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Paparatzifan
Saturday, December 10, 2005 1:31 AM
Re: Le indulgenze di Papa Benedetto XVI

Scritto da: Ratzigirl 09/12/2005 13.53



Per mezzo di questo forum, voglio ringraziarti caro papino mio, per aver concesso l'indulgenza plenaria per l'Immacolata. Io ho voluto guadagnarla per una persona carissima da poco scomparsa. Grazie ancora e continua a concederci questi beni, tu che hai il potere delle Chiavi del Regno che il Signore ti ha consegnato per guidare la Chiesa.
Ratzigirl
Saturday, December 10, 2005 7:51 PM
Gli auguri e la benedizione del Papa al Presidente Ciampi

Papa Benedetto XVI ha inviato al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, un telegramma augurale in occasione del suo 85° compleanno. 'In occasione del suo genetliaco - si legge nel telegramma del Santo Padre - desidero esprimerle i miei più cordiali voti augurali accompagnati dall'assicurazione della mia fervida preghiera per la sua persona e per l'alto compito che svolge al servizio della cara Nazione italiana. Con tali voti imparto di cuore a Lei ed alla gentile signora Franca una speciale benedizione apostolica che volentieri estendo ai familiari, ai collaboratori ed all'intera nazione italiana'.

emma3
Sunday, December 11, 2005 1:32 AM
Quando RATZINGER ERA MIO PROFESSORE

www.lavalsusa.com/giornale/17/2005-17_06.pdf

se non lo avete già letto è un articolo di un parroco italiano laureando di Ratzi in teologia dogmatica a Bonn (ciovanissimo teologo, come piace a me)
emma3
Sunday, December 11, 2005 1:40 AM
Imola - Quei lunghi dialoghi col futuro pontefice

21.04.2005 - Qualcuno ha detto, ha scritto, che quel nome, Benedetto, è una scelta che affonda le sue radici in una storia non troppo lontana. Rimanda a Giacomo Della Chiesa, il Papa dell'"inutile strage" come egli definì la Prima guerra mondiale nel 1917. E qualcuno ha detto, e scritto, che sul soglio di Pietro ora è salito un Panzer Kardinal.Ma no, forse non è così. Forse è tutto il contrario. "Sono sicuro che il nome Benedetto rimandi al Santo di Norcia (patrono d'Europa, ndr), al fondatore del monachesimo in Occidente, che ha unito in comunione questo continente. In fondo, san Benedetto esprime la regola dell'ora et labora, incarnata alla perfezione da questo nuovo pontefice". Dall'"umile lavoratore nella vigna di Dio". Che poi così spigoloso non sarebbe. "Assolutamente. E' un uomo dolce, accogliente, mai precipitoso, con un alto senso di giustizia. Ma quello che nessuno dice è che lui è soprattutto un uomo di adorazione e di preghiera".La piccola biografia porta la firma di don Giorgio Sgubbi, docente alla Facoltà di teologia dell'Emilia Romagna, a Bologna, ma anche canonico e teologo della diocesi di Imola. Uno che con Ratzinger ci parla in italiano e, volendo, pure in tedesco. Uno che al fianco di Ratzinger ha trascorso ben otto mesi, nel 1991. Alloggiavano tutti e due al Collegio teutonico, a Roma. Un posto dove chi non è "deutsch" resta fuori. Già, ma allora don Sgubbi che ci faceva?"Infatti ero l'unico italiano. Fui raccomandato dal vescovo di Stoccarda con il quale avevo studiato, a Tübingen. Ma non c'erano problemi. Lo stesso rettore del collegio mi definiva un prussiano... Comunque è lì che ho conosciuto Ratzinger. Era ospite anche lui. Da poco era morta sua sorella, che si prendeva cura di lui, e momentaneamente lui si era trasferito al Collegio teutonico. Abbiamo celebrato Messa insieme tante volte. E ci siamo spesso intrattenuti in lunghi dialoghi. Di lui mi resta impresso il suo desiderio di riconciliazione tra trascendenza e società. Per Ratzinger la fede non è un semplice volgere lo sguardo oltre le nubi. E ammiro soprattutto la sua capacità di riportare ogni cosa al centro. Insomma, secondo Ratzinger la teologia deve contemplare la presenza di Dio in ogni cosa".Ammirazione che dura da anni. "Da allora ci siamo sentiti più volte. Ci siamo scritti. Ogni volta che lui scrive un libro me lo spedisce. E io faccio altrettanto. Ogni anno non manchiamo mai di scambiarci gli auguri di Natale".
g.b
Fonte: Corriere Romagna

PS mi sembra di non averlo visto nel forum

ciao
emma





Ratzigirl
Sunday, December 11, 2005 2:30 AM
Infatti!!
Infatti ci mancava questa testimoninza bellissima!!!
Grazie emma per aver impreziosito il forum con questa "perla"!!!!
emma3
Sunday, December 11, 2005 10:10 PM
Ratzinger e Wojtyla una coppia pericolosa”- I dossier della polizia segreta della Germania Est”(da Repubblica 3 ottobre 2005 – di Andrea Tarquini).

