, porterà frutti abbondanti di bontà e di bene all’umanità di oggi, segnata da un desiderio di infinito che nessuno potrà mai cancellare nei cuori umani.Benedetto XVI ora traccerà la sua strada, che sarà nuova e antica allo stesso tempo. Nell’omelia per la messa di inaugurazione del ministero pastorale come successore di Pietro, Benedetto XVI ha voluto ricordare e fare sue le parole di Giovanni Paolo II, risuonate il 22 ottobre 1978: «Aprite le porte a Cristo!». Con forza ha sottolineato che «il cristiano non è mai solo» e che chi fa entrare Cristo nella propria esistenza «non perde assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande» (L’Osservatore Romano, 25 aprile).D’ora in poi papa Ratzinger non avrà più il tempo di suonare Mozart al pianoforte. Sarà un Papa che rafforzerà nel mondo la fede; sarà un grande Pastore, esigente sul piano della fede e dei principi, ma col cuore pieno di bontà verso vicini e lontani, in un mondo assetato di amore e di ragioni di speranza e di vita.





Bernard Francis Law


Conoscevo i libri di Joseph Ratzinger teologo, ma il primo incontro con l’attuale Pontefice risale agli anni Ottanta, quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e io ero delegato ecclesiastico della Conferenza episcopale statunitense per la pastoral provision dei membri del clero anglicano uxorato che volevano entrare nella Chiesa cattolica come sacerdoti. In pratica facevo da trait d’union tra la Congregazione che formalmente accordava agli anglicani il permesso di essere consacrati sacerdoti e i singoli vescovi che erano disposti a dare un ruolo pastorale a questi nuovi sacerdoti della Chiesa cattolica. Dopo il Sinodo straordinario del 1985, ebbi poi modo di frequentare più da vicino l’allora cardinale Ratzinger. In conseguenza di quel Sinodo infatti il Papa decise che venisse preparato un Catechismo ufficiale della Chiesa cattolica. Giovanni Paolo II nominò Ratzinger presidente della Commissione incaricata di redigerlo e io fui nominato tra i membri di questa Commissione. In quell’occasione ho avuto modo di lavorare fianco a fianco con Ratzinger. E questa per me è stata una esperienza straordinaria, una ricchezza per la mia vita. A questo proposito non posso dimenticare un fatto che mi lega personalmente alla figura del nuovo Papa e a quella del suo predecessore. Era il 27 maggio 1994, l’ultimo giorno di degenza di Giovanni Paolo II al Gemelli, dove era stato ricoverato per un’operazione all’anca. Proprio in quella mattina il Papa – ancora nella sua camera al decimo piano del policlinico – ricevette dall’allora cardinale Ratzinger e dal sottoscritto la prima copia, con la classica copertina di cuoio bianco, della versione inglese del Catechismo della Chiesa cattolica.
Con il cardinale Ratzinger ho partecipato anche a numerose riunioni di varie Congregazioni della Curia romana, durante le quali sono rimasto impressionato dai suoi pareri sempre preziosi. La sua capacità di ascoltare, la sua capacità di fare una sintesi degli interventi che ascoltava nel corso delle riunioni, di eliminare le confusioni, era una cosa meravigliosa.
Una cosa che mi ha poi sempre impressionato del cardinale Ratzinger è che, ascoltando o leggendo ogni suo intervento, si impara sempre qualcosa e che lui ha un particolare, straordinario, carisma per insegnare. Non solo. Il nuovo Papa è anche un uomo che vive la sua vita senza paura, perché ripone tutta la sua confidenza in Dio, in Gesù e nella Beata Vergine Maria. E questo si è visto anche nel modo semplice con cui ha accettato il compito umanamente inaudito di vescovo di Roma e successore di Pietro.








Ratzigirl
Monday, June 13, 2005 8:23 PM
Intervista a Mons. Angelo Amato
Il salesiano Angelo Amato, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, racconta come il dicastero ha festeggiato il suo Papa. E saluta il nuovo prefetto, l’arcivescovo William Joseph Levada