C’è un dossier segreto su Joseph Ratzinger nella sinistra ex centrale della Stasi, l’enorme complesso a Lichtenberg che fu la città proibita di Berlino Est. Da decenni, il Papa era una delle personalità occidentali più spiate e indagate dalla temuta “Gestapo rossa” della Ddr. Il dossier ora è pubblico.
Bild am Sonntag, l’edizione domenicale del noto quotidiano popolare, ne ha pubblicato ieri ampi stralci. Marianne Birthler, responsabile dell’autorità di controllo sui dossier Stasi, conferma: sono documenti autentici.
Strenggeeheim!, cioè top secret , era scritto a penna sul fitto dossier.
Vi aveva accesso illimitato solo il temuto generale Erich Mielke, capo della Stasi e numero due del regime, il gerarca di Berlino Est più ascoltato al Cremlino prima dell’era Gorbaciov. Gli agenti di Mielke cominciarono a lavorarci 31 anni fa, quindi ben 4 anni prima che il grande amico di Ratzinger, Karol Wojtyla, divenisse Pontefice come Giovanni Paolo II e lanciasse la sua sfida all’impero comunista. Il primo rapporto ha la data del 26 aprile 1974. Già allora - dice un dattiloscritto dell’Archivio della Stasi – “Ratzinger era considerato in Vaticano uno dei più strenui e decisi avversari del comunismo”. Particolare attenzione era riservata ai suoi contatti con la Chiesa nella Ddr. Sia perché come in Polonia o come in Cecoslovacchia, essa offriva aiuto e rifugio ai dissidenti, sia perché rifiutava di adattare i confini delle sue diocesi a quelle tra i due stati tedeschi. “In aprile”, nota preoccupato il primo rapporto di un informatore, datato ’74, R. si è trattenuto nella Ddr e ha tenuto relazioni e discorsi agli studenti di teologia e agli accademici del seminario per sacerdoti di Erfurt. Temi: i problemi della moderna teologia”. La Chiesa tedesca , all’Ovest come all’Est, e lo stesso Vaticano, erano massicciamente infiltrati dalla rete della Stasi. Almeno otto “informatori” erano assegnati al compito di raccogliere informazioni su Ratzinger. Due di essi, Antonius (un sacerdote che ancora vive in Vaticano e ha fatto mea culpa)e Lichtblick (il benedettino padre Eugen Brambertz, morto nel 1987) sono stati identificati. Degli altri sei, non si conoscono ancora i nomi. Ma erano tutte fonti preziose, a contatto con i segreti del Vaticano.
“Ratzinger è politicamente schierato senza riserve in Germania ovest”, afferma uno dei rapporti. “E’ una persona timida, ma che irradia fascino e simpatia”. Dunque un nemico pericoloso. “Nella campagna elettorale si è impegnato apertamente a favore dei leader della Csu F J Strass. Inoltre ha bloccato la nomina di teologi progressisti a incarichi di accademici e docenti della Chiesa. All’inizio degli anni 80 è molto cresciuta nel clero bavarese la resistenza al suo stile autoritario e alla sua rigida posizione politica verso le scuole superiori. Dure critiche sono state rivolte anche al suo aperto appoggio a Strass. Dopo queste critiche R. ha espresso il suo desiderio di passare a incarichi nella Curia a Roma”.
Il pensiero, allude il vecchio amico critico, il teologo ribelle Hans Kung, corre alle violente contestazioni di ultrà di sinistra che spinsero Ratzinger ad abbandonare la cattedra. C’era anche la Stasi dietro gli agitatori? Nessuno lo afferma, nessuno lo esclude.
Ma dopo l’elezione di Giovanni Paolo II, aumentarono allarme e attenzione della Stasi. “Dalla metà degli anni 70 “, sottolinea il dossier “R. è legato da una stretta amicizia con Wojtyla per la cui elezione a Papa egli si è battuto. Wojtyla lo incaricò nel 1980 di organizzare l’appoggio della chiesa della repubblica federale agli sviluppi controrivoluzionari in Polonia. Giovanni Paolo II ha poi favorito all’inizio Ratzinger quale nuovo presidente della Conferenza Episcopale Tedesca.”.
Un’altra preoccupazione degli uomini di Mielke era il ruolo di Ratzinger verso la Chiesa in America Latina. Era ritenuto “capace, nella sua qualità di capo della Congregazione per la dottrina della fede, di prendere posizione in modo più netto di quanto lo stesso Papa potesse fare, e di avere un crescente influsso nel tentativo di orientare in senso anticomunista la Chiesa cattolica, per esempio in America latina”. La Stasi cercò anche elementi per lanciare campagne contro Ratzinger, ma senza successo. Nel febbraio ’81 – dieci mesi e mezzo prima del colpo militare contro Solidarnosc in Polonia – lanciò un “ Suchauftrag”, una ricerca speciale per trovare prove di un suo passato nazista. Invano, ammette una nota nel dossier. “Documenti su R. risalenti all’epoca precedente l’8 maggio ’45 non sono disponibili”.


Ratzigirl
Sunday, December 11, 2005 11:19 PM
Già...
Risalta fuori come un fungo la vecchia storia del passato nazista, ma la Stasi, peccato, non è Dio...
Mi chiedo come sarebbe stato possibile, ad un uomo anche solo in sospetto di essere stato favorevole al nazismo, poter entrare nella sinagoga di Colonia... (ricordo perfettamente che tutti i membri della comunità ebraica sono stati i primi difensori di Benedetto XVI)
emma3
Monday, December 12, 2005 12:33 AM
Re: già...

Comunque, per chi avesse dei dubbi, non noi, se la Stasi, con tutti i suoi sforzi e la sua potenza, non è riuscita a trovare nulla che potesse essere usato contro di lui....non vi è proprio nulla che possa essere usato contro di lui!!
Ratzigirl
Tuesday, December 13, 2005 11:35 PM
^__^
Ciusto! quoto in pieno emma!!
Ratzigirl
Tuesday, December 13, 2005 11:37 PM
Benedetto XVI si commuove scoprendo il massacro di ebrei in Ucraina nel 1941


I nazisti seppellirono in fosse comuni un milione di figli del popolo di Israele

PARIGI, martedì, 13 dicembre 2005


Benedetto XVI ha manifestato la propria commozione di fronte ai documenti che provano un massacro di ebrei in Ucraina nel 1941.

Il Papa ha scritto a questo proposito una lettera al Cardinale Jean-Marie Lustiger, Arcivescovo emerito di Parigi, in occasione del terzo “Incontro europeo cattolico-ebraico”, promosso dal Consiglio Ebraico Europeo.

L’atto, svoltosi presso il Municipio di Parigi il 4 dicembre, ha riunito più di settecento rappresentanti dell’ebraismo e della Chiesa cattolica, tra i quali il Cardinale Georges Marie Cottier, rappresentante vaticano e dal dicembre 1989 fino al dicembre di quest’anno Teologo della Casa Pontificia

Durante l’incontro è stato presentata la ricerca svolta da padre Patrick Desbois, in Ucraina, sulle fosse comuni in cui i nazisti hanno sepolto più di un milione di ebrei nel 1941.

Il Cardinal Lustiger ha informato Benedetto XVI su queste scoperte storiche e, in risposta, il Papa ha scritto una lettera al porporato, datata 1° dicembre, per esprimergli il suo sostegno.

Di fronte alla lettura della sua lettera e dei documenti inviati in precedenza, sono rimasto commosso constatando fino a che punto il potere del male si è impossessato del nostro popolo, facendo sì che abbia potuto aver luogo una cosa così mostruosa, come rivelano questi documenti”, afferma il Papa.

Finora non avevo mai saputo che queste campagne sistematiche di omicidi in Ucraina avessero preceduto l’orrore dei campi di sterminio degli ebrei”, ha aggiunto.

Riesco appena a concepire il fatto come i poteri demoniaci del male, che hanno regnato per dodici anni sul nostro popolo, abbiano potuto portare ad un crollo totale degli obblighi morali e a una distruzione delle coscienze fino ad un livello impossibile da credere, se non fosse stato stabilito con precisione estrema”, ha scritto il Pontefice.

Sempre nella lettera, Benedetto XVI invita poi “a pregare senza sosta il Signore perché ci protegga da queste potenze in futuro”.

Allo stesso tempo, constata come sia “consolatore” il fatto che “il Metropolita ucraino dell’epoca abbia preso chiaramente posizione contro queste procedure, e che oggi ci siano sacerdoti cattolici che si sforzano di far luce su tutta la verità”.

Il Congresso ha offerto la possibilità di celebrare il quarantesimo anniversario della promulgazione della dichiarazione del Concilio Vaticano II “Nostra Aetate” – che ha rappresentato una svolta storica nei rapporti tra ebrei e cattolici – e di riconoscere l’opera realizzata da Giovanni Paolo II a favore delle relazioni reciproche.

Ratzigirl
Thursday, December 15, 2005 11:01 PM
Calendario Natale-Capodanno di Papa Ratzi
Il calendario degli impegni del primo Natale da Papa di Joseph Ratzinger
Benedetto XVI celebrera' alle 24 del 24 la messa della nativita' nella basilica di san Pietro.
Il 25 alle 12 dalla loggia delle benedizioni rivolgera' il suo messaggio natalizio al mondo e impartira' l'Urbi et Orbi, alla quale tradizionalmente seguono gli auguri in moltissime lingue del mondo.
La sera di san Silvestro, alle 18, il Papa celebrera' il Te Deum a conclusione dell'anno civile, nella basilica di san Pietro.
Il primo gennaio, alle 10 in san Pietro, Benedetto XVI celebrera' la messa in occasione della XXXIX Giornata mondiale della pace, sul tema 'Nella verita', la pace'.
Il giorno dell'Epifania papa Ratzinger celebrera' la messa alle 9,30 in san Pietro.
L'8 gennaio infine, alle 10 nella cappella Sistina, Benedetto XVI battezzera' alcuni bambini, riprendendo una tradizione cara al predecessore che aveva dovuto rinunciarvi soltanto gli ultimi anni della sua vita, per i gravi problemi di salute. L'ultima volta che Giovanni Paolo II ha battezzato i bimbi nella Sistina e' stato nel 2003.