Nella tarda mattinata di mercoledì 20 aprile, il giorno dopo la sua elezione, papa Benedetto XVI è tornato nel Palazzo del Sant’Uffizio, negli uffici che lo avevano visto lavorare come cardinale. Di quella che può essere definita come la prima visita del nuovo Papa a un dicastero vaticano, 30Giorni ha parlato con l’arcivescovo Angelo Amato, salesiano, dal dicembre 2002 segretario della Congregazione per la dottrina della fede e quindi il più stretto collaboratore dell’allora cardinale Ratzinger.
L’arcivescovo Amato, per ovvi motivi, è stato il primo ecclesiastico a essere ricevuto in udienza privata dal nuovo Papa, il 25 aprile. «C’era un mucchio di lavoro arretrato» racconta l’arcivescovo, «ma prima di cominciare il Papa mi ha detto: “Scambiamo qualche parola in modo che i fotografi possano fare bene il loro lavoro…”». Il segretario dell’ex Sant’Uffizio è stato poi ricevuto in udienza anche il 29 aprile e il 6 maggio. Non solo, ma ha avuto modo di incontrare il Papa fortuitamente anche un altro paio di volte nel Palazzo che si affaccia su piazza della Città Leonina. «Quando il Papa è tornato nel suo vecchio appartamento» dice, «ho avuto modo di incrociarlo, visto che anch’io abito lì. Devo dire che in quei giorni per noi, suoi ex coinquilini, la vita è stata rallegrata dalla folla, che sostava per delle ore per inneggiare al nuovo Papa, accolto con simpatia e grande affetto».

Eccellenza, veniamo alla visita di Benedetto XVI del 20 aprile nei vostri uffici. Ve l’aspettavate?
ANGELO AMATO: No, è stata una grande sorpresa. Per quella mattina avevamo programmato una messa di ringraziamento e invece sul presto ci arriva una telefonata del segretario particolare, monsignor Georg Gänswein, il quale ci comunica che alla fine della mattinata il Santo Padre ci avrebbe fatto una visita. Questa notizia ci ha riempito di grande gioia e subito ci siamo attivati per fare in modo che tutti fossero presenti e che l’accoglienza al nuovo Papa fosse la migliore possibile. Per prima cosa abbiamo pensato a cosa donare al Pontefice.

E che cosa avete deciso?
AMATO: Il sabato prima, 16 aprile, era stato il suo compleanno e anche allora preparammo un indirizzo di auguri in Congregazione e come regalo gli donammo una composizione floreale di bellissime orchidee. In quell’occasione poi mi sono permesso di accompagnare il classico ad multos annos con la citazione di un antico apocrifo di san Giuseppe, in cui si afferma che il padre putativo di Gesù visse oltre cento anni. L’allora cardinale apprezzò molto e mi chiese il testo di quell’apocrifo che lui non conosceva.

Quindi questa volta niente fiori.
AMATO: In effetti non sarebbe stato molto originale… Allora abbiamo pensato a un dolce. E così ho dato subito disposizioni per comprare una bella torta mimosa.

Si può immaginare che siano stati in tanti a voler partecipare a questo incontro così importante e inatteso.
AMATO: In effetti la voce si è diffusa in modo sorprendente. E hanno cominciato a chiamare in molti per chiedere se potevano partecipare all’accoglienza. Ovviamente abbiamo accolto le richieste in tal senso del cardinal Tarcisio Bertone, di padre Gianfranco Girotti, degli arcivescovi Luigi De Magistris e Jozef Zlatnansky, che in passato avevano lavorato nella nostra Congregazione. A un certo punto volevano venire tutti gli inquilini del Palazzo del Sant’Uffizio, ma purtroppo non c’era spazio sufficiente.

Anche perché il Papa non è venuto da solo.
AMATO: Il Papa era accompagnato, oltre che da monsignor Gänswein anche dal cardinale segretario di Stato Angelo Sodano, dal sostituto Leonardo Sandri, dal segretario dei Rapporti con gli Stati Giovanni Lajolo, dal prefetto della Casa pontificia James Michael Harvey e dal reggente monsignor Paolo De Nicolò. Le poche sedie che avevamo preparato non sono bastate e molti sono rimasti in piedi.

Come avete accolto Benedetto XVI?
AMATO: L’amore del Papa per la musica non è un segreto. E già per il suo compleanno avevamo inaugurato l’attività del nostro coro – che abbiamo battezzato “Piano” in onore di san Pio V – dedicando al cardinale Ratzinger una bellissima Ave Maria musicata dal grande Wolfgang Amadeus Mozart, un canto a più voci con delle fughette molto interessanti. Purtroppo in quattro giorni non abbiamo potuto ampliare il nostro repertorio e così anche a Benedetto XVI abbiamo cantato la stessa Ave Maria del compositore austriaco…

Poi è toccato a lei prendere la parola…
AMATO: Sì, ho pronunciato un breve discorso di benvenuto ampiamente ripreso dal bravo Giampaolo Mattei sull’Osservatore Romano del giorno dopo. Ho cominciato con un saluto che mi sembrava più che appropriato: Benedictus qui venit in nomine Domini. Quindi ho espresso tutta la nostra gioia. E poi mi sono permesso di dire che la sua elezione a Papa era stata un po’ la smentita del detto che chi entra papa in conclave ne esce cardinale… Infine, dopo aver accennato alla lunga serie di papi con questo nome e anche ai tanti secoli passati dall’ultimo tedesco eletto papa, ho chiesto il preciso perché della scelta del nome Benedetto, visto che in quel momento non l’aveva ancora spiegata pubblicamente.

E il Papa cosa ha risposto?
AMATO: Ha ricordato la figura di Benedetto XV che fece molto per la pace esterna, nel mondo insanguinato dalla guerra mondiale, e per la pace interna, nella Chiesa, che aveva vissuto la crisi modernista. E poi ha detto di essere contento che quella fosse la sua prima visita da Papa. A quel punto mi è tornato in mente che nella visita del compleanno, il 16 aprile, ci aveva confidato di sperare che il nuovo papa gli avrebbe concesso la possibilità di rientrare nel suo ufficio per potervi rimanere alcuni mesi, giusto il tempo per un tranquillo passaggio di consegne al successore. Il Signore ha provveduto altrimenti…

A questo punto è venuto il momento del dolce…
AMATO: È stato il cardinale Sodano a ricordarcelo. Allora ho preso la torta mimosa e l’ho consegnata al Papa. Con tanto di foto che è stata pubblicata da vari quotidiani. Ma il momento più bello secondo me è venuto dopo.




Cioè?
AMATO: Il Papa stava per lasciare il Palazzo. Eravamo nell’ascensore. Il cardinale Sodano ha chiesto: «Quanti siete, una ventina?». «Circa quaranta», ho risposto. A quel punto è intervenuto il Papa, che ha aggiunto: «È una bella famigliola». Mi sono commosso. È proprio vero che alla Congregazione per la dottrina della fede lui si sentiva veramente in famiglia. Noi non vedevamo in lui solo il grande intellettuale, il teologo famoso, il pastore sapiente, ma anche un paterfamilias, il padre di questa bella famigliola cui tutti si potevano rivolgere in qualunque momento. Un padre, però, che aveva, che ha, un grande rispetto e una grande delicatezza. E questo si evince anche da un particolare che vorrei raccontare.

Prego.
AMATO: Quando il papa muore, tutti i capidicastero cessano dall’ufficio in attesa dell’eventuale riconferma da parte del nuovo pontefice. Ebbene, la mattina prima della riunione generale dei cardinali in preparazione al conclave, sono arrivato in Congregazione e mi sono accorto della presenza del cardinale Ratzinger nell’anticamera del suo studio. Allora sono corso a salutarlo, e lui con una umiltà ammirevole mi ha chiesto il permesso di entrare nel suo ufficio. Nei giorni successivi ho fatto in modo di farmi trovare all’ingresso, in modo tale da accompagnarlo all’interno dei locali della Congregazione senza che dovesse di nuovo chiedermi il permesso…

Eccellenza, con la nomina del nuovo Papa la vostra Congregazione non ha perso solo il prefetto…
AMATO: Infatti. Con lui abbiamo perso anche un valido collaboratore come monsignor Gänswein e ho paura – per così dire – che anche la nostra bravissima collaboratrice Birgit Wansing, che per tanti anni ha lavorato nella segreteria particolare del cardinale Ratzinger, sia destinata a cambiare Palazzo…

Eccellenza, intanto il 13 maggio è stata annunciata la nomina del nuovo prefetto, nella persona dell’arcivescovo di San Francisco William Joseph Levada…
AMATO: In Congregazione abbiamo accolto con gioia questa scelta di papa Benedetto XVI. L’arcivescovo Levada conosce bene il nostro dicastero perché ne è membro e perché vi ha lavorato come officiale per sei anni. Poi conosce bene il nostro Paese, visto che ha studiato a Roma. Oltre a essere un uomo di grande competenza teologica, ha anche notevole esperienza amministrativa e pastorale, visto che è vescovo da più di vent’anni. Lo conosciamo bene, è di casa.

Ratzigirl
Wednesday, June 15, 2005 3:24 AM
Il Papa...innamorato??


"......Direi, per quanto riguarda l'esplicita esigenza di una famiglia, che i miei piani non sono arrivati tanto lontano.Ma naturalmente, è chiaro che sono stato toccato da alcune amicizie.......a quel tempo gli edifici universitari erano distrutti e non c'era spazio per le facoltà di teologia, per questo risiedemmo due anni nel Castello di Furstenried, lì si viveva a stretto contatto con i professori e studenti, ma anche con le studentesse...chosì che la questione della rinuncia si poneva in termini assai pratici......mi sono spesso confrontato con queste domande, finchè nell'autunno 1950 potei pronunciare un sì convinto in occasione dellordinazione diaconale."