Ratzigirl
Saturday, December 17, 2005 10:41 AM
Ci siamo!!!!

Inizierà domenica 18 dicembre, alle ore 9, con la celebrazione della messa, la visita pastorale di Benedetto XVI alla comunità parrocchiale di Santa Maria Consolatrice, a Casalbertone. Per il Pontefice sarà la “prima volta” in una parrocchia romana, proprio nella comunità che per tanti anni lo ha visto come cardinale titolare. Inizia così – si legge in una nota del Vicariato di Roma – un nuovo pellegrinaggio del vescovo di Roma tra la sua gente dopo quello di Giovanni Paolo II. Il Papa polacco, nei suoi 27 anni di pontificato, aveva incontrato 317 comunità parrocchiali, quasi tutte quelle della diocesi. Benedetto XVI ripartirà domenica prossima da quella che per 28 anni lo aveva visitato come cardinale titolare: Santa Maria Consolatrice al Tiburtino, retta da mons. Emilio Pomili. Ad accoglierlo ci saranno, insieme al parroco, il cardinale vicario Camillo Ruini e il vicegerente e vescovo ausiliare per il settore Est della diocesi, Luigi Moretti. La parrocchia, eretta dall’allora cardinal vicario Francesco Marchetti Selvaggiani nel 1945 e affidata al clero diocesano, accompagnò un quartiere allora molto povero negli anni dell’immediato dopoguerra con il primo parroco, don Carlo Maccari, al quale nel 1951 successe don Giovanni Canestri, che ne organizzò struttura e attività pastorali. Azione Cattolica, oratorio, apostolato della preghiera, catechesi: queste le forme in cui prendeva corpo la presenza cella comunità parrocchiale nel quartiere continuate anche con il parroco che nel 1959 subentrò a don Giovanni Canestri, don Ennio Appignanesi, e con l’attuale, mons. Pomili. Fu lui a ricevere, il 2 aprile 1995, la visita pastorale di Giovanni Paolo II nel 50° di fondazione della parrocchia, accolta da tutta la comunità parrocchiale e dall’allora cardinale del titolo Joseph Ratzinger.

ratzi.lella
Sunday, December 18, 2005 1:33 PM
IL PAPA ED I PASTICCINI
PAPA/ IL 19 MARZO PROSSIMA VISITA AD UNA PARROCCHIA ROMANA
Colazione con i sacerdoti di Casal Bertone, caffè e pasticcini


Città del Vaticano, 18 dic. (Apcom) - La terza Domenica di Quaresima, il 19 marzo, si terrà la seconda visita di Papa Benedetto XVI a una parrocchia romana, dopo quella di questa mattina nella chiesa di Santa Maria Consolatrice, nel quartiere di Casal Bertone. E' stato lo stesso Papa Ratzinger a confidarlo ai sacerdoti che hanno concelebrato con lui questa mattina. Non è stata resa nota la parrocchia che sarà visitata.

Benedetto XVI ha ricevuto in dona dalla 'sua' vecchia parrocchia, di cui fu cardinale titolare per 16 anni (fino al 1993) un quadro della Madonna Consolatrice realizzato da un parrocchiano del quartiere, oltre ad un'offerta in denaro per le opere di carità. Al termine della messa il Papa si è fermato con i religiosi e i cardinali presenti per la colazione a base di caffè, latte e pasticcini offerti dal parroco don Enrico Pomili.
Ratzigirl
Sunday, December 18, 2005 10:56 PM
19 Aprile 2005 : Il testimone/Arcangelo Paglialunga

(20 aprile 2005)


"Lo Spirito Santo ha letto i giornali"