Estratto dal libro "Il dizionario di Papa Ratzinger"
Baldini Editore

[Modificato da Ratzigirl 15/06/2005 3.28]

brambo22
Wednesday, June 15, 2005 9:57 AM
Ma......
Termini ASSAI PRATCI???
o qualcuno me la spiega in altro modo o la mia immaginazione inizia a giocare
Ratzigirl
Wednesday, June 15, 2005 12:12 PM
Ehh
Mi sa caro Brambo che la mia è già partita per la tangente...non voglio sapere cosa dirà RATZGIRL....(prevedo già fulmini e saette contro la presunta fortunata...ehehehehe si scherza ovviamente!!!)


P.S non puoi immaginare la faccia che ho fatto io quando ho letto assai pratici....??
RATZGIRL
Wednesday, June 15, 2005 7:38 PM
Sono preveggente??lol
Possiedo forse il dono della preveggenza??Temo di si,dato che io questa ipotesi(dentro di me)l'avevo già formulata da quando ho letto l'articolo sul vecchio numero di GENTE dedicato a Papa Ratzi.Il fatto in sé per altro non è strano,se ricordate anche a Karol Woytjla era stato attribuito qualche piccolo flirt ai tempi che recitava in teatro.Se poi pensiamo all'aspetto che aveva Joseph in quegli anni,non è difficile credere che non passasse inosservato.Però devo dire che scoprire questo "piccolo segreto" di Papa Ratzi lo fa apparire ai miei occhi(e credo anche ai vostri)ancora più tenero e adorabile,nonché umano.
Ratzigirl
Wednesday, June 15, 2005 7:54 PM
??
Che articolo? Sai, ancora il giornalaio non mi ha procurato l'arretrato perciò non ne so nulla...ce la fai a postrami il pezzo di articolo di cui parlavi???

Sono curiosissima!!!!
Ratzigirl
Thursday, June 16, 2005 12:52 AM
Ratz!!
Dai, muoio di curiosità^__^ che diceva l'articolo che ti ha fatto diventare preveggente??
Ratzigirl
Friday, June 17, 2005 4:47 AM
La ricorrenza del numero 13




L'elezione di Benedetto XVI si è svolta nel segno del numero 13. La fumata bianca è avvenuta quando erano appena passate le 17.50 (anche se ufficialmente vengono indicate le 17.51), mentre le campane hanno suonato a festa alle 18.04: in entrambi i casi la somma dei quattro numeri da per totale 13. Lo stesso accade sommando le cifre del giorno della morte di Karol Wojtyla (2-4-2005) e quelle dell'ora del suo decesso (21.37). Inoltre il 13 è il giorno in cui apparve a suor Lucia la Madonna di Fatima, come pure la data della morte della stessa pastorella. L'1, l'Uno, e il 3, la Trinità, sono numeri considerati sacri dalla Chiesa.
RATZGIRL
Friday, June 17, 2005 10:21 AM
C'entra niente,ma...io sono nata il giorno 13(di aprile,fra l'altro,stesso mese del Papa!)
Ratzigirl
Sunday, June 19, 2005 2:28 PM
In attesa....
In attesa di quella cosuccia che aspetto da Ratz vi posto questa divertente scenetta avvenuta in Vaticano dopo la prima messa da Papa....povero Benedetto, gliene combinano di tutte!!


SCHERZO IN VATICANO


Roma: sconosciuto si spaccia per Presidente della Colombia e saluta il Papa

Roma, aprile 2005. Un emerito sconosciuto si spaccia per il Presidente della Colombia Alvaro Uribe, e sotto questa falsa identità ha salutato di persona il Papa Benedetto XVI dopo la messa d'inaugurazione del suo pontificato.

scherzetto Il vero presidente ha raccontato divertito alla stampa domenica scorsa: "quando è arrivato il mio turno mi sono presentato al responsabile del protocollo e ho mi sono presentato, ma mi è stato risposto: impossibile, il presidente della Colombia ha già salutato il Papa".

Fonti vicino al presidente hanno spiegato che il finto dirigente dovrebbe essersi trattato di un giornalista colombiano che si è infiltrato tra i membri della delegazione ufficiale che dovevano dare il saluto al nuovo Papa.

Successivamente il vero Presidente è riuscito ad incontrare il Papa e gli ha detto che la sua omelia l'aveva toccato. Ma non è detto che sia stato il "secondo arrivato": pare infatti che un'altra persona abbia tentato di spacciarsi per il presidente Uribe.

(Ben) "tre presidenti della Colombia hanno salutato il Papa oggi" ha commentato ridacchiando il portavoce colombiano.

[Modificato da Ratzigirl 19/06/2005 14.29]

Ratzigirl
Sunday, June 19, 2005 7:47 PM
E tra i parenti spunta un calciatore....
L'ex calciatore Breitner parente di Ratzinger Segnò all'Italia nel mondiale del 1982, è un estimatore del leader cinese Mao e ora dice: «Non ho intenzione di contattare il Papa»

Paul Breitner con la maglia della nazionale tedesca (Ap)
Fu l'autore dell'unica rete, quella di consolazione, nel 3 a 1 che consacrò la Nazionale di Zoff e Bearzot campione del mondo nel 1982. Gli appassionati di calcio si ricorderanno senz'altro di Paul Breitner, roccioso centrocampista tedesco che fece parlare di sè, fuori dal campo, anche per certe sue simpatie giovanili per l'ideologia maoista. Oggi si scopre che Breitner è un lontano parente di Papa Benedetto XVI. A rivelarlo è il settimanale tedesco Focus.




Johann Ratzinger, fratello del nonno del Papa, è stato sposato con una parente del nonno materno dell'ex calciatore del Bayern Monaco: Focus, però, non precisa il grado di parentela tra la donna e il nonno di Breitner. «So dell'esistenza di questa parentela con Ratzinger già da qualche anno ma l'avevo tenuta per me», ha detto lo stesso Breitner a Focus.

Breitner ha frequentato lo stesso liceo di Benedetto XVI, a Traunstein in Baviera (sud della Germania). L'ex calciatore, attualmente editorialista sportivo in tv, ha però precisato di non voler contattare il Pontefice.

[Modificato da Ratzigirl 19/06/2005 19.48]

Ratzigirl
Tuesday, June 21, 2005 10:51 PM
Intervista all'amico Reinhard Ricardi
L'amico Reinhard Richardi

(21 aprile 2005)



"In questo pensatoio è nata la sua opera"



«Vede, lì in quella casetta tranquilla con il giardino, di via Bergstrasse, Papa Benedetto XVI ha scritto quasi tutti i suoi libri. Nella tranquillità della sua Ratisbona, trovava la concentrazione per leggere, studiare, e stendere i suoi scritti, durante le permanenze di agosto, o quando veniva per le vacanze di Natale». Reinhard Richardi è un distinto giurista, professore di università in pensione, collega di Joseph Ratzinger quando, dal 1969 al 1977 era docente alla stessa università.
Richardi però è qualcosa di più di un ex collega per Papa Benedetto XVI. È un amico di lunghissima data, che abita proprio a due passi dalla casetta a due piani dove per anni è venuto a soggiornare il cardinale Ratzinger. È la persona con cui il Papa ha trascorso negli ultimi vent’anni il Capodanno e la festa di Ognissanti, quando Ratzinger saliva a Ratisbona per la tradizionale visita alla tomba dei suoi genitori e della sorella. La persona con cui ha condiviso gli anni dell’insegnamento, il periodo dell’episcopato («Ha battezzato i miei figli e i miei nipoti»), la lunga stagione romana a capo dell’ex Sant’Uffizio. «Un paio di volte all’anno ci accoglieva a Roma, con mia moglie Margarete, nel suo appartamento. E quando era qui a Ratisbona, terminava la sua giornata con una capatina da noi, dove gli offrivamo un bicchierino di porto. Il Papa è astemio, non beve alcolici. Ma ricordo che scherzavamo su questo, e diceva che una piccola eccezione si poteva fare».


Professor Richardi, lei è uno degli amici più stretti di Papa Benedetto XVI, vi frequentate da oltre trent’anni. Come lo descriverebbe?È un asceta, una persona di una spiritualità fortissima. Un vero uomo di Dio. Per lui la preghiera è al centro di tutto. Certo, è una persona che gusta la compagnia, che sa stare insieme agli altri, che scherza. Lui, qui attorno al tavolo, durante le vacanze natalizie, canta con noi i canti della tradizione, ama far festa, gioca con i miei nipotini, specialmente con il piccolo Sebastiano. È di grande allegria ed è un piacere stare con lui. Però quello che colpisce di lui è soprattutto la forza della fede. La sua dimensione mistica di grande asceta.
Ventitre anni da Prefetto dell’ex Sant’Uffizio hanno ritagliato attorno a lui la fama di un carattere fermo, irremovibile.
Io lo frequento da più di 30 anni. Joseph Ratzinger non è un inquisitore. Molti lo vedono così, perché quello è il ruolo che ha svolto, ma – credetemi – da Papa non sarà così. Lui è una persona squisita, di carattere affabile, comunicativo, socievole. Sicuramente è un intellettuale finissimo e dotto, che può incutere soggezione. Ma anche da professore era molto stimato dai colleghi. Quando lui era decano della facoltà di Teologia all’università di Ratisbona io ero decano della facoltà di Giurisprudenza. Abbiamo lavorato molto insieme. Posso dire che godeva della stima e dell’ammirazione dell’intero corpo accademico, tanto da essere eletto vicepresidente dell’ateneo.