A chi gli chiedeva nei giorni scorsi un nome rispondeva immancabilmente: «Niente previsioni. Per fortuna lo Spirito Santo non legge i giornali». Precisando, però, subito dopo che il copyright della battuta non era suo, ma del cardinale Agagianian, uno che di conclavi se ne intendeva. E ha voluto mantenere fino in fondo questa sua personalissima regola, il giornalista del Gazzettino di Venezia Arcangelo Paglialunga, 85 anni, al suo quinto conclave. Anche se in cuor suo un po’ di tifo deve averlo fatto per il cardinale Joseph Ratzinger, con il quale si incontrava spesso la mattina in piazza San Pietro. Il decano dei cardinali diretto al suo ufficio, alla Congregazione per la dottrina della fede, il decano dei vaticanisti che si recava in sala stampa. Proprio a Paglialunga, il futuro Benedetto XVI confidò: «Nel terzo segreto di Fatima non c’è alcuna previsione catastrofica», vari anni prima che il testo fosse pubblicato. Con Paglialunga, che era stato amico di Perosi, parlava spesso di musica sacra, lui innamorato del gregoriano. E da lui apprese la notizia della morte di monsignor Lefebvre. Quella mattina non aveva ancora avuto modo di leggere i giornali. I giornali, appunto. «Beh, qualche volta li legge anche lo Spirito Santo», scherza felice Paglialunga, adesso che il suo cardinale, uno dei papabili più pronosticati, è diventato Benedetto XVI. E lui che fino all’ultimo non ha voluto fare previsioni, aggiunge semplicemente: «Sarà un grande Papa, perché Joseph Ratzinger è un uomo straordinario». È un parere di cui ci si può fidare. Perché nei cinque conclavi della sua carriera, ne ha viste davvero tante. A cominciare proprio dal "duello" tra Agagianian e Roncalli. «Ricordo che andammo a seguire l’ultima Messa del cardinale armeno – racconta – E fu proprio alla fine che forse notando la nostra presenza, aggiunse: «Per fortuna lo Spirito Santo non legge i giornali». In quella occasione, però, il porporato ebbe ragione. Entrato Papa in conclave, ne uscì, rispettando l’antico adagio, ancora cardinale. La veste bianca toccò al meno pronosticato patriarca di Venezia. Che con la sua consueta bonaria ironia descrisse qualche tempo dopo, proprio visitando il collegio armeno a Roma, il singolare "ballottaggio" con il porporato armeno. «I nostri nomi - così si espresse il Papa - si avvicendavano or su or giù come i ceci nell’acqua bollente». E forse anche a causa dei questo lungo testa a testa, afferma Paglialunga, il cerimoniere pontificio dell’epoca, monsignor Dante, invece di aprire la scatola della talare bianca con la taglia large (adatta a Roncalli) prese quella small (che sarebbe andata bene ad Agagianian).
Dopo qualche mese proprio Papa Roncalli, ricevendo i giornalisti, dette loro le "pagelle" per il recente conclave. «Ci raccontò che la prima notte dopo l’elezione, non potendo prendere sonno, si fece portare i giornali dei giorni precedenti. "Non ne avete indovinata una", fu il suo lapidario giudizio. Seguito da una altrettanto lapidaria assoluzione: "Ma vi perdono tutti lo stesso". Questo era Papa Roncalli».
Andò meglio cinque anni dopo con Paolo VI. Ma questa volta, scherza Paglialunga, «cambiai le mie "fonti" e feci un figurone». Niente più giornalisti. Meglio la vox populi. «Lavoravo allora a Momento sera. Il direttore ci chiese di sentire gli umori di piazza San Pietro e io intervistai decine di persone. "Chi volete come Papa?". Ottenni un plebiscito a favore di Montini. Allora richiamai il direttore e glielo dissi. Quando fu eletto, mi ringraziò vivamente, perché solo dopo quella "soffiata", in redazione si decisero a preparare una scheda anche sull’arcivescovo di Milano, oltre che sul cardinale Ottaviani e gli altri "conservatori"». Vox populi, vox Dei, dunque. Ma per Giovanni Paolo I, quindici anni dopo, la voce fu invece quella di un tecnico della radio Vaticana. Eroe per caso divenne l’elettricista incaricato di preparare i microfoni della Loggia Centrale della Basilica. Non si accorse che c’era l’interfono aperto con la sala stampa e disse in romanesco: «M’hanno mannato qua perché devo prepara’ i fili. Er Papa sta per dà ’a benedizione». Così i giornalisti seppero pochi secondi prima della fumata bianca che il successsore di Pietro (in quella occasione il patriarca di Venezia, Albino Luciani) era ormai pronto. Altri tempi, altri ricordi. Ieri nell’epoca del digitale, dei telefonini e di Internet, non è successo nulla di tutto questo. Solo le campane di piazza San Pietro hanno tolto i residui dubbi sul colore della fumata. Anche altri ricordi dell’anziano vaticanista sono destinati a rimanere per sempre tali. La Domus Sanctae Marthae ha, da questo punto di vista, migliorato molte cose. Così non avverrà più che un cardinale a dieta per motivi di salute debba farsi mandare il pranzo da fuori come era costretto a fare il cinese Tien Chen Sin, nel Conclave che elesse Giovanni XXIII. «Un giovane sacerdote gli faceva pervenire ogni giorno una scodella di brodo di pollo», racconta Paglialunga. Oppure che qualcuno - come avvenne a Suenens nel primo conclave del 1978 - si trovi di fronte un altro cardinale in accappatoio (nell’occasione Landazuri), che gli chiese di fare la doccia, perché nella sua "cella" non c’era. Giovanni Paolo II, che quei due conclavi aveva vissuto in prima persona, ha innovato anche da questo punto di vista. "[G]E ancora una volta che ha fatto bene", conclude Paglialunga.
ratzi.lella
Tuesday, December 20, 2005 1:28 PM
PAPA/ IL 5 GENNAIO VISITA PRESEPE DEI NETTURBINI
Città del Vaticano, 20 dic. (Apcom) - Il Papa visiterà il presepe dei netturbini realizzato dall'Ama nel pomeriggio del 5 gennaio. E' quanto riferisce l'agenzia di stampa francese I.Media. Benedetto XVI riprende così un'antica tradizione istituita da Paolo VI nel 1974.

Il presepe dei netturbini, che viene allestito in Via Cavalleggeri a Roma (sede dell'Ama), risale al 1972 e viene realizzato quest'anno con oltre 1.200 pietre provenienti da tutto il mondo. Giovanni Paolo II lo visitò dall'inizio del suo pontificato fino al 2002. Poi, a causa dell'avanzare della sua malattia, vi dovette rinunciare negli ultimi anni.

ratzi.lella
Tuesday, December 20, 2005 3:10 PM
curiosità delle curiosità
Il New York Post incrocia Oriana Fallaci nella libreria della Grande Mela, “Argosy”, mentre compra libri religiosi del XVI e XVII secolo, in latino, come regalo per il Papa… (dagospia)
Ratzigirl
Wednesday, December 21, 2005 10:39 PM
Il biglietto d'auguri del Papa



L'illustrazione è l'adorazione dei Magi di un ignoto autore del Cinquecento, conservata nella cappella di San Lorenzo, in Vaticano.
La scritta, di pugno del papa, è una frase latina ripresa dal sermone natalizio 185 di sant'Agostino:

"Expergiscere, homo: quia pro te Deus factus est homo". Che in italiano vuol dire: "Svegliati, uomo: perché per te Dio si è fatto uomo".

La firma: "Benedictus PP XVI".

E la data: "In Nativitate Domini 2005".


GRAZIE PAPA BENEDETTO!!!

Paparatzifan
Friday, December 23, 2005 2:20 AM
Il Papa col camauro visto dalla stampa argentina
I due giornali piu' importanti:

Da "La Nación", 22 diciembre 2005

Copertina





e articolo a pagina 20



E qua dice che molti bambini credevano che il Papa si era travestito da Babbo Natale.


Da "Clarín", 22 diciembre 2005

Solo questo articoletto interno.

Discipula
Friday, December 23, 2005 10:53 AM
Ma naturalmente ...
... non potevano mancare reazioni di questo tipo:

"Gli animalisti sono furiosi con Papa Benedetto XVI per la sua decisione di indossare il cosiddetto camauro, un copricapo di velluto rosso bordato di ermellino bianco già usato da molti altri Pontefici (l'ultimo fu Giovanni XXIII). Si tratta sostanzialmente di una pelliccia, che il successore di Giovanni Paolo II ha indossato durante l'udienza generale di mercoledì. Le proteste più vivaci sono arrivate proprio dalla Germania, terra natale di Ratzinger. Furiosa anche l'Organizzazione europea degli animalisti".

P.S. Non ho ancora capito se questo camauro è nuovo o se è proprio lo stesso che indossava Papa Giovanni XXIII.

Non che l'interrogativo mi faccia perdere il sonno , ma così, tanto per sapere ... ed eventualmente poter rassicurare gli animalisti ... farebbe piacere anche a me che non fosse stato sacrificato un nuovo ermellino ...


Ratzigirl
Friday, December 23, 2005 11:39 AM
ehm.....
Non vorrei sbagliarmi però mi sa proprio che il camauro è nuovo di zecca... ....Nessuna agenzia stampa lo dice, però...ehm....questa foto mi sembra rivelatrice...




in più c'è qualcosa che si può dedurre tra le righe dell'agenzia ANSA :

....complice il freddo pungente e forse un po' di raffreddore, il Papa durante l'udienza generale di oggi ha rimesso in uso il "camauro", il copricapo di velluto rosso bordato di ermellino bianco che copre in parte la fronte e le orecchie, e che fu caro a Giovanni XXIII.

Quando Benedetto XVI sulla camionetta bianca scoperta è giunto in piazza San Pietro, un moto di stupore ha percorso i presenti alla vista dell' insolito copricapo, il cui rosso vivo contrastava con il rosso più caldo del mantello di panno. Del tutto a suo agio papa Ratzinger ha compiuto il giro sulla camionetta e, preso posto sul sagrato, ha tolto l'ingombrante copricapo tenendo lo zucchetto bianco. Lasciando la piazza, poi, non ha reindossato il cappello pesante.

In un primo tempo gli osservatori non hanno riconosciuto la berretta che i papi indossavano già nel Medio Evo, e che trae il suo nome dal latino "camaleucum" e dal greco "kamelauchion", alla lettera "berretto di pelo di cammello".

Nonostante l'etimologia, il camauro è di velluto e ermellino, mentre nel Rinascimento ce ne era anche una versione estiva in seta. Sembrava che il camauro di papa Roncalli fosse più allungato sulle orecchie, e la memoria fotografica non veniva aiutata dalle immagini in bianco e nero. Ma la ricerca su archivi di immagini a colori ha dissipato ogni dubbio: il cappello di papa Ratzinger era in tutto e per tutto identico al camauro di papa Roncalli, stessa foggia e stesso colore di quello che indossa anche la salma del "papa buono" esposta nella cappella di San Girolamo nella basilica di San Pietro.

Sono in molti a ricordare che quando papa Giovanni volle indossare il camauro, il copricapo era ormai in disuso e la sartoria pontificia dovette rapidamente cucirne uno, basandosi sui quadri che raffiguravano i pontefici. Di origine medievale, il camauro - che ha dato il nome anche a una tonalità di rosso - fu usato fino a Leone XIII, morto nel 1903, che soffrendo il freddo lo usava anche all'interno del proprio appartamento, preferendolo allo zucchetto bianco, tanto da indossarlo persino sul letto di morte. Non risulta che dopo papa Pecci il berretto sia stato indossato dagli altri papi, fino a Roncalli.