Nelle lunghe conversazioni che faceva con lei, a Roma come a Ratisbona, di cosa discutevate?
Spesso parlavamo del cristianesimo di oggi, ci ponevamo domande. In Germania poco più di un terzo della popolazione è cattolica, un altro terzo è protestante, e un terzo non ha alcun credo. Si diceva che la Chiesa ha una proposta, e ha il dovere di formularla in pienezza. Non può venir meno a questo suo compito. In Germania noi abbiamo una storia sfortunata: prima il nazismo, poi il comunismo che ad Est ha cancellato il cristianesimo in intere aree. Vi sono tedeschi che non sanno nemmeno cosa è il Natale. Si diceva: "Come è possibile questo?" Come Chiesa non possiamo stare a guardare.

Secondo lei, perché ha scelto il nome di Benedetto? santo che Joseph Ratzinger ha molto a cuore. È il monaco che ha fatto l’Europa, che ha fondato la cultura europea. So che è un santo a cui lui vuole bene. Io sono nato il 21 marzo, giorno di san Benedetto, e lui ha sempre tenuto a farmi gli auguri per il compleanno, quasi ne sentisse la forza di questo continuo richiamo a Benedetto.

Durante i suoi soggiorni a Ratisbona, come trascorreva il Papa le sue giornate?
Leggeva molto, scriveva, pregava. Chi lo vedeva passeggiare raccolto in meditazione, non avrebbe mai pensato che fosse il cardinal Ratzinger. Prendeva l’autobus per andare in centro, in duomo, a pregare. Come un normale parroco di paese. Se ne stava nei banchi, durante i momenti di preghiera. L’ultimo giorno dell’anno lo trascorreva sempre immerso nella preghiera. Quasi una veglia per l’anno nuovo che doveva nascere.

In una terra come quella tedesca convivono cattolici e protestanti e adesso anche una fetta importante di popolazione musulmana. Come si poneva il professor Ratzinger, durante le vostre discussioni in università, nei confronti delle diverse confessioni e religioni?
Ha sempre avuto una grande apertura e capacità di dialogo. Certo, lui è sempre stato contro il sincretismo. Ricordo che lo diceva, anche quando ne discutevamo. Sono convinto però che il dialogo andrà avanti con Papa Benedetto.
Paparatzifan
Tuesday, June 21, 2005 11:35 PM
Re: Il Papa...innamorato??

Scritto da: Ratzigirl 15/06/2005 3.24
"......Direi, per quanto riguarda l'esplicita esigenza di una famiglia, che i miei piani non sono arrivati tanto lontano.Ma naturalmente, è chiaro che sono stato toccato da alcune amicizie.......a quel tempo gli edifici universitari erano distrutti e non c'era spazio per le facoltà di teologia, per questo risiedemmo due anni nel Castello di Furstenried, lì si viveva a stretto contatto con i professori e studenti, ma anche con le studentesse...chosì che la questione della rinuncia si poneva in termini assai pratici......mi sono spesso confrontato con queste domande, finchè nell'autunno 1950 potei pronunciare un sì convinto in occasione dellordinazione diaconale."

Mi sembra di aver letto da qualche parte che un giornalista gli aveva chiesto perché nella sua autobografia non menzionava se aveva avuto interesse per qualche ragazza (non mi ricordo esattamente come gli avevano fatto la domanda ma la risposta sì) e lui rispose: "Il mio editore mi ha raccommandato di non scrivere più di un tot di cartelle".

Quindi vedete voi come la pensate... Io credo che qualche "interesse" ce l'abbia avuto!!! E ti mando un bacio, Papa Ratzi

Ratzigirl
Tuesday, June 21, 2005 11:51 PM
eeeeeeeehhhhhhhhhhhhh????????????????
Oddio,sto per svenire !!!!


STUNC! STUNC STUNC STUNC STUNC




Paparatzifan scrive:

Mi sembra di aver letto da qualche parte che un giornalista gli aveva chiesto perché nella sua autobografia non menzionava se aveva avuto interesse per qualche ragazza (non mi ricordo esattamente come gli avevano fatto la domanda ma la risposta sì) e lui rispose: "Il mio editore mi ha raccommandato di non scrivere più di un tot di cartelle".




O MIO DIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


I sospetti di RATZGIRL SI FANNO SEMPRE PIU' REALTA'.....