Quando papa Giovanni volle ripristinarlo ,alcuni osservatori rimasero colpiti negativamente, pensando che il nuovo papa, eletto in età avanzata, avrebbe prodotto scelte di conservazione e un ritorno al passato. Poco dopo Giovanni XXIII annunciò l'indizione del Concilio Vaticano II, che avrebbe riformato in profondità la Chiesa.



Se ne deduce prima di tutto che non può essere lo stesso camauro, dato che quello di GiovanniXXIII ce l'ha ancora lo stesso Roncalli sulla salma.
In seconda istanza si parla di ripristinazione, il che significa che il camauro fu cucito e preparato anche per gli altri Papi, quello che non so è se tale cappello è stato passato da Giovanni Paolo I al corredo LITURGICO di Giovanni Paolo II e successivamente a quello di Benedetto XVI o se ne hanno cucito uno per ogni Papa....Ma mi sembra evidente che non è una " mattana" di Papa Benedetto, ma qualcosa che si è trovato già pronto....un po' come il regalo della Taxis e della Borghese.....
ratzi.lella
Friday, December 23, 2005 12:15 PM
secondo me...
il camauro e la mantellina rossa con l'ermellino fanno parte dello stesso completo regalato dalle due dame...anche il colore mi sembra lo stesso:

Discipula
Friday, December 23, 2005 2:14 PM
Re: ehm.....

Scritto da: Ratzigirl 23/12/2005 11.39
Non vorrei sbagliarmi però mi sa proprio che il camauro è nuovo di zecca... ....Nessuna agenzia stampa lo dice, però...ehm....questa foto mi sembra rivelatrice...

(CUT)

in più c'è qualcosa che si può dedurre tra le righe dell'agenzia ANSA :

(CUT)

Se ne deduce prima di tutto che non può essere lo stesso camauro, dato che quello di GiovanniXXIII ce l'ha ancora lo stesso Roncalli sulla salma.
In seconda istanza si parla di ripristinazione, il che significa che il camauro fu cucito e preparato anche per gli altri Papi, quello che non so è se tale cappello è stato passato da Giovanni Paolo I al corredo LITURGICO di Giovanni Paolo II e successivamente a quello di Benedetto XVI o se ne hanno cucito uno per ogni Papa....Ma mi sembra evidente che non è una " mattana" di Papa Benedetto, ma qualcosa che si è trovato già pronto....un po' come il regalo della Taxis e della Borghese.....



Già, hai ragione, quello che dice il commento dell'agenzia ANSA è decisamente rivelatore: e pensare che ho postato proprio io l'articolo, questo la dice lunga su come l'ho letto bene!!

Sarà che mi sono concentrata sull'etimologia della parola camauro, sapete, l'etimologia è una mia fissazione ...

Ma perché gli animalisti hanno reagito così solo per il camauro?
Anche la mozzetta rossa è bordata d'ermellino, no?!



Eh, poi credo che ratzi.lella abbia ragione, mozzetta + camauro devono far parte di una parure donata dalle solite due dame ...

Cmq per me il massimo dell'eleganza il nostro Papino l'ha raggiunto domenica scorsa quando si è presentato a S.Maria Consolatrice in talare bianca e cappotto in tinta: il total white look è forse quello che preferisco per Papa Ratzi...






Ratzigirl
Friday, December 23, 2005 7:36 PM
Benedetto XVI pronto a 'revisionare' la sua prima Enciclica
La Lettera papale slitterà certamente a gennaio dopo una 'rilettura' globale





Benedetto XVI, accogliendo le osservazioni degli esperti, è pronto a 'rileggere' la sua prima Enciclica. A quanto apprende l'ADNKRONOS da accreditate fonti della Curia il Pontefice, accogliendo con gratitudine e apprezzamento i consigli degli esperti ai quali ha voluto sottoporre la sua prima Lettera Enciclica, sarebbe pronto a rivederla in alcuni capitoli.

Le medesime fonti sottolineano ancora come la decisione di Papa Ratzinger sarebbe maturata proprio in seguito alle osservazioni fatte dal pool di esperti secondo le quali i contenuti ''sublimi'' per ''l'attenta e profonda riflessione teologica'' svolta dal Santo Padre sarebbero meno immediati per la comunità cristiana alla quale è indirizzata l'Enciclica.

Al di là del tempo necessario per la traduzione - l'Enciclica è stata infatti stesa dal Pontefice in lingua tedesca ma si conta che saranno almeno otto le lingue, incluso l'arabo e il russo, nelle quali sarà tradotta -, la prima Lettera papale slitterà certamente a gennaio dopo una 'rilettura' globale.

[uff!!! e io che l'aspetto dall'8 dicembre!!!Ce la fa desiderare questa prima enciclica!!]

[Modificato da Ratzigirl 23/12/2005 19.37]

Discipula
Saturday, December 24, 2005 12:23 AM
L'Enciclica ...