[Modificato da Ratzigirl 21/06/2005 23.52]

RATZGIRL
Wednesday, June 22, 2005 12:17 AM
Confermo!
Confermo quanto ha detto Paparatzifan:ho letto anch'io quell'articolo,credo che fosse proprio nello speciale di GENTE.
E,come si dice,la domanda sorge spontanea:supponiamo(anzi,ne siamo quasi certi)che Joseph abbia avuto interesse per qualche donna durante la sua prima giovinezza,sarebbe dopotutto una cosa normale.Ma...voi pensate che le donne abbiano avuto interesse per Joseph,non solo quando era un giovane seminarista,ma anche durante gli anni di docenza all'università,o quando arrivò a Roma,giovane Cardinale dall'accento straniero e terribilmente fascinoso?
E su questi inquietanti(si fa per dire)interrogativi vi lascio a meditare...

[Modificato da RATZGIRL 22/06/2005 0.18]

Ratzigirl
Wednesday, June 22, 2005 12:42 AM
^__^
Secondo me senza alcun dubbio!!!....sarà anche perchè il giorno della sua visita in San Paolo fuori le Mura, lo ricordo benissimo (era un sabato ed ero a Roma)c'erano fedeli (signore) urlanti all'indirizzo del pontefice......no adesso scherzo...quelle signore erano realmente fedeli...però secondo me sì, perchè, parliamoci chiaro...vabbè che indossava la tunica...ma da che mondo è mondo...indossa l'abito talare...mica il burka!!! E gli occhioni magnetici avranno sicuramente fatto effetto a giro...se poi a occhioni, timidezza al 100%, voce lieve e suadente ci metti pure il ciuffo.....mah! io non ci ho fatto caso all'epoca....ma secondo me via dei Corridori la mattina quando si recava in Congregazione era un tappeto di gente svenuta!!!
Paparatzifan
Wednesday, June 22, 2005 10:02 PM
Svenimento generale


Certamente, condivido le vostre opinioni al 100 %. Basta vedere le foto: da praticamente quando è nato fino al giorno d'oggi ch'è Papa immagino in 78 anni di vita quanti tappetti di gente svenuta avrà lasciato dietro le sue spalle!!!!
Ma tu, Ratzigirl... è imperdonabile!!!! Tu, che abiti a Roma, come mai hai lasciato passare le opportunità di verderlo ... (e ammirarlo ) passare per recarsi al lavoro!!! Anch'io sono colpevole. Tante volte che sono stata a San Pietro la mattina presto ma non conoscevo le abitudini del cardinale. Mi devo accontentare del ricordo di averlo avuto seduto a fianco e lo scambio di sguardi in quella Messa del 1986... In quell'epoca io tenevo un diario che ho in Argentina e non mi ricordo se ho scritto qualche altro dettaglio su quella Messa celebrata da GPII. Sono in ansia per sapere cosa ho scritto ma devo aspettare le ferie che prenderò a dicembre per vedere il diario.
Paparatzifan
Wednesday, June 22, 2005 10:08 PM
Dubbio

Scusate, ma chi di voi due abita a Roma?
Ratzigirl
Wednesday, June 22, 2005 10:13 PM
Si....vero....
Eh già...non mi ci far pensare!!!!
SOOOOOOOB!!!!Sto facendo la fontana di Trevi....e ora, che invece mi piacerebbe vederlo tutte le mattine, anzi, mi apposterei sotto la finestra, non sono a Roma che il sabato e la domenica...almeno finchè non finisce l'università....che vuoi farci? Mi tiro una martellata in testa???
Aspetto con ansia altre rivelazioni del tuo diario!!!

La romana de Roma sò io^__^ (insomma, de Roma, ho parenti sparsi per tutto Lazio, Toscana e Liguria....(senza contare quelli acquisiti!!!)

[Modificato da Ratzigirl 22/06/2005 22.16]

Paparatzifan
Wednesday, June 22, 2005 11:07 PM
Re: Si....vero....

Scritto da: Ratzigirl 22/06/2005 22.13
Eh già...non mi ci far pensare!!!!
SOOOOOOOB!!!!Sto facendo la fontana di Trevi....e ora, che invece mi piacerebbe vederlo tutte le mattine, anzi, mi apposterei sotto la finestra, non sono a Roma che il sabato e la domenica...almeno finchè non finisce l'università....che vuoi farci? Mi tiro una martellata in testa???
Aspetto con ansia altre rivelazioni del tuo diario!!!

La romana de Roma sò io^__^ (insomma, de Roma, ho parenti sparsi per tutto Lazio, Toscana e Liguria....(senza contare quelli acquisiti!!!)

[Modificato da Ratzigirl 22/06/2005 22.16]




Grazie per il chiarimento. Immagino la tua desolazione! Ma, dico, penso, almeno avrai le ferie, no??? O studi sempre? Ma, il salto, qualche mercoledì per l'udienza generale cercherai di farlo, no? Perché io, anche se abito a Venezia, più avanti lo farò, se Dio vuole e le condizioni economiche me lo permettono. IO SOGNO DI VEDERLO IN UN'UDIENZA GENERALE!!! Glielo chiedo al Signore. Magari mi possa concedere questa grazia...
mariadaprile@tiscali.it
Wednesday, June 22, 2005 11:21 PM
Sarebbe stupendo...
Anch'io sogno di incontrarlo prendendo parte all'udienza generale,e sto pregando tanto affinchè il mio signo si realizzi!!!!!!!! Anzi,sapete cosa sarebbe bellissimo? Se più in la ci mettessimo d'accordo,scegliessimo un giorno una data che vada bene per tutti,e ci ritrovassimo tutti a Roma per l'udienza del mercoledì!!!Non riesco a pensare a niente di più bello ed emozionante ..e voi? che ne pensate? Ad ogni modo anch'io trovo assolutamente normale(e tenerissimo)il fatto che Papa Ratzi sia stato innamorato,anzi,significa che se ha rinunciato all'amore di una donna e ad una famiglia,la sua fede è ancora più salda ed incrollabile!!!!!!!!
Ratzigirl
Thursday, June 23, 2005 12:06 AM
Ehehehe
Sarebbe bello, ma per andare ad un'udienza del mercoledì, non scegli tu la data te l'assegnano loro....perciò, o abbiamo tutte una fortuna sfacciata e ci ritroviamo tutte insieme...o sarà francamente difficile!!
Io sono riuscita (al 90%) ad entrare nel gruppo per il convegno Nazionale diocesano che terrà a novembre...pensate un po', sto a Roma e mi tocca fare la fila....
RATZGIRL
Thursday, June 23, 2005 10:40 AM
Il mio sogno
Il mio più grande sogno(come credo anche il vostro)è di incontrare Papa Ratzi.Sarebbe bello poterci andare insieme,per condividire questa grandissima emozione.
Io purtroppo abito a Torino,dove parlano di tutto tranne che di chiesa e papi.La mia città(che è tale solo in parte,in quanto sono di origine napoletana)diventa ogni giorno più laica e pagana.Ci sono tante sette,gruppi esoterici e neopagani.E pensate un pò che nel 2006 Torino ospiterà nientemeno che il Gay Pride,dopo che per ovvie ragioni Roma ha rifiutato.Sarà la prima città italiana a ospitare questa ridicola e assurda manifestazione.

[Modificato da RATZGIRL 23/06/2005 10.40]

Paparatzifan
Thursday, June 23, 2005 10:54 PM
Lasciatemi sognare...


Credo che siamo tutte sintonizzate sulla stessa frequenza. E' vero: come sarebbe bello ritrovarsi insieme per un'udienza generale!!! Quanto piacere mi farebbe conoscervi... Immagino il nostro incontro in Piazza San Pietro con uno striscione gigante con la scritta: Caro Papa Benedetto XVI - Le ragazze del "Papa Ratzinger Forum" ti vogliamo un mondo di bene!!!
e poi fare un bel coro con il canto ormai famoso di: "Beeee ne det tooo!!!! Beeee ne det tooo!!!!!
Lasciatemi sognare...
Paparatzifan
Thursday, June 23, 2005 10:58 PM
Come rovinare un termosifone... e non morire nel tentativo!


Adesso vi propongo qualcosa che vi farà sorridere:

Teologo irrigidito su posizioni tradizionalissime? Può darsi. Ma è anche vero che a influenziare il suo pensiero, quando era giovane, è stato soprattutto Friedrich Wilhelm Maier, le cui interpretazioni del Nuovo Testamento porteranno poi al Concilio Vaticano II. Ed è vero che proprio al concilio voluto da Papa Giovanni XXIII, per rivoluzionare la Chiesa, Ratzinger fu uno dei collaboratori più attivi nel realizzare la riforma. Granitico guerriero della fede? Può darsi. Ma se ci sono doti umane che tutti gli riconoscono, queste sono la semplicità dei modi, la gentilezza e la disponibilità ad ascoltare. Sta a sentire tutti, e a tutti dà risposte, nelle quattro lingue che parla senza problemi (nota da Paparatzifan : ma, non erano otto???). Un giorno ha prestato orecchio per dieci minuti al clochard biblista che vive in via della Conciliazione, e attacca bottone, spiegando la sua visione dell’Antico Testamento. Papa Ratzinger ascolta, e poi – come è giusto – decide di testa sua. Una testa dura? “Altroché”, ha ricordato qualche giorno fa il teologo Paul Renner, suo compagno di gite in montagna. “Eravamo saliti al monastero di Marienberg, in Val Venosta, e, al ritorno, nella sua stanza, ha avuto un malore, è caduto e ha battuto la testa contro un termosifone. Lui è finito tre giorni all’ospedale, ma il termosifone hanno dovuto cambiarlo”.

Da “Selezione”, giugno 2005
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