... spero che questi esperti non gliela facciano semplificare troppo, però: se Papa Ratzi ha scritto una profonda rilessione teologica avrà le sue ragioni, no? Probabilmente avrà pensato che la cristianità ne ha bisogno ...

io di teologia so meno di zero, ma tutte le riflessioni teologiche di Papa Ratzi che ho letto finora mi hanno incantata. Magari non ho capito tutto quello che voleva dire, però è bello che ci sia qualcuno che ci insegna a volare alto ...



emma3
Saturday, December 24, 2005 12:56 AM
re: L'Enciclica ...

è vero, inquieta anche me questa cosa: non capisco perchè altri (e chi poi?!) debbano metterci le mani e poi..il fascino di Ratzi è soprattutto teologico.
Ho già capito che finiranno per snaturarla questa enciclica
(i soliti curiali sabotatori)!
Ma non doveva fare pulizia?


TERESA BENEDETTA
Saturday, December 24, 2005 1:00 AM
CAMAURO NUOVO
NON SO QUANTO AFFIDABILE SIA, MA ROCCO PALMO, BLOGGER NORTE-AMERICANO E CORRISPONDENTE DEL GIORNALE CATTOLICO TABLET,
HA SCRITTO IL 21 DE DICEMBRE NEL SUO BLOG, "WHISPERS IN THE LOGGIA":


*LOGGIA EXCLUSIVE -- MUST CREDIT* A source close to the Gammarelli family of ecclesiastical tailors reports that the camauro worn by Benedict XVI at this morning's general audience was apparently made yesterday, in the space of three hours.



DALL'ALTRA PARTE, IL GIORNALE INGLESE TELEGRAPH HA RIPORTATO QUESTO:


A Vatican insider said: "The Pope was told it was cold outside and he said he had just the thing.

"He came out holding the hat and said he would wear it. He even joked that it made him look like Father Christmas."




euge65
Saturday, December 24, 2005 12:25 PM
Enciclica


Carissima Emma innanzitutto BUON Natale ed un felicissimo 2006 in compagnia del nostro JOSEPH. Anch'io sono un pò contrariata dal fatto che altre persone debbano interferire sulla stesura della prima enciclica del nostro Benedetto.
Del resto, io sono del parere che ogni tanto un testo bello complesso aiuta a ragionare e ad arricchirsi interiormente soprattutto se si parla di teologia. Poi con un proffessore come RATZI........ Speriamo che si spicci a fare pulizia dei tanti burocrati pezzi da novanta della curia.
Comunque, è Natale e quindi siamo buoneeeeee!!!!!
AUGURONI EUGENIA
Ratzigirl
Saturday, December 24, 2005 12:37 PM
Bhè, però....
Si, però attenzione: non se la fa revisionare, la revisiona lui medesimo, il che significa che le parole sono sue e la forma e lo stile rimangono i suoi, solo si tratta di modificare una parola con un'altra...e il fatto che il revisore della sua enciclica sia lui mi rende molto più tranquilla!
Discipula
Saturday, December 24, 2005 2:33 PM
Re: Bhè, però....

Scritto da: Ratzigirl 24/12/2005 12.37
Si, però attenzione: non se la fa revisionare, la revisiona lui medesimo, il che significa che le parole sono sue e la forma e lo stile rimangono i suoi, solo si tratta di modificare una parola con un'altra...e il fatto che il revisore della sua enciclica sia lui mi rende molto più tranquilla!




Sì ... questo lo immaginavo, e infatti è in parte rassicurante, come dici tu. Però spero che questi esperti non gli stiano consigliando di fare troppi "tagli" all'enciclica per renderla facilmente leggibile a noi fedeli, un po' come succede quando si fa l'adattamento televisivo di un libro per rendere la storia guardabile dal pubblico: a volte il risultato non ha paragoni con la versione originale ...

Ma ho fiducia che Papa Ratzi prenderà le sue decisioni da solo, come sembra fare sempre del resto ...
Ratzigirl
Saturday, December 24, 2005 3:00 PM
POST DI NIKKY
Lettera tradotta anche in arabo e russo

Papa Ratzinger, accogliendo le osservazioni degli esperti, è pronto a "rileggere" la sua prima Enciclica. Secondo fonti della Curia, il Pontefice, accettando i consigli degli esperti ai quali ha sottoposto il documento, sarebbe pronto a rivederla in alcuni capitoli in quanto i contenuti della sua riflessione non sarebbero immediati per la comunità cristiana. La Lettera sarà tradotta in 8 lingue, incluso arabo e russo.

La decisione del Papa sarebbe dunque maturata proprio in seguito alle osservazioni fatte dal pool di esperti secondo le quali i contenuti "sublimi" per "l'attenta e profonda riflessione teologica" svolta dal Santo Padre sarebbero meno immediati per la comunità cristiana alla quale è indirizzata l'Enciclica.

Al di là del tempo necessario per la traduzione - L'Enciclica è stata infatti stesa dal Pontefice in lingua tedesca ma, come detto, si conta che saranno almeno otto le lingue, incluso l'arabo e il russo, nelle quali sarà tradotta -, la prima Lettera papale slitterà certamente a gennaio dopo una 'rilettura' globale.

www.tgcom.it

Se ho capito bene, così com'è risulterebbe troppo "difficile" per essere compresa da tutti???


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